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I santi del giorno del 9 giugno

9 Giu

ANNA MARIA Taigi
terziaria della Santissima Trinità, nata a Siena il 29 maggio 1769. Sposatasi visse a Roma e divenne madre di 7 figli, vero esempio di moglie e madre cristiana, li educò alla fede e li seguì con discrezione e amore anche dopo sposati. Si occupò inoltre di opere di carità e di assistenza a poveri, ammalati e moribondi. Dedita a preghiera e penitenza, godette di doni mistici, visioni, estasi e profezie, per cui fu visitata spesso anche da personaggi illustri del tempo. Morta a Roma il 9 giugno 1837, il corpo è conservato nella basilica di San Crisogono, in Trastevere. È stata beatificata e proclamata protettrice della famiglia, da Benedetto XV nel 1920.

COLOMBA o COLUMBA
monaco irlandese, nato nel 521 a Galtan, nella contea di Donegal. Di stirpe regale, fu ordinato sacerdote e fondò molti monasteri, tra i quali, quelli di Derry e di Durrow, ma non rinunciò, all’attività politica e così, per aver partecipato alle lotte tra il Nord e il Sud, venne esiliato. Si ritirò allora sull’isoletta di Iona, donatagli dal re Dalriada, suo parente e qui fondò un nuovo monastero che divenne un importante centro culturale e religioso, dal quale partirono le missioni evangelizzatrici per gli Scozzesi. Morto verso il 597, è il più famoso dei 37 santi irlandesi, dopo Patrizio.

EFREM il Siro
nato nel 306 da una famiglia cristiana, a Nisibi sul lago di Urmia in Iran, oggi Nizip, in Turchia. Diacono del vescovo Giacomo, esercitò il suo ufficio fino al 363, quando fu costretto, con altri cristiani, a rifugiarsi a Edessa di Siria, in seguito alla conquista di Nisibi da parte dei Persiani. Qui morì il 9 giugno 373, dopo avere fondato una famosa scuola di studi teologici e filosofici, che rimase attiva fino 489, quando venne chiusa per ordine di Zenone, imperatore. Ritenuto il più grande scrittore siriaco, strenuo difensore del cattolicesimo contro tutte le eresie del tempo, ha lasciato moltissime opere importanti per la cristologia, la mariologia e l’ecclesiologia, come i Commentari alle Sacre Scritture, diversi manoscritti teologici e molte omelie. Il suo capolavoro teologico è comunque costituito dagli 80 inni sulla fede, per i quali è stato anche chiamato “Cetra dello Spirito Santo” e “Cantore di Cristo e della Vergine”. È stato proclamato Dottore della Chiesa di Siria.

FELICIANO di Nomento
originario di Roma fratello di san Primo, martire dopo atroci torture, a Nomentum (oggi Mentana), nel Lazio, all’inizio del 4° secolo. Sepolto sulla Via Nomentana, poi le sue reliquie vennero portate nella chiesa romana di Santo Stefano Rotondo, sul colle Celio, assieme a quelle del fratello.

LUPO di Bergamo signore di Bergamo, nell’8° secolo, padre di san Grato.

MASSIMIANO di Siracusa vescovo di Siracusa.

PELAGIA di Antiochia
vergine martire nel 304, cercò volontariamente la morte a soli 15 anni, per sottrarsi agli oltraggi cui erano sottoposte le giovani cristiane.

PRIMO di Nomento
subì il martirio all’inizio del 4° secolo con il fratello Feliciano, a Nomento (Nomentum), oggi Mentana nel Lazio e fu sepolto sulla Via Nomentana, dove poi venne eretta una basilica. Teodoro I, pontefice dal 642 al 649, trasferì le reliquie nella Chiesa di Santo Stefano Rotondo, sul colle Celio.

RICCARDO di Andria
vescovo di Andria, in Puglia e protettore della diocesi. Di origine inglese, nel 1179 partecipò al 3° Concilio Ecumenico Lateranense e nel 1196 accolse le reliquie dei santi Erasmo e Ponziano, riposte in una cappella, nel duomo di Andria che poi gli è stata intitolata.

 SILVESTRO Ventura
nato a Firenze nel 1278. Di professione cardatore di lana, verso i 40 anni entrò in una comunità camaldolese come frate cuciniere. Dotato di doni straordinari, come visioni ed estasi, fu molto stimato e consultato per la sua saggezza. Morto il 9 giugno 1348, è stato scelto come uno dei patroni dei cuochi.

VINCENZO d’Aquitania martire nell’ attuale Guienna, in Francia.

I santi del giorno del 20 maggio

20 Mag

ANASTASIO di Brescia vescovo  vissuto nel 7° secolo.

AUSONIA vergine martire in Gallia.

