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I santi del giorno del 25 luglio

25 Lug

BATTISTA beato.

CRISTOFORO di Licia
sembra sia nato a Samo, in Licia (v), martire nel 250 circa. Di lui si hanno notizie dubbie e oscure perché, secondo la leggenda, era un cananeo di nome Reprobo, che svolgeva opera di apostolato in Licia. Condannato a morte, prima di morire riuscì a convertire il re. Il suo  culto, attestato fin dal 5° secolo, popolarissimo nel Medioevo anche come protettore contro la peste, diede origine a molte leggende. La più popolare delle quali racconta che, avendo stabilito la sua dimora presso le rive di un fiume, aiutava i passanti nella traversata. Una volta prese sulle spalle un bimbo che gli aveva chiesto di essere traghettato e man mano che procedeva, il bimbo diventava sempre più pesante, tanto che a fatica raggiunse la riva opposta. Molto meravigliato, chiese al bambino il motivo di questo fatto straordinario e questi rispose di essere Gesù Cristo, il Salvatore. Da allora assunse il nome Cristoforo, che vuol dire “portatore di Cristo” e si dice che poi predicò il cristianesimo nella sua regione. Questa leggenda è apparsa per la prima volta nella “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine, nel 13° secolo. Nel 1969 con la riforma del calendario liturgico, la sua festa è stata però cancellata dal calendario universale della Chiesa, anche se è ammesso il culto locale.

GIACOMO il Maggiore
figlio di Zebedeo e Maria Salomè, fratello di Giovanni evangelista, nato a Betsaida (v). Si trovava sul lago di Genezaret e stava aggiustando le reti da pesca, quando nella primavera del 27, Gesù passò e lo chiamò assieme al fratello. Detto “Boanerge”, cioè figlio del tuono per il suo temperamento, fu testimone dei maggiori miracoli di Gesù: presente alla guarigione della suocera di Pietro, alla risurrezione della figlia di Giairo, fu anche prescelto a contemplare la Trasfigurazione sul monte Tabor (v) e testimone dell’agonia nell’orto degli ulivi. Verso il 44, a circa 42 anni, venne fatto decapitare a Gerusalemme, da Erode Agrippa I, persecutore dei cristiani, così che è lui il 1° apostolo martire. Una tradizione tardiva, che ha avuto una certa diffusione anche in Occidente, ma che oggi è ritenuta priva di ogni fondamento, dice che predicò il Vangelo in Spagna, dove sarebbero stati trasportati i suoi resti e queste presunte reliquie, sopratutto nel Medioevo, furono meta di molti pellegrinaggi a Santiago de Compostela, in Galizia. È patrono della Spagna, dove è chiamato Santiago, mentre nel Duomo di Pistoia, dove è chiamato Jacopo, c’è un altare d’argento che custodisce un’altra presunta reliquia proveniente, pare, dal sepolcro di Compostela. Anche a Caltagirone, nella Chiesa di San Giacomo è custodita un’arca d’argento contenente ancora un’altra reliquia.

NEVELONE
calzolaio di Faenza, morto nel 1280, molto venerato a Ravenna.

PIETRO da Mogliano santo morto nel 1490.

TEA di Palestina martire nel 308.

TEODEMIRO di Cordova
monaco martirizzato dai Saraceni in Spagna, nel 9°secolo.

VALENTINA di Cesarea
vergine martire in Palestina nel 308, sotto l’imperatore Galerio.

I santi del giorno del 24 giugno

24 Giu

EROE di Roma
martire a Roma assieme a Fausto, Fermo, Longino e circa 30 altri compagni.

ERRICO Gaetano o ERICO
nato a Napoli nel 1791. Dopo l’ordinazione sacerdotale, nel 1833 fondò la Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori di Maria e Gesù. Si distinse particolarmente con l’assistenza agli ammalati durante le epidemie di colera dal 1836 al 1854. Morto nel 1860, dichiarato venerabile nel 1884 da Leone XIII, è stato poi beatificato da Giovanni Paolo II, il 14 aprile 2002.

