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I santi del giorno del 30 giugno

30 Giu

ADOLFO di Osnabruck
nato nel 1185 in Westfalia, figlio del conte di Tecklenburg. Dopo essere stato monaco cistercense, nel 1216 venne eletto vescovo di Osnabruck, in Prussia. Fondatore di numerosi conventi, fu anche chiamato l’elemosiniere dei poveri e dei lebbrosi, per la sua grande generosità. Morto il 30 giugno 1224, in Germania è festeggiato anche l’11 febbraio.

BASILIDE
soldato martire di Alessandria d’Egitto, durante la persecuzione di Settimio Severo. Patrono degli agenti di custodia.

DIODORO di Tarso
vescovo in Cilicia, iniziatore della Scuola di esegesi biblica di Antiochia e maestro di Giovanni Crisostomo, morto nel 392.

ERNESTO di Pardubitz
nato a Hasty nel 1297, morto a Praga nel 1364. Arcivescovo di Praga, legò il suo nome a tutti gli avvenimenti della Boemia del tempo, fino a reggere il regno durante l’assenza del 1° re di Boemia,  Carlo IV di Lussemburgo.

LIANA di Roma diminutivo di EMILIANA, giovane martire di Roma.

LUCINA di Roma
matrona romana discepola degli Apostoli, secondo una leggenda, si sarebbe dedicata alla cura dei cristiani imprigionati e alla sepoltura dei martiri, subendo il martirio nel 70. È considerata un simbolo della pietà cristiana.

MARZIALE di Limoges
1° vescovo della sua città. Dagli Atti, attribuiti al suo successore, Aureliano, risulterebbe uno dei 72 discepoli inviati in missione da Gesù stesso. Secondo Gregorio di Tours invece, nel 3° secolo venne mandato in Gallia da Roma, assieme a Dionigi a evangelizzare quelle terre. Sul luogo della sua presunta sepoltura, nell’848 è stata costruita la celebre abbazia di Limoges.

OSTIANO sacerdote francese, confessore della fede.

OTTONE von Mistelbach
nato nel 1061, da una nobile famiglia, nel 1102 fu nominato vescovo di Bamberga, nell’Alta Franconia, dall’imperatore Enrico IV. Nella lotta per le investiture favorì la pacificazione tra l’impero e il papato contribuendo alle decisioni del concordato di Worms del 1122. Difensore della libertà ecclesiastica delle diocesi, fondò molte chiese e conventi, estendendo la sua azione anche ad altre zone, celebrò vari sinodi, promosse la riforma di Hirsau, in Germania e anche nuovi ordini religiosi. Dal 1124 al 1127, svolse un’importante opera missionaria in Pomerania, storica regione tedesca, che attualmente è incorporata quasi interamente nella Polonia, tornando poi alla sede vescovile dove morì il 30 giugno 1139. Sepolto nel monastero di San Michele è stato elevato all’onore degli altari da Clemente III nel 1189.

I santi del giorno del 3 maggio

3 Mag

ALESSANDRO I papa
di nobile famiglia romana eletto nel 105, successore di Evaristo, quando aveva circa 30 anni, non per designazione del predecessore, ma tramite una consultazione tra i membri della comunità cristiana. Questa procedura che si potrebbe definire “democratica”, sarà poi seguita per alcuni secoli. Gli è stata attribuita l’istituzione dell’acqua benedetta. Avrebbe subito il martirio, assieme al prefetto Ermete e a due preti, Evenzio e Teodulo, per ordine di Traiano imperatore, il 3 maggio del 115, decapitato al 7° miglio della Via Nomentana dove fu sepolto.

DIODORO martire assieme a RODOPIANO.

EMILIA Bichieri
nata il 3 maggio 1238, a Vercelli, figlia di Adelasia, contessa di Biandrate, ebbe esperienze mistiche e fondò un monastero domenicano. È morta il 3 maggio 1314.

ERMETE
prefetto di Roma al tempo del papa Alessandro I, assieme al quale subì il martirio il 3 maggio 115, “al 7° miglio fuori della porta Nomentana”.

EVENZIO di Roma
sacerdote martire nel 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Teodulo.

FILIPPO apostolo
nativo di Betsaida. Discepolo di Giovanni Battista, fu poi uno dei primi apostoli chiamati da Gesù, dopo Andrea e Pietro, abbandonando moglie e figli. Testimone del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, parlò con Gesù e fu ancora lui a chiedere al Maestro di poter vedere il Padre. Secondo la tradizione dopo la Pentecoste, evangelizzò la Samaria, le città del litorale palestinese e predicò anche in varie parti dell’Asia Minore, Grecia e Frigia. Verso l’81, in età avanzata, sarebbe stato ucciso con pietre e poi crocifisso a testa in giù, a Gerapoli, durante la feroce persecuzione di Domiziano. Le reliquie sono venerate a Roma nella Chiesa dei Santi Apostoli.

