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I santi del giorno del 21 luglio

21 Lug

AGOSTINO Fangi beato, morto nel 1493.

ALBERICO Criscitelli beato morto nel 1900.

CESARIA o CESIRA
sorella di Cesario di Arles (v), nata nel 475, badessa nel monastero fondato dal fratello, morta nel 529.

COSTANTINO abate
discepolo successore di Benedetto da Norcia, nell’abbazia di Montecassino, morto verso il 560.

DANIELE profeta
il 4° dei profeti maggiori ebrei, vissuto nel 6° secolo a.C., citato tra i deportati in Babilonia nel 606. La sua vita è documentata dal libro biblico detto Libro di Daniele, la cui stesura gli è attribuita, ma risulta invece, scritto tra il 167 e il 164 a.C., durante la persecuzione di Antioco IV Epifane e la rivolta dei Maccabei. Trascorse la giovinezza presso il re Nabucodonosor, durante l’esilio babilonese dove, per non contaminarsi con le vivande e i vini del re, si cibò solo di legumi e acqua e in cambio ebbe da Dio sapienza, intelligenza e capacità di interpretare visioni e sogni. Tenuto in grande considerazione per queste facoltà profetiche che ebbe modo di manifestare interpretando i misteriosi sogni del re, riuscì anche a uscire illeso per due volte dalla fossa dei leoni, dove era stato gettato per istigazione dei suoi nemici. Il popolo allora riconobbe che possedeva lo spirito di Dio, fu rivestito con abiti di porpora, gli venne messa al collo una catena d’oro e tenuto in gran conto anche dal re persiano Ciro, che lo nominò suo ministro. Questo libro, comunque, non rappresenta più la vera corrente profetica, non contiene cioè la predicazione di un profeta mandato da Dio in missione presso i suoi contemporanei, ma è stato scritto e composto da un autore che inaugura il genere apocalittico preparato dal profeta Ezechiele. Alla sua morte fu sepolto nella città di Susa, capitale della storica regione di Elam.

ELIO martire nel 310.

GIULIA di Troyes
ancora molto giovane, venne fatta prigioniera a Troyes (v) da Claudio, un ufficiale barbaro, che la fece sua schiava. Quando però costui venne a sapere che era cristiana, la trattò con rispetto e prima di partire per la guerra, le chiese di pregare per lui, perché tutto gli andasse bene. Tornato vittorioso, fu molto gentile e premuroso e quando Giulia, in seguito a una visione di Cristo in sogno, decise di tornare a Troyes, volle accompagnarla per proteggerla. Appena arrivati, l’imperatore Aureliano li fece arrestare perché cristiani, torturare e poi decapitare, nel 272.

LORENZO da Brindisi
nato a Brindisi il 22 luglio 1559, battezzato Giulio Cesare, quando a 16 anni rimase orfano, si fece frate cappuccino prendendo il nome di Lorenzo. Molto intelligente e dotato di una straordinaria attitudine per lo studio delle lingue e delle Sacre Scritture, nel 1602 venne nominato Provinciale del suo ordine e poi Superiore generale. Grande predicatore, iniziò il suo apostolato in Italia, predicando per la conversione degli Ebrei e percorse poi tutta l’Europa, difendendo la dottrina cattolica contro eretici, musulmani e protestanti, poi il papa Clemente VIII lo inviò in Germania per attuare la riforma dell’ordine. Fondatore di diversi monasteri, a Praga, Vienna e Gorizia, è morto il 22 luglio 1619 a Belem, presso Lisbona, durante una delle numerose missioni diplomatiche. Tra gli scritti sono da ricordare la Explanatio in Genesium, una delle migliori opere esegetiche del tempo, e Oratoria, una raccolta di 658 sermoni. Canonizzato da Leone XIII nel 1881, è stato poi proclamato dottore della Chiesa, nel 1959 da Giovanni XXIII.

