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I santi del giorno del 4 luglio

4 Lug

AGGEO profeta
decimo dei 12 profeti minori della Bibbia, con lui inizia l’ultimo periodo profetico dell’Antico Testamento, quello dopo l’esilio di Babilonia. Prima dell’esilio la parola d’ordine dei profeti era stata punizione, durante l’esilio divenne consolazione e alla fine restaurazione. Aggeo arrivò in un momento decisivo per la nascita della nuova comunità di Palestina, le sue opere e le esortazioni per la ricostruzione del tempio di Gerusalemme andato in rovina, sono datate, dalla fine di agosto alla metà di dicembre del 520 a.C.

ALBERTO Quadrellis
nativo di Rivolta d’Adda, provincia di Cremona, venne creato 1° vescovo di Lodi ricostruita, nel 1168 e fu un collaboratore del papa Alessandro III. Diede inizio alla costruzione del seminario vescovile, che poi fu riedificato assieme al Duomo. Morì a Lodi verso il 1179.

ANDREA di Creta
nato nel 660 circa a Damasco in Siria. Si fece monaco a Mitilene sull’isola greca di Lesbo nel Mar Egeo, dove morì nel 740. Musicista e poeta bizantino, divenne arcivescovo di Creta. Lottò a lungo contro gli iconoclasti ed è ricordato particolarmente perché introdusse il “Canone” nella liturgia bizantina.

ANTONINO di Piacenza
martire verso il 303, presso Trovo provincia di Pavia, è molto venerato a Pavia e Piacenza, dove gli è stata consacrata l’antica basilica che fu la prima cattedrale della città. Diverse altre chiese portano il suo nome ed è stato scelto, insieme a santa Giustina, come patrono di Piacenza.

BERTA di Francia
figlia di Cariberto re di Aquitania(v). Nel 566 divenne la moglie di Etelberto, re del Kent, dal quale ebbe 5 figlie che educò al cristianesimo. Quando nel 616 rimase vedova, tornò in Francia e fondò il convento di Blangy-sur-Bresle, del quale divenne badessa e dove morì nel 625.

ELIANA senza storia.

ELISABETTA del Portogallo
nata a Saragozza nel 1271. Il padre,  re Pietro III d’Aragona la fece sposare all’età di soli 12 anni a Dionigi, re del Portogallo dal quale ebbe due figli. Sopportò cristianamente le brutalità e le numerose infedeltà del marito, che però infine ricondusse alla fede. Accusata di favorire la ribellione del figlio Alfonso IV, venne esiliata ad Alenquer, nell’Estremadura, ma riuscì a dimostrare la sua innocenza. Dopo la morte del marito, nel 1325, si fece pellegrina penitente, distribuì tutti i suoi beni ai poveri e vestì l’abito del Terz’Ordine Francescano. Ha fondato il monastero di Santa Chiara a Coimbra ed è  morta il 4 luglio 1336, a Estremoz, nei pressi del confine con la Spagna, mentre si prodigava per assicurare la pace tra figlio e genero. Nel 1612, il corpo, riesumato per il processo di canonizzazione, fu ritrovato incorrotto e così nel 1625, Urbano VIII poté proclamarne solennemente la santità. Come ISABELLA, è festeggiata il 26 febbraio e si dice che il suo sepolcro sia nella Cattedrale di Cosenza.

LAURIANO di Siviglia vescovo di Siviglia, martire a Bourges(v).

NATALIA martire della quale non abbiamo notizie storiche.

ODDONE di Canterbury
vescovo di Canterbury, detto “il Buono”, vissuto tra l’870 e il 961.

OSEA profeta
originario del Regno del Nord, esercitò la sua attività tra il 750 e il 725 a.C. al tempo della caduta di Samaria in un periodo oscuro per Israele, con rivolte interne, 4 re assassinati in 15 anni, corruzione religiosa e morale. La sua predicazione profetica si trova all’ inizio della raccolta dei cosidetti “profeti minori” ed è considerato il più grande profeta della fine del Regno d’Israele. Nel suo libro, diviso in 14 capitoli, ne preannuncia la caduta e distruzione, ma ha scritto anche pagine di eccezionale vigore sull’amore di Dio e il suo messaggio è ricco di religiosità, notevole freschezza e profondità. Tema fondamentale è l’amore di Dio verso il suo popolo, presentato sotto forma di amore coniugale che, sebbene tradito, continua vivo e pieno di sollecitudine al fine di ricondurre a se il popolo infedele.

