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I santi del giorno del 7 giugno

7 Giu

ABENZIO di Cordova   
martire in Spagna nell’851 durante la dominazione musulmana con Gerezmia, Sabiniano e Satiro.. Le loro ceneri furono poi gettate nel fiume Guadalquivir.

ANTONIO MARIA Gianelli  
nato il 12 aprile 1789 a Cerreto, provincia di Alessandria. Ordinato sacerdote giovanissimo, si dedicò con ardore all’istruzione religiosa dei fedeli. Ebbe numerosi incarichi pastorali a Genova e Chiavari e nel 1838 fu consacrato vescovo di Bobbio. Fondatore della Congregazione delle Figlie di Maria Santissima dell’Orto e di quella dei Missionari di Sant’Alfonso, è morto a Piacenza, il 7 giugno del 1846.

COLMANO vescovo martire in Irlanda.

EUGENIA di Alsazia 
figlia del duca Adalrico, uno dei più grandi signori dell’Alsazia(v) e sorella di Odilia(v), monaca vissuta tra il 7° e l’8° secolo.

GEREMIA profeta 
nato verso il 650 a.C. ad Anatot, circa 6 Km da Gerusalemme, figlio di Helkia, della tribù di Beniamino. Di famiglia sacerdotale, venne chiamato da Dio al ministero profetico, ancora molto giovane, nel 13° anno del regno di Giosia, divenendo il 2° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana. Combatté l’idolatria, ma, sgradito al nuovo re Joakim, per via delle sue profezie sulla distruzione del regno d’Israele che avvenne realmente nel 587, subì dure persecuzioni, tanto da fare di lui una figura profetica di Gesù Cristo. Dopo la caduta di Gerusalemme fu condotto a Dafne, in Egitto, dove si crede sia stato lapidato proprio dagli stessi connazionali. Dotato di esperienza mistica e profetica eccezionale, incitò i concittadini a una religione sincera e grande intimità con Dio. Nei 52 capitoli del libro che gli è attribuito, ma dettati al segretario Baruc con aggiunte posteriori, sono raccolti oracoli, discorsi religiosi, morali e politici di carattere drammatico che offrono un quadro attendibile della sua stessa vita. La Bibbia conserva sotto il suo nome, senza fondamento storico, anche il libro delle Lamentazioni, famoso per le profezie sulla rovina di Gerusalemme. Morì verso il 580 a.C.

GEREMIA di Cordova  
martire in Spagna, con Abenzio, Sabiniano e Satiro nel 9° secolo.

LANDOLFO di Asti vescovo di Asti, vissuto nel 12° secolo.

MARIA TERESA Soubiran santa morta nel 1869

PAOLO di Costantinopoli 
nato nel 300 circa a Tessalonica (Salonicco in Grecia). Successore del vescovo Alessandro nel 336, esiliato per la opposizione all’arianesimo riuscì a rientrare in patria, ma fu deposto nuovamente e ancora esiliato. Subì il martirio nel 350, strangolato dagli Ariani a Cucuso, in Armenia.

ROBERTO di Newminster
nato in Inghilterra, monaco benedettino nell’abbazia di Whitby, nella baia di Robin Hood, sul Mare del Nord. Con un gruppo di monaci come lui, nel 1132 fondò l’abbazia cistercense di Fountains, nei pressi della città di York. Dopo il 1138 fondò diversi altri monasteri a Pipewall, Sawley, Roche e anche l‘abbazia di Newminster, presso Canterbury, della quale venne eletto abate. Qui morì il 7 giugno 1159 e la tomba divenne meta di molti pellegrinaggi.

SABINIANO di Cordova  
monaco martire nell’851, assieme ad Abenzio, Geremia e Satiro. Furono decapitati, i loro corpi bruciati e le ceneri gettate nel fiume Guadalquivir.

