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I santi del giorno del 10 giugno

10 Giu

AMANZIO martire con san Cereale.

AMATA di Roma
un racconto sicuramente leggendario, almeno in parte, narra che nel 1217, mentre Domenico di Guzman predicava nel convento delle domenicane di San Sisto a Roma, tra le ascoltatrici era presente anche una donna posseduta dal demonio. Quando Domenico fece il segno della Croce, il demonio fuggì da lei e la donna finalmente liberata, si fece suora. Il santo la battezzò, ”Amata” e lei visse in santità e preghiera fin verso il 1270.

ARESIO martire in Africa assieme a Rogato.

ASTERIO vescovo.

BENIAMINO martire.

BONAVENTURA da Peraga
nato nel 1332 a Peraga, frazione del comune di Vigonza, in provincia di Padova, studiò a Bologna, dove fu tra i fondatori della facoltà di teologia. Priore generale degli agostiniani nel 1377, l’anno dopo fu creato cardinale da Urbano VI e poi inviato in qualità di Legato Pontificio in Polonia e Nunzio Apostolico in Ungheria. Grande amico di Francesco Petrarca, del quale pronunciò l’elogio funebre, venne molto stimato anche da Caterina da Siena. Morì a Roma nel 1385, assassinato da sicari di Francesco di Carrara.

CECILIA di Bologna
della famiglia romana dei Cesarini, fu una delle prime tre suore del monastero domenicano di Santa Agnese a Bologna, fondato dalla beata Diana degli Andalò. Venne poi trasferita a Roma, nel monastero di San Sisto dove morì verso il 1290.

CEREALE martire con Amanzio, Getulio e Primitivo.

CRISPOLO martire in Spagna assieme a Restituto e Uliva.

DIANA degli Andalò
nata a Bologna nel 1201. Da giovane condusse una vita movimentata, ma poi cambiò, si racconta anzi che avrebbe convinto il padre a donare il terreno di un vigneto a Domenico di Guzman, perché potesse allargare il suo convento. Entrò nel monastero benedettino di Ronzano, in provincia di Teramo, da dove però i parenti andarono a riprenderla con la forza, ma quando si ammalò gravemente, la famiglia la lasciò tornare. Nel 1223, ricevette l’abito monacale da Domenico, assieme a Cecilia Cesarini e altre consorelle e poi fondò il convento di Sant’Agnese nei pressi di Bologna, per le donne che volevano seguire la regola dell’Ordine Domenicano. È morta il 10 giugno 1236.

ENRICO da Bolzano
nato a Bolzano verso il 1250, visse come un eremita a Treviso, dove faceva il boscaiolo e dove morì il 10 giugno 1315. Patrono degli spaccalegna.

GETULIO di Farfa
originario della Sabina, nel Lazio. Nobile molto dotto, spiegava alla gente la “buona novella” del cristianesimo e per questo subì il martirio intorno al 120, sotto l’imperatore Adriano, assieme ad Amanzio, Cereale e Primitivo. Le sue reliquie furono poi traslate nell’abbazia di Farfa.

IVANOE vescovo in Inghilterra.

LANDERICO di Parigi
28° vescovo di Parigi, è il riconosciuto fondatore del famoso ospedale per malati poveri, chiamato Hotel Dieu, costruito a Parigi. È stato un grande amico del re Clodoveo II, suo consigliere e confessore. Morì verso il 657 e le  reliquie furono custodite in una cassa d’argento, ma nel 1793, durante la rivoluzione, francese, i sanculotti le gettarono via e rubarono la cassa.

MAURINO abate, martire del 9° secolo.

MAURIZIO di Colonia martire.

OLIVIA (OLIVA) di Palermo
nata nel 10° secolo a Palermo, secondo una tradizione, a 13 anni venne rapita da musulmani e portata a Tunisi. I dati sulla sua vita sono piuttosto confusi, sembra che in Africa abbia operato miracoli e convertito così molti al cristianesimo, ma alla fine subì il martirio a Cartagine. Il suo culto è molto diffuso nelle campagne siciliane, sopratutto ad Alcamo, provincia di Trapani che le ha dedicato una chiesa. Patrona e protettrice degli uliveti.

RESTITUTO di Spagna martire assieme ai compagni Crispolo e Uliva.

SANDRO vescovo martire.

ULIVA martire in Spagna, assieme a Crispolo e Restituto.

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I santi del giorno del 28 febbraio

28 Feb

ANTONIA o ANTONIETTA da Firenze  (28  e  29 Febbraio)
nata a Firenze nel 1401, nel 1447 fondò a L’Aquila il monastero delle Clarisse del Corpus Domini. Dovette soffrire gravi pene sia fisiche che spirituali, ma la sua pazienza fu di grande esempio per tutti quelli che la circondavano. È morta a L’Aquila il 29 febbraio 1472.

ANTONIETTA d’Orleans
figlia di Maria di Borbone, fondatrice dell’Ordine delle Figlie del Calvario, morta nel 1618.

AUGUSTO Chapdelaine (28  e  29 Febbraio)
nato in Francia nel 1814. Entrò nel seminario di Mortain dopo una vocazione contrastata dalla famiglia e nel 1843 fu ordinato sacerdote a Parigi nell’Istituto delle Missioni Estere. Nel 1851, inviato missionario in Cina, si imbarcò ad Anversa per andare alla missione di Kwang-Si, ma si fermò prima in un’altra località per imparare meglio la lingua. Poco tempo dopo essere arrivato alla missione fu denunciato e arrestato il 25 febbraio 1856. Dopo l’interrogatorio ricevette centinaia di colpi di bambu che resero il suo corpo tutta una piaga, fu incatenato e appeso in una gabbia per tre giorni, quando morì praticamente impiccato. È stato proclamato santo da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000.

CAIO martire assieme a Cereale.

CARLO Gnocchi
nato a San Colombano al Lambro, Milano, il 25 ottobre 1902, figlio di Enrico, di professione marmista, morto nel 1904 e di Clementina Pasta, sarta. Ordinato sacerdote, celebrò la prima Messa il 6 giugno 1925, a Besana Brianza e fino al 1935 fu responsabile dell’oratorio parrocchiale della chiesa di San Pietro in Sala a Milano. In seguito il cardinale Ildefonso Schuster gli assegnò l’importante incarico di direttore spirituale degli alunni dell’Istituto Gonzaga. Nel 1940 si arruolò volontario in qualità di cappellano militare degli alpini nel Battaglione Val Tagliamento e nel 1943, con la Divisione Tridentina, partecipò alle campagne di Albania, Grecia e Russia meritandosi una medaglia d’argento al valor militare. Rientrato in patria, passò molti mesi viaggiando per le valli da cui provenivano gli alpini e qui entrando nelle loro case, scoprì gli orfani e i grandi disastri prodotti dalla guerra. Eccezionale esempio di carità cristiana e umana, nel 1947 fondò la Pro Infanzia Mutilata, per raccogliere, assistere, riabilitare e avviare al lavoro i bambini mutilati vittime di guerra, utilizzando in un primo tempo il centro per grandi invalidi di Arosio, e poi il primo vero centro tutto suo, aperto a Cassano Magnago. L’Opera, che nel 1952 diventò la Fondazione Pro Juventute raccogliendo unanimi consensi, attualmente conta ben 28 centri attivi in 9 regioni nelle principali città d’Italia, assistendo o curando circa 8000 persone al giorno. Si occupa di tutte le patologie invalidanti e assiste più di 25mila disabili con oltre 3mila operatori più molti volontari. Sono stati curati e riabilitati anche centinaia di bambini vietnamiti vittime di guerra, come anche di tanti altri del Terzo Mondo con interventi in Kosovo, Zimbabwe, Ruànda, Ecuador, Tibet e altri ancora. Nell’aprile 2003 Carlo Azeglio Ciampi ha insignito la Fondazione della medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica. Attraverso convenzioni con l’Università Statale di Milano, il Centro per lo studio e la Terapia delle Malformazioni congenite e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma sopratutto con il Politecnico di Milano, dove opera il Centro di Bioingegneria, ha sviluppato anche una forte componente scientifica e di ricerca. Gravemente ammalato, il fondatore è morto il 28 febbraio 1956, nella Clinica Columbus di Milano, donando le cornee degli occhi per un trapianto su due giovani, Silvio e Amabile che così hanno potuto riacquistare la vista. Solenne beatificazione in piazza del Duomo a Milano il 25 ottobre 2009, alla presenza di 50mila persone, tra le quali più di 200 sacerdoti e 1500 alpini.

CEREALE martire assieme a Caio e altri compagni.

DANIELE Brottier
nacque il 7 novembre 1876, a Fertè-Saint-Cyr, in Francia. Si fece sacerdote nella congregazione dei Padri dello Spirito Santo e partì missionario per il Senegal al servizio dei giovani della comunità cristiana di Saint-Louis, ma nel 1911 fu costretto a tornare in patria per motivi di salute. Durante la prima guerra mondiale formò un gruppo di cappellani volontari che condivisero la vita con i soldati. In seguito l’arcivescovo di Parigi gli affidò la direzione di un grande orfanotrofio, dove impegnò tutte le sue forze, ispirate dalla preghiera costante, a grande carità e cuore pieno di tenerezza. È morto ad Auteuil, sobborgo di Parigi, il 28 febbraio 1936.

GUALTIERO santo monaco francese, abate dell’11° secolo.

ILARIO o ILARO papa
originario della Sardegna, figlio di Crispino, eletto il 19 novembre 461. Arcidiacono, successore del grande Leone I Magno, del quale era stato Legato al Concilio di Efeso del 449, quello noto come “latrocinio”, da dove era riuscito a fuggire portando la testimonianza delle irregolarità che vi erano state compiute. Confermò i concili ecumenici di Nicea, Calcedonia ed Efeso, presiedette il sinodo di Roma del 16 novembre 465 e lottò instancabilmente contro l’arianesimo, particolarmente diffuso tra i Germani installati in Italia, ma fu costretto a tollerare la costruzione di una chiesa per quelli residenti a Roma, chiamata di Sant’Agata dei Goti. Scomunicò gli eresiarchi Eutiche e Nestorio, fece restaurare le chiese danneggiate dai Vandali, ampliare il Laterano e proibì ai vescovi la designazione dei loro successori. Morì il 29 febbraio 468 e il suo corpo fu sepolto nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura, al Verano.

MACARIO martire.

NINFA di Colosse
discepola dell’apostolo Paolo. Nella sua casa a Colosse si radunava una comunità di cristiani.

OSVALDO di Worcester
nato nel 930 in Inghilterra, da genitori danesi. Divenne monaco benedettino nell’abbazia di Fleury, a Saint-Benoit-sur-Loire, presso Orleans. Ordinato sacerdote nel 959, tornò in patria e poi, su raccomandazione di Dunstano arcivescovo di Canterbury, fu nominato vescovo di Worcester sul fiume Severn, presso Birmingham e nel 973, pur conservando questa diocesi, divenne anche arcivescovo di York. Fondò vari monasteri e conventi, fra i quali uno a Westbury-on-Trym presso Bristol e quello più importante di Ramsey, sull’isola di Man nel quale fu docente Abbone, proveniente da Fleury. La sua opera pastorale, tesa alla rinascita monastica, diede all’Inghilterra nuovi vescovi, centri di studio e molti missionari nel Nord Europa. Morì a Worcester il 28 febbraio 992, dopo aver lavato i piedi a 12 poveri e aver cenato con loro.

PALLADIO di Limoges
abate di Condat, sui monti dell’Alvernia, compagno del primo abate Romano (400-465).

PUPOLO martire assieme a Caio e Cereale.

ROCCO di Anversa martire romano, molto venerato ad Anversa, nel Belgio.

ROMANO di Condat
nato in Francia verso il 400. Eremita sulle montagne del Giura, tra la Svizzera e la Francia, fu seguito dal fratello Lupicino, da una sorella e da molti altri. Assieme costruirono due monasteri a Condat, sulle montagne dell’Alvernia, uno maschile del quale Romano divenne il primo abate e uno femminile, dove fu badessa la sorella. Ordinato sacerdote nel 444 da Ilario di Arles, acquisì grande fama per aver guarito due lebbrosi mentre si recava in pellegrinaggio a Saint-Maurice, in Svizzera. È ritenuto il fondatore anche della badia di Saint-Claude, in Francia ed è morto verso il 465.

RUFINO di Roma martire con Giusto e Teofilo.

SILVANA martire verso il 304.

TEOFILO di Roma martire assieme a Giusto e Rufino.

TERESIO abate boemo del 13° secolo.

VILLANA de’Bottis
nata a Firenze nel 1332 da una agiata famiglia di commercianti, fuggì di casa per diventare monaca, ma venne ripresa dai parenti e nel 1351 fu costretta al matrimonio con Rosso Benintendi, dal quale ebbe un figlio. Dopo un breve periodo di feste e mondanità, tornò in lei il desiderio della vita religiosa e così si iscrisse alle Terziarie Domenicane. Divenuta famosa in tutta Firenze per i carismi, specialmente quello della profezia, quando morì nel 1361, una grande folla di fiorentini accorse a venerare il suo corpo, tanto che lo si dovette lasciare esposto per più di un mese, e in tutto questo tempo rimase incorrotto. Il suo sepolcro è conservato nella chiesa di Santa Maria Novella.

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