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I santi del giorno del 12 agosto

12 Ago

ANICETO di Nicomedia
martire in Bitinia (v), assieme a Conte e Fotino.

CASSIANO di Imola
martire a Todi o Imola nel 303. Secondo lo storico Prudenzio, fu martirizzato dai suoi stessi scolari pagani che lo uccisero con gli stili appuntiti usati per scrivere. Secondo una tradizione sarebbe sepolto nella Cattedrale di Imola ed è patrono dei maestri e degli scrittori. Un’altra fonte invece, sostiene che sia stato il primo vescovo di Bressanone(diocesi della quale è patrono) mentre un’altra ancora lo indica vescovo di Todi e di Imola.

CONTE martire a Nicomedia (v), con Aniceto e Fotino.

DEGNA o DIGNA
ancella di santa Ilaria, martire ad Augusta Treverorum (Treviri).

ERCOLANO di Brescia
vescovo della città, nella seconda metà del 6° secolo. Occupa il 18° posto, fra Cipriano e Onorio avendo però trascorso gli ultimi anni di vita come eremita a Campione del Garda. Le reliquie, ritrovate nel 1282 nella chiesa di Maderno, nel 1580 vennero fatte trasportare da Carlo Borromeo, dalla vecchia arca all’altare maggiore. Patrono di Maderno, frazione di Toscolano e della riviera di Salò.

EUMENIA ed EUPREPIA
ancelle di santa Ilaria, martiri sul rogo a Treviri (v), assieme alla compagna Degna o Digna, verso il 304 sotto Diocleziano.

EUPLIO di Catania
diacono martire in Sicilia, alla vigilia delle idi di agosto del 304.

EUSEBIO di Milano
vescovo dal 449 al 462. Radunò un concilio provinciale nel 451 e quando l’anno dopo Attila distrusse la città, collaborò alla ricostruzione, come è descritto nel discorso per la dedicazione della cattedrale, pronunciato dal vescovo di Torino, Massimo.

FAZIO martire.

FELICISSIMA di Faleria
vergine martire a Faleria, Viterbo, assieme a Graciliano.

FOTINO di Nicomedia martire assieme ad Aniceto e Conte.

GIULIANA di Baviera martire ad Ausburg, in Germania.

GRACILIANO di Faleria
martire a Faleria, Viterbo, con la santa vergine Felicissima.

ILARIA di Treviri
madre di santa Afra, martire nella persecuzione di Diocleziano verso il 304. Secondo una passio piuttosto leggendaria, fu sorpresa a pregare sulla tomba della figlia e venne condannata a morte, arsa viva, assieme alle sue ancelle, Digna, Eumenia ed Euprepia, a Treviri.

INNOCENZO XI papa
Benedetto Odescalchi, nato a Como il 19 maggio 1611, da una ricca famiglia di commercianti. Studiò dai Gesuiti e nel 1639 si laureò in giurisprudenza a Napoli. Prima di iniziare la carriera ecclesiastica, fu anche soldato, ma sopratutto la sua solida formazione giuridica gli permise di ricoprire incarichi amministrativi di notevole rilievo, fino ad arrivare al cappello cardinalizio, che ricevette da Innocenzo X, nel 1645. Governò Ferrara e fu vescovo di Novara, dal 1650 al 1654. Alla morte di Clemente X, trovando unanimità di consensi, che era il premio della probità e capacità di cui aveva dato prova, venne eletto al pontificato il 21 settembre 1676 dopo due mesi di conclave, consacrato il 4 ottobre con il nome di Innocenzo XI. Si dedicò alla pacificazione dei principi cristiani, contribuì al trattato di Nimega del 1678, cercò di combattere il nepotismo, abolendo la carica di “cardinale-nepote”, proibì perciò al nipote Livio di accettare doni e onorificenze, combatté l’usura e riordinò le finanze dello Stato Pontificio. Lottò contro il re di Francia Luigi XIV, al quale non volle riconoscere il diritto di nominare i vescovi e si fece promotore della Lega Santa, con la partecipazione di Polonia, Russia e Venezia, contro i Turchi, arrivando, nel 1686, alla liberazione dell’Ungheria e 2 anni dopo alla riconquista di Belgrado. Morto a Roma il 12 agosto 1689, fu subito venerato dai romani, mentre è stato beatificato solo nel 1956 da Pio XII.

