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I santi del giorno del 12 giugno

12 Giu

ARCANGELO di Calatafimi morto nel 1460.

BASILIDE di Alessandria
martire  con i compagni Cirino, Nabore e Nazario, nel 3° secolo.

CATULLO santo.

CIRINO di Alessandria soldato martire assieme a Basilide, Nabore e Nazario.

EDOARDO Poppe santo morto nel 1924.

GASPARE Bertoni
nato il 9 ottobre 1777, a Verona. Umile parroco e direttore spirituale dell’istituto locale delle Canossiane, nel 1816 fondò la congregazione delle Stigmate di Nostro Signore Gesù Cristo, i Padri Stimmatini, religiosi dediti al sostegno del vescovo nei compiti pastorali e missionari. Morto a Verona il 12 giugno 1859, è stato beatificato da Paolo VI nel novembre 1975, Anno Santo, e poi canonizzato da Giovanni Paolo II, nel 1989.

GUIDO Vagnotelli
nato nel 1190 a Cortona, in provincia di Arezzo. Quando Francesco d’Assisi arrivò in città, pur essendo di modeste condizioni, gli offrì il suo alloggio. Desideroso di diventare francescano, lo seguì e nel 1211, ricevette l’abito proprio da lui. Ordinato sacerdote, visse in una cella costruitasi su di un ponte vicino a Cortona e diventò famoso per santità, carità e miracoli. Morì nel convento francescano di Celle, Cortona, il 12 giugno 1250.

LEONE III papa
nato nel 750 circa, romano di modeste origini, figlio di un certo Azupio, venne eletto il 27 dicembre 795, quando era cardinale del titolo di Santa Susanna. Quattro anni dopo, il 25 aprile, fu assalito e ferito da congiurati partigiani del defunto pontefice che volevano toglierlo dalla carica, mentre guidava una processione per la festa di san Marco, lungo il percorso da San Giovanni in Laterano a San Lorenzo in Lucina. Venne rapito davanti alla folla terrorizzata, portato in un vicolo e dopo averlo picchiato, gli attentatori fuggirono certi di averlo ucciso, ma fu salvato dal duca Guinigildo di Spoleto e portato in un convento dove rimase fino a quando non lo prelevarono per riportarlo in San Pietro. Dopo una lunga convalescenza, andò a Paderborn, in Westfalia, a chiedere la protezione di Carlo Magno e alcuni mesi dopo fu scortato a Roma dai soldati dell’imperatore. Per ringraziarlo, nella notte di Natale dell’anno 800, lo incoronò imperatore del Sacro Romano Impero d’Occidente, titolo rimasto vacante dal 476 in seguito alla deposizione di Romolo Augustolo. Aiutò i poveri con le molte donazioni ricevute e ricostruì e abbellì le chiese di Roma e di Ravenna. Morì a Roma il 12 giugno 816 e fu sepolto in San Pietro.

MASSIMO di Napoli
vescovo di Napoli, patrono di L’Aquila, che gli ha dedicato il Duomo e di Penne, in provincia di Pescara che gli ha consacrato la Cattedrale.

MERCEDES
Mercedes da Gesù Molina, santa fondatrice, vissuta nel 19° secolo.

NABORE di Alessandria
martire ad Alessandria d’Egitto, con Basilide, Cirino e Nazario, tutti soldati.

NAZARIO di Alessandria
soldato martire ad Alessandria d’Egitto con Basilide, Cirino e Nabore.

OLIMPIO di Tracia confessore della fede, vescovo in Tracia.

ONOFRIO di Calabria
monaco basiliano che ha dato il nome a un comune vicino a Vibo Valentia, in provincia di Catanzaro.

ONOFRIO
eremita del 4° secolo nel deserto della Tebaide(v). Esiste una Vita, scritta da un certo Pafnuzio, suo compagno di romitaggio, ma si tratta di un racconto leggendario, scritto per celebrare la vita monastica cenobita. Comunque il culto si diffuse molto in Europa, al tempo delle crociate e in Italia è particolarmente celebrato nell’eremo di Sant’Onofrio che sorge solitario in alto sopra la città di Sulmona. Patrono dei parrucchieri.

PLACIDO di Amiterno
detto di Valle d’Ocre, comune abruzzese presso L’Aquila, morto nel 1248 ad Amiterno, antica città della Sabina, oggi San Vittorino.

