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I santi del giorno del 14 giugno

14 Giu

ARTICO vescovo di Salisburgo.

BASILIO il Grande
nato nel 329 a Cesarea di Cappadocia (v). La sua famiglia, cristiana da diverse generazioni, vanta numerosi santi: il padre Basilio, la madre Emmelia o Amelia, la sorella Macrina, e i fratelli Gregorio di Nissa e Pietro di Sebaste. Studiò a Costantinopoli e poi ad Atene, dove ritrovò un suo condiscepolo di Cesarea, Gregorio di Nazianzo, al quale fu legato da grande amicizia per tutta la vita. All’età di 25 anni rientrò in Cappadocia e dopo aver ricevuto il battesimo, spinto anche dalla sorella Macrina che aveva già fondato un monastero femminile, decise di abbandonare il “mondo” per dedicarsi a vita ascetica. Lasciò la carica di insegnante di retorica e si recò in Oriente per studiare la vita degli anacoreti. Dopo aver venduto i suoi beni per darne il ricavato ai poveri, nel 358 si stabilì come eremita sul fiume Iris, nel Ponto e attrasse a se molti discepoli, che organizzò nel primo monastero dell’Asia Minore. Nel 362 fu ordinato sacerdote, ma nel 369 dovette abbandonare la solitudine essendo stato eletto al seggio episcopale della sua città di nascita. Moralista, oltre che teologo, fu un grande predicatore della carità, amico del popolo e dei bisognosi. Dettò le sue regole monastiche, ancor oggi seguite da moltissimi monaci orientali e si oppose ai vescovi ariani e all’imperatore Valente, che contestavano l’ortodossia trinitaria definita dal Concilio di Nicea del 325. Ha lasciato molti commenti alle Sacre Scritture, una vasta corrispondenza di circa 400 lettere, una trattazione sullo Spirito Santo per confutare l’arianesimo, tredici omelie sui salmi e un commento sull’Hexaemeron, trattato sui 6 giorni della Creazione di sant’Ambrogio. Morì il 1° gennaio del 379, a Cesarea di Cappadocia. Dottore della Chiesa e patriarca del monachesimo orientale.

CASTORA da Gubbio
Castora Gabrielli, nobile figlia del conte Pietruccio e di Elena. Fu sposata giovanissima a Santuccio, conte di San Martino, che si rivelò un marito violento e bestemmiatore. Solo dopo la morte del marito, poté donare i suoi beni ai poveri, si fece terziaria francescana e trascorse così tutto il resto della vita in penitenza e preghiera. Morì a Macerata nel 1391, ma fu sepolta nella chiesa francescana di Sant’Angelo in Vado, provincia di Pesaro Urbino.

DEGNA vergine martire di Cordova in Spagna.

ELISEO profeta
profeta d’Israele del 9° secolo a.C. Discepolo e successore di Elia, come è raccontato nel biblico Secondo Libro dei Re, ne ereditò in parte lo spirito profetico, rappresentato simbolicamente dal mantello lasciatogli dal maestro, prima di essere trasportato in cielo su di un carro di fuoco. Combatté per tutta la vita contro il diffondersi dell’idolatria, compì numerosi miracoli, come la risurrezione del figlio di una donna di Shunem, la guarigione del generale siriano Naaman, malato di lebbra, al quale impose di bagnarsi 7 volte nel Giordano, ecc. Consigliere del re d’Israele, fuori dalla sua patria si fece notare come strenuo difensore del culto di Jahvè. Morì intorno al 790 a.C. e riposa con il profeta Abdia, in un sepolcro che, secondo san Girolamo, “i demoni ne hanno orrore”, nei pressi della città di Samaria.

MARCIANO
secondo la tradizione sarebbe stato ordinato vescovo da Pietro apostolo e fu martire a Siracusa. Le spoglie sono conservate a Tiche, presso Siracusa, nella cripta della Chiesa di San Giovanni, proprio nel luogo dove avrebbe subito il martirio.