MACARIO di Siria martire.

QUIRIACO
martire ad Ausburg (Augusta), in Germania, assieme a Giuliana

SISTO IV papa
Francesco della Rovere, nato il 21 luglio 1414 a Celle Ligure, in provincia di Savona. Figlio di pescatori, entrò nell’Ordine dei Frati Minori Francescani e nel 1464 ne divenne il superiore generale. Tre anni dopo fu consacrato cardinale da Paolo II, alla morte del quale, nel 1471 venne eletto al pontificato, dedicandosi alla riforma ecclesiastica. In precedenza era stato docente nelle università di Pavia, Bologna e Firenze. Conosciuto per i suoi rigidi costumi, appena eletto però, distribuì incarichi e benefici a parenti, nipoti e ben 15 pronipoti, attuando una politica nepotistica scandalosa, purtroppo in linea con il periodo storico che il papato stava vivendo. Nel 1472 inviò una flotta contro gli Ottomani comandata dal cardinale Carafa, il quale, dopo aver preso Smirne, dovette interrompere l’impresa per le discordie nel campo cristiano, quando esplose la rivalità marinara tra Venezia e Napoli. Riprese i negoziati con Ivan III di Russia, iniziati dal suo predecessore, per cercare di riportare la Chiesa russa nell’ambito romano, ma non ottenne il risultato sperato. Stabilì l’Inquisizione in Spagna, cercò di arginare le eresie in Boemia (v), arricchì la biblioteca vaticana di preziosi codici e dotò Roma di opere pubbliche e monumenti. Il suo pontificato è legato a un’opera d’arte famosa in tutto il mondo, la Cappella Sistina, che fece abbellire da grandi artisti come Bernardino di Betto (Pinturicchio), Mino da Fiesole, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Pietro Perugino, Luca Signorelli, che più tardi fu affrescata da Michelangelo Buonarroti. Celebrò con grande sfarzo il Giubileo del 1475, stabilendo che venisse celebrato ogni 25 anni. È morto il 12 agosto 1484.

I santi del giorno del 9 luglio

9 Lug

AGOSTINO Zhao Rong
sacerdote martire in Cina con molti compagni, canonizzato domenica 1° ottobre 2000, alla presenza di Giovanni Paolo II, in piazza San Pietro.

ANATOLIA di Tora
santa abruzzese, martire di Tora nella Sabina, Lazio, nel 3° secolo, assieme ad Audace.

AUDACE di Tora
martire di Tora, nella Sabina, assieme ad Anatolia, nel 3° secolo.

BARNABA di origine polacca, eremita camaldolese vissuto nell’11° secolo.

CLELIA Nanetti
suora martire in Cina nell’anno 1900. Beatificata nel 1943, da Pio XII è stata canonizzata il 1° ottobre dell’Anno Giubilare 2000, da Giovanni Paolo II.

ELEONORA di Justaumond
Margherita Eleonora, nata nel 1746 a Bolléne nei pressi di Orange, in Francia. Si fece monaca cistercense nel monastero di Sainte-Catherine di Avignone. Durante la rivoluzione francese fu arrestata e ghigliottinata il 12 luglio 1794 a Orange, assieme a 2 sorelle ed è stata beatificata con le altre 31 religiose martiri di Orange.

ELIA Facchini
nato il 2 luglio 1839 a Reno Centese, in provincia di Bologna. A 18 anni entrò tra i Frati Minori nel Convento Francescano dell’Annunziata. Dedicò la sua vita alle missioni e partì per la Cina, dove svolse il suo apostolato, specialmente nello studio della cultura cinese e nella formazione del clero. Martire il 9 luglio 1900, durante la feroce persecuzione dei Boxers.