PRIORE martire egiziano del 4° secolo.

 

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I santi del giorno del 18 marzo

18 Mar

ALESSANDRO
vescovo di Gerusalemme dove fondò una ricca biblioteca, discepolo e amico di Origene, morì in carcere a Cesarea nel 251.

ANGELICO di Fiesole
nato a Vicchio del Mugello dopo il 1387. Fra Giovanni da Fiesole, al secolo Guidolino di Pietro, detto popolarmente “il beato”. Nel 1407 vestì l’abito dei Domenicani nel convento dei Predicatori dell’Osservanza, a Fiesole, dove venne eletto priore nel 1449. Massimo interprete del sentimento religioso della pittura del 400, iniziò l’attività artistica come miniatore di manoscritti alla scuola di Lorenzo Monaco. Durante i lavori di ricostruzione del convento di San Marco a Firenze, collaborò con Michelozzo e poi, nel 1433, con Masolino da Panicale per la realizzazione di opere pittoriche che gli erano state commissionate dalla Compagnia dei Linaioli e tra il 1437 e il 1443, dipinse il grande ciclo di affreschi del convento. Chiamato a Roma da Eugenio IV nel 1445, dipinse molti altri affreschi, dei quali però rimangono solo quelli eseguiti per Nicolò V, con le storie dei santi Lorenzo e Stefano che ricoprono tutte le pareti della cappella Nicolina. L’anno successivo fu ad Orvieto, dove lavorò nel Duomo, poi Firenze e Roma dove, morto nel 1455, venne sepolto in Santa Maria sopra Minerva. Sono numerosissime e celebri le sue opere: l’Incoronazione della Vergine, a Boston; l’Adorazione dei Magi, a Firenze; l’Annunciazione, a Cortona; Gesù lava i piedi agli Apostoli, in Vaticano; Comunione degli Apostoli in San Marco a Firenze; Il banchetto di Erode nel Louvre, a Parigi, ecc. La sua arte caratterizzata da una estrema semplicità e calore mistico, fusi con un vivo senso del colore, forma e luce, fanno di lui un pittore delicato. I suoi quadri sono quasi stilizzati, pieni di poesia e hanno influenzato lo svolgimento della pittura toscana di tutto il secolo. La qualifica di beato, attribuitagli dalla religiosità popolare, è stata riconosciuta ufficialmente nel 1984, da Giovanni Paolo II, proclamandolo patrono degli artisti. Come GIOVANNI da Fiesole è festeggiato il 18 febbraio.

ANSELMO di Lucca
nato a Milano verso il 1036, nel 1073 divenne vescovo di Lucca designato dello zio, Anselmo da Baggio, papa con il nome di Alessandro II. Cacciato dalla sede da Enrico IV, per la sua posizione di riformatore e sostenitore del nuovo papa Gregorio VII nella lotta per le investiture, divenne consigliere e confessore della contessa Matilde di Canossa presso la quale si era rifugiato. Morì a Mantova il 18 marzo 1086 e fu canonizzato nel 1807 da Pio VII.

CIRILLO di Gerusalemme
nato a Gerusalemme nel 315 da genitori cristiani, da giovane pastore di un gregge di pecore, si appassionò poi allo studio della Sacra Scrittura e per molti anni istruì i catecumeni nella preparazione al battesimo. Nel 348 venne consacrato vescovo di Gerusalemme, successore di Massimo, ma fu mandato in esilio per tre volte, perché si opponeva ad Acacio di Cesarea e agli altri ariani intransigenti. Poté rioccupare definitivamente la sede, soltanto nel 378 partecipando così al Concilio di Costantinopoli del 381, come uno dei più importanti rappresentanti dell’ortodossia cattolica. Ci ha lasciato stupende omelie e le famose 24 Catechesi, istruzioni religiose per catecumeni e neofiti del tempo, sulla penitenza, Battesimo, Cresima Credo ed Eucaristia nella basilica del Santo Sepolcro. Morto il 18 marzo 386, è stato proclamato Dottore della Chiesa, nel 1883 da Leone XIII.

CRISTIANO vescovo martire.

