Tag Archives: Dina

I santi del giorno del 4 settembre

4 Set

AUSILIA santa martire.

BONIFACIO I papa
romano, figlio del presbitero Giovanni, successore di Zosimo pontificò dal 28 dicembre 418 al 4 settembre 422. Mentre avveniva l’elezione, una esigua fazione di clero e popolo acclamava papa l’arcidiacono Eulalio, amico del prefetto Simmaco, che venne condotto al Laterano e consacrato a porte sbarrate. Nella controversia intervenne l’imperatore Onorio che in un primo tempo riconobbe Eulalio, ma poi, vista l’energica resistenza del popolo romano che reclamava Bonifacio come unico e legittimo papa, dopo il Concilio di Ravenna del 419, fece cacciare Eulalio e il 10 aprile confermò Bonifacio, che lasciò così il convento di Felicia sulla Salaria, dov’era confinato e poté finalmente assumere il governo della Chiesa. Nel suo pontificato difese i diritti di Roma in Africa, in Gallia e nell’Illirico, contro le pretese di Attico, Patriarca di Costantinopoli. Riorganizzò la gerarchia del clero e condannò l’eresia di Pelagio, confermando le decisioni dei suoi predecessori.

CANDIDA la vecchia
napoletana martire alla fine del 1° secolo. La tradizione dice che ricevette il  battesimo da Pietro Apostolo, assieme al fratello ASPRENO, nominato poi 1° vescovo di Napoli. Sono ricordati in una delle più antiche chiese della città, San Pietro ad Aram.

CASTO martire assieme a Magno e Massimo.

CATERINA da Racconigi
nata nel 1486, figlia di un fabbro, operaia in una filanda, entrò giovanissima nel Terz’Ordine Domenicano. Seguace della riforma “savonaroliana”, subì denunce e inchieste che la portarono anche a essere espulsa dalla sua città. Morta  nel 1547 a Caramagna, in provincia di Cuneo, beatificata da Pio VII il 9 aprile 1808, il suo culto si estese a tutto il Piemonte.

DINA Belanger
nata nella provincia canadese del Quebec il 30 aprile 1897. Studiò musica in un conservatorio di New York e diventò una brillante pianista, applaudita e ricercata. Il successo però non cambiò la sua vita semplice e modesta, che la portò a impegnarsi nella vita parrocchiale e a visitare gli ammalati. Nel 1921 entrò nel noviziato delle Religiose di Gesù-Maria a Sillery, dove professò i voti due anni più tardi. Insegnò musica e visse in costante unione con Dio nella preghiera. È morta il 4 settembre 1929.

IDA di Herzfeld
nata nel 775, nobile francese nipote di Carlomagno, sorella di Vala, abate di Corbie, sposò il paladino Egberto di Sassonia ed ebbe 5 figli, dei quali 3 si fecero religiosi. Assieme al marito, fece costruire una chiesa a Herzfeld, presso Munster in Renania(Germania) e quando rimase vedova, si dedicò alle opere di carità, in particolare all’assistenza delle partorienti. Morta il 4 settembre 825, fu sepolta nella chiesa di Herzfeld e venne venerata come santa per i numerosi miracoli che furono attribuiti alle sue intercessioni.

MOSÈ  profeta
personaggio biblico, primo legislatore del popolo ebraico e suo liberatore dalla schiavitù in Egitto. Secondo quanto è tramandato dal libro dell’Esodo, nacque verso la fine del 13° secolo a.C., figlio di Amran e di Jochebet, della stirpe di Levi. La madre, per sottrarlo alla morte ordinata dal Faraone per tutti i neonati maschi ebrei, lo depose in un canestro di vimini sulle acque del Nilo, salvato da una figlia del Faraone stesso, crebbe alla corte egiziana. A quarant’anni, avendo ucciso in un momento di collera un sorvegliante, fuggì nel deserto presso la tribù dei Madianiti e sposò Zippora, figlia del sacerdote Jetro, trascorrendo molti anni come pastore. Presso il monte Oreb, ebbe la prima visione di Dio, che lo chiamava a liberare i suoi fratelli ebrei dalla schiavitù egiziana. Obbediente, tornò alla corte del faraone Ramses II a chiedere il riscatto del popolo, ma lo ottenne solo dopo aver fatto cadere sul paese le famose 10 piaghe. Condusse il popolo a Goshen, oltre il confine e lo guidò, attraverso il Mar Rosso, verso Canaan, la Terra Promessa, a est del Giordano, ma prima di raggiungerla vagò, con questo popolo, per simbolici 40anni nei deserti. Sul Sinai ricevette le Tavole della Legge, o Decalogo, scritte dal dito di Dio. Trascorso un lungo periodo di penitenza, dopo ripetuti atti di apostasia e di infrazione al patto divino da parte del popolo, finalmente Mosè arrivò alle soglie della Terra di Canaan, ma non potendovi entrare, si ritirò sul monte Nebo, dove morì all’età di 129 anni. Detto il più grande dei profeti perché, aveva conosciuto “l’Eterno faccia a faccia”, la tradizione gli attribuisce, senza fondamento storico reale, la compilazione del Pentateuco, cioè dei primi 5 libri della Bibbia.