METODIO il Confessore
nato a Siracusa verso il 780 e morto a Costantinopoli nell’847. Ardente avversario degli iconoclasti, venne esiliato per 7 anni su di un’isola e quando nell’843 venne liberato, fu eletto patriarca di Costantinopoli e per celebrare la vittoria sugli iconoclasti, istituì la “Festa dell’Ortodossia”, tuttora esistente nella Chiesa Orientale. Ha lasciato vari scritti polemici, teologici, apologetici, agiografici, omelie e poesie.

QUINZIANO di Clermont
vescovo della sua città ai tempi del re Clodoveo I, tra il 5° e il 6° secolo.

RUFINO di Soissons
martire in Francia assieme a Valerio, durante la persecuzione di Massimiano Erculeo.

VALERIO di Soissons
martire in Francia, assieme a Rufino, durante la persecuzione di Massimiano Erculeo agli inizi del 4° secolo.

I santi del giorno del 30 maggio

30 Mag

ANASTASIO
prima vescovo ariano di Pavia, poi convertito alla fede cattolica, partecipò al Concilio di Milano del 679.

AUSONIO vescovo di Angouleme città sul fiume Charente, in Francia.

BASILIO il Vecchio
padre di Basilio il Grande. Verso il 310, fu esiliato a Cesarea di Cappadocia assieme alla moglie Emmelia per la fede cristiana, durante la persecuzione dell’imperatore Galerio, ma poco dopo potè tornare in patria, perché Galerio prima di morire permise il libero culto del cristianesimo. Incerta la data della morte, tra il 350 e il 360.

CRISPOLO martire a Porto Torres, in Sardegna, assieme a Gavino.

EMMELIA
moglie di Basilio il Vecchio e madre di Basilio il Grande. Fondò un monastero sulle rive del fiume Iris in Cappadocia, dove morì nel 373.

EMMELIA monaca francese, beata.

FELICE I papa
nato a Roma nel 210, figlio di un certo Costanzo, fu eletto al pontificato il 5 gennaio 269. Gli viene attribuita la liturgia per la celebrazione della Messa dei Martiri. Nel Concilio di Antiochia del 264, approvò la condanna del vescovo locale, Paolo di Samosata, che negava l’esistenza del Figlio e dello Spirito Santo. Contrariamente a quanto si è creduto per molto tempo, non subì il martirio il 30 dicembre 274 e i suoi resti riposano nel cimitero di Callisto, sull’Appia Antica, assieme a quello degli altri papi e non già nel sepolcro sulla Via Aurelia, dove invece, sembra abbia subito il martirio il papa Felice II. Tradizionalmente era festeggiato il 30 maggio mentre ora il giorno della sua festa è il 30 dicembre.

GAVINO o GABINIO
soldato martire a Porto Torres, in Sardegna, verso il 130. Patrono di Sassari è molto venerato in tutta la Sardegna.

GIOVANNA d’Arco
la “pulzella d’Orleans”, nata il 6 gennaio 1412, a Domrémy, presso Nancy, contadina analfabeta, con 4 fratelli. Nel periodo della guerra dei cent’anni, all’età di soli 13 anni cominciò a sentirsi visitata da voci celesti, che identificò con l’arcangelo Michele, santa Caterina da Siena e Margherita d’Alessandria, che a poco a poco fecero nascere in lei il convincimento di essere destinata da Dio alla missione di liberare la Francia dagli invasori Inglesi. Dopo molte traversie riuscì a convincere il re Carlo VII, che le diede il comando delle truppe e così, liberata Orleans e il territorio francese fino a Reims, lo incoronò il 17 luglio 1429. All’assedio di Compiegne, il 23 maggio 1430, venne fatta prigioniera dai Borgognoni che, in cambio di 10 mila scudi d’oro, la cedettero agli Inglesi, i quali istituirono un processo per eresia e stregoneria, davanti a un tribunale presieduto dal vescovo di Beauvais, Pierre Cauchon. Condannata a morte, fu arsa viva sul rogo, a Rouen, la mattina del 30 maggio 1431, all’età di 19 anni. Fino alla fine proclamò la sua fede e subì l’atroce supplizio, spirando dopo aver gridato, “Jesus” ! nell’istante supremo. Il processo per eresia, fu certamente una montatura politica e nel 1456, re Carlo VII ordinò che venisse rifatto e al termine, il 7 luglio dello stesso anno, si ebbe una sentenza di piena riabilitazione e contemporaneamente anche papa Callisto III revocava la condanna. È stata dichiarata beata nel 1909 da Pio X e Benedetto XV il 9 maggio 1920, l’ha proclamata santa e patrona della Francia. La sua figura ha ispirato notevoli opere letterarie, cinematografiche e musicali.