NILDE martire vissuta nel 7° secolo.

PRASSEDE
la leggenda la dice figlia del nobile Pudente e sorella di Pudenziana. Consacratasi a Dio e ai poveri, morì martire a Roma nel 164 e venne sepolta in “spelunca”, nel cimitero di Priscilla sulla Via Salaria. All’antica chiesa di Santa Prassede già ricordata fin dal 5° secolo, edificata sull’alto colle Esquilino, fu legato un titolo cardinalizio. In questa chiesa, ricostruita nell’822 da Pasquale I sono conservate le reliquie delle due sorelle e nella navata centrale esiste un disco di porfido che indica dove si trovava la cisterna nella quale Prassede nascondeva i corpi dei martiri. La chiesa è nota anche per la cappella di San Zenone, in stile bizantino e per i mosaici del 9° secolo.

PUDENZIANA di Roma o PUDENZIA
sorella di Prassede, martire a Roma nel 164, fu sepolta “in spelunca”, nelle catacombe di Priscilla, sulla Via Salaria, assieme alla sorella. A Roma esiste una chiesa dedicata a Santa Prassede, adornata da celebri mosaici, nella quale sono conservate le presunte reliquie delle due sorelle.

VITTORE di Marsiglia
secondo una tradizione consolidata, era un ufficiale romano di guarnigione a Marsiglia, che subì il martirio perché si rifiutò di fare sacrifici e di offrire incenso agli dei pagani. Decapitato nel 290, il corpo fu gettato in mare, ma tornato a riva, venne raccolto e sepolto cristianamente. Nel 5° secolo, Cassiano, patriarca di Costantinopoli espulso dalla città, approdò a Marsiglia ed eresse un monastero sul sepolcro di Vittore, in seguito però sembra che le reliquie siano state trasferite a Parigi nell’abbazia di Saint-Victor.

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I santi del giorno del 22 aprile

22 Apr

AITALA  martire in Persia con MAREA vescovo e compagni

APELLE discepolo di Gesù, martire a Smirne, con LUCIO.

BIAGIO di Verona vescovo.

CAIO papa o GAIO
originario della Dalmazia, forse parente di Diocleziano, fu eletto il 17 dicembre 283. Combattè il manicheismo ma, anche se il suo pontificato durò ben 13 anni, di lui ci sono pochissime notizie. Sembra sia morto martire il 22 aprile 296 e sia stato sepolto nelle catacombe di Callisto, sulla Via Appia Antica, come è testimoniato da un’epigrafe ritrovata recentemente

DANIELE di Lodi martire.

LIMENA di Persia
sacerdote martire assieme a LUCA, MUZIO e PARMENIO nel 3° secolo.

LEONIDA martire
padre di 7 figli, tra i quali il famoso Origene, fu decapitato sotto l’imperatore Settimio Severo, nel 202.

ONOFRIO
martire di Fabriano, ricordato in una chiesa della città marchigiana intitolata al suo nome.

RADOLFO di Vicoigne
beato, priore dei Premostratensi di Vicoigne e abate del monastero di Chateau de Mortaigne, nel dipartimento dell’Aisne, in Francia.

TEODORO il Siceota vescovo di Anastasiopolis, in Galazia, morto nel 613.

SOTERO papa
figlio di Concordio, nato a Fondi, antica città fra Lazio e Campania, oggi in provincia di Latina. Eletto nel 166, successore di Aniceto, governò la Chiesa per 9 anni ed è ricordato dalle testimonianze di Dionigi di Corinto e Ignazio d’Antiochia, citate dallo storico Eusebio di Cesarea, come un pontefice ricco di benevolenza verso il prossimo e di grande carità. Martire nel 175, durante la persecuzione di Marco Aurelio, ebbe una prima sepoltura in una tomba presso quella di San Pietro. Più tardi venne traslato nelle catacombe di Callisto, ma nel 9° secolo fu spostato varie volte e dopo altre peregrinazioni, sembra che le spoglie siano giunte perfino in Spagna. Oggi dovrebbero essere nella chiesa romana di San Sisto sulla Via Appia.