BERNARDINO da Siena
nato a Massa Marittima, in provincia di Grosseto, l’8 settembre 1380, della famiglia degli Albizzeschi. Entrò nell’Ordine Francescano Minore a 22 anni e dopo essere stato ordinato sacerdote, nel 1417 iniziò il suo apostolato a Milano. Missionario, riformatore fu detto l’Apostolo degli Italiani perchè percorse tutta l’Italia con una predicazione in volgare che si distinse subito per attualità e vivacità, che colpiva sempre nel segno, improvvisando su pochi appunti, adattandosi all’ambiente in cui si trovava. Vicario generale dell’Ordine dal 1438 al 1442, rifiutò le sedi vescovili di Siena e Ferrara. Dopo aver subito due processi per eresia, sottomise i suoi discorsi al giudizio di Roma e venne assolto, riabilitato e anche lodato da Eugenio IV. Diede impulso alla devozione al Nome di Gesù e si dedicò anche alla riforma dei conventi. Fece edificare un piccolo convento detto “Le Carceri” sulle pendici del monte Subasio, vicino ad Assisi, nel luogo in cui san Francesco aveva fatto esperienza di vita eremitica. Ben 45 suoi sermoni sono arrivati fino a noi, trascritti da un suo uditore, Benedetto di Maestro Bartolomeo. Morto a L’Aquila il 20 maggio 1444, dopo soli 6 anni fu canonizzato da Niccolò V. Le reliquie sono conservate in un’arca marmorea all’interno della chiesa a lui dedicata, nella Cappella di San Bernardino. Nel 15° secolo i senesi costruirono un “oratorio” in suo onore, nel luogo dove il Santo era solito predicare.

COLOMBA da Rieti
nata nel 1467. Terziaria domenicana, nel 1490 fondò a Perugia il monastero di Santa Caterina, si dedicò all’assistenza dei malati ed ebbe notevole influenza sulla vita politica e religiosa della città. Morta nel suo monastero nel 1501, beatificata da Urbano VIII nel 1627, i Perugini la considerano come una loro patrona e protettrice.

LUCIFERO di Cagliari
vescovo di Cagliari, martire in Sardegna, nel 371. Fu nemico intransigente e inflessibile nei riguardi dell’arianesimo dilagante.

ORLANDO beato.

PLAUTILLA di Roma
matrona romana, battezzata da Pietro apostolo, martire nel 1° secolo.

TEODORO I papa
di origine greca, ma proveniente da Gerusalemme, figlio di un vescovo. Eletto il 24 novembre 642, successore di Giovanni IV, morto il 12 ottobre, fu ritenuto affidabile dai bizantini che ne convalidarono subito l’elezione. Si distinse per generosità verso i poveri e per aver migliorato i rapporti con il re dei Longobardi, Rotari. Condannò l’eresia monotelita e i suoi seguaci, i due patriarchi di Costantinopoli, Paolo II e Pirro. Morì il 14 maggio del 649 e fu sepolto in San Pietro.

VIVIANO d’Altacomba
abate cistercense nell’abbazia di Santa Maria d’Altacomba, sul lago di Bourget, presso Chambery in Francia. Questa abbazia era stata fondata nel 12° secolo da Amedeo III, conte di Savoia.

 

I santi del giorno del 16 marzo

16 Mar

ABRAMIO di Siria eremita martire.

AGAPITO di Ravenna
secondo la lista tradizionale fu il 10° vescovo di Ravenna verso il 4° secolo.

BENEDETTA di Assisi
entrata tra le Clarisse nel 1214, nel monastero di San Damiano, successe alla badessa Chiara dal 1253 al 1260 e fu presente al processo di canonizzazione che iniziò nel novembre dello stesso anno. Nel 1257 assisté all’inizio della costruzione della basilica in suo onore e al trasferimento delle Clarisse nei locali della Chiesa di San Giorgio. Non è chiaro se morì il 16 marzo o il 19 ottobre 1260, di certo fu sepolta nella chiesa di San Giorgio e solo nel 1602, il vescovo di Assisi fece traslare le reliquie nella cappella di Sant’Agnese nella basilica di Santa Chiara. Nel martirologio francescano è affermato che godette di grande fama per virtù e miracoli.

CIRIACO di Aquileia martire.

COLOMBA vergine martire in Inghilterra.

ERIBERTO di Colonia (BERTO)
nato nel 970, figlio di Ugo conte di Worms; venne educato nella scuola della cattedrale di Worms nel Palatinato-Renano, in Germania e poi in quella dell’abbazia di Gorze, presso Metz in Francia. Nel 994 divenne cancelliere dell’imperatore Ottone III, il quale, anche se non era ancora sacerdote, nel 999 lo nominò arcivescovo di Colonia e fu consacrato a Benevento dal papa Silvestro II. Nel 1002, quando l’imperatore morì a Viterbo di malaria, venne incaricato di riportarne la salma ad Aquisgrana (Aachen), in Germania. Secondo il cerimoniale, gli furono affidate le insegne imperiali, tra le quali la “santa lancia”, la pretesa arma con la quale il soldato Longino avrebbe trafitto il torace di Cristo sulla croce, ritrovata ad Antiochia durante la prima crociata. Ad Aquisgrana, venne però arrestato dal principe di Baviera, futuro imperatore Enrico II e perse così anche le cariche di stato. Si dedicò allora al ministero pastorale e sempre nel 1002 fondò un’abbazia a Deutz. Morto a Colonia il 16 marzo 1021, nonostante non sia mai stato canonizzato formalmente, in seguito a sempre più insistenti voci di fatti straordinari avvenuti sulla sua tomba, la Chiesa ne ammette il culto

LARGO di Aquileia martire assieme al diacono Taziano.