TINO (PALATINO) martire.

 

I santi del giorno del 6 marzo

6 Mar

AGNESE di Boemia ricordata anche il 02 Marzo.

BASILIO di Bologna vescovo.

COLETTA Boylet ricordata anche il 07 Febbraio

CRODEGANGO di Metz
vescovo di Metz, nato nel 712 nel Brabante(Paesi Bassi). Parente di Pipino il Breve, divenne referendario del re Carlo Martello e così potè contribuire notevolmente alla riorganizzazione della Chiesa di Francia, dando al suo clero una regola che servì di modello ai canonici regolari. Fondò una scuola di canto liturgico e numerosi monasteri, tra i quali è da ricordare quello di Gorze, presso Magonza. Morì nel 766.

EZIO di Amorio
il 24 settembre 838 la città di Amorio, in Frigia(v), cadde per colpa di un cristiano apostata, nelle mani dei Musulmani, che, dopo aver ucciso di spada gran parte della popolazione, compresi donne e bambini, imprigioniarono una quarantina di funzionari e ufficiali, tra i quali Ezio. Dopo 7 anni di reclusione durissima, in prigioni oscure e luride, nutriti solo a pane e acqua, nel marzo 845, furono tutti decapitati sulle rive dell’Eufrate, per essersi rifiutati di abiurare la religione cristiana.

FRIDOLINO di Seckingen
monaco irlandese del 5° secolo, trasferitosi sul continente, divenne abate di Saint-Hilaire, a Poitiers(v). Viaggiò molto in Germania, Francia e Svizzera, svolgendo opera di evangelizzazione e fondando diversi monasteri.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perchè nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

MARZIANO o MARCIANO vescovo di Tortona, martire nel 120 circa.

OLLEGARIO di Tarragona arcivescovo in Spagna.

ROSA da Viterbo
nata a Viterbo nel 1233, da Giovanni e Caterina, poveri contadini. Si dice che a 8 anni abbia avuto una visione della Madonna e che, a 12, si sia messa a predicare per le strade della città. Guarita miracolosamente da una malattia, dopo i 15 anni vestì l’abito di terziaria francescana e predicò la penitenza per far tornare i concittadini alla Chiesa di Cristo. Ebbe Fu molto ostacolata, dai Catari eretici che la fecero cacciare dalla città a nome dell’imperatore Federico II e l’intera famiglia si rifugiò a Soriano nel Cimino. Quando alla fine del 1250 l’imperatore morì, la famiglia si fermò per un po’ di tempo a Vitorchiano e poi potè tornare a Viterbo. È morta di tubercolosi il 6 marzo 1251 o 53, ma viene festeggiata abitualmente il 4 settembre data della traslazione del corpo nel 1258. Canonizzata nel 1457 da Callisto III, è la celeste patrona di Viterbo e nel 1922 è stata proclamata anche patrona della gioventù femminile italiana dal papa Pio XI.

SATURNO di Nicomedia martire in Bitinia.