GIACOMO il minore
cugino di Gesù, figlio di Alfeo e di Maria di Cleofa, sorella della Madonna, fratello dell’apostolo Giuda Taddeo. Dopo la morte del Maestro e la fuga di Pietro da Gerusalemme, divenne il capo di questa Chiesa ed ebbe un peso importante nelle decisioni del 1° Concilio apostolico del 50 circa, perché a lui facevano capo gli Ebrei cristiani. Quale 1° vescovo di Gerusalemme, godette fama di santità anche presso i non cristiani, tanto che era chiamato “Il Giusto”. Nella Pasqua del 62 però, per istigazione del sacerdote Anania, secondo san Girolamo, fu lapidato, mentre lo storico Flavio Clemente, racconta che fu fatto precipitare dal punto più alto delle mura del tempio dai farisei e poi finito a colpi di pietra. Una tradizione dice che il corpo fu trasferito a Roma, con quello dell’apostolo Filippo e per questo è festeggiato assieme a lui il 3 maggio. Solo per tradizione viene ritenuto l’autore della Lettera di Giacomo, indirizzata alle 12 tribù della dispersione, contenente una serie di ammonimenti e notevoli apporti dottrinari, come il rito dell’unzione dei malati, nel quale la tradizione cattolica ha visto i tratti essenziali dell’Estrema Unzione, più un particolare invito alla speranza per tutti quelli che abitano lontano dalla Terrasanta, perché possano fondare l’Israele di Dio. Nella sua Lettera ai Galati, Paolo di Tarso lo ha definito “una delle colonne della Chiesa”.

GIOVENALE di Narni
martire nel 376. Poche e incerte le notizie a suo riguardo, una Vita composta dopo il 7° secolo, lo dice di origine africana, ordinato 1° vescovo di Narni, da Damaso I. Patrono della città, che gli ha dedicato la Cattedrale sorta sul luogo della sua sepoltura e dove le reliquie sono conservate sotto l’altar maggiore dal 1679, da quando cioè furono restituite da Lucca, dove erano state trasportate assieme a quelle di Cassio, uno dei suoi successori nel vescovado. A Narni è ancora viva la memoria di una festa tradizionale, quella “dell’anello”, celebrata in occasione della ricorrenza del Santo.

MAURA di Antinoe
vissuta nel 3° secolo, ad Antinoe, sulle rive del Nilo. Sposa di Timoteo che, dopo sole tre settimane di matrimonio, fu accusato di cristianesimo dagli Ariani e condannato a morte. Gli accusatori tentarono di convincerlo ad abiurare, per salvarsi la vita, tramite la moglie Maura, ma lei rispose che era pronta a morire con lui. Nel 298 furono crocifissi e sopravvissero sulla croce per 9 giorni, pregando e incoraggiandosi a vicenda.

TEODOSIO di Kiev beato.

TEODULO di Roma
martire sulla Via Nomentana il 3 maggio 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Evenzio.

TIMOTEO di Antinoe
diacono di origine egiziana. Arrestato dal prefetto romano di Antinoe, in Egitto, durante la persecuzione di Diocleziano, gli fu imposto di consegnare i libri sacri della sua chiesa. Siccome si rifiutò, cercarono di convincerlo anche attraverso la moglie Maura, la quale, invece di persuaderlo, lo incoraggiò a rifiutare. Furono così torturati entrambi e poi crocifissi, nel 298.

VENTURA di Spello
beato perugino, morto a Spello nei pressi di Foligno, in Umbria nel 14° secolo. Spello gli ha dedicato un ospizio per pellegrini.

VIOLA di Verona o VIOLETTA,
vergine martire venerata a Verona da tempo immemorabile, ma senza storia della sua vita.

I santi del giorno del 26 febbraio

26 Feb

ALESSANDRO di Alessandria
nato nel 250, eletto vescovo e patriarca di Alessandria d’Egitto nel 313, convocò un sinodo provinciale per scomunicare l’eresiarca Ario che faceva parte del suo clero. Ordinò prima diacono e poi sacerdote Atanasio, con il quale ebbe una parte importante nel Concilio di Nicea del 325, il 1° ecumenico della storia della Chiesa, promosso dall’imperatore Costantino. Anche qui 250 vescovi condannarono la dottrina di Ario, proclamando che il Figlio è generato non creato ed è della stessa sostanza del Padre. È morto il 18 aprile 328, ma in Occidente la sua festa è il 26 febbraio.

ANDREA vescovo di Firenze all’inizio del 5° secolo.

CLAUDIANO di Perge
vescovo martire martire nel 3° secolo in Panfilia assieme a Conone, Papia, Diodoro e Nestore.

CONONE  martire a Perge in Panfilia, assieme al vescovo Claudiano, Diodoro, Papia e Nestore.

DIODORO di Perge martire in Panfilia, assieme al vescovo Claudiano e altri compagni.

FAUSTINIANO di Bologna vescovo di Bologna, morto nel 350.

NESTORE di Magydos vescovo martire in Panfilia. Subì il martirio durante la persecuzione di Decio, tra il 249 e il 252, essendosi rifiutato di convincere i suoi fedeli a sacrificare agli dei pagani. Fece fuggire dalla città tutti i cristiani, ma lui rimase al suo posto, così fu arrestato e condotto a Perge, presso Antalya, dove venne ucciso assieme a molti compagni, tra i quali Claudiano, Conone, Diodoro e Papia. Nel Martirologio geronimiano è ricordato il 25 febbraio.

PAPIA di Perge martire in Panfilia, assieme ai vescovi Nestore e Claudiano.

PORFIRIO di Gaza
nato nel 345 a Tessalonica (oggi Salonicco in Grecia) e morto nel 420 a Gaza, in Palestina. Dopo 5 anni di vita eremitica nel deserto egiziano, si fece monaco nella Palestina meridionale, dove fu ordinato presbitero. Nel 395 venne consacrato vescovo di Gaza e si impegnò a fondo per la diffusione del cristianesimo, intervenendo al Sinodo di Lydda. È ricordato per la sua austerità e anche perchè ebbe il dono di operare miracoli.

ROMEO di Lucca carmelitano, morto nel 1380, patrono di Lucca.

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