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I santi del giorno del 27 agosto

27 Ago

ANITA Cantieri beata morta nel 1942.

CARPOFORO di Capua martire assieme a Rufo.

CESARIO di Arles
nato nel 470 circa, a Chalon-sur-Saone, in Francia. Entrò nel monastero sull’isola di Lerins, dove rimase per sette anni e poi studiò ad Arles (v), dove fu ordinato sacerdote dal vescovo Eonio. Per un certo tempo resse l’abbazia di un monastero dei dintorni e poi nel 503, alla morte di Eonio, fu nominato vescovo di Arles. Esiliato a Bordeaux da Alarico II, re dei Visigoti di Spagna e della Gallia Meridionale, fu poi richiamato e così presiedette il sinodo di Agde nel 506. Ottenne dal papa Simmaco la primazia sulle Chiese di Gallia e Spagna, esercitando notevole influenza sulla vita della Chiesa medievale. Dal 524 al 529, convocò e presiedette anche i sinodi di Arles, Carpentras, Vaison e quello di Orange, che decretò la condanna del semipelagianesimo. Fece costruire l’ospedale più importante di tutta la Gallia e fondò numerosi monasteri, tra i quali uno femminile, affidato alla direzione della sorella Cesaria. Importanti sono stati sia la sua attività, che gli scritti in campo pastorale e teologico. Negli ultimi anni si ritirò in un monastero di Marsiglia, ma morì ad Arles il 27 agosto 543, dove fu sepolto nella basilica di Santa Maria.

EULALIA di Lentini
martire in Sicilia, molto venerata a Lentini e Palermo in una chiesa che porta il suo nome.

FORTUNATO di Lecce
martire con Giusto e Oronzo. Compatrono di Lecce.

GIUSEPPE Calasanzio
nato l’11 marzo 1557 a Peralta de La Sal, in Aragona. Studiò filosofia e teologia nelle università spagnole e nel 1583 fu ordinato sacerdote. Dopo aver espletato importanti incarichi in Spagna e dopo la morte di suo padre, nel 1592 donò tutta la sua eredità e si trasferì a Roma, chiamato dal cardinale Marcantonio Colonna, in qualità di suo teologo personale. Qui, colpito dal misero stato materiale e morale dei ragazzi del popolo, nel 1597 aprì le sue Scuole Pie nella parrocchia di Santa Dorotea, in Trastevere, primo esempio di scuole popolari gratuite, tenute da religiosi che presero il nome di “Scolopi”. Riconosciuta, nel 1617,  come vera e propria congregazione religiosa, con il nome di Chierici Regolari Poveri delle Scuole Pie, approvata nel 1622 da Gregorio XV. L’Ordine, tuttora numeroso, conta comunità in Italia e Spagna e si è affermato come scuola di alte tradizioni e di grandi meriti. Durante l’epidemia di peste del 1596, il santo si era prodigato anche nella cura degli ammalati. Morto a Roma il 25 agosto 1648, beatificato nel 1748 da Benedetto XIV e poi canonizzato da Clemente XIII, nel 1767.

GIUSTO di Lecce  martire con Oronzo di Lecce e Fortunato.

GUERRINO di Sion
nato verso il 1065, nobile signore di Pont-à-Mousson, sulla Mosella, in Francia. Discepolo di Roberto di Molesmes, si fece monaco nell’abbazia fondata dal suo maestro e nel 1113, divenne abate nel monastero di Aulps. Per l’assiduo impegno rivolto al progresso spirituale e materiale del suo monastero, ricevette molti elogi da Bernardo di Clairvaux e nel 1138, malgrado l’età avanzata, accettò di diventare vescovo di Sion, presso Nancy e anche qui fu pastore zelante e operoso. È morto il 27 agosto 1150.

LICERIO di Lerida
nato a Lerida, in Spagna e morto a Roma nel 4° secolo è molto venerato a Venezia.

MARCELLO di Costanza
tribuno romano, subì il martirio verso il 304 insieme con la moglie e i figli a Tomi, antica città della Mesia sul Ponto Eusino che corrisponde all’odierna Costanza, in Romania. Condannati “ad bestias”, cioè alle fiere dal prefetto Culciano e rimasti illesi, furono poi decapitati.

MONICA di Tagaste
madre di Agostino, nata nel 331 a Tagaste, che oggi è chiamata Souk-Ahras, in Algeria. Figlia di genitori cristiani, fu educata secondo i principi religiosi che influirono tanto sulla sua vita, sia per portare alla fede nel 370, il marito Patrizio, che aveva sposato giovanissima e al quale aveva dato diversi figli, tra i quali Agostino, sia per i suoi personali rapporti proprio con questo figlio. Agostino, infatti, ammise l’influsso dell’educazione materna, anche nel periodo dell’eresia, ma sopratutto, quando lei gli fu accanto nella crisi spirituale che lo portò al cristianesimo. Monica, che dal 371 era vedova, nel 383 seguì il figlio in Italia, prima a Roma e poi a Milano, fu con lui nel ritiro di Cassiacico, in Lombardia e assistette al suo battesimo a Milano nel 387. Morì nell’ottobre dello stesso anno a Ostia, dove venne sepolta, durante il viaggio di ritorno in Africa. Dal 1430 le sue reliquie sono conservate a Roma, nella Chiesa di Sant’Agostino. Donna di straordinarie virtù naturali e soprannaturali, arricchite di doni mistici, è stata un notevole esempio di intelligenza e di sensibilità e su di lei il figlio ha scritto pagine bellissime nelle sue “Confessioni”.

NARNO di Bergamo
viene ricordato come il 1° vescovo della città.

ORONZO od ORONZIO
sembra sia stato il 1° vescovo di Lecce, nominato proprio da Paolo di Tarso, subendo il martirio assieme ai diaconi Fortunato e Giusto, durante la persecuzione di Nerone. Compatrono e protettore di Lecce.

RUFO di Capua vescovo martire nel 420, assieme a Carpoforo.

SIAGRIO di Autun
vescovo di Autun (v) dal 560. All’età di circa 40 anni partecipò a vari concili e svolse poi molti incarichi per Gregorio Magno il quale, in riconoscenza, gli concesse l’uso del pallio. Ebbe una parte importante sia in campo religioso, che politico e godette, ancora in vita, fama di santità.

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I santi del giorno del 20 aprile

20 Apr

ADALGISA
vergine martire della quale non si hanno notizie storiche sicure, solo per tradizione è festeggiata il 20 aprile.

AGNESE Segni
nata nel 1268 a Gracciano, frazione di Montepulciano, in provincia di Siena. Entrò ancora bambina nel monastero domenicano delle “sorelle del sacco” e a soli 15 anni fu eletta badessa. Nel 1306 fondò il monastero di Santa Maria Novella, anche del quale divenne badessa, quando passò sotto la cura dei Domenicani. Morì a Montepulciano nel 1317 e in seguito ai molti miracoli che le furono attribuiti fu subito venerata come santa anche se fu canonizzata solo nel 1726, dal papa Benedetto XIII.

ANICETO papa
nato a Emesa, sul fiume Oronte in Siria, figlio di un certo Giovanni, fu il 10° pontefice, dal 155 al 166. Durante il suo pontificato Policarpo di Smirne venne a Roma per discutere sulla data della Pasqua e si accordarono di rimanere fedeli alle due tradizioni, Aniceto a quella occidentale e Policarpo a quella orientale per evitare lo scisma. In quel tempo si diffusero purtroppo le dottrine eretiche dei manichei, di Cerdone, Valentino e particolarmente di Marcione, che aveva fondato una sua chiesa in Roma, diffondendo molta confusione tra i cristiani. Aniceto fu ucciso durante la persecuzione di Marco Aurelio, anche se mancano prove certe, sicuramente fu il primo papa ad essere sepolto “in catacumbas”, quella di Callisto sull’Appia Antica. Nel Liber Pontificalis è ricordato il 20 aprile, mentre prima era festeggiato il 17

CESARIO martire assieme a Zotico e altri compagni di fede.

CIPRIANO di Brescia vescovo martire nel 6° secolo.

DINA Bosatta
nata a Pianello Lario, in provincia di Como, il 27 maggio 1858. Volendo diventare canossiana, entrò nel noviziato di Como, ma venne rimandata a casa. Si dedicò allora all’assistenza degli handicappati nell’ospizio del Sacro Cuore che il suo parroco aveva creato a Pianello e prese il nome di suor Chiara. Sotto la direzione di Luigi Guanella, divenne infermiera, insegnante, maestra di cucito e ricamo e infine vice direttrice, operando sempre con grande gioia e dedizione. Lavorò a Pianello Lario, Andenno, Dongo, e a Como, dove è morta il 20 aprile 1887.

DOMENICO Vernagalli
nato a Pisa nel 1180, da una famiglia benestante, decise di lasciare la vita agiata per dedicarsi completamente a Gesù. Entrò così nel monastero di San Michele di Pisa e divenne parroco nel 1204. Nel 1218 fece costruire lo “Spedale dei Trovatelli” a San Michele in Borgo, per assistere i molti figli illegittimi della città di Pisa. Morto il 20 aprile del 1219, subito acclamato santo dalla volontà popolare, è stato però beatificato da Pio IX, solamente il 17 agosto 1854.

FLAVIO di Brescia vescovo della città, forse nel 2° secolo. 

ILDEGONDA di Nuitz
monaca cistercense di Colonia, mistica, morta verso il 1188. Durante un pellegrinaggio in Palestina, perdette il padre e tornò in patria, travestita da uomo, entrando nell’abbazia di Schonau im Schwarzwald, con il nome di frate Giuseppe.

LATINO di Brescia
vescovo che dal 1962 viene festeggiato il 20 aprile, assieme ad altri vescovi bresciani.

ODETTA beata, detta anche “ODA”, di Buona Speranza, morta nel 1158.

ORAZIO di Nizza martire assieme a VINCENZO.

SARA vergine martire, in epoca sconosciuta.

SERVILIANO di Roma martire a Roma assieme a SULPIZIO, nel 1° secolo.

TEOTIMO di Tomi
vescovo martire nel 5° secolo a Tomi, antica città della Mesia che oggi corrisponde a Costanza, importante porto della Romania, sul Mar Nero.

TIZIANO di Brescia
nato verso la fine del 5° secolo, di probabile origine germanica. Divenuto vescovo della città, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano, dove venne sepolto nel 526. Fino al 1962, veniva festeggiato il 3 marzo, attualmente è commemorato il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

UGO di Anzi-le-Duc monaco benedettino vissuto nel 10° secolo.

VIGILIO di Brescia
vescovo della città, che fino al 1962 era festeggiato il 26 settembre, mentre ora viene ricordato il 20 aprile assieme agli altri vescovi bresciani.

VINCENZO di Nizza martire con sant’Orazio.

ZACCHEO di Gerico
capo dei pubblicani citato nel Vangelo di Luca. Quando Gesù passò dalle sue parti cercò di vederlo, ma essendo basso di statura, non vi riuscì a causa della folla che lo circondava. Allora corse avanti e si arrampicò su di un sicomoro(fico), ma Gesù lo chiamò e poi si fermò a casa sua. È andato ad alloggiare da un peccatore, mormorava la folla, perché Zaccheo era un pubblicano, cioé incaricato della riscossione delle tasse. La chiamata del Maestro, aveva un motivo ben preciso, dare cioè al peccatore la possibilità di convertirsi, di cambiare vita e fu proprio quello che accadde a Zaccheo, il quale promise di restituire ben 4 volte quello che eventualmente avesse riscosso illegalmente. Una tarda tradizione leggendaria dice che morì martire, come vescovo di Cesarea di Palestina.

I santi del giorno del 22 marzo

22 Mar

BASILISSA martire con la vergine CALLINICA.

BENVENUTO Scotivoli
nato ad Ancona, studiò diritto all’Università di Bologna avendo come insegnante Silvestro Gozzolini e poi seguì e professò la regola francescana. Amministratore di Osimo nel 1263, l’anno dopo ne fu eletto vescovo e nel 1367 ebbe, da Clemente IV, anche il governo civile della diocesi di Ancona e fu un accorto riformatore della disciplina ecclesiastica. Morto il 22 marzo 1282, è venerato come patrono di Osimo.

CATERINA da Genova
nata a Genova nel 1447, figlia del vicerè di Napoli, Giacomo Fieschi, venne avviata al matrimonio all’età di 16 anni con Giuliano Adorno, uomo superficiale e dissoluto. Dieci anni dopo, il 22 marzo 1473, si convertì dalla vita mondana in conseguenza di un’illuminazione interiore e dalla visione di Gesù grondante sangue. Dal 1482 si dedicò, assieme al marito, alla cura degli ammalati poveri dell’ospedale Pammatone di Genova, offrendo, con la sua opera sociale, un alto esempio di amore. Rimasta vedova nel 1497, si occupò dello studio della spiritualità cristiana, ebbe altissimi doni mistici e visioni descritte dal suo confessore nelle opere ‘Vita’, ‘Dialogo dell’amore di Dio’ e nel ‘Trattato del Purgatorio’. Curando gli ammalati contrasse la peste e quando fu guarita, tornò al suo servizio nell’ospedale. In seguito venne colpita da una infermità che ai medici del tempo sembrò di natura innaturale, fino alla morte, il 15 settembre 1510. Assieme a Ettore Vernazza è ritenuta l’iniziatrice di una associazione chiamata “Confraternita del Divino Amore”, formata prevalentemente da laici, per la cura e l’assistenza degli ammalati di sifilide che in quei tempi erano considerati incurabili. La canonizzazione risale al 1737, durante il pontificato di Clemente XII ed è stata poi proclamata compatrona degli ospedali italiani da Pio XII nel 1943. Sepolta a Genova in una chiesetta a lei dedicata, è molto venerata dai suoi concittadini.

CESARIO di Terracina
diacono martire nel 4° secolo a Terracina, in provincia di Latina, dove nel 1074, gli è stato consacrato il Duomo della città.

DEOGRATIAS  vescovo martire di Cartagine, nel 5° secolo.

EPAFRODITA
originario di Filippi, martire nel 1° secolo. Convertito da Paolo apostolo, venne poi inviato dalla sua comunità cristiana, a Roma, per portare a Paolo le collette raccolte per lui. Probabilmente fu il 1° vescovo di Terracina.

ISNARDO ricordato anche il 19 Marzo.

LEA o LIA di Roma
matrona romana del 4° secolo. Rimasta vedova in giovane età, rifiutò un secondo vantaggioso matrimonio con il futuro console Vezzio Pretestato e consacrò la sua vita a Dio, nella comunità monastica di Santa Marcella a Roma. Le sue virtù quotidiane, erano modestia e semplicità e quando venne eletta superiora, seppe assumersi la responsabilità, facendosi apprezzare e amare da tutti. Tutto questo è raccontato in una lettera di san Girolamo a Marcella, quando Lea era già morta il 22 marzo 384 e il corpo era stato sepolto a Ostia.

LINDA (HERLINDA) e NILDE di Maaseyk ricordate anche il 22 Gennaio

OTTAVIANO di Cartagine
arcidiacono martire in Tunisia assieme a molti compagni nel 484, durante la persecuzione di Unnerico, re dei Vandali.

PROBA di Roma
beata, discepola di Girolamo di Stridone, vissuta a Roma, nel 5° secolo.

ZACCARIA papa ricordato anche il  15 Marzo

I santi del giorno del 25 febbraio

25 Feb

BONELLO santo vissuto nel 7° secolo.

CESARIO di Nazianzo
nato nel 330, figlio di Gregorio il Vecchio, studiò geometria e astronomia. Conseguita la laurea in medicina, esercitò la professione presso la corte di Costantinopoli. Divenne amministratore della Bitinia, dove si convertì al cristianesimo in seguito all’emozione provata durante un terremoto nel 368. Morto l’anno successivo, lasciando per testamento tutti i suoi beni ai poveri, è conosciuto  anche per l’elogio funebre che di lui fece il fratello Gregorio.

CLAUDIANO martire con Dioscoro, Niceforo, Serapione e Vittorino.

COSTANTE santo di Fabriano, morto nel 1481.

COSTANZA di Vercelli
sorella del vescovo di Vercelli, Costanzo, visse in preghiera e umiltà in un monastero, nel 6° secolo.

DIEGO di Canicattì
martire in Sicilia dopo il 250. Sepolto a Tiche nelle catacombe di Vigna Cassia, presso Siracusa.

DIOSCORO  martire con Claudiano, Niceforo, Serapione e Vittorino.

DONATO di Zara vescovo di Zara, martire in Africa assieme a Giusto.

EUSTAZIO di Aosta 1° vescovo della città.

GERLANDO di Agrigento
nato a Besancon (Francia). Nel 1088 il gran conte Ruggero I Altavilla lo nominò vescovo di Girgenti (dal 1927 Agrigento), venendo poi consacrato da Urbano II nel 1098. Si occupò della riorganizzazione della comunità cristiana la quale, dopo il lungo dominio musulmano era ridotta a pochissimi fedeli dispersi. In breve tempo riuscì però a ricostruire la casa episcopale, la cattedrale e fortificare il castello. Morto il 25 febbraio 1101, i suoi successori traslarono più volte le reliquie. 

GIUSTO martire in Africa con Donato, vescovo di Zara.

NICEFORO martire assieme a Claudiano, Dioscoro, Serapione e Vittorino.

SERAPIONE martire assieme a Dioscoro, Claudiano, Niceforo e Vittorino.

TARASIO di Costantinopoli
nato verso il 730, figlio del prefetto di Costantinopoli, venne eletto Patriarca per volere dell’imperatrice Irene. Fu confermato dal papa Adriano I che, nel 787, lo inviò a dirigere il 2° Concilio di Nicea. È morto nell’806.

VALPURGA di Eichstàtt o VALBURGA
nata nel 710 nel Sussex, in Gran Bretagna e morta nel 779, in Germania. Figlia di Riccardo re del Wessex e sorella dei santi Villibaldo e Vunibaldo, nel 761 divenne badessa del monastero di Heidenheim, in Germania, succedendo al fratello Vunibaldo e fu così di molto aiuto a san Bonifacio nell’evangelizzazione. Nell’871 le sue reliquie furono traslate a Eichstàtt, dove venne fondata l’abbazia di Santa Valpurga e la tomba nella chiesa di Santa Croce divenne meta incessante di pellegrinaggi, perchè dalle pietre sgorgava periodicamente, da ottobre a febbraio, un liquido ritenuto miracoloso, chiamato “l’olio di santa Valpurga”. Santificata per volere dei fedeli, in suo onore vennero fissate due festività, il 25 febbraio, presunta data della morte, che dal fervore popolare fu associato ad antiche leggende folkloristiche germaniche sul ritorno della primavera e il 1° maggio, giorno della traslazione, nella notte della cui vigilia si svolgeva il sabba delle streghe.

VANDA o WANDA leggendaria principessa polacca, vissuta nell’8° secolo.

VITTORINO martire con Claudiano, Dioscoro, Niceforo e Serapione.

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