PAPAS di Licaonia martire verso il 300, in Asia Minore, Turchia.

PIER TECELANO
detto “pettinaio”, perché fabbricante di pettini da telaio, morto a Siena nel 1289. Uomo giusto e saggio, entrò nel Terz’Ordine di San Francesco e si dedicò con molto zelo a opere di carità, svolgendo anche incarichi di fiducia per i concittadini. Portato alla contemplazione, molto devoto alla Vergine Maria, ebbe fama di santità tra gli abitanti di Siena e fu anche citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia (Purgatorio 13° canto, 127).

SILVESTRO vescovo irlandese.

TAZIANO di Aquileia diacono martire nel 284, assieme a Dionisio, Felice, Ilario e Largo.

TORELLO da Poppi beato monaco aretino, morto nel 1282.

VALENTINO di Terracin vescovo in provincia di Latina.

VANDA vergine martire.

I santi del giorno del 10 marzo

10 Mar

ANDREA di Vallombrosa
discepolo di Arialdo, dopo il martirio del maestro, entrò a Vallombrosa e alla fine del 1085, fu eletto abate di Strumica, in Macedonia. Morto tra il 1097 e il 1106, è stato praticamente il co-fondatore dell’Ordine ed è anche ritenuto l’autore della Vita di sant’Arialdo e di quella di San Giovanni Gualberto.

ANETTO di Corinto
martire in Grecia con CRESCENTE, DIONISIO e altri tre compagni.

ATTALO di Bobbio
nato da una nobile famiglia, si fece monaco a Lerins, da dove passò a Luxeuil-les Bains, accolto da Colombano, che nel 612 lo portò con se in Italia. Dimorò nel monastero di Bobbio, fondato dal suo maestro, al quale successe come abate nel 615. Continuò con successo l’opera di conversione dei Longobardi e morì nel 627.

COLOMBA di Rimini vergine martire, protettrice di Rimini.

ELIANO martire a Sebaste, nel 320.

EMILIANO di Lagny
nato in Irlanda, si trasferì in Gallia, dove collaborò alla costruzione del monastero di Lagny, presso Parigi. Fu il primo abate di questo monastero dove sarebbe morto il 10 marzo 660.

EUGENIA di Gesù
Maria Eugenia Milleret de’Brou, nata il 26 agosto 1817 a Metz, in Francia. Fondò la congregazione delle Suore della Misericordia dell’Assunzione, per l’educazione delle ragazze. Morta a Parigi il 9 marzo 1898, è stata beatificata da Paolo VI, il 9 febbraio 1975, in occasione del Giubileo per l’Anno Santo e poi canonizzata da Benedetto XVI, il 3 giugno 2007.

GERALDO vescovo.

IMELIO o IMELINO vissuto nel Brabante (Paesi Bassi), nell’8° secolo.

MACARIO di Gerusalemme
vescovo di Gerusalemme dal 314, partecipò al Concilio di Nicea del 325, combattendo l’arianesimo e contribuendo alla stesura del Credo Niceno, o Professione di fede degli Apostoli. Sotto il suo episcopato venne iniziata la costruzione della basilica del Santo Sepolcro, sull’area del Calvario, che lui stesso era riuscito a riportare alla luce. Morì verso il 335.

OGILVIE John
nato nel 1580, nella Scozia calvinista, si convertì al cattolicesimo nel 1596 e tre anni dopo entrò nella Compagnia di Gesù, a Lovanio in Belgio. Divenuto sacerdote nel 1610, tornò in patria, sotto mentite spoglie e svolse un notevole apostolato missionario durante la persecuzione anticattolica, a Edimburgo. Sotto la protezione di William Sinclair, avvocato al parlamento, anche lui cattolico, potè celebrare la Messa e assistere, travestito, i cattolici nelle prigioni. Venne però arrestato a Glasgow nel 1614, condannato a morte per “lesa maestà” e impiccato nella primavera seguente. È stato beatificato nel 1929, da Pio XI e poi canonizzato da Paolo VI nel 1976.

PIETRO Geremia ricordato anche il 3 marzo.

PROVINO uno dei 40 martiri a Sebaste, in Armenia, nel 320.

TOVEO di Parigi diminutivo di DROTTOVEO, abate di Parigi 

UGOLINA de’Cazzanis vergine di Vercelli, eremita, vissuta nel 13° secolo.

VALENTE martire a Sebaste, nell’anno 320.

VIVIANO martire in Armenia, uno dei “Quaranta Martiri”.

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