OCEANO di Vienne
martire in Francia, assieme ad Ammiano, Giuliano e Teodoro.

PROSPERA di Roma
martire romana molto venerata anche a Milano.

ROSA da Viterbo
nata a Viterbo nel 1233, da Giovanni e Caterina, poveri contadini. Si dice che a 8 anni abbia avuto una visione della Madonna e che, a 12, si sia messa a predicare per le strade della città. Guarita miracolosamente da una malattia, dopo i 15 anni vestì l’abito di terziaria francescana e predicò la penitenza per far tornare i concittadini alla Chiesa di Cristo. Ebbe Fu molto ostacolata, dai Catari eretici che la fecero cacciare dalla città a nome dell’imperatore Federico II e l’intera famiglia si rifugiò a Soriano nel Cimino. Quando alla fine del 1250 l’imperatore morì, la famiglia si fermò per un po’ di tempo a Vitorchiano e poi poté tornare a Viterbo. È morta di tubercolosi il 6 marzo 1251 o 53, ma viene festeggiata abitualmente il 4 settembre data della traslazione del corpo nel 1258. Canonizzata nel 1457 da Callisto III, è la celeste patrona di Viterbo e nel 1922 è stata proclamata anche patrona della gioventù femminile italiana dal papa Pio XI.

ROSALIA di Palermo
nata verso il 1100, secondo la tradizione, era una giovane siciliana, figlia del duca di Sinibalda, un discendente di Carlomagno. Si ritirò a vita eremitica in una grotta di Santo Stefano Quisquina, presso Agrigento; altre fonti dicono invece sul monte Pellegrino, presso Palermo, per vivervi in meditazione e penitenza. Morta nel 1166, i suoi resti furono ritrovati solo nel 1625, in occasione di una epidemia, proprio sul monte Pellegrino a 13 km da Palermo, dove ora si trova il Santuario di Santa Rosalia, costruito intorno alla grotta dove morì. La tradizione dice ancora che, appena le reliquie vennero traslate nella cattedrale di Palermo, dove sono conservate in un’elaborata urna d’argento nella cappella a lei dedicata, l’epidemia di peste cessò improvvisamente e da allora venne chiamata patrona delle città. Nel 1630 Urbano VIII ne ha inserito il nome nel Martirologio Romano e viene ricordata sia il 15 luglio, che è l’anniversario del ritrovamento dei resti, come il 4 settembre che è tradizionalmente ritenuto il suo “dies natalis”(v).

SILVANO di Ankara martire assieme a Rufino e Vitalico.

VITALICO di Ankara martire assieme a Rufino e Silvano.

Annunci

I santi del giorno del 20 aprile

20 Apr

ADALGISA
vergine martire della quale non si hanno notizie storiche sicure, solo per tradizione è festeggiata il 20 aprile.

AGNESE Segni
nata nel 1268 a Gracciano, frazione di Montepulciano, in provincia di Siena. Entrò ancora bambina nel monastero domenicano delle “sorelle del sacco” e a soli 15 anni fu eletta badessa. Nel 1306 fondò il monastero di Santa Maria Novella, anche del quale divenne badessa, quando passò sotto la cura dei Domenicani. Morì a Montepulciano nel 1317 e in seguito ai molti miracoli che le furono attribuiti fu subito venerata come santa anche se fu canonizzata solo nel 1726, dal papa Benedetto XIII.