VIRGINIO di Cherasco
legionario romano martire, patrono di Cherasco, in provincia di Cuneo

 

I santi del giorno del 31 marzo

31 Mar

ACACIO di Antiochia
detto “Taumaturgo”, martire di Antiochia nel 250, sotto Decio.

AMOS profeta
era pastore a Tekoa, ai margini del deserto di Giuda, estraneo al gruppo dei profeti del tempo, quando fu chiamato da Dio alla missione profetica in Israele. Predicò a Betel, in Samaria, ma fu espulso e tornò al primitivo lavoro. Richiamato, esercitò nuovamente la missione sotto il regno di Geroboamo II, tra il 783 e il 743 a.C., epoca umanamente gloriosa e di grandi ricchezze, di lussi, ma anche di grandi miserie per il popolo. Dopo aver predetto la distruzione d’Israele, predisse anche la salvezza per un “resto”, che fu il primo uso profetico di questo termine.

ANESIO o ANEPIO martire in Africa assieme a CORNELIA, FELICE e TEODOLO

BALBINA di Roma
vergine martire nel 132, che la tradizione dice figlia del tribuno Quirino. Decapitata assieme al padre sotto l’imperatore Adriano e sepolta tra la Via Appia e la Via Ardeatina, nel luogo che ora viene chiamato cimitero di Santa Balbina e dove, in suo onore, è stata innalzata una basilica.

BENIAMINO
diacono, nato in Persia alla fine del 4° secolo. Arrestato e imprigionato dal re di Persia, una prima volta, perchè predicava la fede cristiana, venne rilasciato per intervento dell’imperatore di Costantinopoli, Teodosio II. Avendo ripreso a predicare, fu nuovamente arrestato, torturato e infine ucciso nel 421.

BONAVENTURA Tornielli santo morto nel 1492.

DANIELE Murano santo detto “di Venezia”, camaldolese, morto nel 1411. 

DARIA  madre di sant’Orsola, secondo una tradizione leggendaria.

GUIDO di Pomposa
nato verso il 970 a Casale, frazione di Faenza, al tempo dell’imperatore Ottone I. Passò la gioventù in famiglia, frequentò con profitto le scuole, ma poi sentì la chiamata di Dio e allora, donò i suoi beni ai poveri, fece 2 pellegrinaggi a Roma e in Terrasanta e poi passò 3 anni di vita eremitica assieme a un certo Martino, che viveva su di un isolotto nel delta del Po. Entrò infine nell’abbazia benedettina di Pomposa sulla strada Romea presso Codigoro, in provincia di Ferrara, dove venne eletto abate nel 998. Molto ricercato come consigliere spirituale, attirò nella comunità un numero così grande di discepoli che si dovette costruire una seconda abbazia. Morì il 31 marzo 1046 a Borgo San Donnino, dove si era fermato per un malessere, mentre stava andando a Piacenza per incontrare l’imperatore Enrico III che desiderava conoscerlo. Sembra che l’imperatore abbia fatto trasportare il suo corpo in Germania, a Spira(Speyer), città che lo scelse come suo protettore 

SECONDO di Trento
nato in Val di Non verso il 550. Fattosi monaco, divenne abate a Trento e fu in contatto epistolare con Gregorio Magno. Viene ricordato anche per aver battezzato a Milano o a Monza Adaloaldo, figlio del re longobardo Agilulfo e della regina Teodolinda. È morto a Trento nel 612.

I santi del giorno del 28 febbraio

28 Feb

ANTONIA o ANTONIETTA da Firenze  (28  e  29 Febbraio)
nata a Firenze nel 1401, nel 1447 fondò a L’Aquila il monastero delle Clarisse del Corpus Domini. Dovette soffrire gravi pene sia fisiche che spirituali, ma la sua pazienza fu di grande esempio per tutti quelli che la circondavano. È morta a L’Aquila il 29 febbraio 1472.

