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I santi del giorno del 3 settembre

3 Set

BARTOLOMEO Gutierrez
eremita agostiniano di origine messicana, martire in Giappone il 3 settembre 1632, beatificato da Pio IX nel 1867.

CLELIA di Roma
la leggenda parla di una giovane della nobiltà romana, data come ostaggio in pegno di pace, a Porsenna re degli Etruschi, assieme a 9 compagne, nel 506 a.C. Riuscita a fuggire, raggiunse Roma, attraversando a nuoto il Tevere, ma fu ricondotta a Chiusi e riconsegnata a Porsenna, il quale, in premio del coraggio e dell’eroismo dimostrato, la colmò di onori e le restituì la libertà. 

DOROTEA di Aquileia
sorella di santa Eufemia, martire nel 1° secolo, sotto Nerone ad Aquileia, oggi in provincia di Udine. Morì dopo atroci tormenti durati 4 giorni.

ERASMA di Aquileia
martire del 1° secolo, sotto Nerone, morì dopo 4 giorni di atroci tormenti, assieme a Dorotea, Eufemia e Tecla.

EUFEMIA di Aquileia
martire del 1° secolo sotto Nerone, assieme a Dorotea, Erasma e Tecla, dopo atroci tormenti durati 4 giorni. Elia, vescovo e patriarca di Grado, tra il 571 e il 587, ha costruito, sulle rovine di una chiesa precedente, la Basilica di Santa Eufemia, consacrata nel 579, che poi è divenuta la Cattedrale di Aquileia.

FEBE di Corinto
diaconessa della Chiesa di Cenere, in Corinto(v), si tratta forse della donna che portò ai Romani la lettera di Paolo di Tarso.

GREGORIO Magno
nato a Roma nel 540, figlio di Gordiano e di Silvia, entrambi santi. Prefetto di Roma dal 573, alla morte dei genitori si fece monaco e trasformò la sua casa nel monastero benedettino di Sant’Andrea al Celio, del quale divenne poi abate e fece fondare 6 nuovi monasteri nelle terre possedute dalla sua famiglia in Sicilia. Ordinato diacono nel 575 da Benedetto I, dal 579 al 585, fu nunzio apostolico a Costantinopoli e poi, tornato in Italia, consigliere del papa Pelagio II, che il 7 febbraio 590 morì di peste. Per unanime consenso del clero e del popolo romano, venne subito eletto al pontificato, anche se poté essere consacrato solo 6 mesi dopo, il 3 settembre e continuò a vivere monasticamente. Agì riaffermando il principio della supremazia romana sulla Chiesa d’Occidente e sia pure con maggior tatto, anche su quella d’Oriente. Nel 599 pose fine alle lotte con l’Esarcato di Ravenna e nello stesso periodo, iniziò la grande opera di conversione dei Longobardi e fu anche il primo papa ad assumere l’umile titolo di “servis servorum Dei”, che in seguito venne usato da tutti i successori. Uomo di instancabile attività provvide al governo della Chiesa occupandosi anche dell’evangelizzazione e nel 596 mandò Agostino, priore del monastero di sant’Andrea, con 40 monaci, in Britannia fra gli Angli e poi altri missionari tra i Franchi e nell’Europa del Nord. Ottenne la conversione dei Visigoti di Spagna, e stroncò l’eresia dei Donatisti in Africa. È stato il principale artefice della ricostruzione di Roma, devastata da invasioni, saccheggi e calamità naturali. Morto il 12 marzo 604, sepolto in San Pietro e santificato per acclamazione poco dopo la morte. Ha lasciato molti scritti, fra i quali un importante Epistolario, che raccoglie, in 14 libri, circa 800 lettere, documenti vivissimi del tempo, la Regola Pastorale, i Moralia, le Omelie sui Vangeli, Ezechiele e Cantico dei Cantici. Da non dimenticare, i “Dialoghi”, nei quali narra virtù e miracoli di santi italiani e la storia di San Benedetto e dei Longobardi. Provvide a una grande riforma liturgica, introdusse il canto gregoriano al fine di rendere più viva e sentita la partecipazione dei fedeli alla celebrazione eucaristica, represse gli abusi e infine promosse e organizzò solidamente la vita monastica. Chiamato Padre della Chiesa Occidentale, è stato definito uno dei più grandi Dottori della Chiesa.