FABRIZIO martire in epoca sconosciuta.

GIOVANNA Scopelli santa morta nel 1491.

IFIGENIA di Limoges
martire di Saint-Matthieu, presso Limoges, durante la rivoluzione francese.

LETIZIA santa LAETITIA, vergine martire.

PAOLINA Visintainer
nata a Vigolo Vattaro, in provincia di Trento, il 16 dicembre 1865, seconda dei 14 figli di Napoleone e Anna Pianezzer, fu battezzata Amabile. Dopo aver ricevuto la Santa Cresima dal vescovo Benedetto Riccabona, all’età di 10 anni emigrò con la famiglia e molti altri trentini, in Brasile nello stato di Santa Caterina dove suo padre, con altri 5 capifamiglia, fondò dei villaggi in una valletta che oggi è chiamata Nova Trento, con i nomi dei paesi di origine: Vigolo, Besenello, Valsugana. Quando ebbe 14 anni, assieme all’amica Virginia Nicolodi, fu incaricata dal padre superiore dei Gesuiti di Vigolo, Augusto Servanzi, della catechesi dei fanciulli e comiciò a occuparsi anche dell’assistenza agli ammalati e della cura della chiesetta intitolata a San Giorgio. Questa vita di servizievole carità continuò negli anni fino a diventare, nel luglio del 1890, la Congregazione delle Piccole Suore dell’Immacolata Concezione, approvata dal vescovo di Curutiba il 25 agosto 1895 e nella quale prese il nome di Paolina. Diresse con molta semplicità e saggezza la congregazione, organizzando scuole, ospedali e laboratori fino al 1909, quando incontrò difficoltà di vario genere che la fecero soffrire molto e fu costretta a lasciarne la guida. Visse quindi altri 33 anni come semplice suora, assistendo i malati e lavorando duramente, dando sempre esempio di intensa preghiera e generoso sacrificio. Nel 1940 l’opera da lei iniziata contava ormai una quarantina di case e più di 300 suore operanti nei diversi stati brasiliani. Morta il 9 luglio 1942, attualmente è sepolta a San Paolo del Brasile. Il 18 ottobre 1991 è stata beatificata da Giovanni Paolo II, a Florianopolis, durante la sua visita in Brasile e poi, in seguito a due guarigioni ritenute miracolose dal Dicastero per le cause dei Santi, avvenute il 23 settembre 1966 e il 5 giugno 1992, attribuite alla sua intercessione, è stata canonizzata solennemente il 19 maggio 2002, in Piazza San Pietro dove erano presenti oltre 2000 pellegrini brasiliani con il loro presidente della repubblica, Fernando Henrique Cardoso, circa 250 trentini guidati dall’arcivescovo di Trento, Luigi Bressan e molti altri fedeli provenienti anche dagli Stati Uniti. Santa degli emigranti trentini, ma anche del Brasile, è chiamata la “Santa dei due Mondi”.

SUSANNA Deloye
nata nel 1741 in Francia, divenne suora benedettina prendendo il nome di Maria Rosa. È stata la prima delle 32 suore ghigliottinate a Orange, presso Avignone nella Francia del Sud, il 6 luglio 1794, durante la rivoluzione francese. L’accusa per la quale subì il martirio fu che: voleva distruggere la repubblica con il fanatismo e la superstizione.

SUSANNA de’Gaillard
Marie-Suzanne de’ Gaillard de Lavaldéne, nata in Francia nel 1761. Entrata nella congregazione delle Suore Sacramentine, si occupò dell’educazione giovanile. Martire il 7 luglio 1794, anche lei ghigliottinata dai rivoluzionari francesi.

TEOFANIO di Civitavecchia
conte di Civitavecchia, ricordato negli scritti di Gregorio Magno. È venerato come protettore della cittadina di Corneto Tarquinia, luogo nel quale, sembra siano stati scoperti, dopo molti secoli, i suoi resti mortali.

