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I santi del giorno del 26 luglio

26 Lug

ANNA
sposa di Gioacchino, sterile, in età avanzata fu allietata dalla nascita di Maria, madre di Gesù. Patrona delle gestanti e delle vedove è particolarmente venerata nel santuario di Letter, sul golfo di Napoli e in Bretagna. Il culto di sant’Anna esisteva in Oriente già nel 6° secolo, ma si diffuse in Occidente solo nel 10°. I nomi dei genitori della madre di Gesù non si trovano nei Vangeli, ma la tradizione li ha tramandati dal vangelo apocrifo più conosciuto, il protovangelo di Giacomo il Minore. Secondo san Girolamo, Gioacchino e Anna, sposati da più di vent’anni e non avendo ancora figli, Anna si sarebbe recata al tempio di Gerusalemme a pregare il Signore di esaudire il desiderio di maternità. La richiesta fu accolta ed ebbe una figlia alla quale pose il nome “Maria”.

BARTOLOMEA Capitanio
nata a Lovere, Bergamo il 13 febbraio 1807, fu educata presso le Clarisse e a 17 anni consacrò la sua verginità a Dio, dedicandosi a varie forme di apostolato, particolarmente all’insegnamento in parrocchia. Economa e direttrice dell’ospedale dei poveri, dal 1829 lavorò alla fondazione della Congregazione delle Suore di Carità, dette di “Maria Bambina”, che ebbe come prima superiora Vincenza Gerosa. Morta il 26 luglio 1833, è stata beatificata nel 1926 da Pio XI e canonizzata nell’Anno Santo 1950, assieme a Vincenza Gerosa, da Pio XII. A Bergamo la sua festa è il 18 maggio.

CAMILLA Gentili
martire di San Severino Marche, uccisa dal marito nel 15° secolo.

CRISTINA di Saint Trond
giovane belga di umili origini, nata Brusthem, nel 1150. Rimasta orfana a soli 3 anni, fu costretta a guadagnarsi da vivere pascolando le pecore. Detta la “Mirabile” per la vita ascetica e le molte esperienze mistiche, fu risuscitata una volta durante i suoi funerali, grazie a un prodigio. Morì infine nel 1224, nel monastero benedettino di Sint-Truiden(St.Trond), in Belgio.

GIACINTO martire di Roma.

GIOACCHINO
sposo di sant’Anna e padre della Vergine Maria, secondo un’antichissima tradizione riportata nell’apocrifo Protovangelo di Giacomo, che risale al 3° secolo. Della sua vita non si sa nulla, all’infuori di quanto è narrato in questo apocrifo. Sembra, tuttavia, sia morto prima delle nozze di Cana. La data della festa fu stabilita a partire dal 1584, in un primo tempo al 20 marzo, nel 1913 spostata al 16 agosto e infine con il nuovo calendario liturgico, nello stesso giorno della moglie Anna.

OLIMPIO di Roma
martire assieme alla moglie Esuperia e ai figli Sinfronio e Teodolo.

PASTORE
originario di Nicomedia (v), secondo la leggendaria passio “Sancti Pastorys Martirys”, era un pastore il quale convertito al cristianesimo, il quale, divenuto anacoreta, venne arrestato durante le persecuzioni di Diocleziano. Liberato da un angelo, si sarebbe recato a Roma dove, dopo essere stato ordinato presbitero, avrebbe subito il martirio sotto Massimino II Daia, nel 4° secolo.

SENTA o ZENTA di nobile famiglia romana, martire in Ungheria.

TEODORO di Verona vescovo nel 6° secolo.

TITO Brandsma
nato il 23 febbraio 1881 a Ugoldooster, in Olanda. Entrato nei Carmelitani, fu ordinato sacerdote e poi, divenuto professore di filosofia e mistica olandese, insegnò nell’Università Cattolica di Nimega. Impegnatosi a fondo nel giornalismo, nella cultura e nell’ecumenismo  quando il paese fu invaso dai nazisti, non permise che la scuola e la stampa di cui era responsabile nazionale, fossero strumentalizzate. Così fu arrestato e rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau, presso Monaco di Baviera, dove rimaneva sereno anche quando veniva percosso e insultato, manifestando così la sua fedeltà alla vocazione al perdono. Ricoverato in infermeria è stato ucciso con una iniezione di acido fenico il 26 luglio 1942.

VALENTE di Verona o VALENTINO
I
n alcuni antichi documenti è scritto che fu vescovo della città per 8 anni e che morì nel 531, all’età di 85 anni. Le sue reliquie sono conservate nel Duomo di Verona.