SABINIANO papa 
nativo di Volterra, in Toscana. Nunzio Apostolico a Costantinopoli nel 593, due anni dopo fu richiamato a Roma, perchè non aveva saputo difendere con sufficiente energia il primato romano di fronte all’imperatore Maurizio e al vescovo Giovanni IV, che utilizzava il titolo di patriarca, senza averne diritto. Eletto al pontificato il 13 settembre 604, successore di Gregorio Magno, i suoi primi atti di governo furono impopolari, perché ritirò alcuni previlegi che Gregorio aveva assegnato ai monaci e perché pretese il pagamento del grano anche dai più poveri, in un tempo che i granai della chiesa erano colmi. Morì il 22 febbraio 606 e fu sepolto in San Pietro senza lasciare rimpianti, tanto che non si sa se sia stato veramente santificato. Il monaco Paolo Diacono scrisse anzi, in una cronaca polemica, che il corteo funebre dovette fare una lunga deviazione per evitare le violente proteste popolari.

SATIRO di Cordova  
martire nell’ 851 in Spagna, assieme ad Abenzio, Sabiniano e numerosi altri compagni.

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I santi del giorno del 18 febbraio

18 Feb

ARTEMISIA o ARTEMIDE vergine martire di Roma.

CAMILLA martire a Civitavecchia nel 5° secolo.

CINZIA
martire durante le prime persecuzioni anticristiane, forse sotto Diocleziano. Viene rappresentata con una spada, oppure con una corona di spine e vicino a lei un giglio.

COLMANO o COMANO ricordato anche il 26 Gennaio

COSTANZA di Bitinia
figlia di Costantino il Grande e di Fausta, nata nel 318 e morta in Bitinia nel 354. Moglie di Annibaliano , re del Ponto e dell’Armenia e poi del cugino Costanzo Gallo. Fu sepolta a Roma, nel mausoleo detto di Santa Costanza sulla Via Nomentana, mentre un’altra fonte sostiene che il suo sarcofago si trova nel Museo Pio-Clementino, in Vaticano.

CUZIA di Ostia
moglie di Claudio, subì il martirio a Ostia, assieme al marito e al cognato Massimo, durante la persecuzione di Diocleziano.

ELLADIO di Toledo vescovo di Toledo, successore di Amasio, dal 615 al 633.

FLAVIANO di Costantinopoli
nato nel 390, patriarca di Costantinopoli dal 446 al 449. Nel 448 condannò l’eresia di Eutiche, ma nell’agosto successivo il patriarca di Alessandria, Dioscuro, ottenne dall’imperatore Teodosio II, la convocazione di un nuovo concilio, rimasto storicamente famoso, sotto il nome di “latrocinio di Efeso”. In soli due giorni, usando notevoli pressioni e impedendo l’intervento dei delegati papali, l’eretico Eutiche fu riabilitato e Flaviano venne deposto e condannato all’esilio in Lidia, dove morì dopo soli tre giorni, in seguito alle percosse e maltrattamenti subiti. Nel 451 il nuovo imperatore Marciano fece riportarne il corpo nella capitale dove venne onorato come martire.

GELTRUDE Comensoli
nata il 18 gennaio 1847 a Bienno, Bergamo, si chiamava Caterina, ma quando fondò l’Istituto delle Suore del SS.mo Sacramento, prese il nome di Geltrude. Il suo ordine ha lo scopo principale dell’adorazione perpetua a Gesù Sacramento. È morta il 18 febbraio 1903, a Bergamo.

GREGORIO V papa
Brunone dei duchi di Carinzia, figlio di Ottone e di Liutgarda, cugino di Ottone III imperatore, salì al soglio pontificio il 3 maggio 996, all’età di 24 anni, prendendo il nome di Gregorio V. I romani però, capeggiati da un certo Crescenzio Nomentano, si ribellarono al papa straniero, lo cacciarono dalla città e si impadronirono di tutti i suoi beni. Rifugiatosi a Spoleto, fece due tentativi per tornare a Roma con un esercito, ma entrambi fallirono, mentre Crescenzio faceva eleggere Giovanni Filagato con il nome di Giovanni XVI. Nel febbraio 997, Gregorio convocò un sinodo a Pavia che si concluse con la scomunica di Crescenzio e dell’antipapa, così nel 998 potè tornare a Roma scortato dall’imperatore. Convocò subito un nuovo sinodo che fece imprigionare Giovanni Filagato, mentre Crescenzio venne decapitato sui bastioni di Castel Sant’Angelo. Nel suo pontificato è stato grande fautore della riforma cluniacense e assertore della giurisdizione pontificia su tutta la Chiesa. È morto il 18 febbraio 999, forse avvelenato.