ANTONIETTA d’Orleans
figlia di Maria di Borbone, fondatrice dell’Ordine delle Figlie del Calvario, morta nel 1618.

AUGUSTO Chapdelaine (28  e  29 Febbraio)
nato in Francia nel 1814. Entrò nel seminario di Mortain dopo una vocazione contrastata dalla famiglia e nel 1843 fu ordinato sacerdote a Parigi nell’Istituto delle Missioni Estere. Nel 1851, inviato missionario in Cina, si imbarcò ad Anversa per andare alla missione di Kwang-Si, ma si fermò prima in un’altra località per imparare meglio la lingua. Poco tempo dopo essere arrivato alla missione fu denunciato e arrestato il 25 febbraio 1856. Dopo l’interrogatorio ricevette centinaia di colpi di bambu che resero il suo corpo tutta una piaga, fu incatenato e appeso in una gabbia per tre giorni, quando morì praticamente impiccato. È stato proclamato santo da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000.

CAIO martire assieme a Cereale.

CARLO Gnocchi
nato a San Colombano al Lambro, Milano, il 25 ottobre 1902, figlio di Enrico, di professione marmista, morto nel 1904 e di Clementina Pasta, sarta. Ordinato sacerdote, celebrò la prima Messa il 6 giugno 1925, a Besana Brianza e fino al 1935 fu responsabile dell’oratorio parrocchiale della chiesa di San Pietro in Sala a Milano. In seguito il cardinale Ildefonso Schuster gli assegnò l’importante incarico di direttore spirituale degli alunni dell’Istituto Gonzaga. Nel 1940 si arruolò volontario in qualità di cappellano militare degli alpini nel Battaglione Val Tagliamento e nel 1943, con la Divisione Tridentina, partecipò alle campagne di Albania, Grecia e Russia meritandosi una medaglia d’argento al valor militare. Rientrato in patria, passò molti mesi viaggiando per le valli da cui provenivano gli alpini e qui entrando nelle loro case, scoprì gli orfani e i grandi disastri prodotti dalla guerra. Eccezionale esempio di carità cristiana e umana, nel 1947 fondò la Pro Infanzia Mutilata, per raccogliere, assistere, riabilitare e avviare al lavoro i bambini mutilati vittime di guerra, utilizzando in un primo tempo il centro per grandi invalidi di Arosio, e poi il primo vero centro tutto suo, aperto a Cassano Magnago. L’Opera, che nel 1952 diventò la Fondazione Pro Juventute raccogliendo unanimi consensi, attualmente conta ben 28 centri attivi in 9 regioni nelle principali città d’Italia, assistendo o curando circa 8000 persone al giorno. Si occupa di tutte le patologie invalidanti e assiste più di 25mila disabili con oltre 3mila operatori più molti volontari. Sono stati curati e riabilitati anche centinaia di bambini vietnamiti vittime di guerra, come anche di tanti altri del Terzo Mondo con interventi in Kosovo, Zimbabwe, Ruànda, Ecuador, Tibet e altri ancora. Nell’aprile 2003 Carlo Azeglio Ciampi ha insignito la Fondazione della medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica. Attraverso convenzioni con l’Università Statale di Milano, il Centro per lo studio e la Terapia delle Malformazioni congenite e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma sopratutto con il Politecnico di Milano, dove opera il Centro di Bioingegneria, ha sviluppato anche una forte componente scientifica e di ricerca. Gravemente ammalato, il fondatore è morto il 28 febbraio 1956, nella Clinica Columbus di Milano, donando le cornee degli occhi per un trapianto su due giovani, Silvio e Amabile che così hanno potuto riacquistare la vista. Solenne beatificazione in piazza del Duomo a Milano il 25 ottobre 2009, alla presenza di 50mila persone, tra le quali più di 200 sacerdoti e 1500 alpini.