FARNACIO
soldato martire con Longino e 5 fratelli: Ciriaco, Eroe, Fermo, Firmino e Orenzio.

FAUSTO di Roma martire assieme ad altri 23 compagni

FERMO soldato martire con i suoi 6 fratelli.

GIOVANNI il Battista
detto anche “il precursore”, discendente della casa di Aronne, figlio del sacerdote Zaccaria e di Elisabetta. Contemporaneo di Gesù, precedette la missione del Salvatore, ritirandosi giovanissimo nel deserto della Giudea(v), dove visse da eremita nel digiuno e nella preghiera, preparandosi così alla missione di profeta messianico. Verso l’anno 28 si portò sulle rive del fiume Giordano a Ennòn, vicino a Salìm, a impartire un battesimo di penitenza, da cui l’appellativo di “battista”, predicando l’imminenza del regno di Dio. Battesimo, che anche Gesù Cristo volle ricevere, prima di iniziare la vita pubblica e fu in quell’occasione che Giovanni lo indicò ai suoi discepoli, come “l’Agnello di Dio”. Poco dopo l’inizio della predicazione missionaria di Gesù, venne arrestato per ordine del tetrarca Erode Antipa, al quale rimproverava gli illeciti amori con la cognata Erodiade, madre di Salomè e fu rinchiuso prima nella fortezza di Macheronte, in Transgiordania e poi decapitato su richiesta di Salomè, circa un anno prima della morte del Maestro, come è ricordato anche dallo storico ebreo Giuseppe Flavio. Il suo sepolcro, assieme a quelli dei profeti Eliseo e di Abdia, fu venerato fino al 4° secolo, nella città di Samaria e anche se Giuliano l’Apostata ne fece disperdere i resti, la loro venerazione è continuata in chiese costruite in epoca bizantina e nel periodo delle crociate cristiane. Le sue feste sono due, il 24 giugno la nascita e il 29 agosto, il martirio.

IVANO di Boemia
nato in Boemia (v), da una nobile famiglia. Vissuto al tempo dei santi Cirillo e Metodio, dai quali fu convertito al cristianesimo, rinunciò a una brillante posizione a corte, per vivere da eremita.

LONGINO soldato martire con i compagni, Fermo, Firmino e Orenzio.

ORENZIO di Roma
martire assieme ai soldati, Ciriaco, Eroe, Farnacio, Fermo e Longino.

ROMBALDO di Malines
monaco irlandese, discepolo di san Colombano, morto a Malines, in Belgio.

RUMOLDO di Dublino
figlio di un re scozzese, divenne vescovo di Dublino, in Irlanda. Dopo un viaggio a Roma, fu inviato a evangelizzare il Brabante, ma nel 775 venne assassinato per motivi misteriosi, nei pressi di Malines, in Belgio. Gli Atti, in gran parte leggendari, sono stati pubblicati da Ugo Ward nel 1634.

ZOILO di Cordova martire in Spagna, nel 9° secolo.

I santi del giorno del 31 maggio

31 Mag

BATTISTA CAMILLA
nata a Camerino in provincia di Macerata, nel 1458 dall’antica famiglia marchigiana de’Varano, potente in Camerino, di cui tenne la signoria dal 1262 al 1527. Entrò tra le clarisse a Urbino e divenne badessa. Morì nel 1526.

CANZIANILLA di Aquileia
martire con i fratelli CANZIANO e CANZIO, alla fine del 3° secolo. Sono ricordati in un discorso di Massimo di Torino e da Venanzio Fortunato.

FILIPPINA di Chalon
nata in Francia, a Chalon-sur Saòne, divenne religiosa clarissa nel monastero di Orbe, presso Losanna, in Svizzera.

GIACOMO Salomoni
nato nel 1231, a Venezia e morto a Forlì, nel 1314, vissuto nei conventi di Faenza e Forlì. Mistico domenicano, asceta dotato di carismi, profezie ed estasi, è venerato come patrono di Forlì.

MATILDE di Diessen
vissuta nel 12° secolo, figlia del conte Bertoldo e sorella di Eufemia. Fu badessa nel monastero di Diessen, presso Monaco, in Germania.

PELLEGRINO di Passau.
nato verso il 920 in Austria, divenne vescovo di Passau, città sul confine tra Austria e Germania, dove morì nel 991.

PETRONILLA (NILLA)
vergine romana martire del 1° secolo. Secondo la tradizione, fu guarita e convertita dall’apostolo Pietro, del quale divenne discepola. Una leggenda, a causa del nome, la dice addirittura sua figlia e sepolta nelle catacombe di Domitilla, sulla Via Ardeatina, dove nel 4° secolo, il santo papa Siricio edificò una basilica in suo onore. Un’altra tradizione dice invece che la sua tomba fu rinvenuta nelle catacombe di Santa Petronilla e che comunque dopo il 757, il suo sarcofago venne trasferito nella basilica di San Pietro, dal papa Paolo I. Il culto è molto diffuso anche in Francia fin dall’8 secolo, dove è festeggiata il 30 maggio come nella basilica vaticana.

SILVINO di Tolosa
originario di Tolosa, divenne vescovo di Therouanne, dove morì verso il 720. Nel 941 le sue reliquie furono traslate a Senlis, nel dipartimento dell’Oise.

SILVINO di Tolentino martire.

SIMPLICIANO di Poitiers vescovo in Francia.

I santi del giorno del 25 aprile

25 Apr

ANIANO di Alessandria
calzolaio di Alessandria d’Egitto che, secondo una tradizione, convertito e battezzato dall’Evangelista Marco, divenne vescovo della sua città. Morto nell’ 85, le reliquie sono conservate a Venezia, assieme a quelle di S. Marco.

BALDASSARRE frate francescano di Mondovì.

BATTISTA Piamarta
Giovanni Battista, nato a Brescia il 26 novembre 1841, di famiglia modesta. Orfano della madre a soli 9 anni, ebbe comunque buoni educatori cristiani nell’oratorio parrocchiale dedicato ai santi Faustino e Giovita, che lo portarono a interessarsi dell’educazione dei giovani attraverso la formazione al lavoro. Ordinato sacerdote nel 1865, dopo varie esperienze pastorali, la sua opera di promozione umana iniziò il 3 dicembre 1886 con 4 ragazzi di famiglie povere, dando vita all’Istituto Artigianelli per l’apprendimento professionale dei giovani, specialmente orfani e poveri. Con questo scopo fondò la Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth, oggi diffusa in Italia, Brasile, Cile e Angola. Assieme a padre Monsignori aprì una colonia agricola per i giovani contadini, a Remedello nella campagna di Brescia e poi, con Elisa Baldo, fondò anche la Congregazione delle Umili Serve del Signore, per l’assistenza agli ammalati e l’educazione della gioventù femminile. La sua forza era l’unione con il Signore, sostenuta da una preghiera intensa, fedele e prolungata dalla quale riceveva il dono di poter lavorare senza risparmio di energie in tutte le sue opere. Morto il 25 aprile 1913, è stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 12 ottobre 1997. Alcuni dei suoi “figli”, dal 1992 operano a Milano nel Centro Padre Piamarta e nella Parrocchia di San Girolamo Emiliani.

CALLISTA di Siracusa martire nel 304 in Sicilia, assieme al fratello ERMOGENE ed EVODIO.

ERMINIO di Lobbes
nativo di Laon, nella Francia Settentrionale, entrò nel monastero benedettino di Lobbes, dove divenne abate e poi vescovo itinerante. Nel 713 fu il successore del vescovo Ursmaro di Noyon, del quale era stato discepolo. Morì il 25 aprile 737.

FRANCA Visalta
nata a Piacenza nel 1173. Entrata  giovanissima in un convento benedettino, a 14 anni pronunciò i voti e fece la professione religiosa. Nel 1206 fu mediatrice tra Piacenza e papa Innocenzo III, riuscendo a riportare la pace. Modello di preghiera e di mortificazione, qualche anno più tardi si trasferì nel monastero cistercense di San Siro a Pittolo, Piacenza, del quale divenne badessa. Morì il 25 aprile 1218 e alle sue intercessioni furono attribuiti diversi miracoli .