EDOARDO II, re
nato nel 963, figlio primogenito del re Edgardo il Pacifico e di Etelfreda, fratellastro di santa Edith, successore del padre nel 975. Dopo soli tre anni di regno, il 18 marzo 978 venne ucciso durante una partita di caccia nei pressi di Corfe-Castle, sulla Manica, in seguito a un complotto ordito dalla matrigna Elfrida che voleva mettere sul trono il figlio Etelredo. In seguito a numerose voci che affermavano che sulla sua tomba avvenissero diversi fatti straordinari, nel 1001 venne proclamato santo da Silvestro II.

FREDIANO di Lucca
vescovo di origine irlandese morto a Lucca il 18 marzo 588. Venuto in Italia condusse vita eremitica e nel 560 fu eletto vescovo di Lucca. Molto venerato a Firenze e in tutta la Toscana, è patrono della città, che gli ha dedicato una chiesa nella quale sono stati traslati i suoi resti tra il 1024 e il 1032, al tempo del papa Giovanni XIX. Viene celebrato particolarmente il 18 novembre per ricordarne il giorno della traslazione.

NARCISO o NARCISSO vescovo martire.

SALVATORE di Horta
nato nel 1520 a Santa Coloma de Farnés, presso Gerona in Spagna. Giovane calzolaio, quando nel 1541 rimase orfano, entrò come laico professo nel convento francescano di Barcellona. Dotato di grande carisma e di poteri taumaturgici, fu molto perseguitato dai superiori e venne anche denunciato all’Inquisizione. Costretto a peregrinare da un convento all’altro  rimase più a lungo in quello di Horta, cittadina sull’isola Fayal nell’arcipelago delle Azzorre (Portogallo), dove fece il cuoco. Alla fine nel 1565 fu trasferito a Cagliari dove morì il 18 marzo 1567. Considerato santo ancora vivente, è stato canonizzato da Pio XI, nel 1938.

TROFINO martire con Eucarpio.

I santi del giorno del 5 gennaio

5 Gen

ABACUC profeta biblico (uno dei 12 minori).

AMATA e AMELIA martiri nel 6° secolo.

APOLLINARE vergine martire.

ASTOLFO di Magonza vescovo.

BARNABA da San Nicola  Giovanni Del Vit, nato il 7 aprile 1746 a Grumes, in provincia di Trento. Dopo aver frequentato la scuola popolare, a 16 anni fu mandato a Lavis come apprendista sarto, presso la casa Clauser. Nel marzo 1768 partì per Roma deciso a farsi religioso e fu accolto come laico nel monastero degli Agostiniani Scalzi. Due anni dopo emise i voti, prese il nome di fra Barnaba, servì nel convento con il suo mestiere di sarto e si dedicò anche alla “cerca” per le strade di Roma. Tornò a Grumes una sola volta, nel 1780, a pregare sulla tomba di suo padre. Ha speso tutta la vita nel servizio di Dio e del prossimo. È morto il 5 gennaio 1790 e il suo corpo riposa nella chiesa di Gesù Maria al Corso, nel centro di Roma. Di lui si disse che era un frate di soavi maniere, di innocenza, carissimo ai confratelli, ardente di carità, umile, povero e obbediente. Dopo la morte la voce popolare lo venera come santo e si narrano diversi prodigi a lui attribuiti quando era ancora in vita. A Grumes, dove sono conservati alcuni oggetti che gli erano appartenuti, è ricordato con venerazione.

EDOARDO il Confessore nato a Islip, nell’Oxfordshire nel 1002, figlio di Eteldredo II re d’Inghilterra e di Emma di Normandia. Nel 1042, alla morte dell’ultimo sovrano danese Canuto III e con l’appoggio di Godwin conte del Wessex, venne consacrato re con il nome di Edoardo III. Di educazione normanna però, non seppe accattivarsi i favori del popolo e quando si venne a sapere che la corona inglese era stata da lui promessa a Guglielmo di Normandia, il sentimento nazionale sassone prevalse e permise a Godwin di regnare di fatto. Alcune imprese di pace illustrano il nome di Edoardo: rimise in vigore le leggi del suo antenato Edgar e trasferì la capitale a Westminster, nell’Anglia Orientale. Si dice anche che ebbe visioni e che curava i malati con il semplice tocco delle mani, ma in complesso fu un re debole, amato soltanto per la sua mitezza. Riuscì comunque a rafforzare i legami tra la Chiesa inglese e il papato, fece costruire l’abbazia di San Pietro a Londra, che oggi si chiama Winchester Abbey, consacrata il 28 dicembre 1065. Gravemente ammalato, non poté assistere alla cerimonia inaugurale perché morì a Westminster, il 5 gennaio 1066. Venerato subito come santo dalla volontà popolare, è stato poi canonizzato nel 1161, da Alessandro III. Festa anche il 13 ottobre, anniversario della traslazione della salma nella nuova cattedrale.