PIER GIORGIO Frassati
nato a Torino il 6 aprile 1901, figlio del senatore Alfredo. Durante gli studi al Politecnico di Torino, dedicò la sua fervida attività alle associazioni cattoliche dell’Apostolato della preghiera, Lega Eucaristica, Opera di San Vincenzo e Congregazione Mariana, alle quali si iscrisse e frequentò assiduamente, conducendo un’esistenza cristiana, esemplare e purissima, un vero simbolo da seguire. È morto il 4 luglio 1925, colpito da una poliomielite fulminante.

PROCOPIO di Boemia
nato nel 980, monaco eremita, 1° abate del monastero di Sazava, in Boemia (v), fatto costruire per lui dal duca Ulderico. Morto nel 1053, fu canonizzato da Innocenzo III, nel 1204 e divenne il patrono della sua nazione.

RICO di Augusta
diminutivo di UDALRICO o ULDERICO. Figlio di Ubaldo e di Ditberga di Dillingen, nato nell’890 nei pressi di Augsburg (Augusta), compì gli studi affidato ai monaci benedettini di San Gallo, istruito ed educato alla fede e alle virtù cristiane. Nel 908 tornò dallo zio Adalberone, vescovo di Augusta, in qualità di tesoriere. Entrato nel capitolo dei canonici della città, dopo un pellegrinaggio a Roma, venne ordinato sacerdote e alla morte del vescovo Iltino, nel giorno di Natale del 924, fu nominato vescovo di Augusta dal re di Germania, Enrico I. La sua prima preoccupazione fu quella ricostruire le chiese devastate dalle scorrerie di slavi e ungheresi, ma non trascurò la cura delle anime e le opere di misericordia. Nel 955, con l’aiuto determinante del nuovo re Ottone I, riuscì a respingere un’invasione di predoni ungheresi dopo una durissima battaglia con migliaia di morti sulle rive del fiume Lech. Tornò a ricostruire le chiese distrutte, particolarmente quella di Sant’Afra, fondò il convento delle monache di Santo Stefano e gettò le basi per l’edificazione di un ospedale presso Santa Croce. Ormai ottantenne, nel 971 intraprese ancora un pellegrinaggio a Roma e poi, sentendo l’approssimarsi della morte, il 18 giugno 973 volle essere portato in chiesa, dispose che i suoi beni fossero dati ai poveri e coricato su un letto di cenere, morì il 4 luglio. Le spoglie furono collocate nella chiesa di Sant’Afra e nel 993, dopo soli vent’anni dalla morte, fu canonizzato da Giovanni XV, il primo a essere santificato dopo un regolare processo canonico. Patrono di Augusta e di Lavis, in provincia di Trento, dove la sua festa cade la prima domenica di luglio. E’ venerato anche a Ortisei, che in tedesco è chiamata St. Ulrich.

TEODORO di Cirene vescovo martire in Libia, nel 4° secolo.

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I santi del giorno del 2 aprile

2 Apr

ABBONDIO di Como
greco, originario di Salonicco, si stabilì in Italia e il 17 novembre 440 venne consacrato 4° vescovo di Como, successore di Amanzio, continuando l’opera di evangelizzazione del Ticino, iniziata dai suoi predecessori. Nel 450 Leone I lo inviò, come Legato pontificio, a Costantinopoli, dove rimase fino al 451, quando terminò la sua missione facendo accettare il documento pontificio a tutti i vescovi d’Oriente. Ottenne dall’imperatore Marciano e dal patriarca Anatolio, la condanna delle dottrine di Nestorio e di Eutiche, che fu ratificata dal Concilio di Calcedonia dello stesso anno. Per questi successi ricevette una festosa accoglienza al ritorno. Divenuto poi anche predicatore nel Nord-Italia, tornò a Como dove morì nel giorno di Pasqua del 469, probabilmente il 2 aprile.

BERTA de’Bardi badessa di Vallombrosa, morta nel 1163.

ELISABETTA Vendramin
nata il 9 aprile 1790 a Bassano del Grappa. Dedicatasi all’assistenza di un gruppo di orfane, fondò le Suore Terziarie Francescane Elisabettine di Padova e aprì una prima “casa di educazione gratuita”, per ragazze povere e abbandonate. Molto scrupolosa nella formazione spirituale e professionale delle sue religiose, in linea con le necessità del tempo, tutta la sua vita è stata una continua opera di assistenza per il prossimo più bisognoso. È morta il 2 aprile 1860.

FRANCESCO da Paola
nato a Paola, Cosenza, nel 1416. Appena dodicenne portò per un anno l’abito votivo francescano e poi in seguito a un pellegrinaggio ad Assisi, si ritirò per 6 anni a vita eremitica. Più avanti riprese l’eremitismo in forme nuove, fondando con alcuni seguaci, l’Ordine dei Minimi, con regole severissime: povertà assoluta, astensione totale dalle carni e prolungati digiuni. Segnalatosi per la difesa degli umili e guadagnatasi fama di profeta e taumaturgo, nel 1482 dovette accettare per volontà di Sisto IV, l’invito del re di Francia Luigi XI che, timoroso della morte, sperava in Francesco per una guarigione e così assistè e confortò il sovrano, aiutandolo a morire da cristiano. Rimasto in Francia, per volere del nuovo re Carlo VII, fu per 25 anni il suo consigliere. Nel 1435 fece erigere a Paola una cappella dedicata a San Francesco d’Assisi che in seguito divenne un santuario, fondò i conventi di Amboise e di Plessis-les-Tours, dove morì il 2 aprile 1507 e fu canonizzato da Leone X, nel 1519. Secondo una tradizione leggendaria, dovendo un giorno attraversare lo stretto di Messina, i traghettatori si rifiutarono d’imbarcarlo, ma lui non si perse d’animo, stese un tappeto sul mare e così passò sull’altra sponda. Questa leggenda si è talmente diffusa che nel 1943 Pio XII lo ha proclamato patrono dei marittimi.

GINEVRA di Brabante o GENOVEFFA,
eroina di una leggenda popolare medievale. Figlia di un duca del Brabante (Paesi Bassi) e moglie del conte palatino Sigfrido, venne ingiustamente accusata di adulterio dall’intendente Golo, per cui il marito ordinò che fosse uccisa con il figlio, ritenuto il frutto della “colpa”. I servi incaricati dell’esecuzione abbandonarono lei e il figlio in una foresta dove visse per 5 anni, nutrendosi di radici e del latte di una cerva. Un giorno incontrò il marito che andava a caccia e riuscì a convincerlo della sua innocenza. Questa storia è stata tramandata dalla “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine (Giacomo da Varazze), del 13° secolo.

GIOVANNI PAOLO II papa
Karol Jozef Wojtyla, nato il 18 maggio 1920 a Wadovice, in Polonia. Figlio di Karol, ufficiale dell’esercito e di Emilia Kaczorowska, entrambi molto religiosi; nel 1929 la madre morì e lui restò con il padre e il fratello maggiore Edmund. A 16 anni mentre frequentava le scuole, giocava a calcio come portiere, nella locale squadra ebraica ed era anche piuttosto bravo. Nel 1938, dopo aver conseguito la licenza liceale, si trasferì con il padre a Cracovia per studiare lingue e letteratura polacca all’università Jagellonica. In questo periodo si interessò molto di teatro, come attore e scrittore di drammi tra i quali, “La bottega dell’orefice” e “Giobbe”. Nell’ottobre 1940, per evitare la deportazione in Germania riuscì, grazie a una raccomandazione, a essere assunto in qualità di manovale, nell’azienda chimica Solvay, gestita dai tedeschi che il 6 settembre 1939 avevano invaso la Polonia e occupato Cracovia. Per i primi tre mesi lavorò come spaccapietre in una cava, dopo di che fu trasferito a mansioni più leggere in fabbrica. Nell’autunno del ‘42 andò a bussare all’eremo dei carmelitani a Czerna, chiedendo di entrare nell’Ordine  ma il noviziato era stato chiuso dai nazisti e l’abate Alfons gli disse di attendere la riapertura. Si recò allora dall’arcivescovo di Cracovia, Adam Sapieha per annunciargli la decisione di voler diventare sacerdote ottenendo di entrare in un seminario clandestino, continuando però a lavorare in fabbrica. Nell’agosto del ‘46 terminò gli studi laureandosi in teologia e il 1° novembre fu ordinato sacerdote dal cardinale Sapieha, celebrando la prima Messa il giorno seguente. Dopo 2 anni passati all’Università Pontificia di Roma, tornò in patria e fu parroco nella chiesa universitaria di San Floriano, a Cracovia, dove nel 1950 si laureò anche in filosofia. Il 4 luglio 1958, Pio XII lo nominò vescovo ausiliare di Cracovia consacrandolo il 28 settembre. Arcivescovo dal dicembre 1963, è stato poi creato cardinale da Paolo VI, il 26 giugno 1967, in riconoscimento del suo notevole contributo dato ai lavori del Concilio Vaticano II. Nella primavera del 1976 è stato chiamato a predicare gli esercizi spirituali di quaresima per i membri della Curia e della casa pontificia. È stato eletto al pontificato il 16 ottobre 1978, all’8° scrutinio con 99 voti su 108, primo papa non italiano dal lontano 1523. Il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro, è stato ferito gravemente all’addome e al gomito destro dai colpi di pistola del terrorista turco Mehmet Alì Agca, subendo un intervento chirurgico al Policlinico Gemelli di Roma durato più di 5 ore. In questo ospedale dovette tornare più volte nel corso della sua vita tribolata da molte sofferenze fisiche, in particolare quella relativa alla difficile operazione per asportargli dall’addome un tumore benigno, grosso come un’arancia. L’ultimo ricovero per una crisi respiratoria, gli è stato fatale per l’insorgenza di varie complicazioni, riportato in Vaticano, pur non riuscendo più a parlare, ha salutato un’ultima i fedeli ed è morto nella sera di sabato 2 aprile 2005. Sei giorni dopo è stato sepolto nella “nuda terra”, per sua esplicita volontà, nelle grotte vaticane. Sull’esempio di Paolo VI, ha compiuto più di 100 viaggi apostolici, portando la Parola di Dio alle genti dei 5 continenti, come vero Apostolo, accolto ovunque da folle oceaniche. Ha trasmesso “la buona novella” anche attraverso numerose encicliche e lettere apostoliche, ha avuto rapporti diplomatici con oltre 180 Stati e incontrato quasi tutti i potenti della terra, gli unici viaggi che non ha potuto compiere, sono stati quelli in Russia e in Cina. Ha creato un numero impressionante di beati e santi, uomini e donne di tutte le condizioni sociali da porre a modello di vita cristiana vissuta secondo il Vangelo ed ha riconosciuto, in particolare questo onore a molti martiri vittime delle guerre e persecuzioni in ogni parte del mondo. Nel 1986 ha “inventato” la Giornata Mondiale della Gioventù, un pellegrinaggio che si tiene ogni due anni in Europa, Asia o nelle Americhe, che ha sempre radunato centinaia di migliaia di giovani (i papa-boys) di tutto il mondo, portando anche il frutto di molte vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa. Nel lungo pontificato un evento significativo dell’opera per la riconciliazione tra le comunità cristiane, è stata l’apertura della Porta Santa nella basilica di San Paolo fuori le Mura, il 18 gennaio 2000, perché ha varcato quella soglia assieme a importanti rappresentanti della cristianità: l’arcivescovo di Canterbury e il metropolita Athanasios, seguiti da una ventina di rappresentanti di Chiese ortodosse, protestanti e anglicane. Il grande Giubileo del 2000 è stato da lui celebrato con l’intento di portare ancora una volta al mondo il messaggio evangelico con tutta la sua forza, per riscoprirne l’autenticità e l’apertura alle diverse realtà di tutti i popoli, a qualsiasi fede appartengano.

IDA di Lorena
nata nel 1040 e morta nel 1113 a Boulogne-sur-Mer. Figlia di Goffredo duca di Lorena, sposò Eustachio conte di Boulogne e divenne madre di Goffredo di Buglione e di Baldovino I, re di Gerusalemme. Fondò chiese e monasteri, fra i quali Saint-Walmer e Saint-Waast d’Arras, dove fu sepolta. Dal 1808 le reliquie si trovano a Bayeux, nel Calvados, in Francia.

ISOTTA o ISOLDE beata, martire della Bretagna (anche ISOLINA).

MARIA Egiziaca (MIRIAM)
nata in Egitto nel 345 e morta in Palestina nel 421. Detta la peccatrice, secondo una biografia leggendaria condusse vita dissoluta fino a quando, alle soglie della basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, ebbe una visione e si convertì. Ritiratasi nel deserto vi trascorse 47 anni di austera espiazione eremitica

MUSA di Roma martire a Roma nel 6° secolo.

NICEZIO vescovo di Lione, martire.

SELENE Alleine
figlia primogenita di una nobile famiglia di Reiterstarker, fondò l’abbazia di Anderswo, nei pressi Bonn, della quale divenne la prima badessa. Patrona di Siebenter, in Germania.