MARCO Evangelista
notizie sicure della sua vita ci sono date dagli Atti degli Apostoli e dalle lettere di Paolo. Il vero nome era Giovanni, mentre Marco era il soprannome. Cugino di Barnaba, missionario e compagno di Paolo nel suo primo viaggio, era nato a Gerusalemme figlio di una certa Maria, in una casa dove fedeli e discepoli della Chiesa si radunavano e dove si rifugiò anche Pietro dopo la liberazione dal carcere. Forse ricevette il battesimo dallo stesso Pietro, che lo chiamava “figlio” e del quale fu discepolo e interprete, tanto che dalla loro collaborazione è nato il Vangelo che porta il suo nome, scritto tra il 54 e il 61. Interprete e portavoce del suo maestro, ci ha tramandato la catechesi del capo del collegio apostolico, usando un linguaggio scarno, semplice e immediato come quello della lingua parlata, ma presentando molti latinismi, forse è stato scritto a Roma. La sua derivazione da Pietro è rivelata anche dal silenzio che vi si osserva su tutto ciò che è in lode dell’apostolo e dall’umile esposizione della sua fragilità. Lo scopo di questo Vangelo è quello di dimostrare la divinità di Cristo con prove concrete dei più strepitosi miracoli e del dominio assoluto sulle forze demoniache e naturali, rappresentando  anche il tipo di insegnamento popolare che si dava a chi chiedeva di essere iniziato ai misteri cristiani. È una raccolta di detti e fatti per esprimere, a grandi linee la missione di Cristo Salvatore e che potrebbe servire da vademecum a un catechista anche ai giorni nostri. Sembra che dopo aver evangelizzato l’Egitto, vi abbia fondato la Chiesa di Alessandria, dove morì martire nel 68. Nell’828, secondo una tradizione, due veneziani, Bruno da Malamocco e Rustico da Torcello, si fecero consegnare le spoglie del Santo e le trasportarono a Venezia. San Marco divenne da allora il protettore della città e in suo onore,  nell’829 il Doge Giustiniano, iniziò la costruzione della celebre basilica a lui intitolata, nella quale i resti sono conservati nell’altare maggiore in marmo verde antico. I suoi attributi sono: il Libro, la penna e il Leone. La Repubblica di Venezia prese come emblema il Leone alato che, nell’Apocalisse di Giovanni, simboleggia San Marco.

MELLA vedova martire nell’8° secolo.

I santi del giorno del 20 marzo

20 Mar

ALESSANDRA di Amiso
martire in Paflagonia, al principio del 4° secolo assieme al vescovo Wulfranno, Claudia, Giuliana e altre compagne.

AMBROGIO Sansedoni
nato a Siena nel 1220 e morto nel 1286. Domenicano, detto “Bosone”, in occasione della scomunica comminata da Innocenzo IV, all’imperatore Federico II nel 1245, si adoperò per comporre il dissidio tra le due autorità.

BATTISTA Spagnoli
nato a Mantova il 17 aprile 1447, da padre di origine spagnola, entrò tra i Carmelitani di Ferrara e professò i voti religiosi nel 1464. Dal 1475 fu maestro di teologia a Bologna, svolse molti incarichi in diversi conventi e dopo aver ricoperto l’ufficio di Vicario Generale della Compagnia, nel 1513 divenne Priore Generale dell’Ordine . Partecipò al 5° Concilio lateranense e nel 1515 Leone X lo incaricò di una missione di pace tra il re di Francia e il ducato di Milano. È da ritenersi uno dei migliori poeti del suo tempo, perchè compose in latino più di 50 mila versi e anche opere in prosa. Morto a Mantova il 20 marzo 1516 il corpo, incorrotto, è conservato nella cattedrale della città. Beatificato il 17 dicembre 1885 da Leone XIII.

CIRIACA martire in Galilea, assieme a Fozio e Parasceva.

CLAUDIA di Amiso
martire in Paflagonia nel 4° secolo, assieme ad Alessandra, Giuliana e Teodosia, sotto Diocleziano.