MARINO
secondo una leggenda, Marino e Leone, tagliatori di pietre, provenienti dall’isola di Arbe, in Dalmazia, andarono a Rimini ingaggiati per il restauro del porto e delle mura della città. In seguito Marino si ritirò a vita eremitica sul monte Titano, dove fondò una piccola comunità religiosa, erigendo una chiesa in onore di San Pietro. L’amico Leone, invece, si sarebbe ritirato sul vicino Montefeltro, che è l’odierna San Leo. I due furono apprezzati anche dal vescovo di Rimini, Gaudenzio che affidò loro il compito di predicare con autorità il Vangelo ai “Gentili”. Marino morì verso il 360 e le sue spoglie furono ritrovate nel 1586 sotto l’altare maggiore della chiesa di San Pietro. Nel 1926, Pio XI ha riconosciuto Marino come fondatore e patrono della Repubblica di San Marino, che da lui prende il nome.

REMACLO di Maastricht
originario d’Aquitania (v), entrò nel monastero di Luxeuil-les-Bains e, nel 632, Eligio di Noyon lo mise a capo del monastero di Solignac che aveva appena fondato presso Limoges. Evangelizzatore delle Ardenne, fondò i monasteri di Malmedy e di Stavelot, presso Liegi, in Belgio e nel 650 fu consacrato vescovo di Maastricht, in Olanda. Dieci anni più tardi si ritirò a Stavelot, dove rimase fino alla morte.

SANDALO di Cordova martire in Spagna, nel 9° secolo.

SEBA diaconessa martire del 1° secolo.

SERAFINA di Antiochia vergine martire in Siria.

SIMEONE il giovane
asceta siriano, nato ad Antiochia nel 521 e morto nel 592. Esempio di una delle forme più rigide di anacoretismo, si fece stilita in giovane età, vivendo su una piattaforma posta sopra una colonna. Cambiò più volte di località, stabilendosi definitivamente su una collina presso Antiochia, che prese il nome di “monte dei miracoli”, dove fu anche ordinato sacerdote. Gli sono stati attribuiti vari discorsi ascetici, composizioni ed epistole.

TECLA d’Aquileia
martire assieme a Eufemia e compagne. Le reliquie sono conservate nella chiesa di San Silvestro a Trieste, eretta sul sacello (v) delle martiri.

I santi del giorno del 13 luglio

13 Lug

ANACLETO I papa
di origine greca, convertito dall’apostolo Pietro, divenne suo collaboratore e fu il 3° papa della storia, eletto alla morte di Lino, nel 76. Il 24 agosto del 79, durante il suo pontificato, avvenne la spaventosa eruzione del Vesuvio che distrusse Ercolano e Pompei. Qualche anno prima anche Gerusalemme era stata distrutta, e per questo motivo i cristiani credettero che la fine del mondo fosse vicina e pertanto anche il ritorno di Gesù Cristo Per allontanare dal popolo questa prospettiva apocalittica, l’anno seguente l’imperatore Tito inaugurò il Colosseo(anfiteatro Flavio), con grandi feste e giochi spettacolari. Anacleto subì il martirio nell’88 sotto il crudele Domiziano, fratello e successore di Tito. Agostino, Eusebio e Ireneo, lo citano indifferentemente, sia come Cleto che come Anacleto. Come CLETO la festa è il 26 aprile.

CLELIA Barbieri
nata il 13 febbraio 1847 a San Giovanni in Persiceto, provincia di Bologna. Dopo essere stata giovane catechista parrocchiale, all’età di circa vent’anni  radunò attorno a se un gruppo di ragazze che, dopo la sua morte, il 13 luglio 1870, furono chiamate Suore Minime dell’Addolorata. La sua vita di umiltà nella povertà è stata tutta dedicata all’educazione religiosa dei giovani. Giovanni Paolo II l’ha canonizzata il 9 aprile 1989 e l’anno seguente è stata anche nominata patrona dei catechisti dell’Emilia Romagna.