EMILIANA di Roma  vergine romana, vissuta nel 6° secolo. Sorella di Tarsilla, zia di Gregorio Magno, il quale ci ha lasciato il racconto della sua vita e delle visioni. Condusse vita austera nella casa del senatore Gordiano poi trasformata nel monastero benedettino di Sant’Andrea al Celio dal nipote Gregorio. È stata un grande esempio di purezza e di edificante virtù.

GERLACO di Maastricht Militare di Valkenburg, in Olanda. Sposato, ma di carattere irascibile, rissoso, violento e bestemmiatore, rese infelice la giovane moglie, ma quando lei morì, il rimorso lo fece piombare nella disperazione. Lasciate le armi, divenne pellegrino, prima a Roma e poi a Gerusalemme. Fece sette anni di penitenza, durante i quali, servì gli ammalati negli ospizi. Alla fine entrò nell’Ordine fondato da Norberto di Xanten (premonstratensi), vivendo come eremita nel cavo di una vecchia quercia, presso Maastricht, in Olanda.

ISIDORO di Roma soldato romano, martire ad Alessandria d’Egitto.

PIETRO Bonilli nato il 15 marzo 1841 a San Lorenzo di Trevi, Perugia, in una famiglia di contadini. Nella sua giovinezza incontrò un sacerdote, Lodovico Pieri, che gli fece da guida spirituale nel cammino verso il sacerdozio. Fu ordinato nel 1863 e per 35 anni esercitò il suo apostolato come parroco di Cannaiola, una frazione di Trevi, dedicandosi all’istruzione religiosa. Fondò un orfanotrofio per ragazzi abbandonati, aprì un asilo per ragazze sordomute e cieche e riuscì anche a far funzionare una tipografia. Nel 1888, fondò l’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia per l’assistenza a tutti questi giovani in difficoltà. È morto a Spoleto il 5 gennaio 1935.

RUGGERO di Todi  nato verso il 1180 a Todi, in Umbria, si fece francescano. Nel 1216 ricevette l’abito monastico da Francesco d’Assisi, il quale lo inviò come direttore spirituale al convento delle Clarisse di Rieti. Morì a Todi, il 5 gennaio 1237.

SIMEONE stilita  il vecchio, asceta siriano nato verso il 390 a Sis o Sisi in Cilicia(v), morto nel 459. Pastore attirato dalla vita monastica, in un primo tempo si ritirò in un convento, ma poi si fece eremita. Dopo aver sperimentato varie forme di ascetismo, andò a vivere su di una piattaforma posta alla sommità di una colonna, dove rimase, sembra, per 40 anni, alternando la predicazione alla preghiera, ascoltato e venerato anche da re e imperatori. Gli sono stati attribuiti numerosi scritti apologetici.

TELESFORO papa  di famiglia greca, ma nato a Terranova, in Calabria, dove visse da eremita. Eletto nel 125, successore di Sisto I, perché ritenuto estraneo alle eresie che già dilagavano in Roma e pertanto in grado di combatterle. Secondo lo storico Ireneo di Lione, resse le sorti della Chiesa per 11 anni, 3 mesi e 22 giorni. Condannò l’eresia degli gnostici, secondo la quale Dio è ineffabile, infinitamente superiore, ma separato dall’uomo  Introdusse il precetto del digiuno quaresimale per i fedeli (per il clero doveva durare 7 settimane) ed è famoso per aver istituito la Messa della Notte di Natale, con il canto del Gloria in excelsis Deo all’annuncio della nascita di Gesù. Subì il martirio nel 136 sotto l’imperatore Adriano, ma risulta priva di fondamento la notizia che sia stato sepolto in Vaticano accanto a san Pietro.

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