CEREALE martire assieme a Caio e altri compagni.

DANIELE Brottier
nacque il 7 novembre 1876, a Fertè-Saint-Cyr, in Francia. Si fece sacerdote nella congregazione dei Padri dello Spirito Santo e partì missionario per il Senegal al servizio dei giovani della comunità cristiana di Saint-Louis, ma nel 1911 fu costretto a tornare in patria per motivi di salute. Durante la prima guerra mondiale formò un gruppo di cappellani volontari che condivisero la vita con i soldati. In seguito l’arcivescovo di Parigi gli affidò la direzione di un grande orfanotrofio, dove impegnò tutte le sue forze, ispirate dalla preghiera costante, a grande carità e cuore pieno di tenerezza. È morto ad Auteuil, sobborgo di Parigi, il 28 febbraio 1936.

GUALTIERO santo monaco francese, abate dell’11° secolo.

ILARIO o ILARO papa
originario della Sardegna, figlio di Crispino, eletto il 19 novembre 461. Arcidiacono, successore del grande Leone I Magno, del quale era stato Legato al Concilio di Efeso del 449, quello noto come “latrocinio”, da dove era riuscito a fuggire portando la testimonianza delle irregolarità che vi erano state compiute. Confermò i concili ecumenici di Nicea, Calcedonia ed Efeso, presiedette il sinodo di Roma del 16 novembre 465 e lottò instancabilmente contro l’arianesimo, particolarmente diffuso tra i Germani installati in Italia, ma fu costretto a tollerare la costruzione di una chiesa per quelli residenti a Roma, chiamata di Sant’Agata dei Goti. Scomunicò gli eresiarchi Eutiche e Nestorio, fece restaurare le chiese danneggiate dai Vandali, ampliare il Laterano e proibì ai vescovi la designazione dei loro successori. Morì il 29 febbraio 468 e il suo corpo fu sepolto nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura, al Verano.

MACARIO martire.

NINFA di Colosse
discepola dell’apostolo Paolo. Nella sua casa a Colosse si radunava una comunità di cristiani.

OSVALDO di Worcester
nato nel 930 in Inghilterra, da genitori danesi. Divenne monaco benedettino nell’abbazia di Fleury, a Saint-Benoit-sur-Loire, presso Orleans. Ordinato sacerdote nel 959, tornò in patria e poi, su raccomandazione di Dunstano arcivescovo di Canterbury, fu nominato vescovo di Worcester sul fiume Severn, presso Birmingham e nel 973, pur conservando questa diocesi, divenne anche arcivescovo di York. Fondò vari monasteri e conventi, fra i quali uno a Westbury-on-Trym presso Bristol e quello più importante di Ramsey, sull’isola di Man nel quale fu docente Abbone, proveniente da Fleury. La sua opera pastorale, tesa alla rinascita monastica, diede all’Inghilterra nuovi vescovi, centri di studio e molti missionari nel Nord Europa. Morì a Worcester il 28 febbraio 992, dopo aver lavato i piedi a 12 poveri e aver cenato con loro.

PALLADIO di Limoges
abate di Condat, sui monti dell’Alvernia, compagno del primo abate Romano (400-465).

PUPOLO martire assieme a Caio e Cereale.

ROCCO di Anversa martire romano, molto venerato ad Anversa, nel Belgio.

ROMANO di Condat
nato in Francia verso il 400. Eremita sulle montagne del Giura, tra la Svizzera e la Francia, fu seguito dal fratello Lupicino, da una sorella e da molti altri. Assieme costruirono due monasteri a Condat, sulle montagne dell’Alvernia, uno maschile del quale Romano divenne il primo abate e uno femminile, dove fu badessa la sorella. Ordinato sacerdote nel 444 da Ilario di Arles, acquisì grande fama per aver guarito due lebbrosi mentre si recava in pellegrinaggio a Saint-Maurice, in Svizzera. È ritenuto il fondatore anche della badia di Saint-Claude, in Francia ed è morto verso il 465.

