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I santi del giorno del 17 luglio

17 Lug

ALESSIO di Roma
nobile romano morto a Costantinopoli nel 412, venerato anche in Oriente. Una leggenda racconta che, figlio di ricchi genitori, abbandonò la moglie il giorno delle nozze per farsi prima pellegrino mendicante e poi eremita, conducendo vita estremamente ascetica a Edessa di Macedonia(v). Un’altra fonte dice che dopo aver speso tutti i suoi beni, sarebbe tornato a casa, dove non fu riconosciuto da nessuno e lavorò come servo dei genitori. Solo alla morte ne sarebbe stata scoperta l’identità tramite una lettera trovatagli addosso con il suo nome. Il culto si diffuse sopratutto a Roma.

ANTUSA santa madre di Giovanni Crisostomo.

CLEMENTE di Ochrida
originario della Macedonia (v), fu il primo slavo a divenire vescovo. Fondò un monastero a Ochrida, vicino a Velitza, attualmente in Macedonia, ma che in quei tempi era parte integrante del regno di Bulgaria sotto re Simeone, che divenne la sede episcopale. Per il notevole lavoro missionario è considerato uno dei 7 apostoli della Bulgaria. Morì il 17 luglio 916.

COSTANZA Meunier
Costanza Maria Genoveffa Meunier, santa martire nel 1794.

DONATA di Cartagine
martire in Tunisia nel 180 circa, insieme con Generosa, Gennara e altri 8 martiri, detti “scillitani”.

EDVIGE di Polonia
nata il 18 febbraio 1374 in Ungheria, figlia di Luigi I, re d’Ungheria e di Polonia e quando questi morì, venne incoronata regina a soli 10 anni. Nel 1386 sposò il principe Jagellone di Lituania, ma solo quando lui accettò il battesimo. Si dedicarono alla cristianizzazione della Polonia, fondando la facoltà di teologia dell’università di Cracovia e la diocesi di Vilnius, in Lituania. È morta a Cracovia il 17 luglio 1399.

ENNODIO Magno Felice
nato nel 473 ad Arles, in Francia. Fidanzato con una nobile ragazza italiana, per una decisione improvvisa, entrò in un ordine religioso, coadiuvando i vescovi di Milano e di Pavia. Poeta impeccabile e oratore eloquente, andò a Roma, dove pronunciò il panegirico del re Teodorico, dopo la sua vittoria sugli Eruli, e anche un’altro panegirico sul papa Simmaco. Nel 513 venne eletto vescovo di Pavia e inviato due volte in Oriente, dal papa Ormisda, presso l’imperatore Anastasio, per negoziare un riavvicinamento tra le Chiese Greca e Latina, tentativi che rimasero però infruttuosi. Scrisse vari epigrammi e numerose opere, tra le quali una Vita di sant’Epifanio e ben 297 Epistole. Morì a Pavia nel 521.

GENEROSA di Cartagine
martire assieme a Donata, Seconda, Vestina e molti altri compagni detti “Scillitani”.

GENEROSO di Tivoli martire nel 4° secolo.

GENNARA di Cartagine
martire assieme a Donata, Generosa, Narzale, Vestina e altri compagni chiamati “Scillitani”.

LEONE IV papa
figlio di un certo Radoaldo di origini longobarde, fu educato nel monastero benedettino di San Martino e poi venne ordinato suddiacono al servizio del papa Sergio II. Sacerdote e poi cardinale del titolo dei Quattro Santi Coronati, venne eletto il 27 gennaio 847, il giorno stesso della morte del suo predecessore, ma la consacrazione avvenne solo il 10 aprile. Due anni dopo, con il contributo di nobili romani e campani, sconfisse i Saraceni a Ostia ed era questa la prima volta che un papa scendeva in armi alla testa di un esercito. Strinse rapporti sempre più stretti con Ludovico II, figlio dell’imperatore Lotario, e lo incoronò in San Pietro nella Pasqua dell’850. Nell’852, inaugurò a Roma un quartiere fortificato, detto la “città leonina” e sul luogo della distrutta Centumcellae, fondò una nuova città: Leopoli, che fu il primo nucleo della odierna Civitavecchia. Organizzò la Lega delle città marittime di Amalfi, Gaeta, e Napoli per difendere Roma con successo e mantenne una certa indipendenza nei suoi rapporti con l’Impero, sia d’Oriente che d’Occidente. Nell’853 convocò un sinodo che scomunicò il cardinale Anastasio, futuro antipapa, che si era rifugiato alla corte imperiale. Restaurò le Mura Aureliane e anche molte chiese, tra le quali quella di San Martino, che era del suo monastero di origine. Contribuì all’affermazione del canto gregoriano. Morto il 17 luglio 855, venne sepolto in San Pietro.