ENRICO II il Santo
nato il 6 maggio 973 ad Abbach, presso Ratisbona, in Baviera, nel 995 fu il successore del padre come duca di Baviera. Nel 1002, alla morte di Ottone III, venne eletto re di Germania e due anni dopo si fece incoronare anche re d’Italia a Pavia. Nel 1013 sconfisse Arduino d’Ivrea e l’anno seguente ricevette la corona imperiale a Roma da Benedetto VIII, il quale dietro la sua insistenza, prescrisse la recita del Credo nelle Messe delle domeniche e feste principali. Combatté contro Boleslao I di Polonia che gli contendeva la Boemia e promosse la cristianizzazione dell’Europa orientale. Ritenendosi responsabile della fede dei sudditi, esercitò un severo controllo sui costumi del clero e favorì il monachesimo, mantenendo però la supremazia dello Stato sulla Chiesa. Nel 1006 fondò la diocesi di Bamberga e fece costruire la cattedrale consacrata da Benedetto VIII nel 1020. Sostenne la riforma cluniacense, fondò altre diocesi, dotò di beni vari monasteri e donò alla cattedrale di Basilea un altare d’oro, che oggi si trova nel museo di Cluny. Tornò nuovamente in Italia nel 1021 per una spedizione in Puglia contro i Bizantini, ma si ammalò e sulla via del ritorno fu portato a Montecassino dove, secondo la leggenda, guarì miracolosamente pregando sulla tomba di san Benedetto. Rimase tuttavia storpio per il resto dei suoi giorni, fino alla morte che avvenne a Bamberga il 13 luglio 1024. Secondo una tradizione, prima di morire avrebbe affermato che il matrimonio con Cunegonda era stato senza figli, perché avevano fatto voto di castità, ma di questo mancano prove storiche. Forse per il suo aperto appoggio concesso al papato, secondo autorevoli fonti, fu canonizzato da Eugenio III nel 1146 e nel 1200 fu raggiunto nel canone dei santi anche dalla moglie.

ERNESTO di Hobenstein conte martire in Svevia (v).

ESDRA
sacerdote ebreo discendente di Aronne, scriba “abile nella Legge di Mosè”, incaricato degli affari giudaici alla corte di Artaserse, re di Persia. Venne inviato a Gerusalemme verso il 458 a.C. con un mandato che gli dava facoltà d’imporre la Legge di Mosè, riconosciuta come legge del re, affidando a magistrati e giudici l’amministrazione della giustizia. Fece inoltre ricostruire Gerusalemme e ristabilire la gerarchia sacerdotale. Alla Festa delle Capanne, celebrata il 1° giorno del 7° mese, che sancì la nascita del giudaismo, fu incaricato, di leggere e spiegare la Legge di Dio, che il popolo si impegnò solennemente a osservare. Per questa sua opera è considerato anche come un secondo Mosè.

EUGENIO di Cartagine
Unnerico re dei Vandali, nel 481 permise ai cristiani di Cartagine di eleggere un vescovo, essendo la sede vacante fin dal 457. La scelta cadde su Eugenio, che però venne esiliato in Mauretania (v), dopo l’assemblea dei vescovi ariani e cattolici, indetta dal re nel 484 e conclusasi senza cedimenti da parte dei cattolici all’arianesimo  Richiamato nel 487, venne nuovamente bandito dopo il 496 e definitivamente esiliato in Aquitania(v), dove fondò il monastero di Sant’Amaranto, nei pressi di Albì e dove morì nel 505.

GIOELE profeta
2° dei profeti minori dell’A.T., esercitò la missione nel regno di Giuda, prima del tempo di Alessandro Magno, nel 4° secolo a.C. Nel libro che abbiamo di lui nella Bibbia, si possono ammirare la maestà dell’espressione e la gravità delle sentenze. Nella seconda parte è annunciata la vittoria definitiva di Dio e l’effusione dello Spirito Santo, che avrà luogo all’epoca del Messia e per questo è chiamato “profeta della Pentecoste”.

JACOPO da Varagine
Giacomo da Varazze, dove è nato nel 1228. Monaco, scrittore e agiografo domenicano, arcivescovo di Genova dal 1292, riuscì con la sua grande pazienza a comporre molte discordie locali. Autore di numerose opere sacre in latino, tra le quali primeggia la famosa Legenda Aurea. È morto a Genova nel 1298.

MANNO
monaco vissuto in Umbria, tra l’11° e il 12° secolo. La sua tomba si trova a Bettona, nei dintorni di Perugia, nella cripta della chiesetta di San Manno, che in origine era una tomba etrusca.

PATERNIANO (NIANO)
fervido predicatore nella regione delle Marche e 1° vescovo certo della città di Fano, vissuto tra il 275 e il 360 circa. Dopo la sua prima sepoltura sulla Via Flaminia in una chiesa andata poi distrutta, oggi è ricordato nella cinquecentesca Basilica di San Paterniano ed è il patrono della sua città.

SARA di Libia
badessa in un monastero libico nel 4° secolo. Tentata per anni da un demonio, non pregò per esserne liberata, ma per avere la forza di vincerlo.

SILA o SILVANO
è chiamato Sila negli Atti degli Apostoli, Silvano nelle lettere di san Paolo. Compagno di missione di Paolo, Barnaba e Giuda detto Barsabba, tutti inviati dagli stessi apostoli e dagli anziani, a portare una lettera di chiarimenti e incoraggiamenti alla comunità di Antiochia. In seguito viaggiò ancora molto, sempre assieme a Paolo e fu anche in prigione con lui a Filippi, dove un miracoloso terremoto, aprì loro le porte del carcere. Ebbe problemi anche con i Giudei a Tessalonica e Berea, tanto che fu costretto a lasciare queste città. Partecipò alla fondazione della Chiesa di Corinto e infine fu a Roma, come discepolo-segretario di san Pietro.

I santi del giorno del 9 luglio

9 Lug

AGOSTINO Zhao Rong
sacerdote martire in Cina con molti compagni, canonizzato domenica 1° ottobre 2000, alla presenza di Giovanni Paolo II, in piazza San Pietro.

ANATOLIA di Tora
santa abruzzese, martire di Tora nella Sabina, Lazio, nel 3° secolo, assieme ad Audace.

AUDACE di Tora
martire di Tora, nella Sabina, assieme ad Anatolia, nel 3° secolo.

BARNABA di origine polacca, eremita camaldolese vissuto nell’11° secolo.

CLELIA Nanetti
suora martire in Cina nell’anno 1900. Beatificata nel 1943, da Pio XII è stata canonizzata il 1° ottobre dell’Anno Giubilare 2000, da Giovanni Paolo II.

ELEONORA di Justaumond
Margherita Eleonora, nata nel 1746 a Bolléne nei pressi di Orange, in Francia. Si fece monaca cistercense nel monastero di Sainte-Catherine di Avignone. Durante la rivoluzione francese fu arrestata e ghigliottinata il 12 luglio 1794 a Orange, assieme a 2 sorelle ed è stata beatificata con le altre 31 religiose martiri di Orange.

ELIA Facchini
nato il 2 luglio 1839 a Reno Centese, in provincia di Bologna. A 18 anni entrò tra i Frati Minori nel Convento Francescano dell’Annunziata. Dedicò la sua vita alle missioni e partì per la Cina, dove svolse il suo apostolato, specialmente nello studio della cultura cinese e nella formazione del clero. Martire il 9 luglio 1900, durante la feroce persecuzione dei Boxers.

FABRIZIO martire in epoca sconosciuta.

GIOVANNA Scopelli santa morta nel 1491.

IFIGENIA di Limoges
martire di Saint-Matthieu, presso Limoges, durante la rivoluzione francese.

LETIZIA santa LAETITIA, vergine martire.