RUFINO di Roma martire con Giusto e Teofilo.

SILVANA martire verso il 304.

TEOFILO di Roma martire assieme a Giusto e Rufino.

TERESIO abate boemo del 13° secolo.

VILLANA de’Bottis
nata a Firenze nel 1332 da una agiata famiglia di commercianti, fuggì di casa per diventare monaca, ma venne ripresa dai parenti e nel 1351 fu costretta al matrimonio con Rosso Benintendi, dal quale ebbe un figlio. Dopo un breve periodo di feste e mondanità, tornò in lei il desiderio della vita religiosa e così si iscrisse alle Terziarie Domenicane. Divenuta famosa in tutta Firenze per i carismi, specialmente quello della profezia, quando morì nel 1361, una grande folla di fiorentini accorse a venerare il suo corpo, tanto che lo si dovette lasciare esposto per più di un mese, e in tutto questo tempo rimase incorrotto. Il suo sepolcro è conservato nella chiesa di Santa Maria Novella.

I santi del giorno del 16 febbbraio

16 Feb

DANIELE
martire egiziano, assieme a Elia, Geremia e compagni.

ELIA di Palestina
vescovo martire del 4° secolo, patrono di Peschici, in provincia di Foggia.

FILIPPA di Mareri
nata in Abruzzo verso il 1200, per un certo tempo visse da eremita su di un monte nei pressi di Mareri, in provincia di Rieti. Nel 1228 fondò, a Borgo San Pietro, un monastero di suore clarisse, del quale fu la prima badessa e dove morì nel 1236.

GEREMIA di Cesarea
martire egiziano nel 309 a Cesarea di Mauretania, assieme a Daniele, Elia, Isaia e Samuele.

GIULIANA di Nicomedia
nata in Bitinia nel 285, figlia di un pagano di nome Africano, fu promessa sposa dal padre al prefetto Evilasio, ma lei rifiutò, perchè era cristiana e il promesso sposo; pagano. Venne così denunciata, processata e condannata alla decapitazione nel 304. Le reliquie sono conservate a Napoli, anche se è molto venerata particolarmente a Verona.

GIUSEPPE Allamano
nato il 21 gennaio a Castelnuovo Don Bosco, in provincia di Asti. Quando nel 1873 venne ordinato sacerdote, fu destinato alla formazione dei seminaristi, 7 anni dopo ebbe la nomina a Rettore del santuario della Consolata di Torino e poi diresse anche la casa di esercizi spirituali al santuario di Sant’Ignazio e il Convitto Ecclesiastico della città. Nel 1901 ha fondato l’Istituto della Consolata per le Missioni Estere e nel 1910, anche quello per le Suore Missionarie. È morto a Torino il 16 febbraio 1926.

ISAIA martire egiziano con Daniele, Geremia e Samuele.

LUCILLA martire venerata a Bassano del Grappa.

ONESIMO di Berea
originario della Frigia, schiavo di un cittadino di Colosse, di nome Filemone, venne convertito a Roma da Paolo, presso il quale si era rifugiato dopo aver derubato il suo padrone. Questa conversione è raccontata nella lettera di Paolo a Filemone, con la quale gli chiede il perdono e la liberazione del nuovo discepolo che in seguito divenne vescovo di Berea, in Macedonia. È morto nel 95 circa.

ONESTO di Tolosa
originario di Nimes, discepolo del 1° vescovo di Tolosa, Saturnino, venne inviato a evangelizzare la regione della Navarra, nella Spagna settentrionale. Nella città principale, Pamplona, riuscì a convertire il senatore Fermo e suo figlio Firmino, ma non si sa altro di questo santo, solo che forse morì martire e che le sue reliquie furono traslate a Pamplona nel 1186.

