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I santi del giorno dell’8 agosto

8 Ago

ARTURO
martire.

CIRIACO di Roma
arcidiacono martire. Secondo una passio leggendaria del 6° secolo, subì il martirio nel 306, assieme Largo, Smaragdo e altri 20 compagni, durante la persecuzione di Massimiano Erculeo, presso la Via Salaria e sepolto sulla Via Ostiense.

DARIA
vergine martire.

DOMENICO di Guzman
nato nel 1170 a Caleruega, provincia di Burgos, Spagna, figlio di Felice e di Giovanna d’Aza. Studiò teologia all’università di Palencia (nella Vecchia Castiglia) e divenne canonico regolare della Chiesa di Osma. Dal 1203 e poi negli anni seguenti accompagnò il suo vescovo, Diego de’Acevedo, nelle missioni diplomatiche in Danimarca e Scandinavia. Al ritorno, passando per la Linguadoca, presso Montpellier, furono testimoni dei progressi dell’eresia albigese e si unirono ai legati inviati da Innocenzo III, per convertire gli eretici. Dopo la morte di Diego e l’assassinio del legato Pietro di Castelnau, nel 1208, Domenico rimase solo ma non si unì alla crociata decisa dal papa ostinandosi a predicare pacificamente fra gli albigesi(v). Il monastero di monache fondato nel 1206 a Notre-Dame-de-Prouille, ai piedi dei Pirenei, fu il centro della sua opera missionaria. Rifiutò parecchi vescovadi, tra gli altri, quello di Beziers in Linguadoca e nel 1215, con l’aiuto del vescovo di Tolosa, Folco, riunì alcuni compagni che volevano diventare predicatori come lui e li iniziò alla vita religiosa, scegliendo la regola di sant’Agostino. Nacque così l’Ordine dei Frati Predicatori, per il quale, il 22 dicembre 1217 ottenne l’approvazione di Onorio III. Il successivo 15 agosto, inviò i primi 16 religiosi a Parigi, Madrid, Bologna e Roma, affidando loro come base di attività le università di Parigi(teologia) e di Bologna(diritto ecclesiastico). Si dedicò all’organizzazione dell’Ordine, che assunse l’aspetto definitivo nel primo Capitolo Generale tenuto a Bologna nel 1220, fissando uno statuto di povertà ispirato al modello francescano e promosse l’approfondimento degli studi teologici e la preghiera popolare del Rosario. Un anno dopo divise l’Ordine in 8 province e organizzò una grande campagna di predicazione in Lombardia che durò una decina d’anni. Morto il 6 agosto 1221, le spoglie riposano a Bologna, nella Cappella omonima della Chiesa di San Domenico, in una magnifica arca scolpita da Nicola Pisano, mentre il reliquiario con la testa del Santo, si trova in una nicchia dietro l’arca. Alla fine del secolo i conventi erano 557 e i frati circa 15 mila, diffusi in Europa e Terrasanta. È stato canonizzato da Gregorio IX, nel 1234.

ELEUTERIO
martire assieme a Leonida.

EMILIANO di Cizico
vescovo martire nel 6° secolo a Cizico. (v)

ERMINIA
martire in epoca sconosciuta.

GEDEONE
personaggio biblico dell’A.T. figlio di Joas, della tribù di Manasse. Verso il 12° secolo, divenuto il 5° Giudice d’Israele, ricevette da un angelo del Signore, la missione di difendere gli Ebrei dalle incursioni dei Madianiti e Amaleciti della Transgiordania. Demolì gli altari di Baal e con un esercito di 300 uomini condusse il popolo alla vittoria contro tutti i nemici. Rifiorito così, per merito suo, il culto del vero Dio, gli Israeliti gli chiesero di regnare su di loro. Rifiutato questo incarico, si dedicò solo all’ufficio di giudice che tenne per circa quarantanni. Ebbe molte mogli, figli e quando morì, in buona vecchiaia, fu sepolto nella tomba di suo padre Joas, a Ofra.

GIOVANNA d’Aza
santa del 12° secolo, madre di Domenico di Guzman.

LARGO di Roma
martire assieme a Ciriaco e Smaragdo.

LEONIDA
martire assieme a Eleuterio.

MIRONE di Candia
vescovo di Candia (oggi Heraklion), città della Grecia sull’isola di Creta, nel luogo dove sorgeva l’antica Cnosso.

MUMMOLINO di Fleury o MUMMOLO
abate del monastero di Fleury nei pressi di Orleans, morto a Bordeaux nel 681. Non si sa quasi nulla di lui, tranne che, secondo la leggenda, avrebbe fatto traslare da Montecassino a Fleury, i corpi di Benedetto e di Scolastica, mentre nel 1950 sono stati ritrovati invece a Montecassino, durante i lavori di ricostruzione del monastero.

SEVERO di Vienne
confessore della fede, vescovo in Francia.

SMARAGDO di Sebaste
martire in Armenia, assieme a Ciriaco e Largo, nel 320.

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I santi del giorno del 18 giugno

18 Giu

AMANDO di Bordeaux
fu istruito nella dottrina cristiana dal suo vescovo Delfino, al quale successe nelle funzioni, dal 404 al 432. Sembra abbia partecipato alla conversione e alla preparazione al battesimo di Paolino di Nola.

CALOGERO di Sciacca
anacoreta di origine greca, da Costantinopoli venne in pellegrinaggio a Roma dove si fece monaco. Secondo una tradizione andò a evangelizzare le isole Lipari e poi, divenuto eremita, visse come un recluso su di un monte nei pressi di Agrigento. Di lui abbiamo solo notizie frammentarie, forse morì nel 485 ed è molto venerato in tutta la Sicilia.

CIRIACO di Malaga martire assieme a Paola nel 4° secolo.

ELISABETTA di Schonau
nata nel 1129 e morta a Schonau im Schwarzwald, in Germania, nel 1165. Benedettina in un convento a Bingen, presso Magonza, nella Renania-Palatinato, ne divenne superiora nel 1157. Ebbe visioni ed estasi da lei trascritte in due opere, “Visiones” e “Revelationum.”

ERMA di Roma
uno dei Padri Apostolici, forse fratello del papa Pio I, vissuto nel 2° secolo. Autore di uno dei più celebri libri dell’antica letteratura cristiana, il Pastore, un trattato sulla necessità della penitenza, ritenuto da molti scrittura ispirata. Costituisce una preziosa testimonianza della vita religiosa della comunità cristiana di Roma del tempo ed è composto da 5 visioni, 12 precetti e 10 similitudini allegoriche, per ricondurre tutti i cristiani al ravvedimento.

EUFEMIA di Diessen
nata nei pressi di Monaco, figlia del conte Bertoldo di Diessen e sorella di Matilde(v.). Badessa del monastero di Altomunster fino alla morte, il 18 giugno 1180.

FORTUNATO il filosofo
vescovo molto erudito, soprannominato “il Filosofo”. Originario di Vercelli, amico di Germano di Parigi, si ritirò in Francia, dove morì nel 576.

GREGORIO Barbarigo
nato a Venezia il 16 settembre 1625, da una nobile famiglia. Dopo aver svolto varie attività diplomatiche e politiche, si fece sacerdote e divenne vescovo di Bergamo nel 1657, cardinale nel 1660 e poi anche vescovo di Padova, nel 1664. Attuò con vigore le riforme del Concilio di Trento e in tutta la sua attività si segnalò nella formazione dei sacerdoti per i quali fondò, sempre a Padova, un seminario con cattedre di lingue orientali più una stamperia poliglotta, dando grande incremento alla conoscenza della cultura orientale in Italia, tutto questo perchè era un appassionato sostenitore della riunificazione tra le Chiese d’Occidente e d’Oriente. Morto a Padova il 18 giugno 1697; beatificato da Clemente XIII nel 1761, è stato canonizzato da Giovanni XXIII, il 26 maggio 1960.

LEONZIO soldato martire.

MARCELLIANO e MARCO
martiri di Roma nel 286, sotto Diocleziano. Non esistono notizie sicure, ma si tratterebbe di due fratelli, figli del nobile Tranquillino, diaconi del papa Caio e seguaci di Sebastiano.

MARINA di Spoleto santa vissuta nel 1300 circa.

OSANNA Andreasi
vergine, monaca di Mantova, vissuta tra il 1449 e il 1505.

PAOLA di Malaga martire assieme Ciriaco.

SPECIOSA di Pavia
vergine martire nel 5° secolo, patrona dei coltivatori di rose.

I santi del giorno del 5 giugno

5 Giu

ADALARO di Dokkum
martire, vittima dei Frisoni il 5 giugno 754, a Dokkum in Olanda, assieme a Bonifacio di Magonza. Patrono di Erfurt, città della Turingia, in Germania.

APOLLONIO  martire in Egitto.

BONIFACIO di Magonza
nato nel 673 a Dover nell’Hampshire, ex regno del Wessex, in Gran Bretagna. Si chiamava Vinfrido (Wynfrith), ma dopo i 40 anni prese il nome di Bonifacio. Entrò molto giovane nel monastero benedettino di Exeter, nella contea del Devon, studiò e divenne professore. Quando fu ordinato sacerdote si dedicò all’attività missionaria e compì numerosi viaggi tra le popolazioni celtiche del continente. Nel 719 partì per la Germania a predicare il Vangelo e questa missione gli procurò l’appellativo di “Apostolo della Germania”. Nel 722 venne consacrato vescovo a Roma da Gregorio II, che dieci anni dopo lo nominò arcivescovo con funzione di Vicario papale per la Germania. Nel 745 gli fu affidata la sede di Magonza(v) e allora fondò le 4 diocesi della Baviera, rinnovò chiese in Turingia, Franconia e riformò il clero. Nel 751 si ritirò nel monastero di Fulda (v), fondato dall’abate benedettino Sturmio nel 744, ma poi quasi ottantenne riprese l’attività missionaria in Frisia (v) alla quale aveva consacrato la vita. Il 5 giugno 754 venne massacrato dai Frisoni pagani con 50 compagni, a Dokkum sul Mare del Nord in Olanda, mentre stava amministrando il Sacramento del Battesimo. Il corpo fu riportato a Fulda, oggi il maggior centro cattolico della Germania dove abitualmente si riuniscono i vescovi tedeschi.

CIRIA martire a Cesarea, assieme a MARCIA, VALERIA e ZENAIDE.

CIRIACO di Perugia martire sotto Decio, con FIORENZIO, FAUSTINO, GIULIANO, MARCELLINO e altri compagni.

EOBANO di Dokkum
vescovo anglosassone, martire nel 754 a Dokkum, sul Mare del Nord in Frisia, assieme al monaco benedettino e compagno di apostolato, Bonifacio, che lo aveva consacrato vescovo di Utrecht. Molto istruito nelle Letture, è stato anche giudicato un magnifico predicatore.

FERDINANDO il costante o FERNANDO
nato il 29 settembre 1402 a Santarem, in Portogallo , figlio di madre inglese e di Giovanni I duca di Viseu, in Brasile. Gran maestro dell’Ordine di Aviz, con il fratello Enrico il navigatore, partecipò alle guerre del 1437 contro i Mori d’Africa in Marocco. Fatto prigioniero, fu tenuto in ostaggio, costretto a lavorare come uno schiavo, passando gli ultimi quindici mesi della sua vita al buio. Morto il 5 giugno 1443 a Fez, in Marocco, il corpo fu trasportato a Lisbona nel 1465 e l’anno seguente venne santificato da Paolo II.

FRANCO da Perugia
missionario domenicano italiano, morto nel 1333, fondatore di un convento in Crimea per la conversione dei Tartari. Vicario della Congregazione dei Fratres Peregrinantes d’Oriente, nel 1318 fu eletto arcivescovo di Soldania, in Persia.

IGOR martire in Russia nel 1147, in italiano, Gregorio.

PACIFICO Ramati
detto “di Cerano”, nato a Novara nel 1424. Ordinato sacerdote francescano, divenne un predicatore molto popolare, tanto che Sisto IV lo inviò in Sardegna per indire una crociata contro i Turchi e qui rimase poi, eletto Provinciale dell’Ordine. È morto a Sassari nel 1482, lasciando un pregevole manuale per i confessori chiamato, la “Somma Pacifica”.

SANCIO di Cordova martire in Spagna, nell’851.

I santi del giorno del 4 maggio

4 Mag

ADA di Le Mans
forse originaria di Soissons, in Francia, passò a Le Mans invitata dal vescovo Innocenzo, prima del 553 e divenne badessa nel monastero di Santa Maria, alla periferia della città. Le reliquie conservate nella cattedrale insieme con quelle di san Giuliano, sono state profanate dai calvinisti francesi 
(Ugonotti), nel 16° secolo.

CIRIACO
vescovo martire sotto Giuliano l’Apostata. Patrono di Ancona, le reliquie sono conservate nella cripta del Duomo che in origine era dedicato a San Lorenzo, ma che in seguito ha preso il nome del martire San Ciriaco.

FLORIANO di Lorch
nato a Zieselmauer, presso Vienna verso la fine del 3° secolo. Battezzato ed educato cristianamente, servì per alcuni anni come ufficiale dell’esercito romano e poi divenne cancelliere del governatore della città di Lauriacum (oggi Lorch), capitale della provincia del Norico. Arrestato nel 304, durante la persecuzione di Diocleziano assieme ad altri 40 fedeli che aveva cercato di aiutare a fuggire, fu condotto in catene davanti al proconsole Aquilino. Essendosi rifiutato di offrire sacrifici agli dei romani e di rinnegare la sua fede, fu imprigionato, torturato, flagellato e poi, con una macina da mulino al collo, gettato nel fiume Enns presso Linz, in Austria. In seguito il suo corpo recuperato dai fedeli, fu sepolto cristianamente da una vedova di nome Valeria. Nell’8° secolo sul luogo della sua sepoltura, furono edificati il monastero di San Floriano e una chiesa divenuta la Collegiata Agostiniana, dedicata al suo nome. Recenti scavi hanno permesso di rinvenire i resti degli altri 40 martiri per i quali aveva sacrificato la vita e le sue reliquie ora sono custodite in una chiesa di Cracovia. È un santo molto popolare in Austria, Baviera e Polonia, invocato contro le inondazioni e gli incendi. È venerato anche in Italia, a Brunico in Alto Adige e a Illegio, presso Tolmezzo in Carnia.

PORFIRIO di Camerino prete martire a Camerino, nelle Marche

SACERDOTE di Limoges vescovo martire.

SENESIO di Lucca martire a Lucca nel 9° secolo.

SILVANO di Gaza
vescovo di Gaza in Giudea, condannato ai lavori forzati nelle miniere. Per anzianità e malattie, fu esonerato dal lavoro e trascorse così un lungo periodo in carcere. Subì il martirio nel 310, sotto Massimino II Daia, assieme ad altri 39 cristiani.

TIZIANO di Lodi
nato nel 421, eletto vescovo della sua città nel 474, morto il 1° maggio 476. Fino al 1727 la sua festa era celebrata il 4 maggio, ma poi è stata spostata all’11 maggio.

TONINA diminutivo di ANTONINA, martire assieme al soldato Alessandro.

VENERIO di Milano o VENIERO
discepolo prediletto di sant’Ambrogio, vescovo di Milano dal 400, successore di Simpliciano. Combattè i pagani e si adoperò, con scarso successo, per la riabilitazione del patriarca di Costantinopoli, Giovanni Crisostomo. Morì nel 408, durante l’invasione dei Visigoti di Alarico I

I santi del giorno del 16 marzo

16 Mar

ABRAMIO di Siria eremita martire.

AGAPITO di Ravenna
secondo la lista tradizionale fu il 10° vescovo di Ravenna verso il 4° secolo.

BENEDETTA di Assisi
entrata tra le Clarisse nel 1214, nel monastero di San Damiano, successe alla badessa Chiara dal 1253 al 1260 e fu presente al processo di canonizzazione che iniziò nel novembre dello stesso anno. Nel 1257 assisté all’inizio della costruzione della basilica in suo onore e al trasferimento delle Clarisse nei locali della Chiesa di San Giorgio. Non è chiaro se morì il 16 marzo o il 19 ottobre 1260, di certo fu sepolta nella chiesa di San Giorgio e solo nel 1602, il vescovo di Assisi fece traslare le reliquie nella cappella di Sant’Agnese nella basilica di Santa Chiara. Nel martirologio francescano è affermato che godette di grande fama per virtù e miracoli.

CIRIACO di Aquileia martire.

COLOMBA vergine martire in Inghilterra.

ERIBERTO di Colonia (BERTO)
nato nel 970, figlio di Ugo conte di Worms; venne educato nella scuola della cattedrale di Worms nel Palatinato-Renano, in Germania e poi in quella dell’abbazia di Gorze, presso Metz in Francia. Nel 994 divenne cancelliere dell’imperatore Ottone III, il quale, anche se non era ancora sacerdote, nel 999 lo nominò arcivescovo di Colonia e fu consacrato a Benevento dal papa Silvestro II. Nel 1002, quando l’imperatore morì a Viterbo di malaria, venne incaricato di riportarne la salma ad Aquisgrana (Aachen), in Germania. Secondo il cerimoniale, gli furono affidate le insegne imperiali, tra le quali la “santa lancia”, la pretesa arma con la quale il soldato Longino avrebbe trafitto il torace di Cristo sulla croce, ritrovata ad Antiochia durante la prima crociata. Ad Aquisgrana, venne però arrestato dal principe di Baviera, futuro imperatore Enrico II e perse così anche le cariche di stato. Si dedicò allora al ministero pastorale e sempre nel 1002 fondò un’abbazia a Deutz. Morto a Colonia il 16 marzo 1021, nonostante non sia mai stato canonizzato formalmente, in seguito a sempre più insistenti voci di fatti straordinari avvenuti sulla sua tomba, la Chiesa ne ammette il culto

LARGO di Aquileia martire assieme al diacono Taziano.

PAPAS di Licaonia martire verso il 300, in Asia Minore, Turchia.

PIER TECELANO
detto “pettinaio”, perché fabbricante di pettini da telaio, morto a Siena nel 1289. Uomo giusto e saggio, entrò nel Terz’Ordine di San Francesco e si dedicò con molto zelo a opere di carità, svolgendo anche incarichi di fiducia per i concittadini. Portato alla contemplazione, molto devoto alla Vergine Maria, ebbe fama di santità tra gli abitanti di Siena e fu anche citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia (Purgatorio 13° canto, 127).

SILVESTRO vescovo irlandese.

TAZIANO di Aquileia diacono martire nel 284, assieme a Dionisio, Felice, Ilario e Largo.

TORELLO da Poppi beato monaco aretino, morto nel 1282.

VALENTINO di Terracin vescovo in provincia di Latina.

VANDA vergine martire.

I santi del giorno del 8 febbraio

8 Feb

AMPELIO vescovo di Milano nel 7° secolo.

CIRIACO martire a Roma, con Lucio e Paolo.

EMILIANO l’Armeno ricordato anche il 28 Gennaio.

ERMANNO
mistico tedesco del 15° secolo. Viaggiò molto negli stati europei e si dedicò all’agiografia come mezzo di edificazione.

GIOVANNI di Matha
nato a Faucon, in Provenza, il 23 giugno 1160, studente di teologia all’Università di Parigi, ne divenne docente dal 1193. Ordinato sacerdote, durante la celebrazione della sua prima Messa, ebbe una visione: vide Dio che teneva per mano due schiavi in catene, uno bianco e uno nero. Assieme all’eremita Felice di Valois, a Ruggero ex prigioniero in Terrasanta e altri eremiti, fondò allora l’Ordine della Trinità, per la liberazione degli schiavi cristiani, sotto la protezione di Innocenzo III, che diede la sua approvazione nel 1198. Il fondatore andò subito in Africa e tornò con 200 schiavi riscattati, il fatto suscitò una grande impressione e diede il via ad altre operazioni simili. Morto a Roma il 17 dicembre 1213, due trinitari spagnoli ne trafugarono poi le reliquie e le portarono a Madrid. L’abito trinitario è bianco con una croce rossa e azzurra.

GIROLAMO Emiliani
di famiglia nobile, nato a Venezia nel 1486. Iniziata la carriera militare, prima come ufficiale e poi promosso generale, combattè contro i Francesi ma, fatto prigioniero, sarebbe stato liberato miracolosamente, per intercessione della Vergine Maria. Riuscendo a passare inosservato attraverso le linee nemiche giunse a Treviso, dove, in un santuario promise di dedicarsi ai più bisognosi. In seguito a questo episodio si convertì perciò alla vita cristiana e dopo l’ordinazione sacerdotale del 1518, quando la peste e la carestia devastarono la città, vendette tutti i suoi beni a favore dei poveri e istituì orfanatrofi a Bergamo, Brescia, Como, Milano, Venezia e Verona. Nel 1528 fondò la società dei Servi dei Poveri, detta poi dei chierici regolari di Somasca, per l’educazione e la cura particolare degli orfani. Servendo gli appestati contrasse anche lui la terribile malattia e morì l’8 febbraio 1537, a Somasca, in provincia di Bergamo. Beatificato dopo lunghi processi canonici da Benedetto XIV il 29 settembre 1747, è stato poi canonizzato vent’anni più tardi, il 12 ottobre, da Clemente XIII.

GIUSEPPINA Bakhita
nata a Olgassa nel Darfur (Sudan occ.) dopo il 1865. All’età di 9 anni fu rapita mentre raccoglieva erbe in un campo e si spaventò talmente che dimenticò il suo nome, Bakhita infatti, che vuol dire “fortunata”, è il nome che le diedero i suoi rapitori. Venduta più volte, conobbe molte sofferenze e umiliazioni, fu torturata e tatuata con una lama, per ogni sua piccola disobbedienza, fino al 1882, quando, acquistata dal console italiano Calisto Legnani trovò, in questa famiglia, affetto e serenità. Arrivata in Italia con il console nel 1884, entrò in contatto con le Canossiane di Schio e decise di farsi suora. Dopo essere stata battezzata nel 1890 con il nome di Giuseppina e aver ricevuto i Sacramenti cristiani, entrò nell’Istituto di Santa Maddalena di Canossa a Schio dove, dopo 3 anni di noviziato, fece la prima professione di fede. Qui rimase per quasi 40 anni, addetta ai lavori più umili in tutta semplicità, con il sorriso sulle labbra, illuminata da una fortissima spiritualità interiore. Dopo il 1935, assieme a una consorella fece anche una serie di viaggi di azione missionaria ben accolta dal popolo che la chiamava affettuosamente “Madre Moretta”. Colpita da molte sofferenze, costretta su una sedia a rotelle, è morta l’8 febbraio 1947. Proclamata beata nel 1992 è stata poi solennemente canonizzata nel Giubileo del 2000, domenica 1° ottobre, da Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro.

GIUSEPPINA Bonino
Giuseppina Gabriella, nata il 5 settembre 1843 a Savigliano, in provincia di Cuneo. Per trent’anni curò con amore il padre ammalato e in questo tempo, entrò nel Terz’Ordine Carmelitano e poi in quello Francescano. Pellegrina a Lourdes, ricevette la grazia della guarigione da una neoplagia alla colonna vertebrale. Per ringraziare la Madonna, con i beni ricevuti in eredità alla morte dei genitori, aprì un ospizio che chiamò della “Sacra Famiglia”, per accogliere le bambine abbandonate che nessuno voleva, e che non essendo orfane, non potevano essere accolte nell’orfanotrofio comunale. Nel 1881 ha fondato la Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia di Savigliano. È morta a Savona l’8 febbraio 1906.

JACOPINA de’Settesoli
chiamata anche Giacomina, morta nel 1239.

LEDA martire senza notizie.

LUCIO di Roma martire assieme a Ciriaco e Paolo.

ONORATO di Milano
29° vescovo di Milano, nominato nel 567. Combattè l’eresia ariana e cercò di difendere il popolo dalle invasioni barbariche, ma nel 568, alla venuta dei Longobardi, venne mandato in esilio e si rifugiò a Genova, ospite di Verano di Albenga. Fece parte del gruppo di vescovi che si oppose alla condanna dei “Tre Capitoli”. Morì nel 570.

PELAGIO II papa
nato a Roma verso il 520, figlio di un certo Unigildo di origine gotica, salì al papato il 26 novembre 579, dopo Benedetto I, senza attendere la conferma imperiale da Costantinopoli, dove però inviò come Nunzio il futuro papa Gregorio Magno. Roma in quel tempo era assediata dai Longobardi, dei quali si liberò solo dopo alcuni anni, facendo intervenire in aiuto l’esercito dei franchi. Implicato nella questione dei Tre Capitoli, contro i vescovi istriani e il patriarca di Aquileia, fermi nella loro apostasia è ricordato perchè cercò di restaurare alcune chiese distrutte e le catacombe di Ermete. Fece ricoprire di lamine d’oro l’Altare della Confessione in San Pietro e fu molto rattristato dalla distruzione dell’abbazia di Montecassino, incendiata nel 589 dal longobardo Zotto, duca di Benevento. Morì il 7 febbraio 590, vittima dell’epidemia di peste, mentre Roma era colpita anche da una grave carestia.

SEBASTIANO
martire a Trevi assieme a Emiliano l’Armeno.

STEFANO di Muret
nato nel 1048, figlio del visconte di Thiers, in Alvernia(v). All’età di 12 anni fu accompagnato dal padre a un pellegrinaggio alle reliquie di San Nicola di Bari, ma durante il viaggio si ammalò di pertosse e il genitore lo affidò al vescovo di Benevento, Milone. Durante la convalescenza rimase affascinato da un gruppo di eremiti locali e così, quando nel 1076 tornò guarito in Francia, volle diventare eremita ritirandosi in un luogo solitario a Muret, nei pressi di Limoges. Qui, assediato da frotte di pellegrini che venivano per consigli e sopratutto miracoli, gettò le basi di un ordine religioso, che i suoi discepoli trasferirono poi a nel “deserto di Grandmont”, sempre vicino a Limoges, assieme alle sue reliquie. Morto nel 1124, è stato canonizzato da Clemente III, nel 1189.

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