Tag Archives: Elerio

I santi del giorno del 16 luglio

16 Lug

CARMELO – CARMELA
non sono santi, ma nella Sacra Scrittura si celebra la bellezza del Monte Carmelo, dove il profeta Elia difendeva la purezza della fede d’Israele nel Dio vivente. Questo monte, alto 650 metri, che sorge a ovest di Nazareth, nel 12 secolo diventò rifugio di alcuni pellegrini giunti in Palestina con la prima crociata e qui fondarono l’Ordine della “Madonna del Carmelo”, monaci dediti a vita contemplativa, sotto il patrocinio della Santa Madre di Dio. Questa festa che si celebra il 16 luglio, giorno dell’apparizione della Vergine a Simone Stock(v), è stata istituita nel 14° secolo e poi estesa a tutto il mondo nel 1726, da Benedetto XIII. Anche CARMEN e CARMINE, sono originati sempre da Carmelo.

ELERIO di Jersey
figlio di un nobile pagano di Tongres (oggi Tongeren in Belgio), venne affidato al maestro Cuniberto, che era cristiano. Battezzato da adulto, dall’abate Marculfo, visse a lungo sull’isola anglo-normanna di Jersey, nel canale della Manica, dove si era ritirato a vita eremitica. Rimasto ucciso durante una scorreria di pirati, un discepolo ne riportò il corpo a Beaubec, in Normandia.

ELVIRA di Ohren
nata a Treviri (Trier), in Germania. Vissuta tra l’11° e il 12° secolo, badessa del monastero di Ohren.

EUSTAZIO di Antiochia
nato nel 260 in Anatolia (v), divenne patriarca di Antiochia nel 323, dopo essere stato vescovo di Berea di Siria. Partecipò al Concilio di Nicea del 325, deciso sostenitore dei canoni antiariani e del principio della divinità, consustanzialità, del Verbo e la sua completa distinzione dal Padre. Nel 330 venne deposto ed esiliato a Side, in Panfilia(v), dove morì nel 337 circa. Dei numerosi scritti apologetici, sono rimasti solo pochi frammenti e un trattato contro Origene.

MADDALENA Maria Postel badessa di San Salvatore.

RUTH della Bibbia
la sua è una storia raccontata in uno dei più commoventi libri della Bibbia, il Libro di Ruth, che invece di riassumerlo consigliamo di leggere per intero. Tuttavia, Ruth è il biblico nome di una donna di Moab, moglie di Chilion, figlio di Noemi di Betlemme. Rimasta vedova, partì con la suocera che tornava a Betlemme, dove trovò un nuovo marito, di nome Booz, ricco agricoltore di Gerusalemme, figlio di Salomone e di Raab. Con lui ebbe un figlio, Obed, che sarà il padre di Iesse, che a sua volta sarà il padre di Davide, dalla cui discendenza nascerà Gesù, il Salvatore.

VALENTINO di Treviri vescovo martire in Germania nel 4° secolo.

VITALIANO di Capua vescovo di Capua e patrono di Catanzaro.

I santi del gorno del 13 giugno

13 Giu

ALICE di La Cambre
nata nel 1200, chiamata anche ADELAIDE, a soli 7 anni entrò in un monastero cistercense a Schaerbeek (La Cambre), in Belgio. Ammalatasi di lebbra visse in isolamento offrendo le sue sofferenze per il perdono dei peccatori, fino alla morte avvenuta l’11 giugno 1250. In Germania è venerata con il nome di ALEIDE.

ANTONIO da Padova
nato a Lisbona nel 1195. Ferdinando de Bulhoes (Buglione), nobile figlio di Martino, cavaliere alla corte del re portoghese Alfonso II e di Teresa Maria Tavera. A 15 anni entrò tra i Canonici Regolari di Sant’Agostino e quando, nel 1220,fu ordinato sacerdote, passò nei Frati Minori Francescani di Coimbra con il nome di Antonio d’Olivares. Inviato in Marocco ad annunciare il Vangelo, una malattia lo costrinse a rientrare, ma una tempesta lo portò in Sicilia e da qui andò ad Assisi, dove potè assistere al “capitolo delle stuoie”, tenuto da Francesco d’Assisi nel 1221. Si stabilì nell’eremo di Montepaolo, nei pressi di Forlì e poi si dette alla predicazione missionaria passando anche in Francia, dove divenne custode del convento di Limoges. Alla morte di Francesco tornò in Italia, venne eletto provinciale dell’Italia Settentrionale e nel 1226 si stabilì a Padova, continuando a predicare, tanto da essere chiamato “il martello degli eretici”. Si adoperò per abolire la prigione ai debitori, aiutò i poveri e combatté le eresie. Morì il 13 giugno 1231, a soli 36 anni, in una cella del convento di Arcella, alla periferia di Padova, dove la sua predicazione era stata accolta da adesioni entusiastiche. Chiamato anche taumaturgo, per i numerosi miracoli che gli furono attribuiti, fu canonizzato a Spoleto dopo un solo anno dalla morte, dal Gregorio IX e nel 1946 Pio XII lo ha proclamato Dottore della Chiesa Universale. Le sue reliquie si conservano in una cassa d’argento dentro un’arca di marmo verde in una cappella della grandiosa Basilica del Santo, a Padova, città della quale è patrono e che è meta di continui e ininterrotti pellegrinaggi. Curiosamente viene invocato anche per ritrovare gli oggetti perduti.

AQUILINA di Byblos santa martire nel 304  in Fenicia (v).

ELERIO abate.

MORANDO di Alsazia
nato nel 1080 nei pressi di Strasburgo, in Francia e morto nel 1115. Dopo un lungo pellegrinaggio a Santiago de Compostela, entrò nella comunità di Cluny (v) governata dall’abate Ugo. Divenuto monaco, venne mandato nei monasteri sui monti dell’Alvernia (v) e nel 1106 passò poi, in qualità di interprete, nel nuovo monastero di Altenkirchen, in Germania, sul Mar Baltico, dove rimase fino alla morte, venerato come un santo. È stato canonizzato alla fine del 12° secolo.

PELLEGRINO di Amiterno
vescovo di Amiterno (oggi San Vittorino), presso L’Aquila, vissuto tra il 6° e il 7° secolo, molto venerato in tutto l’Abruzzo.

RODRIGO di Cordova
sacerdote ed eremita a Cabra, presso Cordova in Spagna, fu denunciato dal fratello agli occupanti Saraceni, dopo che aveva tentato invano di fargli rinnegare la fede cristiana, per passare all’islam. In carcere si incontrò con un certo Salomone, laico, anch’egli imprigionato per lo stesso motivo e così si unì a lui in penitenza e preghiera. Vennero poi condannati a morte, decapitati il 13 marzo 837 e gettati nel Guadalquivir. I loro corpi furono recuperati da alcuni cristiani e Rodrigo fu sepolto nella Chiesa di San Genesio.

UGO di Novalesa
abate benedettino dell’Abbazia della Novalesa, provincia di Torino, fondata nel 726, dal governatore di Susa, Abbone.

UNNA di Saint Dié
moglie del nobile francese Hunon, vissuta nel 7° secolo. Assieme al marito, dedicò la sua vita all’assistenza degli ammalati poveri. Fu sepolta assieme a lui nella Chiesa di Saint-Dié, nella regione dei Vosgi, in Francia, che loro stessi avevano fatto edificare. Patrona dei lavandai, perché “lavava” le ferite dei malati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: