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I santi del giorno del 1 agosto

1 Ago

ALFONSO Maria de’ Liguori
nato a Marianella, vicino a Napoli, il 27 settembre del 1696. Discendente di una famiglia nobile, studiò all’università di Napoli e a soli 16 anni, si laureò in diritto canonico e civile, esercitò la professione forense e divenne un brillante avvocato, dedicandosi in particolare alla difesa gratuita dei poveri e delle vittime dell’ingiustizia. Nel 1723, dopo aver perso un processo per motivi politici, decise di lasciare la toga. Studiò nel seminario di Napoli, nel 1726 fu ordinato sacerdote e si dedicò all’evangelizzazione e assistenza volontaria degli ammalati nel più grande ospedale della città. Sei anni più tardi fondò la Congregazione del Santissimo Redentore a Scala in provincia di Salerno, approvata da Benedetto XIV nel 1749. Nominato vescovo di Sant’Agata dei Goti, Benevento, nel 1762 fondò il grandioso Santuario di Materdomini a Caposele, Avellino. Continuò poi l’opera missionaria fino a quando, nel 1775 su sua richiesta, venne esonerato dal governo della diocesi. Trascorse gli ultimi 12 anni della vita seriamente ammalato tra i suoi religiosi a Nocera dei Pagani, sempre in Campania, dove morì il 1° agosto 1787. Ha scritto molto, in particolare opere popolari destinate ai meno alfabetizzati, ma il suo scritto fondamentale è Theologia Moralis, ispirata sopratutto al suo lavoro di pastore. Gli è attribuito anche il popolare canto “Tu scendi dalle stelle” ed è stato proclamato Dottore della Chiesa.

AQUILA martire in Arabia con Rufo e compagni.

ARCADIO di Cesarea
martire a Cesarea di Mauretania (v), nel 304. Cittadino cristiano conosciuto e influente, si era allontanato dalla città, ma la sua assenza venne scoperta e così i soldati presero in ostaggio un parente. Quando tornò, gli fu imposto di sacrificare e rendere omaggio agli dei, al rifiuto seguì la condanna a morte. Molto venerato sopratutto in Africa.

CARITA’
figlia di santa Sofia, martire sulla Via Aurelia nei pressi di Roma, assieme alle sorelle Fede e Speranza.

CIRILLO martire in Arabia, con Rufo e Aquila.

DOMIZIANO martire in Arabia con Aquila, Cirillo e Rufo.

ESMERALDA
siccome vuol dire “SPERANZA”, si può festeggiare il 1° di agosto, in ricordo di santa Speranza, martire con le sorelle Carità e Fede.

ETELVOLDO di Winchester
nato nel 908, abate del monastero di Abingdon nei pressi di Oxford, verso il 954, introdusse la regola benedettina seguendo le consuetudini di Fleury-sur-Loire e di Corbie. Nominato vescovo di Winchester nel 963, fu consacrato da Dunstano vescovo di Canterbury, con il quale collaborò alla riforma del clero e dei monasteri della diocesi.

FEDE
martire nel 2° secolo sulla Via Aurelia, presso Roma, assieme alla madre Sofia e alle sorelle Carità e Speranza.

GIUSTA dell’Aquila
giovane martire detta “la Sipontina”, patrona dell’Aquila.

MACCABEO
di nome Giuda, ma chiamato Maccabeo, figlio del sacerdote ebreo Mattatia. Nel 166 a.C. fu il successore del padre al comando dell’armata giudaica, con la quale sconfisse ben 4 eserciti di Antioco, ristabilendo così il governo di Gerusalemme. Fece restaurare il Tempio, distrusse l’altare degli idolatri e combatté contro i Seleucidi di Siria. Morì a Elosa nel 160 a.C., nel corso di quest’ultima guerra.

OTTAVIANO vescovo.

RODOLFO di Vallombrosa
monaco camaldolese di Vallombrosa (v), successore di Giovanni Gualberto come abate generale. Morì il 2 novembre 1076.

RUBEN martire del 2° secolo.

SPERANZA di Roma
figlia di Sofia, martire sulla Via Aurelia, assieme alle sorelle Carità e Fede, nel 2° secolo.

TEODOSIO martire cenobita.

VERO di Vienne  vescovo in Francia, morto nel 314.

I santi del giorno del 22 luglio

22 Lug

AMORE di Amorbach 
monaco di Amorbach, in Germania, patrono delle acque ritenute medicinali.

CIRILLO vescovo martire nel 4° secolo.

GIROLAMO di Pavia vescovo.

GUALTIERO di Lodi  
nato verso il 1184. Dopo la morte del padre e l’entrata in convento della madre, vendette tutti i suoi beni e andò a prestare la sua opera in un ospedale di Piacenza. Sotto la giurisdizione del vescovo e aiutato da molti amici, fondò un proprio ospedale a Lodi, città che gli ha intitolato una chiesa, nella parrocchia omonima. È morto il 22 luglio 1224.

MADDALENA (MAGDA)  
Maria, personaggio del N.T. ricordata nei vangeli, nativa di Magdala, pochi chilometri a nord di Tiberiade (v). Era una delle donne che, con gli Apostoli, seguivano Gesù nelle sue peregrinazioni in Galilea e dal quale era stata liberata da sette demoni. Presente alla crocifissione e alla deposizione dalla croce, fu anche la prima testimone della risurrezione, ricevendo l’incarico di annunciarlo ai discepoli. Da alcuni Padri viene impropriamente identificata anche con l’anonima peccatrice pentita, della quale parla l’evangelista Luca, colei che nella casa di Simone il lebbroso profumò i piedi di Gesù, li bagnò di lacrime e li asciugò con i suoi capelli. Per l’umanità cristiana la sua figura rappresenta il simbolo della penitente e la liturgia latina la identifica anche con Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, celebrandole con un’unica festa tutte e tre. Morta forse a Efeso usato anche per MILENA).

MENELAO abate in Alvernia, regione di Clermont Ferrand.

PLATONE di Ankara martire.

SINTICHE santa martire in Macedonia (v).

I santi del giorno del 27 giugno

27 Giu

ADELINO vescovo francese.

ADEODATO vescovo di Nola, morto nel 676.

ARIALDO Alciadi
nato a Cucciago di Cantù, nell’antico borgo di San Vincenzo nel 1010. Diacono, dopo un periodo di studi in Francia, assieme a Landolfo Cotta, Erlembardo e Anselmo da Baggio, fu uno dei più energici protagonisti del movimento milanese detto “Pataria”, che fiancheggiò la riforma morale della Chiesa, suscitando nel popolo il sentimento della necessità di un clero esemplare, immune da simonia e concubinato. Il suo principale avversario fu l’arcivescovo Guido da Velate, che lo scomunicò. Rapito da preti avversari, venne barbaramente ucciso su di un’isola del lago Maggiore, forse l’Isola Bella, il 27 giugno 1066.

BENVENUTO di Gubbio
era un nobile cavaliere, ma scelse la vita religiosa e nel 1222 fu accolto nell’Ordine di San Francesco, come fratello laico al servizio dei lebbrosi. Morto a Corneto, in Puglia verso il 1232, quando nel 1243, il borgo fu distrutto, le reliquie furono trasferite a Deliceto, nella diocesi di Bovino, in provincia di Foggia. Il culto venne confermato nel 1697 da Innocenzo XII, che lo estese a tutto l’Ordine francescano.

CIRILLO di Alessandria
nato nel 370, ad Alessandria d’Egitto, condusse vita monastica e quando fu ordinato sacerdote seguì lo zio Teofilo, patriarca vescovo della città e poi nel 412 gli successe nella carica. Sostenne la supremazia della Chiesa di Alessandria, su tutto l’Oriente, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli, che fece deporre nel III Concilio Ecumenico(Efeso 431). Questo concilio decretò l esistenza della duplice natura umana e divina in Cristo Gesù e confermò il titolo di Theotokos, cioè Madre di Dio, per la Vergine Maria, perché, fu sostenuto, aveva dato alla luce il Figlio di Dio fatto uomo e Cirillo meritò così il titolo di “Difensore della Chiesa”. Autore di opere dogmatiche contro le eresie ariana e nestoriana, di molti trattati esegetici sull’Antico e Nuovo Testamento e di commenti al Pentateuco, ai vangeli di Giovanni e Luca, di un’apologia contro Giuliano l’Apostata, più circa 70 lettere di grande interesse. Morì nel 444 e fu proclamato Dottore della Chiesa da Leone XIII, nel 1882.

CRESCENTE di Vienne o CRESCENZIO
martire sotto Traiano. Discepolo di Paolo apostolo, venne inviato missionario prima in Galazia (v) e poi in Gallia, dove secondo un’incerta tradizione, fu il 1° vescovo di Vienne.

CRISPO vescovo.

FERDINANDO di Caiazzo
della famiglia d’Aragona, vescovo di Caiazzo, presso Caserta, in Campania.

LADISLAO I, il santo
nato in Polonia nel 1043, figlio di Bela I, re d’Ungheria. Regnò dal 1074, prima con il fratello Géza II e 3 anni dopo da solo. Dal 1085 al 1091 combatté valorosamente contro i Cumani, popolo di origine turca, che si era stanziato in Ungheria e la gloria acquisita gli permise di attuare una politica di espansione in Croazia e Slavonia. Fedele all’ortodossia gregoriana, il cristianesimo si affermò definitivamente nelle sue terre e fu il fondatore della sede vescovile di Zagabria. Morì il 29 luglio 1095, nei pressi di Neutra(oggi Nitra), in Slovacchia e fu canonizzato da Celestino III, nel 1197. Divenne il modello ideale del guerriero magiaro e intorno alla sua figura si formarono molte leggende.

LANCILLOTTO martire.

LANDELINO abate di Lobbes, morto nel 686.

LELIO martire in Spagna.

ROBERTO di Worms apostolo della Baviera e vescovo di Worms nel Palatinato-Renano, vissuto nel 7° secolo.

SANSONE di Costantinopoli sacerdote martire.

TOSCO martire in Spagna.

 

I santi del giorno del 18 marzo

18 Mar

ALESSANDRO
vescovo di Gerusalemme dove fondò una ricca biblioteca, discepolo e amico di Origene, morì in carcere a Cesarea nel 251.

ANGELICO di Fiesole
nato a Vicchio del Mugello dopo il 1387. Fra Giovanni da Fiesole, al secolo Guidolino di Pietro, detto popolarmente “il beato”. Nel 1407 vestì l’abito dei Domenicani nel convento dei Predicatori dell’Osservanza, a Fiesole, dove venne eletto priore nel 1449. Massimo interprete del sentimento religioso della pittura del 400, iniziò l’attività artistica come miniatore di manoscritti alla scuola di Lorenzo Monaco. Durante i lavori di ricostruzione del convento di San Marco a Firenze, collaborò con Michelozzo e poi, nel 1433, con Masolino da Panicale per la realizzazione di opere pittoriche che gli erano state commissionate dalla Compagnia dei Linaioli e tra il 1437 e il 1443, dipinse il grande ciclo di affreschi del convento. Chiamato a Roma da Eugenio IV nel 1445, dipinse molti altri affreschi, dei quali però rimangono solo quelli eseguiti per Nicolò V, con le storie dei santi Lorenzo e Stefano che ricoprono tutte le pareti della cappella Nicolina. L’anno successivo fu ad Orvieto, dove lavorò nel Duomo, poi Firenze e Roma dove, morto nel 1455, venne sepolto in Santa Maria sopra Minerva. Sono numerosissime e celebri le sue opere: l’Incoronazione della Vergine, a Boston; l’Adorazione dei Magi, a Firenze; l’Annunciazione, a Cortona; Gesù lava i piedi agli Apostoli, in Vaticano; Comunione degli Apostoli in San Marco a Firenze; Il banchetto di Erode nel Louvre, a Parigi, ecc. La sua arte caratterizzata da una estrema semplicità e calore mistico, fusi con un vivo senso del colore, forma e luce, fanno di lui un pittore delicato. I suoi quadri sono quasi stilizzati, pieni di poesia e hanno influenzato lo svolgimento della pittura toscana di tutto il secolo. La qualifica di beato, attribuitagli dalla religiosità popolare, è stata riconosciuta ufficialmente nel 1984, da Giovanni Paolo II, proclamandolo patrono degli artisti. Come GIOVANNI da Fiesole è festeggiato il 18 febbraio.

ANSELMO di Lucca
nato a Milano verso il 1036, nel 1073 divenne vescovo di Lucca designato dello zio, Anselmo da Baggio, papa con il nome di Alessandro II. Cacciato dalla sede da Enrico IV, per la sua posizione di riformatore e sostenitore del nuovo papa Gregorio VII nella lotta per le investiture, divenne consigliere e confessore della contessa Matilde di Canossa presso la quale si era rifugiato. Morì a Mantova il 18 marzo 1086 e fu canonizzato nel 1807 da Pio VII.

CIRILLO di Gerusalemme
nato a Gerusalemme nel 315 da genitori cristiani, da giovane pastore di un gregge di pecore, si appassionò poi allo studio della Sacra Scrittura e per molti anni istruì i catecumeni nella preparazione al battesimo. Nel 348 venne consacrato vescovo di Gerusalemme, successore di Massimo, ma fu mandato in esilio per tre volte, perché si opponeva ad Acacio di Cesarea e agli altri ariani intransigenti. Poté rioccupare definitivamente la sede, soltanto nel 378 partecipando così al Concilio di Costantinopoli del 381, come uno dei più importanti rappresentanti dell’ortodossia cattolica. Ci ha lasciato stupende omelie e le famose 24 Catechesi, istruzioni religiose per catecumeni e neofiti del tempo, sulla penitenza, Battesimo, Cresima Credo ed Eucaristia nella basilica del Santo Sepolcro. Morto il 18 marzo 386, è stato proclamato Dottore della Chiesa, nel 1883 da Leone XIII.

CRISTIANO vescovo martire.

EDOARDO II, re
nato nel 963, figlio primogenito del re Edgardo il Pacifico e di Etelfreda, fratellastro di santa Edith, successore del padre nel 975. Dopo soli tre anni di regno, il 18 marzo 978 venne ucciso durante una partita di caccia nei pressi di Corfe-Castle, sulla Manica, in seguito a un complotto ordito dalla matrigna Elfrida che voleva mettere sul trono il figlio Etelredo. In seguito a numerose voci che affermavano che sulla sua tomba avvenissero diversi fatti straordinari, nel 1001 venne proclamato santo da Silvestro II.

FREDIANO di Lucca
vescovo di origine irlandese morto a Lucca il 18 marzo 588. Venuto in Italia condusse vita eremitica e nel 560 fu eletto vescovo di Lucca. Molto venerato a Firenze e in tutta la Toscana, è patrono della città, che gli ha dedicato una chiesa nella quale sono stati traslati i suoi resti tra il 1024 e il 1032, al tempo del papa Giovanni XIX. Viene celebrato particolarmente il 18 novembre per ricordarne il giorno della traslazione.

NARCISO o NARCISSO vescovo martire.

SALVATORE di Horta
nato nel 1520 a Santa Coloma de Farnés, presso Gerona in Spagna. Giovane calzolaio, quando nel 1541 rimase orfano, entrò come laico professo nel convento francescano di Barcellona. Dotato di grande carisma e di poteri taumaturgici, fu molto perseguitato dai superiori e venne anche denunciato all’Inquisizione. Costretto a peregrinare da un convento all’altro  rimase più a lungo in quello di Horta, cittadina sull’isola Fayal nell’arcipelago delle Azzorre (Portogallo), dove fece il cuoco. Alla fine nel 1565 fu trasferito a Cagliari dove morì il 18 marzo 1567. Considerato santo ancora vivente, è stato canonizzato da Pio XI, nel 1938.

TROFINO martire con Eucarpio.

I santi del giorno del 14 febbraio

14 Feb

ABRAMO, vescovo martire. Ricordato anche il 05 Febbraio

AGATONE e BASSIANO martiri.

CIRILLO Costantino
detto “Filosofo”, apostolo degli Slavi. Nato verso l’827 a Tessalonica, figlio di Leone, alto funzionario bizantino, venne battezzato Costantino. Educato a Costantinopoli, diventò professore di filosofia, ma dopo alcuni anni rinunciò a una brillante carriera politica e si ritirò nel convento di Olimpia in Bitinia, raggiungendo il fratello Metodio Michele (v.), dove ricevette gli ordini sacri. In seguito svolse la funzione di bibliotecario, segretario del patriarca a Santa Sofia, presso Costantinopoli. Nell’860 l’imperatore Michele III mandò i due fratelli, in Russia a nord del Mar Nero a convertire il popolo dei Cazari. Impararono la lingua, ottennero molte conversioni, ritrovarono le spoglie del papa Clemente I e le riportarono a Roma. Due anni dopo vennero mandati dal patriarca Fozio in Moravia a predicare anche qui la fede cristiana e la conoscenza della lingua slava fece loro avere nuovamente grandi successi. Qui Cirillo creò un alfabeto adatto alla fonetica slava, che gli consentì di fare molti seguaci e iniziare la traduzione delle Sacre Scritture con questi caratteri detti “Cirillici”. Alla fine dell’867, Niccolò I li chiamò a Roma, istigato dall’arcivescovo latino di Ratisbona, che li aveva aspramente attaccati per impedire la loro opera, con la pretestuosa accusa di eresia. Al loro arrivo però trovarono un nuovo pontefice, Adriano II, che invece di accusarli, li incoraggiò e permise loro anche l’uso del cirillico per la liturgia slava. Ammalatosi gravemente, fece appena in tempo a pronunciare i voti religiosi, prendendo il nome di Cirillo, che morì il 14 febbraio 869. Il luogo della sua presunta sepoltura è la basilica di San Clemente in Roma. Con il fratello Metodio, è stato proclamato patrono d’Europa da Giovanni Paolo II il 31 dicembre 1980.