MARCELLINA di Treviri
sorella maggiore di Satiro e Ambrogio, nata nel 330, Dopo essersi occupata dell’educazione dei fratelli, nel Natale 353, si consacrò a Dio ricevendo il velo verginale dalle mani del papa Liberio, in San Pietro. Quando Ambrogio venne inviato a Milano, lo seguì e fu una sua valida collaboratrice. Morì nel 398 un anno dopo Ambrogio, il quale le aveva dedicato il trattato “De virginibus”. Le reliquie sono conservate in un sarcofago nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

MARINA di Venezia
esiste una leggenda che narra la storia di una ragazza-monaco. Secondo una Vita, scritta da L.Clugnet, sulla scorta di diverse recensioni latine, arabe, siriane e germaniche, si tratterebbe di una ragazza che, per non abbandonare il vecchio padre, entrò assieme a lui sotto il falso nome di Marino, in un monastero maschile presso Tripoli di Siria e divenuta così frate, restò nel monastero anche dopo la morte del padre. Soffrì ingiuste accuse e castighi, venne cacciata dal convento perché ritenuta padre di un bambino illegittimo, ma poi vi fu riammessa come penitente e solo dopo la morte se ne scoprì la vera identità.

NARZALE di Cartagine
martire in Tunisia assieme a Donata, Generosa, Gennara e Vestina.

SPERATO di Scilio
martire del 2° secolo, in Numidia(v), assieme a Veturio.

VESTINA di Cartagine
martire in Tunisia assieme a Donata, Gennara, Seconda e altri compagni.

VETURIO o VITULIO martire a Scilio di Numidia (v), nel 2° secolo.

I santi del giorno del 25 febbraio

25 Feb

BONELLO santo vissuto nel 7° secolo.

CESARIO di Nazianzo
nato nel 330, figlio di Gregorio il Vecchio, studiò geometria e astronomia. Conseguita la laurea in medicina, esercitò la professione presso la corte di Costantinopoli. Divenne amministratore della Bitinia, dove si convertì al cristianesimo in seguito all’emozione provata durante un terremoto nel 368. Morto l’anno successivo, lasciando per testamento tutti i suoi beni ai poveri, è conosciuto  anche per l’elogio funebre che di lui fece il fratello Gregorio.

CLAUDIANO martire con Dioscoro, Niceforo, Serapione e Vittorino.

COSTANTE santo di Fabriano, morto nel 1481.

COSTANZA di Vercelli
sorella del vescovo di Vercelli, Costanzo, visse in preghiera e umiltà in un monastero, nel 6° secolo.

DIEGO di Canicattì
martire in Sicilia dopo il 250. Sepolto a Tiche nelle catacombe di Vigna Cassia, presso Siracusa.

DIOSCORO  martire con Claudiano, Niceforo, Serapione e Vittorino.

DONATO di Zara vescovo di Zara, martire in Africa assieme a Giusto.

EUSTAZIO di Aosta 1° vescovo della città.

GERLANDO di Agrigento
nato a Besancon (Francia). Nel 1088 il gran conte Ruggero I Altavilla lo nominò vescovo di Girgenti (dal 1927 Agrigento), venendo poi consacrato da Urbano II nel 1098. Si occupò della riorganizzazione della comunità cristiana la quale, dopo il lungo dominio musulmano era ridotta a pochissimi fedeli dispersi. In breve tempo riuscì però a ricostruire la casa episcopale, la cattedrale e fortificare il castello. Morto il 25 febbraio 1101, i suoi successori traslarono più volte le reliquie. 

GIUSTO martire in Africa con Donato, vescovo di Zara.

NICEFORO martire assieme a Claudiano, Dioscoro, Serapione e Vittorino.

SERAPIONE martire assieme a Dioscoro, Claudiano, Niceforo e Vittorino.

TARASIO di Costantinopoli
nato verso il 730, figlio del prefetto di Costantinopoli, venne eletto Patriarca per volere dell’imperatrice Irene. Fu confermato dal papa Adriano I che, nel 787, lo inviò a dirigere il 2° Concilio di Nicea. È morto nell’806.

VALPURGA di Eichstàtt o VALBURGA
nata nel 710 nel Sussex, in Gran Bretagna e morta nel 779, in Germania. Figlia di Riccardo re del Wessex e sorella dei santi Villibaldo e Vunibaldo, nel 761 divenne badessa del monastero di Heidenheim, in Germania, succedendo al fratello Vunibaldo e fu così di molto aiuto a san Bonifacio nell’evangelizzazione. Nell’871 le sue reliquie furono traslate a Eichstàtt, dove venne fondata l’abbazia di Santa Valpurga e la tomba nella chiesa di Santa Croce divenne meta incessante di pellegrinaggi, perchè dalle pietre sgorgava periodicamente, da ottobre a febbraio, un liquido ritenuto miracoloso, chiamato “l’olio di santa Valpurga”. Santificata per volere dei fedeli, in suo onore vennero fissate due festività, il 25 febbraio, presunta data della morte, che dal fervore popolare fu associato ad antiche leggende folkloristiche germaniche sul ritorno della primavera e il 1° maggio, giorno della traslazione, nella notte della cui vigilia si svolgeva il sabba delle streghe.