VERONICA Giuliani
nata il 27 dicembre 1660 a Mercatello, in provincia di Pesaro-Urbino. A 16 anni entrò nel monastero cappuccino di Città di Castello e dopo aver fatto la novizia e la professione di fede, venne nominata maestra di noviziato. Visse una profonda esperienza mistica e nel 1694, ricevette anche l’impressione visibile della corona di spine sulla fronte e tre anni dopo, anche le stigmate. Esercitò un po’ tutti gli uffici fino al 1716, quando fu nominata badessa. È morta a Perugia il 9 luglio 1727 lasciando un diario, Il tesoro nascosto, pubblicato postumo. È stata canonizzata da Gregorio XVI (1831-1846)

I santi del giorno del 28 maggio

28 Mag

BERNARDO di Mentone
nato nel 923 a Mentone, sulla Costa Azzurra, in Francia. Fondatore degli ospizi del Grande e del Piccolo San Bernardo, per ospitare e dare rifugio ai pellegrini che attraversavano le Alpi, è morto nel 1009.

EMILIO di Sardegna
secondo la tradizione, martire in Sardegna dove è molto venerato, assieme a Felice, Luciano e Priamo. Non si conosce comunque nulla di storicamente preciso della sua vita.

GERMANO di Parigi
nato nel 496 ad Autun. Trascorsa la giovinezza come eremita, nel 530 fu ordinato sacerdote e nel 540 divenne abate di San Sinforiano, nella sua città. Nel 552, nominato vescovo di Parigi, si dedicò alla restaurazione della disciplina del clero collaborando con il re Childeberto I alla costruzione di delle grandi basiliche, di Santo Stefano e di San Vincenzo. Morì a Parigi il 28 maggio 576 e fu sepolto proprio nella Chiesa di San Vincenzo, da lui consacrata nel 558 e che, più tardi, gli fu dedicata con il nome di Saint-Germain-des-Pres. Gli vengono attribuite anche due lettere molto importanti per lo studio della liturgia gallica.

GUGLIELMO I, d’Aquitania
nato nel 755, conte di Narbonne, nipote del re Carlo Martello. Nominato duca di Tolosa nel 790, tre anni dopo fu mandato da Carlo Magno in Spagna a fronteggiare l’invasione dei Musulmani. Dopo qualche iniziale sconfitta come a Villedaigne, nell’801 costrinse Barcellona alla resa. Tornato dalla guerra, legato da sincera amicizia a Benedetto di Aniane, nell’804 lasciò la vita militare per quella religiosa e fondò un’abbazia benedettina a Gellone, diocesi di Lodève in Linguadoca. Due anni dopo vi si ritirò e condusse una vita semplice, dedicandosi ai lavori più umili, dalla cucina al giardinaggio. Morì il 28 maggio 812 e fu canonizzato nel 1066, da Alessandro II. Questa abbazia, nel 12° secolo, ha preso il nome di San Guglielmo d’Orange o San Guglielmo del deserto.

GUGLIELMO di Como santo eremita della Torre di Como, morto nel 1226.

IVO o IVONE di Chartres
nato nel 1040, nei pressi di Beauvais, in Francia. Discepolo di Lanfranco di Pavia, nell’abbazia di Le-Bec-Hellouin, nel 1090 fu il successore del vescovo di Chartres, Goffredo, destituito perché accusato di simonia. Durante il suo episcopato, intervenne nelle gravi controversie del tempo con prudenza e competenza, meritandosi il titolo di “vescovo più santo e sapiente del secolo”, ma fu anche imprigionato per essersi opposto al re Filippo I, che aveva ripudiato la prima moglie per sposarne un’altra. Viaggiò molto, sono ricordati due suoi viaggi presso la curia romana tra il 1090 e il 1093 ed è noto anche per i sermoni e le lettere, chiaramente di natura pacifista. Morto a Chartres il 23 dicembre 1116 la sua opera, solo in parte edita, ebbe grande importanza per la compilazione del Diritto Canonico della Chiesa, a opera di Graziano, monaco camaldolese del convento di San Felice a Bologna.