CUTBERTO di Lindisfarne
figlio di contadini, nato nel 627 a Melrose, in Scozia. Fu avviato alla carriera militare, ma dopo aver combattuto sotto le insegne del re Oswin, nel 651 si fece monaco nell’abbazia della sua città e 10 anni dopo in quella di Ripon. Nel 664 divenne priore della comunità di Lindisfarne, dove impose la regola benedettina e poi si ritirò per un po’ di tempo a vita eremitica in una celletta sull’isola di Farne, poco lontano dall’abbazia. Verso il 684 l’arcivescovo di Canterbury, Teodoro, lo convinse ad accettare la carica di vescovo di Lindisfarne e lo consacrò il giorno di Pasqua 685. Zelante evangelizzatore, percorse le campagne, predicando la conversione, ma dopo due soli anni rinunciò all’episcopato e tornò a vita eremitica nel suo ritiro di Farne, dove mori il 20 marzo 687. In seguito a numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione fu canonizzato il 20 marzo 698. La sua Vita è stata scritta, in versi e prosa, da Beda il Venerabile, nel 721. Dal 999 le reliquie sono nella cattedrale di Durham, in Inghilterra.

DIANO diminutivo di RODIANO, martire nell’Egeo.

EUFEMIA di Spoleto
martire. La bellissima chiesa dell’Arcivescovado, che le è stata dedicata a Spoleto è uno degli edifici romanici più notevoli dell’Umbria. Venne edificata nel 10° secolo per volere della badessa Gunderada, forse di origine germanica, che la fece erigere insieme a un monastero di suore benedettine.

FOTINA
è il nome della “Samaritana”, convertita da Gesù Cristo al pozzo di Sichem, martire nel 1° secolo, con i figli GIUSEPPE e VITTORE.

FOZIO martire in Galilea, con Ciriaca e Parasceva.

GIULIANA di Amiso
martire del 4° secolo, in Paflagonia, con Alessandra, Teodosia.

GRATO martire assieme a Marcello.

IPPOLITO Galatini santo morto nel 1619.

LEONZIO di Saintes
vescovo di Saintes, in Francia. Nel 627 partecipò al Concilio di Clichy presso Parigi e ne sottoscrisse le conclusioni. Morì verso il 640.

MARTINO di Braga
nato nel 515 in Pannonia e morto nel 580 a Braga in Portogallo. Dalla Palestina, dove era monaco, verso il 550 andò a evangelizzare gli Svevi che occupavano la Galizia spagnola. Dopo aver convertito il loro re Teodomiro dall’arianesimo, fondò un monastero a Dumie, nel 570 divenne vescovo di questa citttà e 7 anni dopo fu nominato arcivescovo di Braga. Di formazione ellenistica, con la sua attività letteraria, contribuì a portare l’eredità classica nella cultura occidentale del Medioevo ed è autore dello scritto “De correctione rusticorum”, molto importante per la storia degli usi e costumi spagnoli dell’epoca. Dopo vari spostamenti per via delle guerre e delle invasioni, le spoglie sono ora nella cattedrale di Braga.

MATRONA di Amiso
martire in Paflagonia, assieme ad Alessandra, Claudia e Giuliana.

PARASCEVA martire in Galilea, con Ciriaca e Fozio.

REMIGIO martire francese

TEODOSIA
martire in Paflagonia, assieme al vescovo Wulfranno, Alessandra, Claudia, Giuliana e altri compagni di fede.

WULFRANNO di Sens
nato nel 630 a Meaux, presso Parigi. Membro del clero del re dei Franchi, Clotario III, nel 687 si fece monaco a Fontenelle presso Rouen. Dal 690 si diede all’evangelizzazione dei Frisoni pagani, in Olanda, per circa 3 anni, ma ottenne scarsi risultati. Nel 694 divenne arcivescovo di
Sens, ma poi tornò nel monastero di Fontenelle. Sembra sia stato ucciso dagli indigeni, nel 702 circa, durante una nuova missione evangelizzatrice.

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