I santi del giorno del 31 maggio

31 Mag

BATTISTA CAMILLA
nata a Camerino in provincia di Macerata, nel 1458 dall’antica famiglia marchigiana de’Varano, potente in Camerino, di cui tenne la signoria dal 1262 al 1527. Entrò tra le clarisse a Urbino e divenne badessa. Morì nel 1526.

CANZIANILLA di Aquileia
martire con i fratelli CANZIANO e CANZIO, alla fine del 3° secolo. Sono ricordati in un discorso di Massimo di Torino e da Venanzio Fortunato.

FILIPPINA di Chalon
nata in Francia, a Chalon-sur Saòne, divenne religiosa clarissa nel monastero di Orbe, presso Losanna, in Svizzera.

GIACOMO Salomoni
nato nel 1231, a Venezia e morto a Forlì, nel 1314, vissuto nei conventi di Faenza e Forlì. Mistico domenicano, asceta dotato di carismi, profezie ed estasi, è venerato come patrono di Forlì.

MATILDE di Diessen
vissuta nel 12° secolo, figlia del conte Bertoldo e sorella di Eufemia. Fu badessa nel monastero di Diessen, presso Monaco, in Germania.

PELLEGRINO di Passau.
nato verso il 920 in Austria, divenne vescovo di Passau, città sul confine tra Austria e Germania, dove morì nel 991.

PETRONILLA (NILLA)
vergine romana martire del 1° secolo. Secondo la tradizione, fu guarita e convertita dall’apostolo Pietro, del quale divenne discepola. Una leggenda, a causa del nome, la dice addirittura sua figlia e sepolta nelle catacombe di Domitilla, sulla Via Ardeatina, dove nel 4° secolo, il santo papa Siricio edificò una basilica in suo onore. Un’altra tradizione dice invece che la sua tomba fu rinvenuta nelle catacombe di Santa Petronilla e che comunque dopo il 757, il suo sarcofago venne trasferito nella basilica di San Pietro, dal papa Paolo I. Il culto è molto diffuso anche in Francia fin dall’8 secolo, dove è festeggiata il 30 maggio come nella basilica vaticana.

SILVINO di Tolosa
originario di Tolosa, divenne vescovo di Therouanne, dove morì verso il 720. Nel 941 le sue reliquie furono traslate a Senlis, nel dipartimento dell’Oise.

SILVINO di Tolentino martire.

SIMPLICIANO di Poitiers vescovo in Francia.

I santi del giorno del 3 marzo

3 Mar

ANSELMO di Nonantola
duca del Friuli, cognato del re longobardo Astolfo, si fece monaco benedettino e fondò il monastero di Nonantola, divenendone abate. Morì nell’803.

ASTERIO di Cesarea
senatore romano martire nel 262 a Cesarea di Cappadocia, assieme a Marino, sacerdote.

CAMELIA o CAMILLA
vergine martire ad Auxerre, assieme alle sorelle Magnenzia e Pallasia nel 5° secolo. Una chiesa dedicata a lei che sorgeva a Escoulives, vicino ad Auxerre, fu distrutta dai Calvinisti nel 16° secolo.

CATERINA Drexel  
Katharine Mary, nata il 26 novembre 1858, figlia di un banchiere di Filadelfia (USA) e di Hannah Langstroth, che morì un mese dopo il parto. Ebbe la fortuna di trovare in Emma Bouvier cattolica, seconda moglie di suo padre, un’ottima madre educatrice. Studiando e viaggiando molto, scoprì le miserie di molti connazionali, in particolare delle minoranze pellirossa e negra, alcolisti privati delle terre, ex schiavi poverissimi rassegnati alla loro sorte. Nel 1887 andò a Roma e quando fu ricevuta in udienza da Leone XIII, gli chiese di mandare missionari per quella povera gente e il papa le propose di diventarlo lei stessa. Il 12 febbraio 1891 prese i voti come Suora della Misericordia e subito dopo fondò la Congregazione del Santissimo Sacramento, per la promozione umana, partendo dall’istruzione. Riuscì a far costruire circa 150 missioni cattoliche con scuole speciali e mandò le sue suore a visitare i poveri nelle case, ospedali e prigioni. Nel 1925, ha fondato l’università cattolica ‘Xavier University’, per la preparazione dei docenti, che per prima negli USA accettò studenti di colore e indiani. È morta a 96 anni il 3 marzo 1955. Sepolta nella cappella della sua Congregazione a Cornwells Heights, è stata proclamata santa nel Giubileo 2000 da Giovanni Paolo II.

CUNEGONDA imperatrice
nata nel 978, sesta figlia di Sigfrido, conte di Lussemburgo. Nel 998 sposò Enrico duca di Baviera che nel 1002 fu incoronato re di Germania e nel 1014 imperatore con il nome di Enrico II e fu anche santificato. In accordo con il marito fece il voto di verginale continenza, ma poi, ingiustamente accusata di adulterio, dovette sopportare la prova del fuoco dalla quale uscì illesa. Nel 1024, alla morte del marito, fece costruire chiese e monasteri, fra i quali quello di Kaufungen, presso Kassel, dove si ritirò vestendo l’abito benedettino, dopo essersi spogliata delle insegne imperiali e dove morì il 3 marzo 1033. Le spoglie sono custodite nella ricca tomba che si trova nel Duomo di Bamberga, in Germania, diocesi della quale è patrona. È stata canonizzata nel 1200, durante il pontificato di Innocenzo III.

ELAIDE o AIDE santa il cui vero nome potrebbe essere stato “Artellaide”.

FEDERICO abate
nato ad Halluin, sul confine tra Francia e Belgio da una famiglia modesta di umili condizioni. Con l’aiuto del clero locale e molti sacrifici, potè studiare a Munster, in Germania, diventando insegnante e sacerdote. Quando Norberto di Xanten fondò l’Ordine dei Premontratensi, volle vestire l’abito bianco dei nuovi monaci. Divenuto abate, fu il fondatore dell’abbazia di Mariengaarde e di un monastero femminile. Gravemente ammalato, è morto nel 1175.

INNOCENZO da Berzo martire nella Savoia.

MARINO di Cesarea
soldato legionario martire a Cesarea di Cappadocia, ai piedi del monte Erciyas dag. Quando stava per essere promosso al grado di centurione, un altro pretendente, per invidia, lo denunciò come cristiano e così, nel 262 venne condannato e decapitato assieme al senatore Asterio, suo difensore.

PIETRO Geremia
nato a Palermo nel 1399. Il padre Arduino lo mandò a Bologna a studiare giurisprudenza, ma lui voleva consacrarsi a Dio. Nel 1423, sotto la guida del futuro vescovo di Firenze Antonino, prese i voti nel convento domenicano di Fiesole e l’anno dopo venne ordinato sacerdote e inviato a Bologna. Ottimo predicatore, fu in Emilia, Toscana, Veneto e Lombardia fino al 1430, quando ottenne la cattedra di teologia all’Università di Oxford. Tornato a Palermo solo nel 1433, quando gli morì la madre, un anno dopo Eugenio IV gli affidò l’incarico di riformare alcuni monasteri locali. Lo stesso pontefice, nel 1439 lo inviò, come suo rappresentante, al Concilio di Firenze e infine ricevette la nomina di Visitatore Apostolico nel Regno di Sicilia, sempre con compiti di riformatore di ordini religiosi. È morto nel 1452.

TEODORO II papa
romano di nascita, eletto nel dicembre 897 dai fedeli di Spoleto, indisse subito un sinodo per riabilitare la memoria del papa Formoso, ordinando una nuova esumazione della salma, che nel frattempo era stata ritrovata, dopo essere stata gettata nel Tevere e tenuta poi segretamente nascosta. Dispose che fosse rivestita dei paramenti papali e sepolta con tutti gli onori in San Pietro. Ripristinò i diritti dei chierici consacrati da Formoso dando loro piena riabilitazione. Essendo però morto nel gennaio 898, dopo una ventina di giorni di pontificato, fu il suo successore Giovanni IX che dichiarò legittime tutte queste disposizioni e le attuò, scomunicando anche gli atti del sinodo con il quale Stefano VI aveva agito e infierito contro Formoso.

TERESA Verzeri
nata a Bergamo il 31 luglio 1801 in una famiglia cristiana, un suo fratello diventerà vescovo. Fece i primi studi in casa guidata dal canonico Giuseppe Benaglio e dopo un periodo trascorso fra le monache benedettine di Santa Grata a Bergamo, l’8 febbraio 1831 fondò ad Arluno, in provincia di Milano, l’Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, per l’educazione delle giovani povere, orfane o traviate, dove compì gli studi magistrali anche Francesca Cabrini. Ha scritto di persona le costituzioni sui doveri delle sue religiose e oltre 3500 lettere. L’istituto si è diffuso prima in Alta Italia e poi anche all’estero, tanto che nel 2002 le suore erano presenti in Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, India e Repubblica Centrafricana, con scuole, asili nido e ospedali. È morta a Brescia il 3 marzo 1852, poco dopo aver ottenuto l’approvazione definitiva della sua congregazione. Beatificata da Pio XII nel 1946, canonizzata nel 2001 da Giovanni Paolo II, i resti mortali sono custoditi a Bergamo nella casa madre della congregazione.

TIZIANO di Brescia
nato verso la fine del 5° secolo, di probabile origine germanica. Divenuto vescovo della città, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano, dove venne sepolto nel 526. Fino al 1962, veniva festeggiato il 3 marzo, attualmente è commemorato il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

I santi del giorno del 18 febbraio

18 Feb

ARTEMISIA o ARTEMIDE vergine martire di Roma.

CAMILLA martire a Civitavecchia nel 5° secolo.

CINZIA
martire durante le prime persecuzioni anticristiane, forse sotto Diocleziano. Viene rappresentata con una spada, oppure con una corona di spine e vicino a lei un giglio.

COLMANO o COMANO ricordato anche il 26 Gennaio

COSTANZA di Bitinia
figlia di Costantino il Grande e di Fausta, nata nel 318 e morta in Bitinia nel 354. Moglie di Annibaliano , re del Ponto e dell’Armenia e poi del cugino Costanzo Gallo. Fu sepolta a Roma, nel mausoleo detto di Santa Costanza sulla Via Nomentana, mentre un’altra fonte sostiene che il suo sarcofago si trova nel Museo Pio-Clementino, in Vaticano.

CUZIA di Ostia
moglie di Claudio, subì il martirio a Ostia, assieme al marito e al cognato Massimo, durante la persecuzione di Diocleziano.

ELLADIO di Toledo vescovo di Toledo, successore di Amasio, dal 615 al 633.

FLAVIANO di Costantinopoli
nato nel 390, patriarca di Costantinopoli dal 446 al 449. Nel 448 condannò l’eresia di Eutiche, ma nell’agosto successivo il patriarca di Alessandria, Dioscuro, ottenne dall’imperatore Teodosio II, la convocazione di un nuovo concilio, rimasto storicamente famoso, sotto il nome di “latrocinio di Efeso”. In soli due giorni, usando notevoli pressioni e impedendo l’intervento dei delegati papali, l’eretico Eutiche fu riabilitato e Flaviano venne deposto e condannato all’esilio in Lidia, dove morì dopo soli tre giorni, in seguito alle percosse e maltrattamenti subiti. Nel 451 il nuovo imperatore Marciano fece riportarne il corpo nella capitale dove venne onorato come martire.

GELTRUDE Comensoli
nata il 18 gennaio 1847 a Bienno, Bergamo, si chiamava Caterina, ma quando fondò l’Istituto delle Suore del SS.mo Sacramento, prese il nome di Geltrude. Il suo ordine ha lo scopo principale dell’adorazione perpetua a Gesù Sacramento. È morta il 18 febbraio 1903, a Bergamo.

GREGORIO V papa
Brunone dei duchi di Carinzia, figlio di Ottone e di Liutgarda, cugino di Ottone III imperatore, salì al soglio pontificio il 3 maggio 996, all’età di 24 anni, prendendo il nome di Gregorio V. I romani però, capeggiati da un certo Crescenzio Nomentano, si ribellarono al papa straniero, lo cacciarono dalla città e si impadronirono di tutti i suoi beni. Rifugiatosi a Spoleto, fece due tentativi per tornare a Roma con un esercito, ma entrambi fallirono, mentre Crescenzio faceva eleggere Giovanni Filagato con il nome di Giovanni XVI. Nel febbraio 997, Gregorio convocò un sinodo a Pavia che si concluse con la scomunica di Crescenzio e dell’antipapa, così nel 998 potè tornare a Roma scortato dall’imperatore. Convocò subito un nuovo sinodo che fece imprigionare Giovanni Filagato, mentre Crescenzio venne decapitato sui bastioni di Castel Sant’Angelo. Nel suo pontificato è stato grande fautore della riforma cluniacense e assertore della giurisdizione pontificia su tutta la Chiesa. È morto il 18 febbraio 999, forse avvelenato.

ISAIA Boner
nato a Cracovia, entrò ancora molto giovane tra gli agostiniani, nel monastero di Santa Caterina a Cracovia dove è stato trovato un documento che attesta la sua presenza come studente, all’Università di Padova, nel 1422. Completò poi gli studi in quella di Cracovia, nella quale divenne insegnante titolare della cattedra di teologia. Morto il 18 febbraio 1471, è uno dei patroni della Polonia.

ROMANO di Kiev
martire nel 1015 a Kiev, in Russia. Patrono di Mosca.

SIMEONE di Gerusalemme
figlio di Cleofa, uno dei due discepoli di Emmaus, forse parente di Gesù. Capo della comunità di Gerusalemme dal 62, dopo il martirio di Giacomo il Minore, come è scritto nella Storia ecclesiastica dello storico Eusebio di Cesarea, 2° vescovo della città, eletto all’unanimità dagli apostoli e discepoli ancora in vita. Il suo episcopato durò fino al 105 quando, secondo la tradizione, venne denunciato e subì il martirio, torturato per molti giorni e poi crocifisso all’età di 120 anni, sotto Attico, console della Giudea, al tempo dell’imperatore Ulpio Traiano.

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