LANFRANCO di Canterbury
nato a Pavia nel 1005 ca. Dopo aver studiato diritto nella sua città, andò a vivere, prima in Francia e poi in Inghilterra. Priore dell’abbazia benedettina di Le Bec Hellouin dal 1045, fu poi il fondatore della celebre scuola di Avranches, in Normandia. Amico del re d’Inghilterra Guglielmo I, il conquistatore, nel 1070 venne eletto arcivescovo di Canterbury e nominato primate d’Inghilterra. Filosofo e teologo illustre, anticipò la dottrina della transustanziazione, il dogma che riguarda la trasformazione delle sostanze del pane e del vino dell’Eucaristia, nel corpo e sangue di Cristo, con il trattato De corpore et sanguine Domini. Si dedicò anche alla riforma gregoriana in Gran Bretagna e morì a Canterbury, nel 1089.

LUCIANO di Sardegna martire con Emilio e compagni.

LUDOVICO Pavoni o LODOVICO
nato a Brescia l’11 settembre 1784, da una famiglia nobile. Nel 1807 fu ordinato sacerdote e divenne segretario del vescovo della sua città, monsignor Gabrio Nava, che poi lo nominò canonico della Cattedrale. Dopo aver aperto diversi oratori festivi per raccogliere i ragazzi più poveri, nel 1818, con il pieno appoggio del vescovo, poté aprire ai suoi ragazzi un ex-convento, vicino alla Chiesa di San Barnaba, dove inventò un “collegio d’arti”, una vera e propria scuola professionale, nella quale poter imparare un mestiere in un ambiente moralmente sano. Nel 1821 venne avviata anche una tipografia, la prima scuola grafica in Italia e la casa editrice Ancora. Dal 1841 accolse anche i piccoli sordomuti e poi aprì una scuola di agricoltura, acquistando il terreno attorno al convento di Saiano, poco distante da Brescia. Perché queste sue opere potessero continuare e svilupparsi anche dopo la sua morte, l’8 dicembre 1847 fondò, con 5 dei suoi giovani, la congregazione dei Figli di Maria Immacolata, che dovrà necessariamente essere composta da Sacerdoti e Laici. Si ammalò durante l’insurrezione delle “10 giornate di Brescia” e morì nel convento del Colle Calvario di Saiano, il 1° aprile 1849. I suoi resti mortali sono custoditi in un bianco sarcofago nel santuario Pavoniano nella parrocchia dell’Immacolata a Brescia. Il 5 giugno 1947 Pio XII lo ha dichiarato Venerabile e poi il 14 aprile 2002 Giovanni Paolo II lo ha beatificato. Nella congregazione è festeggiato il 28 maggio.

PODIO di Firenze santo toscano, vissuto nel 10° secolo.

PRIAMO martire della Sardegna.

SENATORE di Milano
21° vescovo della città, resse la diocesi dal 472 al 475. Nel 450 era stato inviato a Costantinopoli da Leone I, come legato pontificio, per notificare la condanna dell’eretico Eutiche. Gli viene attribuita la costruzione della basilica di sant’Eufemia, dove fu sepolto.

UBALDA Taccini o UBALDESCA
suora dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, nata a Pisa nel 1136 e morta nel 1206.

I santi del giorno del 15 gennaio

15 Gen

ARNOLDO Janssen   
nato in Germania nel 1837, pur essendo di famiglia povera, riuscì a entrare in seminario e divenne insegnante. Ordinato sacerdote nella diocesi di Mùnster, dopo alcuni incontri con Daniele Comboni(v.), fu chiamato a dirigere un seminario fondato recentemente in Olanda. Negli anni dal 1886 al 1889, fondò due congregazioni, una maschile e una di suore di clausura che guidò per un trentennio pur tra molte difficoltà causate dalla politica anticattolica del governo tedesco. Beato dei Verbiti, morto nel 1909, è stato proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 2003.

