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I santi del giorno del 3 giugno

3 Giu

ADALBERTO o ALBERTO
era eremita a Rho, ma poi si fece monaco e dopo essere divenuto abate di San Carpoforo, venne infine eletto 15° vescovo di Como, dove morì nel 1092. Nei cataloghi episcopali però, appare dopo Rubiano, il successore di Agrippa, vescovo del quale si conosce che morì dopo il 617.

ANDREA Kaggwa martire in Uganda, nel 19° secolo (vedi Carlo Lwanga).

CARLO Lwanga
negli anni 1885-1887, molti cristiani dell’Uganda furono messi a morte dal nuovo re Mwanga, sobillato dai musulmani per il timore che i cristiani, con le loro idee di uguaglianza, impedissero il commercio degli schiavi. Alcuni di loro avevano incarichi a corte, anzi erano addetti alla persona del re. Fra questi, Carlo e i suoi 21 compagni, i quali, fedeli osservanti cattolici, in parte furono uccisi di spada e in parte arsi vivi a Kampala, il 3 giugno 1886, non avendo voluto accondiscendere alle richieste del re. Canonizzazione collettiva nel 1964, da parte di Paolo VI. 

CECILIO di Cartagine presbitero martire in Tunisia.

CLOTILDE di Lione
nata a Lione nel 475. Figlia di Chilperico, ariano re dei Burgundi, sposò il re dei Franchi Clodoveo I, il quale convertito al cattolicesimo venne battezzato nel Natale del 496, nella cattedrale di Reims, assieme a migliaia di sudditi, in una notte memorabile per il cristianesimo in Francia. Fece costruire molte chiese, fra le quali San Pietro di Tours e San Germano d’Auxerre e lavorò per l’evangelizzazione del popolo. Quando rimase vedova si ritirò in un monastero di Tours, dove andava spesso a pregare sulla tomba di San Martino e dove morì il 3 giugno 545. Sepolta, accanto al marito, nella basilica dei Santi Apostoli da lei stessa fatta erigere, sulla cui area sorse poi la Chiesa di Sainte-Genevieve,  in seguito divenuta il Pantheon di Francia.

DAVINO di Lucca
eremita armeno, pellegrino in Terrasanta e a Roma. Morì nel 1051, mentre era in cammino per la Spagna e le sue reliquie furono riposte nella Chiesa di San Michele a Lucca. È stato proclamato santo da Alessandro III, papa dal 1159 al 1181.

DIONIGI Sbuggwawo
martire il 3 giugno 1886, a Kampala, in Uganda, assieme a Carlo Lwanga e compagni.

FARDO o LIFARDO sacerdote di Orleans.

GIOVANNI XXIII papa
Angelo Giuseppe Roncalli, nato il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, Bergamo, da una famiglia di contadini. Dopo aver frequentato il seminario di Bergamo grazie a una borsa di studio, poté trasferirsi a Roma e proseguì gli studi presso l’Istituto di Sant’Apollinare dove si laureò in teologia. Dal 1905 al 1914 fu segretario del vescovo di Bergamo e insegnò storia della Chiesa nel seminario diocesano. Nel 1925 venne consacrato vescovo di Aeropoli, inviato come Visitatore Apostolico in Bulgaria, poi Delegato Apostolico in Grecia e Turchia e nel 1944 Nunzio Apostolico in Francia. Creato cardinale da Pio XII nel 1953, divenne subito dopo Patriarca di Venezia e il 28 ottobre 1958 fu eletto al pontificato, consacrato il 4 novembre successivo. Convocò il sinodo della diocesi di Roma e avviò subito la riforma del codice di diritto canonico. Dotato di ampie vedute e di notevole semplicità e bontà, impresse alla Chiesa un forte impulso di vita e le aprì nuovi orizzonti nel mondo, annunciando il 25 gennaio 1959, nella basilica di San Paolo, il Concilio Ecumenico Vaticano II, aperto ufficialmente in San Pietro l’11 ottobre 1962. Nel segno dell’aggiornamento e della libertà di dialogo entro la Chiesa, promosse così un grande e animato confronto tra i 2700 padri conciliari arrivati dai 5 continenti, che durò fino al 5 ottobre 1965, terminando i lavori l’ 8 dicembre dopo 4 sessioni e 168 assemblee generali. Prima di aprire il Concilio, era andato a Loreto in treno per mettere questa iniziativa sotto la protezione della Madonna ed era questa la prima volta che un papa viaggiava in treno. È morto nella Città del Vaticano, il 3 giugno 1963, per un tumore allo stomaco. Tra le sue molte opere, sono da ricordare le due encicliche: “Mater et magistra”, pubblicata il 15 maggio 1961 e “Pacem in terris”, del 1963, indirizzata a “tutti gli uomini di buona volontà”. Il suo pontificato ha inaugurato una nuova stagione per la chiesa, accreditandole il ruolo di messaggera di pace nel mondo. Di notevole popolarità, chiamato il “papa buono”, è stato dichiarato venerabile il 27 novembre 1999 e poi beato nel settembre 2000, da Giovanni Paolo II.

GIOVANNI Grande
nato il 6 marzo 1546 a San Pietro a Carmona, presso Siviglia, figlio unico di Cristoforo e Isabella Romano. Siccome il parroco, vista una naturale inclinazione del ragazzo consigliava di avviarlo agli studi ecclesiastici, i genitori che erano contrari, all’età di 15 anni lo mandarono a Siviglia a imparare il mestiere da un ricco commerciante di stoffe. Tornato al paese, gestì il negozio dei genitori, ma non era questa la sua strada, tanto che si ritirò in una zona deserta come un eremita. Un giorno incontrò due poveri ammalati nullatenenti, che fece ricoverare in ospedale a sue spese, scoprendo così qual’era la chiamata di Dio per lui. Iniziò a percorrere le vie della città chiedendo l’elemosina per aiutare i due malati e continuò anche in seguito, perché i poveri da aiutare aumentavano sempre più. Passò anche un anno a visitare i carcerati e poi venne chiamato a dirigere due ospedali a Jerez de la Frontera. Nel 1574 entrò nella Congregazione dei Fatebenefratelli e la sua fama di santità si diffuse in tutta l’Andalusia. Negli anni successivi riuscì a far costruire o rimodernare altri ospedali, nonostante molti ostacoli e offese volgari e infamanti da parte del personale laico. Aprì ricoveri per accattoni, un ospedale per epilettici e uno per malati di mente, che in quei tempi erano quelli trattati peggio di tutti. Dopo due gravi carestie nel 1579 e nel 1599, agli inizi del 1600, arrivò anche in Andalusia, una terribile epidemia di peste, che mieté molte vittime, tra le quali anche “fra Giovanni”, che morì il 3 giugno di quell’anno nella sua cella, a Jerez de la Frontera.

GIUSEPPE Mukasa martire nel 1886, assieme a Carlo Lwanga.

GONZAGA Gonga
è un nome usato dai cristiani d’Africa, in onore di san Luigi Gonzaga. L’ onomastico è il 3 giugno, in memoria del martirio subito nel 1886, in Uganda assieme a Carlo Lwanga e altri 5 confratelli.

MATTIA Kalemba
martire in Uganda nel 1886, assieme a molti compagni cristiani (vedi Carlo Lwanga).

NOE’ Mwaggali martire (vedi Carlo Lwanga).

OLIVIA (OLIVA) di Anagni
vissuta tra il 6° e il 7° secolo, è molto venerata nel Lazio, particolarmente in Ciociaria e le presunte reliquie sono custodite ad Anagni, in provincia di Frosinone.

OVIDIO  vescovo in Gallia.

PONZIANO Ngondwe martire nel 1866 (vedi Carlo Lwanga).

PRISCA martire
è ricordata dagli Itinerari Acta sanctae Priscae, completamente leggendari, che ne pongono il martirio sotto l’imperatore Claudio II, il Gotico, verso il 275. Sepolta sulla Via Ostiense e poi traslata in spelunca, nelle catacombe di Priscilla.

TOMMASO Grasso arcivescovo di Milano, morto nel 798.

VALENTINIANO di Salerno vescovo della città nel 5° secolo.

I santi del giorno del 17 maggio

17 Mag

ADRIONE martire con i santi Basilia e Vittore.

ANTONIA Mesina
nata il 21 giugno 1919 a Orgosolo, provincia di Nuoro. Giovane di Azione Cattolica, il 17 maggio 1935, dopo aver ricevuto l’Eucaristia nella Messa domenicale, andò nella campagna a raccogliere legna per il forno di casa e fu uccisa a colpi di pietra. Martire per difendere la sua verginità

BARBARA di Cagliari martire.

BASILIA vergine martire assieme a Vittore.

BRUNONE di Wùrzburg o BRUNO
figlio del duca di Franconia Corrado I e di Matilde di Svevia, cancelliere imperiale in Italia dal 1027 al 1034, anno in cui l’imperatore Corrado II, il Salico, lo designò vescovo di Wurzburg, sulla destra del fiume Meno, in Baviera. Ardente di zelo pastorale, fondò chiese e monasteri nella sua diocesi e ricostruì a sue spese la cattedrale della città. Accompagnò il nuovo imperatore Enrico III, in alcuni viaggi, ma nel 1045, seguendolo in una spedizione contro l’Ungheria, trovò la morte in un incidente molto particolare. Arrivati a Persenberg, sul Danubio, alloggiati in un castello, mentre stavano pranzando, il pavimento sprofondò. Mentre Enrico III se la cavò con qualche ferita, Bruno morì il 27 maggio 1045, dopo molti giorni di sofferenza. A Wùrzburg è festeggiato il 17 maggio.

DAVINO di Lucca
eremita armeno, pellegrino in Terrasanta e a Roma. Morì nel 1051, mentre era in cammino per la Spagna e le sue reliquie furono riposte nella Chiesa di San Michele a Lucca. È stato proclamato santo da Alessandro III, papa dal 1159 al 1181.

PASQUALE Baylon
nato il 16 maggio 1540 a Torrehermosa, in Aragona, Spagna, in una famiglia di contadini. Da giovane fece il pastore e non potendo frequentare la scuola, imparò a leggere e scrivere da solo, entrando tra i francescani nel 1564, come fratello laico. Dotato di carismi mistici, condusse una vita esemplare, facendo il portinaio, si distinse per la sua umiltà nel servizio ai fratelli, in diversi conventi nel territorio di Valencia e si dice anche che, per sua intercessione, dopo la morte si compirono molti miracoli. Nel 1690 venne canonizzato da Alessandro VIII, e Leone XIII in seguito lo nominò patrono dei congressi eucaristici. Esiste una tradizione leggendaria, per la quale sarebbe stato lui l’inventore dello zabaione!!

RESTITUTA di Biserta
martire, il suo nome compare in differenti passio, sempre leggendarie, che si riferiscono a martiri venerate in luoghi diversi: Napoli, Ischia, Corsica, Cagliari e altre località sarde. Secondo una di queste, era una ragazza di Biserta, città che in origine si chiamava Tenise, nell’Africa del Nord, che avrebbe subito il martirio legata su una barca che, incendiata, venne mandata alla deriva. Quasi completamente bruciata, la barca approdò all’isola d’Ischia e qui, una donna di nome Lucina, avvertita in sogno, ne recuperò il corpo e gli diede onorevole sepoltura. Più tardi l’imperatore Costantino fece erigere una basilica a Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia, nella quale sono custodite le presunte reliquie della santa, proclamata patrona. Alcuni studiosi hanno avanzato l‘ipotesi che si tratti della stessa martire africana uccisa a Cartagine nel 304, mentre la santa venerata a Cagliari, viene identificata con la madre di sant’Eusebio di Vercelli.

VITTORE
martire assieme ai compagni Adrione e Basilia

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