FELICOLA di Roma
martire assieme a Vitale e Zenone, è onorata in un altare posto nella navata sinistra di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna, chiesa consacrata nel 549 e dedicata al primo vescovo della città.

FIORENZO di Avellino
patrono di Avellino, martire con i santi Flaviano e Modestino.

METODIO Michele
nato a Salonicco nell’ 825, figlio di Leone, alto funzionario bizantino, fratello maggiore di Cirillo (v.). Dopo un brillante carriera nell’amministrazione bizantina, rinunciò alla vita pubblica, si ritirò nel monastero di Olimpia, in Bitinia, ma poi abbandonò la vita monastica per seguire il fratello, prima in una missione presso i Chazary e poi nella grande Moravia a evangelizzare gli Slavi. Collaborò con lui alla traduzione della liturgia greca e dei libri della Bibbia nella lingua slava, condividendone le vicissitudini. Nell’869, dopo la morte di Cirillo, fu ordinato arcivescovo di Sirmio, dove completò la traduzione in cirillico della Bibbia. Papa Adriano II lo inviò, come legato, nei paesi slavi, ma nell’870 venne arrestato e imprigionato per ordine dei vescovi tedeschi e fu liberato solo 3 anni dopo, dal nuovo papa Giovanni VIII, che gli rinnovò l’incarico. Nell’874 venne incolpato di aver battezzato, secondo la nuova liturgia slava il principe di Boemia, accusato di eresia e chiamato a discolparsi a Roma, ottenne l’approvazione del suo operato e fu destinato definitivamente in Moravia. Ma le continue difficoltà frappostegli dal clero tedesco, lo indussero a rifugiarsi a Costantinopoli per un certo periodo e solo negli ultimi anni della sua vita, poté farvi ritorno. È morto il 6 aprile 885, a Velehrad, in Moravia (dal 1993 Repubblica Ceca). Assieme al fratello, è stato proclamato patrono d’Europa da Giovanni Paolo II, il 31 dicembre 1980.

NOSTRIANO di Napoli vescovo martire.

VALENTINO di Roma
presbitero, assisteva i martiri durante le persecuzioni di Claudio II il Gotico. Arrestato, condannato e decapitato nel 270, sulla Via Flaminia nel luogo dove ci sono le catacombe che portano il suo nome, fu sepolto da una certa Sabinilla. Non si conoscono i motivi per i quali una tradizione popolare ne ha fatto il patrono degli innamorati, anche se una certa storia dice che questa festa risale al 14 febbraio 1465, quando il pontefice Paolo II autorizzò la distribuzione gratuita della dote nuziale alle giovani spose povere e così il santo ricordato in quel giorno fu eletto protettore dei fidanzati e futuri sposi.

VALENTINO di Terni
1° vescovo di Terni, arrestato e decapitato per ordine del prefetto Placido, nel 273, sulla Via Flaminia. Poche presunte ossa del santo dovrebbero essere conservate nella chiesa parrocchiale di Santa Cristina, in Val Gardena, donate, pare, da un ricco mercante, Johan Zaniter, nel 1763. Secondo alcuni, sono esistiti altri Valentino santificati e la loro storia si sarebbe fusa in uno solo. Per quanto riguarda comunque il protettore degli innamorati, ci sono varie leggende, una delle quali narra che il 14 febbraio era per tradizione il giorno dedicato allo scambio di fiori tra i fidanzati, per cui il santo di quel giorno diventò il loro protettore. Una credenza medievale dice che proprio il il 14 febbraio gli uccelli iniziano a preparare il nido (a metter su casa), perché sentono che è in arrivo la primavera. Noi pensiamo però che sia più valida la storia dell’altro Valentino celebrato sempre il 14 febbraio.

VITALE di Roma
martire assieme a Felicola e Zenone, venerato soprattutto a Spoleto.

ZENONE di Roma
martire assieme a Felicola e Vitale, prima sepolto nel cimitero di Pretestato, poi in quello di Santa Prassede.

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