ANICETO papa
nato a Emesa, sul fiume Oronte in Siria, figlio di un certo Giovanni, fu il 10° pontefice, dal 155 al 166. Durante il suo pontificato Policarpo di Smirne venne a Roma per discutere sulla data della Pasqua e si accordarono di rimanere fedeli alle due tradizioni, Aniceto a quella occidentale e Policarpo a quella orientale per evitare lo scisma. In quel tempo si diffusero purtroppo le dottrine eretiche dei manichei, di Cerdone, Valentino e particolarmente di Marcione, che aveva fondato una sua chiesa in Roma, diffondendo molta confusione tra i cristiani. Aniceto fu ucciso durante la persecuzione di Marco Aurelio, anche se mancano prove certe, sicuramente fu il primo papa ad essere sepolto “in catacumbas”, quella di Callisto sull’Appia Antica. Nel Liber Pontificalis è ricordato il 20 aprile, mentre prima era festeggiato il 17

CESARIO martire assieme a Zotico e altri compagni di fede.

CIPRIANO di Brescia vescovo martire nel 6° secolo.

DINA Bosatta
nata a Pianello Lario, in provincia di Como, il 27 maggio 1858. Volendo diventare canossiana, entrò nel noviziato di Como, ma venne rimandata a casa. Si dedicò allora all’assistenza degli handicappati nell’ospizio del Sacro Cuore che il suo parroco aveva creato a Pianello e prese il nome di suor Chiara. Sotto la direzione di Luigi Guanella, divenne infermiera, insegnante, maestra di cucito e ricamo e infine vice direttrice, operando sempre con grande gioia e dedizione. Lavorò a Pianello Lario, Andenno, Dongo, e a Como, dove è morta il 20 aprile 1887.

DOMENICO Vernagalli
nato a Pisa nel 1180, da una famiglia benestante, decise di lasciare la vita agiata per dedicarsi completamente a Gesù. Entrò così nel monastero di San Michele di Pisa e divenne parroco nel 1204. Nel 1218 fece costruire lo “Spedale dei Trovatelli” a San Michele in Borgo, per assistere i molti figli illegittimi della città di Pisa. Morto il 20 aprile del 1219, subito acclamato santo dalla volontà popolare, è stato però beatificato da Pio IX, solamente il 17 agosto 1854.

FLAVIO di Brescia vescovo della città, forse nel 2° secolo. 

ILDEGONDA di Nuitz
monaca cistercense di Colonia, mistica, morta verso il 1188. Durante un pellegrinaggio in Palestina, perdette il padre e tornò in patria, travestita da uomo, entrando nell’abbazia di Schonau im Schwarzwald, con il nome di frate Giuseppe.

LATINO di Brescia
vescovo che dal 1962 viene festeggiato il 20 aprile, assieme ad altri vescovi bresciani.

ODETTA beata, detta anche “ODA”, di Buona Speranza, morta nel 1158.

ORAZIO di Nizza martire assieme a VINCENZO.

SARA vergine martire, in epoca sconosciuta.

SERVILIANO di Roma martire a Roma assieme a SULPIZIO, nel 1° secolo.

TEOTIMO di Tomi
vescovo martire nel 5° secolo a Tomi, antica città della Mesia che oggi corrisponde a Costanza, importante porto della Romania, sul Mar Nero.

TIZIANO di Brescia
nato verso la fine del 5° secolo, di probabile origine germanica. Divenuto vescovo della città, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano, dove venne sepolto nel 526. Fino al 1962, veniva festeggiato il 3 marzo, attualmente è commemorato il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

UGO di Anzi-le-Duc monaco benedettino vissuto nel 10° secolo.

VIGILIO di Brescia
vescovo della città, che fino al 1962 era festeggiato il 26 settembre, mentre ora viene ricordato il 20 aprile assieme agli altri vescovi bresciani.

VINCENZO di Nizza martire con sant’Orazio.

ZACCHEO di Gerico
capo dei pubblicani citato nel Vangelo di Luca. Quando Gesù passò dalle sue parti cercò di vederlo, ma essendo basso di statura, non vi riuscì a causa della folla che lo circondava. Allora corse avanti e si arrampicò su di un sicomoro(fico), ma Gesù lo chiamò e poi si fermò a casa sua. È andato ad alloggiare da un peccatore, mormorava la folla, perché Zaccheo era un pubblicano, cioé incaricato della riscossione delle tasse. La chiamata del Maestro, aveva un motivo ben preciso, dare cioè al peccatore la possibilità di convertirsi, di cambiare vita e fu proprio quello che accadde a Zaccheo, il quale promise di restituire ben 4 volte quello che eventualmente avesse riscosso illegalmente. Una tarda tradizione leggendaria dice che morì martire, come vescovo di Cesarea di Palestina.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: