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I santi del giorno del 28 marzo

28 Mar

ALESSANDRO di Cesarea
martire nel 3° secolo a Cesarea di Filippo, assieme a DOMIZIO, MALCO, PRISCO e compagni nella persecuzione di Valeriano. In qualche luogo è festeggiato anche il 27 marzo.

CASTORE di Tarso
martire in Cilicia assieme a DOROTEO, nel 4° secolo.

DELINDA da GUNDELINDA
da Niedermunster, in Svizzera, vissuta tra il 7° e l’8° secolo. Secondo una incerta tradizione, venne allevata dalla zia, Odilia di Hohemburg, che in quel tempo dirigeva i monasteri femminili della regione e aveva anche una sorella, Eugenia, badessa in uno di questi. Tutto quello che sappiamo, viene da un documento del 10° secolo, Vita di santa Odilia. Patrona di Niedermunster, le sue reliquie, un tempo conservate a Einsiedeln, in Svizzera, furono disperse dai Giacobini, nel 1793.

GIUSEPPE Pelczar
nato il 17 gennaio 1842 presso Krosno ai piedi dei Monti Carpazi, Polonia. Studiò alla scuola di Rzeszow, nei dintorni di Cracovia e poi prese la decisione di dedicarsi al servizio di Dio, entrando nel seminario minore. Dal 1860 compì gli studi teologici in quello maggiore di Przemysl e fu ordinato sacerdote il 17 luglio 1864. Dopo altri 4 anni di studio a Roma tornò in patria e insegnò per 22 anni nel seminario e poi all’Università di Cracovia, della quale divenne rettore dal 1882. Nel 1891 fondò due Congregazioni, una della Vergine Maria e una del Sacro Cuore di Gesù. Nominato vescovo nel 1900 si diede a diverse opere sociali, fece sorgere asili, mense, ricoveri e scuole professionali. Morto il 28 marzo 1924, Giovanni Paolo II l”ha proclamato santo il 18 maggio 2003.

GONTRANO di Borgogna
nato nel 525, secondo figlio di Clotario I re dei Franchi, successe al padre nel 561, come re di Borgogna e Orleans. Diffuse il cristianesimo nelle sue terre, ma verso il 571, quando le vide devastate dai Longobardi, dovette combatterli e li sconfisse l’anno dopo. Quando il fratello Sigeberto venne assassinato, prese sotto la sua protezione il nipote Childeberto II, rimasto orfano. Ebbe anche violenti scontri con gli Austrasiani e nel 585, fece senza successo la guerra ai Visigoti. È morto nel 593.

PASTORE di Asti vescovo martire

ROGATO martire assieme a Successo.

SANTO Speranza abate di Norcia.

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

VENTURINO da Bergamo
grande predicatore domenicano di origine bergamasca, morto nel 1346 a
Smirne

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I santi del giorno del 13 febbraio

13 Feb

AGABO
profeta del 1° secolo, citato due volte nel libro degli Atti degli Apostoli. Predisse ad Antiochia la grande carestia generale sotto l’imperatore Claudio e la prigionia di Paolo, a Cesarea di Palestina, per opera dei Giudei.

ARCANGELA Girlani beata, morta nel 1495.

BEATRICE d’Ornacieu
nata a Ornacieu, nel Delfinato verso il 1260. A 13 anni entrò nella Certosa di Parmenie e nel 1301 venne inviata, con due compagne, a fondare un monastero a Eymet, nella diocesi di Valence, dove arrivarono altre donne desiderose di vita monastica, nonostante l’estrema povertà di vita. Morta il 25 novembre 1309, le reliquie riposano nel monastero dei monaci Olivetani di Parmenie. Nelle diocesi di Valence e Grenoble è festeggiata anche il 25 novembre.

BENIGNO di Todi
sacerdote martire nel 304, durante l’ultima persecuzione di Diocleziano. Inizialmente sepolto al 3° Km della strada per Todi, dal 1904 le sue reliquie sono nella chiesa di San Silvestro in un’urna d’argento datata 1679.

CASTORE martire.

CRISTINA di Spoleto
Agostina Camozzi, figlia di un medico italiano, nata nel 1435 a Porlezza, in Svizzera. Rimasta vedova, dopo una vita di divertimenti, entrò nel monastero di Sant’Agostino a Spoleto, prendendo il nome di Cristina. Le furono donate molte grazie particolari ed ebbe fama di santità ancora vivente. È morta a Spoleto il 13 febbraio 1456.

FOSCA di Ravenna
giovane pagana di Ravenna, convertita assieme alla nutrice Maura, dal sacerdote Ermolao, che le istruì e poi battezzò. Denunciate da Siroi, padre di Fosca, al prefetto Quinziano, furono arrestate, torturate e infine decapitate un 13 febbraio, forse del 250, sotto l’imperatore Decio I. I loro corpi, gettati in mare, vennero recuperati da marinai cristiani e sepolti in una grotta sul litorale libico della Tripolitania, presso l’antica città di Sabratha. Molti anni più tardi, quando la regione fu occupata dagli Arabi, un certo Vitale, cristiano, scoprì queste reliquie e le portò in Italia, a Torcello nella laguna veneta, dove venne eretta una basilica in loro onore.

GIACOMO Capoccio
compì gli studi all’Università di Parigi e nel 1287 ottenne il baccellierato, cioè 1° grado accademico. Nel 1293 conseguì il magistero in teologia e 7 anni dopo, fu chiamato a reggere lo studio generale dell’Ordine Agostiniano a Napoli. Nel 1302 Bonifacio VIII lo nominò arcivescovo di Benevento, ma con la sede di Napoli, dove svolse notevole attività letteraria e dove morì nel 1308. Il suo culto è stato confermato da Pio X, nel 1914.

GILDA o GILDO di Ely
santo inglese vissuto tra il 7° e l’8° secolo a Ely, sul fiume Ouse, presso Cambridge.

GIORDANO di Sassonia
nato nel 1185 a Borgberge, in Germania, studiò a Parigi, dove ottenne la cattedra di docente di Sacra Scrittura. Nel 1219 entrò nei Domenican, due anni dopo fu nominato Provinciale di Lombardia e alla morte del fondatore Domenico di Guzman, divenne il suo successore come Generale della Congregazione. Con una predicazione affascinante, contribuì alla diffusione dell’Ordine, tanto che veniva detto “il terrore delle madri”, perchè i giovani, dopo averlo ascoltato, lasciavano la famiglia per seguirlo. Sotto di lui le case salirono a 300 e i membri da  900, a 4000. È morto il 13 febbraio 1237 in un naufragio, presso le coste della Siria, tornando da un pellegrinaggio in Terrasanta.

LICINIO o LUCINO
detto “di Como”, ma vescovo di Angers, in Francia dove morì nel 605.

MAURA di Ravenna
nutrice di Fosca (v.), martire assieme a lei nel 250, circa a Ravenna, sotto l’imperatore Decio I. Patrona di Torcello, isola della laguna veneta, dove esiste una chiesa romanica dell’11° secolo, dedicata alle due martiri.

POLIEUTO di Melitene
martire a Melitene verso il 250. Secondo un’antica e leggendaria passio, era un ufficiale romano convertitosi al cristianesimo sotto l’influsso dell’amico e compagno d’armi Nearco, durante la persecuzione di Decio. A seguito di questa conversione, venne arrestato, condannato e poi decapitato. In suo onore furono edificate due chiese, una nella sua città e un’altra a Costantinopoli, che è stata portata a termine dalla nipote dell’imperatore Valentiniano III, Giuliana Anicia.

VEREMONDO
santo detto “di Meda”, morto nel 790.

 

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