VANDA o WANDA leggendaria principessa polacca, vissuta nell’8° secolo.

VITTORINO martire con Claudiano, Dioscoro, Niceforo e Serapione.

I santi del giorno del 18 febbraio

18 Feb

ARTEMISIA o ARTEMIDE vergine martire di Roma.

CAMILLA martire a Civitavecchia nel 5° secolo.

CINZIA
martire durante le prime persecuzioni anticristiane, forse sotto Diocleziano. Viene rappresentata con una spada, oppure con una corona di spine e vicino a lei un giglio.

COLMANO o COMANO ricordato anche il 26 Gennaio

COSTANZA di Bitinia
figlia di Costantino il Grande e di Fausta, nata nel 318 e morta in Bitinia nel 354. Moglie di Annibaliano , re del Ponto e dell’Armenia e poi del cugino Costanzo Gallo. Fu sepolta a Roma, nel mausoleo detto di Santa Costanza sulla Via Nomentana, mentre un’altra fonte sostiene che il suo sarcofago si trova nel Museo Pio-Clementino, in Vaticano.

CUZIA di Ostia
moglie di Claudio, subì il martirio a Ostia, assieme al marito e al cognato Massimo, durante la persecuzione di Diocleziano.

ELLADIO di Toledo vescovo di Toledo, successore di Amasio, dal 615 al 633.

FLAVIANO di Costantinopoli
nato nel 390, patriarca di Costantinopoli dal 446 al 449. Nel 448 condannò l’eresia di Eutiche, ma nell’agosto successivo il patriarca di Alessandria, Dioscuro, ottenne dall’imperatore Teodosio II, la convocazione di un nuovo concilio, rimasto storicamente famoso, sotto il nome di “latrocinio di Efeso”. In soli due giorni, usando notevoli pressioni e impedendo l’intervento dei delegati papali, l’eretico Eutiche fu riabilitato e Flaviano venne deposto e condannato all’esilio in Lidia, dove morì dopo soli tre giorni, in seguito alle percosse e maltrattamenti subiti. Nel 451 il nuovo imperatore Marciano fece riportarne il corpo nella capitale dove venne onorato come martire.

GELTRUDE Comensoli
nata il 18 gennaio 1847 a Bienno, Bergamo, si chiamava Caterina, ma quando fondò l’Istituto delle Suore del SS.mo Sacramento, prese il nome di Geltrude. Il suo ordine ha lo scopo principale dell’adorazione perpetua a Gesù Sacramento. È morta il 18 febbraio 1903, a Bergamo.

GREGORIO V papa
Brunone dei duchi di Carinzia, figlio di Ottone e di Liutgarda, cugino di Ottone III imperatore, salì al soglio pontificio il 3 maggio 996, all’età di 24 anni, prendendo il nome di Gregorio V. I romani però, capeggiati da un certo Crescenzio Nomentano, si ribellarono al papa straniero, lo cacciarono dalla città e si impadronirono di tutti i suoi beni. Rifugiatosi a Spoleto, fece due tentativi per tornare a Roma con un esercito, ma entrambi fallirono, mentre Crescenzio faceva eleggere Giovanni Filagato con il nome di Giovanni XVI. Nel febbraio 997, Gregorio convocò un sinodo a Pavia che si concluse con la scomunica di Crescenzio e dell’antipapa, così nel 998 potè tornare a Roma scortato dall’imperatore. Convocò subito un nuovo sinodo che fece imprigionare Giovanni Filagato, mentre Crescenzio venne decapitato sui bastioni di Castel Sant’Angelo. Nel suo pontificato è stato grande fautore della riforma cluniacense e assertore della giurisdizione pontificia su tutta la Chiesa. È morto il 18 febbraio 999, forse avvelenato.

ISAIA Boner
nato a Cracovia, entrò ancora molto giovane tra gli agostiniani, nel monastero di Santa Caterina a Cracovia dove è stato trovato un documento che attesta la sua presenza come studente, all’Università di Padova, nel 1422. Completò poi gli studi in quella di Cracovia, nella quale divenne insegnante titolare della cattedra di teologia. Morto il 18 febbraio 1471, è uno dei patroni della Polonia.

ROMANO di Kiev
martire nel 1015 a Kiev, in Russia. Patrono di Mosca.

SIMEONE di Gerusalemme
figlio di Cleofa, uno dei due discepoli di Emmaus, forse parente di Gesù. Capo della comunità di Gerusalemme dal 62, dopo il martirio di Giacomo il Minore, come è scritto nella Storia ecclesiastica dello storico Eusebio di Cesarea, 2° vescovo della città, eletto all’unanimità dagli apostoli e discepoli ancora in vita. Il suo episcopato durò fino al 105 quando, secondo la tradizione, venne denunciato e subì il martirio, torturato per molti giorni e poi crocifisso all’età di 120 anni, sotto Attico, console della Giudea, al tempo dell’imperatore Ulpio Traiano.

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