TEODOSIA di Tiro martire.

TITO santo detto “il Taumaturgo”.

URBANO di Langres
6° vescovo di Langres, nella Haute-Marne, in Francia. Restaurò molte chiese e intervenne al Concilio di Valence-sur-Rhone del 374. Morì nel 375.

VITTORIO di Capua
vescovo morto nel 554. Letterato, computista, calendarista ed esegeta, il suo nome rimane principalmente legato al “Codex fuldensis”, della Vulgata.

I santi del giorno del 24 marzo

24 Mar

AGAPITO di Synnada
vescovo di Synnada, in Frigia, nella prima metà del 4° secolo.

ALDEMARO (MARO)
monaco a Montecassino, abate di San Lorenzo di Capua, abbazia creata nel 982, è stato il fondatore di parecchi monasteri nell’Italia Meridionale.

ATTILIO di Cesarea martire a Cesarea di Palestina, intorno al 303, assieme a ROMOLO, SECONDO, SELEUCO, TIMOLAO e molti altri compagni di fede.

BERTA o BETRANDA
detta “la Pia”, madre di Carlomagno e poi moglie di Pipino il Breve, regina dei Franchi. Cantata dai poemi del ciclo carolingio (Berta dai gran pié), è morta nel 783 a Choisy-le-Roi, città a sud di Parigi, sulla Senna.

CATERINA di Svezia
nata nel 1332, seconda figlia di santa Brigida, alla quale dedicò tutta la sua vita. Sposatasi ancora bambina con il nobile Edgar, quando a 12 anni rimase vedova, si fece monaca entrando nelle “Brigidine”, l’ordine fondato dalla madre e la accompagnò a Roma nel 1349 per il Giubileo del ‘50. Vivendo a lungo in Italia, ebbe modo di conoscere anche Caterina da Siena. Nel 1373 riportò in patria la salma della madre e poi dietro invito di Gregorio XI, si occupò del processo della canonizzazione. In Svezia, divenne badessa nel monastero di Vadstena, dove morì il 24 marzo 1381. È venerata come santa anche senza  la canonizzazione ufficiale.

DINO martire sconosciuto.

FLAVIO di Brescia
vescovo della città, forse nel 2° secolo. Dal 1962, la sua festa è celebrata anche il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

GABRIELE arcangelo
dall’ebraico, “forza di Dio”, nome dell’arcangelo che annunziò a Zaccaria la nascita del figlio Giovanni, che sarà chiamato “il Battista”. Inviato da Dio ad annunciare a Maria Vergine il mistero dell’incarnazione e della nascita di Gesù, il Salvatore promesso dai profeti. Nell’A.T aveva rivelato a Daniele il termine delle 70 settimane o anni, per il ritorno dei deportati da Babilonia e la restaurazione del regno di Gerusalemme, avendo dunque sempre il compito di annunciare buone notizie divine. Benedetto XV aveva fissato la celebrazione della sua festa il 24 marzo, vigilia dell’Annunciazione a Maria, mentre ora è festeggiato il 29 settembre, assieme agli arcangeli Michele e Raffaele. È onorato dagli Israeliti come loro protettore e anche dai Musulmani, perchè, secondo la loro tradizione, il profeta Maometto avrebbe ricevuto da lui la rivelazione del Corano.

LATINO di Brescia
vescovo che dal 1962 viene festeggiato il 20 aprile, assieme ad altri vescovi bresciani.

PIMENIO di Roma
martire di Roma. Secondo la leggenda era un sacerdote del “titulus pastoris” e fu maestro di Donato, che divenne poi vescovo di Arezzo e di un altro martire romano di nome Crescenzio. Quando fu esiliato da Giuliano l’Apostata, che era un suo antico discepolo, andò in Persia, dove si ammalò e perdette la vista. Tornato a Roma, venne arrestato e gettato vivo nel Tevere.

SIMONINO di Trento
si chiamava Simone Unferdorben e secondo una tradizione leggendaria subì il martirio a Trento il 23 marzo 1465, Giovedì Santo, all’età di 18 mesi, ucciso dagli Ebrei. Dopo varie inchieste nei secoli, il culto è stato abrogato definitivamente il 28 ottobre 1965 dall’arcivescovo di Trento Antonio Maria Gottardi. È rimasto comunque ancora presente su alcuni calendari locali e ricordato in una cappella posta nella chiesa di San Pietro, a Trento.

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