SAMUELE
martire assieme a Daniele, Elia, Geremia e Isaia, tutti egiziani.

SELEUCO legionario romano, martire in Palestina.

SIMONE di Cascia
nato a Cascia nel 1275 e morto a Firenze nel 1348. Discepolo di Angelo Clareno (v) capo degli spirituali francescani, verso il 1320 entrò fra gli eremitani di sant’Agostino. Divenuto sacerdote e predicatore di larga fama, ha fondato anche alcuni monasteri e ha lasciato importanti opere teologiche, letterarie e dottrinali. Il suo culto è stato riconosciuto “ab immemorabili”, nel 1833 dal papa Gregorio XVI.

UBERTINO da Casale
nato a Ilia di Casale Monferrato nel 1259 circa. Teologo e mistico, seguì le teorie degli spirituali francescani, dei quali in seguito divenne il capo, e si lanciò in una campagna tesa a ottenere una radicale riforma dell’Ordine e della Chiesa in generale. Per questo motivo fu costretto a uscire dal suo ordine ed entrò in quello dei Benedettini. Fra i numerosi scritti, ebbe larga risonanza l’Arbor vitae crucifixae Jesù, una infuocata critica alla mondanizzazione della chiesa ufficiale. Morì dopo il 1329.

I santi del giorno del 3 gennaio

3 Gen

ANTERO papa
pontefice per soli 43 giorni, dal 21 novembre 235 al 3 gennaio 236. Di origine greca, ma nato in Calabria, fu il successore di Ponziano e anche se nel “Liber Pontificalis” è indicato come martire, mancano notizie storiche sia della data come del luogo della morte. Morì comunque prima del suo predecessore, ancora vivente ma esiliato ai lavori forzati in Sardegna. La sua lapide sepolcrale è stata scoperta nel 1854, nelle catacombe di Callisto sull’Appia Antica.

CIRINO
martire assieme a Primo in Cilicia.

DANIELE o DANILO
diacono martire a Padova, nel 168. Quando il suo sarcofago fu ritrovato il corpo giaceva su una tavola di legno trapassato da numerosi chiodi.

FIORENZO di Vienne
vescovo martire in Francia, nel 275 circa.

GENOVEFFA (Genevieve)
nata nel 422 a Nanterre, presso Parigi, la sua storia è in parte leggendaria. Figlia di contadini, incontrò Germano d’Auxerre, che dopo averla benedetta, la consacrò a Dio Poi all’età di 15 anni preso il velo monacale, alla morte dei genitori venne accolta, a Parigi, dalla madrina e condusse vita ascetica ed edificante. Quando nel 451, gli Unni di Attila minacciarono Parigi, convinse gli abitanti a non fuggire, provvide in modo miracoloso ai rifornimenti e pregando, protesse la città salvandola. Le sono attribuiti molti miracoli e si dice anche che contribuì alla costruzione della basilica di San Dionigi. Alla morte, avvenuta il 3 gennaio 502, la città di Parigi le tributò riconoscimenti e onori, eleggendola sua patrona e deponendo il corpo in una tomba di pietra al centro della cripta della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, sulla collina che poi fu detta di Sainte-Genevieve, dove si trova ora il Pantheon. Il reliquiario, attribuito a sant’Eligio  veniva portato nelle processioni solenni durante le pubbliche calamità, ma fu distrutto e bruciato dai rivoluzionari nel 1793, con le ceneri gettate nella Senna. Pochi avanzi di ossa sono conservati a Saint-Etienne-du-Montluc. Patrona anche della Francia intera, è invocata contro la pioggia ma anche contro la siccità.

GORDIO centurione martire a Cesarea di Cappadocia, nel 304.

PIETRO Balsamo santo morto nel 311.

PRIMO,  TEOGENEZOSIMO, martiri in Cilicia.

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