COSMA di Gerusalemme
monaco greco, morto nel 760 circa. Fratello adottivo di Giovanni Damasceno, fu educato dal monaco italiano Cosma il Vecchio e verso il 743 venne eletto vescovo di Maiuma, presso Gaza, in Palestina. Gli sono state attribuite le composizioni di molti inni sacri.

EFISIO di Sardegna
guerriero, “il debellatore degli eretici”, martire in Sardegna, nelle vicinanze di Pula, nel 3° secolo. Patrono di Cagliari.

FERNANDO de’Capillas
Francesco Fernandes, frate domenicano di Valencia, inviato missionario nelle Filippine, dopo 10 anni di fruttoso apostolato, nel 1642 venne mandato anche in Cina. Assieme a Francisco Diaz, si stabilì nella regione di Fukien, operando nelle città di Fogan, Moyang e Tingten, ma in seguito alla feroce persecuzione anticristiana della dinastia tartara dei Manciù, 5 anni dopo venne arrestato mentre tornava da Fogan, dove aveva portato la Comunione a un ammalato. Portato in tribunale, maltrattato, insultato e torturato, fu posto in carcere, ma poi nuovamente torturato e flagellato, venne condannato a morte e decapitato l’anno seguente. La motivazione della condanna fu quella di aver sobillato il popolo, perché diffondeva una falsa dottrina religiosa, “il cristianesimo”. È stato proclamato santo domenica 1° ottobre 2000, in piazza San Pietro a Roma durante la Messa giubilare presieduta da Sua Santità Giovanni Paolo II.

GIOVANNI Calibita    
secondo la leggenda, era un giovane di nobili origini, il quale, fuggito dalla casa paterna, si fece religioso, non lontano da Costantinopoli. Tornato a casa, visse sconosciuto ai parenti in un tugurio, rivelandosi solo quando fu vicino alla morte. Il suo rifugio, in seguito, venne trasformato in una chiesa. Anche a Roma gli è stata dedicata una chiesa sull’Isola Tiberina.

IDA  
badessa irlandese, vissuta nel 6° secolo.

MACARIO il Grande 
originario dell’Alto Egitto, nato nel 300 circa e morto nel 390. Fattosi monaco, si ritirò a vita ascetica nel deserto di Scete, raccogliendo attorno a se molti proseliti e da quando fu ordinato sacerdote verso i quarant’anni, subì la persecuzione ariana. Viene comunemente identificato come il discepolo di Antonio abate e gli sono stati attribuiti numerosi scritti, tra i più importanti nella storia monastica e ascetica, tra i quali ben 56 omelie in greco.

MAURO di Glanfeuil 
nato nel 512 e morto nel 584, è stato tardivamente identificato con il discepolo di Benedetto da Norcia, menzionato da san Gregorio. Secondo la Vita scritta da Fausto da Montecassino, dopo aver seguito Benedetto a Subiaco e Montecassino, fu eletto abate e sarebbe andato in Gallia a fondare il monastero di Glanfeuil più tardi chiamato Saint-Maur-sur-Loire in suo onore. La sua vita è però così leggendaria che non si può sapere con certezza se sia stato questo Mauro a introdurre il monachesimo benedettino in Gallia, verso il 543. Sembra che le reliquie, portate a Parigi, siano in parte state distrutte dai sanculotti nel 1793. Queste poche note sono confermate da una specie di biografia del santo scritta dall’abate Odone di Glanfeuil nel 9° secolo.

MAURO di Subiaco
nato all’inizio del 6° secolo, figlio del senatore romano Tertullo. Allievo prediletto di Benedetto da Norcia, nel monastero di Subiaco, era così obbediente al maestro che in un celebre episodio leggendario si racconta che, quando suo fratello Placido cadde nel lago e Benedetto gli ordinò di correre a salvarlo, Mauro corse subito, oltrepassò la riva, camminò sulle acque, prese il fratello per i capelli e lo portò in salvo. Quando nel 529 Benedetto andò a Montecassino, Mauro divenne il suo successore venendo poi nominato abate di Subiaco dove concluse la vita. Il Messale romano lo ricorda il 15 gennaio, l’Ordine benedettino lo celebra il 5 ottobre assieme al fratello Placido. È citato anche nei Dialoghi di Gregorio Magno ma forse è un doppione di Mauro di Glanfeuil.