PAOLINA Visintainer
nata a Vigolo Vattaro, in provincia di Trento, il 16 dicembre 1865, seconda dei 14 figli di Napoleone e Anna Pianezzer, fu battezzata Amabile. Dopo aver ricevuto la Santa Cresima dal vescovo Benedetto Riccabona, all’età di 10 anni emigrò con la famiglia e molti altri trentini, in Brasile nello stato di Santa Caterina dove suo padre, con altri 5 capifamiglia, fondò dei villaggi in una valletta che oggi è chiamata Nova Trento, con i nomi dei paesi di origine: Vigolo, Besenello, Valsugana. Quando ebbe 14 anni, assieme all’amica Virginia Nicolodi, fu incaricata dal padre superiore dei Gesuiti di Vigolo, Augusto Servanzi, della catechesi dei fanciulli e comiciò a occuparsi anche dell’assistenza agli ammalati e della cura della chiesetta intitolata a San Giorgio. Questa vita di servizievole carità continuò negli anni fino a diventare, nel luglio del 1890, la Congregazione delle Piccole Suore dell’Immacolata Concezione, approvata dal vescovo di Curutiba il 25 agosto 1895 e nella quale prese il nome di Paolina. Diresse con molta semplicità e saggezza la congregazione, organizzando scuole, ospedali e laboratori fino al 1909, quando incontrò difficoltà di vario genere che la fecero soffrire molto e fu costretta a lasciarne la guida. Visse quindi altri 33 anni come semplice suora, assistendo i malati e lavorando duramente, dando sempre esempio di intensa preghiera e generoso sacrificio. Nel 1940 l’opera da lei iniziata contava ormai una quarantina di case e più di 300 suore operanti nei diversi stati brasiliani. Morta il 9 luglio 1942, attualmente è sepolta a San Paolo del Brasile. Il 18 ottobre 1991 è stata beatificata da Giovanni Paolo II, a Florianopolis, durante la sua visita in Brasile e poi, in seguito a due guarigioni ritenute miracolose dal Dicastero per le cause dei Santi, avvenute il 23 settembre 1966 e il 5 giugno 1992, attribuite alla sua intercessione, è stata canonizzata solennemente il 19 maggio 2002, in Piazza San Pietro dove erano presenti oltre 2000 pellegrini brasiliani con il loro presidente della repubblica, Fernando Henrique Cardoso, circa 250 trentini guidati dall’arcivescovo di Trento, Luigi Bressan e molti altri fedeli provenienti anche dagli Stati Uniti. Santa degli emigranti trentini, ma anche del Brasile, è chiamata la “Santa dei due Mondi”.

SUSANNA Deloye
nata nel 1741 in Francia, divenne suora benedettina prendendo il nome di Maria Rosa. È stata la prima delle 32 suore ghigliottinate a Orange, presso Avignone nella Francia del Sud, il 6 luglio 1794, durante la rivoluzione francese. L’accusa per la quale subì il martirio fu che: voleva distruggere la repubblica con il fanatismo e la superstizione.

SUSANNA de’Gaillard
Marie-Suzanne de’ Gaillard de Lavaldéne, nata in Francia nel 1761. Entrata nella congregazione delle Suore Sacramentine, si occupò dell’educazione giovanile. Martire il 7 luglio 1794, anche lei ghigliottinata dai rivoluzionari francesi.

TEOFANIO di Civitavecchia
conte di Civitavecchia, ricordato negli scritti di Gregorio Magno. È venerato come protettore della cittadina di Corneto Tarquinia, luogo nel quale, sembra siano stati scoperti, dopo molti secoli, i suoi resti mortali.

VERONICA Giuliani
nata il 27 dicembre 1660 a Mercatello, in provincia di Pesaro-Urbino. A 16 anni entrò nel monastero cappuccino di Città di Castello e dopo aver fatto la novizia e la professione di fede, venne nominata maestra di noviziato. Visse una profonda esperienza mistica e nel 1694, ricevette anche l’impressione visibile della corona di spine sulla fronte e tre anni dopo, anche le stigmate. Esercitò un po’ tutti gli uffici fino al 1716, quando fu nominata badessa. È morta a Perugia il 9 luglio 1727 lasciando un diario, Il tesoro nascosto, pubblicato postumo. È stata canonizzata da Gregorio XVI (1831-1846)

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