ISAIA Boner
nato a Cracovia, entrò ancora molto giovane tra gli agostiniani, nel monastero di Santa Caterina a Cracovia dove è stato trovato un documento che attesta la sua presenza come studente, all’Università di Padova, nel 1422. Completò poi gli studi in quella di Cracovia, nella quale divenne insegnante titolare della cattedra di teologia. Morto il 18 febbraio 1471, è uno dei patroni della Polonia.

ROMANO di Kiev
martire nel 1015 a Kiev, in Russia. Patrono di Mosca.

SIMEONE di Gerusalemme
figlio di Cleofa, uno dei due discepoli di Emmaus, forse parente di Gesù. Capo della comunità di Gerusalemme dal 62, dopo il martirio di Giacomo il Minore, come è scritto nella Storia ecclesiastica dello storico Eusebio di Cesarea, 2° vescovo della città, eletto all’unanimità dagli apostoli e discepoli ancora in vita. Il suo episcopato durò fino al 105 quando, secondo la tradizione, venne denunciato e subì il martirio, torturato per molti giorni e poi crocifisso all’età di 120 anni, sotto Attico, console della Giudea, al tempo dell’imperatore Ulpio Traiano.

I santi del giorno del 26 gennaio

26 Gen

ALBERICO di Citeaux 
nato in Francia verso il 1050, dopo aver cercato invano di riformare l’abbazia di Molesme, passò in quella di Citeaux, della quale fu il 2° abate, successore del fondatore Roberto. È da considerare il vero iniziatore della riforma cistercense, perchè ne stabilì le regole principali. Morì il 26 gennaio del 1109.

COLMANO o COMANO
monaco irlandese morto nel 676. Entrato nel monastero di Iona divenne, vescovo di Lindisfarne in Gran Bretagna e fu un grande sostenitore della liturgia celtica.

GABRIELE di Gerusalemme abate martire in Palestina.

MARO di Treviri martire in Germania nel 480.

PAOLA di Betlemme
nata a Roma nel 347, da un’illustre famiglia cristiana, sposò il senatore Tossozio, ebbe 5 figli e fece parte del cenacolo che si riuniva nella casa di Marcella sull’Aventino, guidato da san Girolamo. Rimasta vedova nel 379, rinunciò per sempre alla vita mondana, andò in Egitto e poi seguì Girolamo in Palestina con due suoi figli candidati alla santità. A Betlemme, qualche anno dopo, assieme alla figlia Eustochio, fondò un ostello-ricovero per pellegrini di passaggio e un monastero. È morta il 26 gennaio 406 e il Martirologio Romano dice che fu sepolta in Betlemme di Giudea. È patrona delle vedove.

SEBASTIANO di Fossano 
legionario romano, martire nei pressi di Fossano, in Piemonte. Nella vicina Saluzzo esiste una chiesa intitolata al suo nome.

SENOFONTE
senatore martire in Palestina, nel 6° secolo con la moglie Maria e i figli Arcadio e Giovanni.

TEOGENE vescovo.

TIMOTEO di Listra
nato a Listra, in Licaonia, da padre greco pagano e da Eunice, giudea convertita al cristianesimo. Discepolo di Paolo apostolo, si incontrò con lui nel corso del suo 2° viaggio apostolico in Acaia e Macedonia e data la sua origine venne circonciso per iniziativa di Paolo stesso. Divenuto il suo collaboratore prediletto, efficace e fedele nell’apostolato, lo seguì portando il Vangelo alle popolazioni della Frigia del nord, Galazia e Misia. Rappresentò l’apostolo anche presso Tessalonicesi, Corinzi ed Efesini. Dopo il 63 Paolo, liberato dalla prigionia romana, sostò a Efeso e qui lo lasciò affidandogli il governo della chiesa locale in qualità di primo vescovo. In seguito ricevette dal suo maestro due brevi lettere di carattere pastorale, che sono inserite nella Bibbia di Gerusalemme. La tradizione ricorda il suo martirio per lapidazione a Efeso nel 97, in seguito al rifiuto di aderire a una festa pagana.

TITO di Creta vedi 4 gennaio

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