MICHEA profeta   
giudeo, originario di Moreset, a ovest di Hebron(v). Sesto dei 12 profeti minori dell’A.T., ha vissuto la missione profetica sotto i re Acaz ed Ezechia, cioè prima e dopo la presa di Samaria del 721 a.C. e forse fino al 687. Contemporaneo dei profeti Osea e Isaia, non si sa però quasi nulla della sua vita, si conosce solo il suo stile, che essendo lui di origine campagnola, è di un linguaggio scarno, concreto e talvolta brutale, come si può intendere leggendo il piccolo libro della Bibbia che gli è attribuito. Celebre il suo oracolo su Betlemme, interpretato dall’evangelista Matteo come profezia sul luogo di nascita del Messia.

PAOLO di Tebe  
monaco egiziano. Secondo la leggendaria Vita Pauli scritta nel 249 da Girolamo di Stridone,  si sarebbe ritirato a vita eremitica per sfuggire alla persecuzione di Decio I. Visse in perfetta solitudine umana, ma in unione con Dio, per quasi un secolo nel deserto della Bassa Tebaide, Egitto del sud, dove ricevette anche la visita dell’abate Antonio il Grande. Morì a 113 anni verso il 342.

PLACIDO di Subiaco
secondo la testimonianza di Gregorio Magno, era figlio del patrizio romano Tertullo, affidato a Benedetto da Norcia ancora giovanissimo, nel monastero di Subiaco assieme al fratello Mauro. Particolarmente legato al suo maestro, nel 529 circa lo seguì a Montecassino, dove fu monaco esemplare. Sembra abbia subito il martirio a Subiaco, il 5 ottobre di un anno imprecisato.

PROBO di Verona vescovo nel 4° secolo.

ROMEDIO di Thaur  
vissuto tra il 4° e il 5° secolo, conte di Thaur, borgo della valle del fiume Inn, presso Innsbruck. Una tradizione vuole che, tornando da un pellegrinaggio a Roma, si sia incontrato con il vescovo di Trento, che lo spinse a vita ascetica. Donati così gli averi e i propri terreni alla diocesi trentina e, in parte, a quella di Ausburg, in Baviera, si ritirò con due confratelli, Abramo e Davide, a Sanzeno nella valle di Non, in un luogo poco accessibile. Una leggenda narra che l’anacoreta in procinto di partire per Trento a visitare il vescovo, chiese a un confratello di sellargli il cavallo che pascolava poco lontano, il giovane obbedì, ma tornò spaventato dicendo che il cavallo era stato sbranato da un orso ! Romedio per nulla intimorito gli rispose: non preoccuparti, portami l’orso, senza paura e poi, ammansito l’animale, partì alla volta di Trento cavalcandolo. Quando morì, il 1° ottobre di un anno imprecisato (forse il 405 ?) le campane delle chiese trentine suonarono tutte assieme, senza che nessuno le avesse toccate. Nel 1120, i sui resti vennero portati in una cappella del santuario eretto su uno sperono roccioso, dove l’anacoreta era vissuto in povertà, preghiera e solitudine. Il culto si diffuse rapidamente, non solo nel Nord-Italia, ma anche in Germania e Ungheria. Festa anche il 1° ottobre, giorno della morte(dies natalis). Questo è ciò che viene narrato nella tradizione leggendaria, mentre sembra sia nato verso la metà del 6° secolo e pertanto non abbia mai potuto incontrare il vescovo Vigilio, ma sicuramente uno dei suoi successori.

SECONDINA di Igel   
DINA, martire nei pressi di Igel, nella Gallia belgica, assieme a Tarcisia.

TARCISIA di Igel  martire in Gallia, assieme a Secondina.

 

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