VITTORE I papa
forse originario d’Africa, governò la Chiesa con determinazione e saggezza dal 189 al 199, in un periodo relativamente tranquillo per i cristiani, favorito dalla tolleranza degli imperatori del tempo, Commodo e Settimio Severo. Si occupò prevalentemente di affari disciplinari, come la controversia circa la data della celebrazione della Pasqua, per la quale ribadì che si dovesse celebrare la domenica successiva al plenilunio di primavera, minacciando addirittuta la scomunica a chi non si fosse attenuto a questa direttiva. Mantenne buoni rapporti con la corte imperiale e riuscì a far liberare alcuni prigionieri condannati ai lavori forzati nelle miniere della Sardegna, tra i quali il futuro papa Callisto I. Pontefice da ricordare tra i più significativi, decisi ed energici del suo secolo, scomunicò Teodoto di Bisanzio per la sua dottrina che negava la Trinità. Secondo san Girolamo, fu autore di alcune opere in latino, ma di scarso rilievo. Nonostante il Liber Pontificalis parli di martirio, la notizia è senza fondamento storico, perchè le persecuzioni di Settimio Severo contro i cristiani iniziarono solo due anni dopo la sua morte e non esistono nemmeno prove certe che sia stato sepolto accanto alla tomba di san Pietro.

I santi del giorno del 4 marzo

4 Mar

BASILIO vescovo,  EFREM,  NESTORE, CAPITONE vescovo, ELPIDIO ed ETERIO martiri a Sebastopoli in Crimea, nel  5° secolo.

CAIO santo detto “Palatino”.

CASIMIRO di Lituania
nato a Cracovia il 5 ottobre 1458, terzo dei 13 figli di Casimiro IV, re di Polonia e Lituania e di Elisabetta d’Asburgo. Re d’Ungheria a soli 13 anni, fu messo a capo di una spedizione contro Mattia Corvino, fallita la quale, l’anno dopo ritornò a Cracovia e si dedicò alla vita religiosa, le virtù cristiane e la misericordia verso i poveri. Ebbe una grande venerazione per la Vergine Maria e l’Eucaristia ed è ricordato anche per essere stato un poeta delicato. Distrutto dalla tubercolosi, morì a soli 26 anni il 4 marzo 1484, a Grodno, città sul fiume Niemen, in Lituania presso il confine con la Polonia e venne sepolto a Vilna (oggi Vilnius) in una cappella dedicata alla Madonna. Canonizzato nel 1521 da Leone X, è stato proclamato patrono di Polonia e Lituania.

ISIDORO di Pelusio ricordato anche il 04 Febbraio

LUCIO I papa
romano, appena eletto il 25 luglio 253, fu arrestato ed esiliato da Trebonio Gallo, a Centumcellae, come era accaduto al suo predecessore Cornelio. Nello stesso anno il nuovo imperatore Valeriano I gli consentì di tornare a Roma, da dove confermò le misure di clemenza prese nei confronti dei lapsi. Morto il 5 marzo 254, sepolto nelle catacombe di Callisto sull’Appia Antica e onorato martire perché, nel Liber Pontificalis era scritto che fu decapitato sotto Valeriano I. Questo solo fino al 4° secolo quando, mancando prove certe del suo martirio, perchè le persecuzioni di Valeriano erano iniziate 3 anni dopo la sua morte, venne ricordato come confessore della fede. Gli sono state attribuite alcune lettere dogmatiche.

PLACIDO Viel santo morto nel 1877.

UMBERTO III di Savoia
detto il Beato, nato nel 1136 nel castello di Avigliana, in provincia di Torino. Ereditò la contea a soli 12 anni, come successore del padre Amedeo III conte di Savoia, sotto la tutela del vescovo di Losanna, Amedeo de’Hauterive. Quando raggiunse la maggiore età, dovette impegnarsi a fondo contro l’imperatore Federico I, il Barbarossa, alleandosi ai comuni padani con la Lega Lombarda, contro i vescovi ariani di Torino e Sitten. Dopo il 4° matrimonio, si fece monaco cistercense e fondò una chiesa, con annesso ospedale per i pellegrini, a Buttigliera Alta, nei dintorni di Torino. Morì a Chambery, nella Savoia francese, il 4 marzo 1189.

 

I santi del giorno del 2 gennaio

2 Gen

ABELE della Bibbia.
figlio secondogenito dei progenitori Eva e Adamo. Associata all’agnello di cui era pastore e che sacrificava spesso a Dio, la sua figura simboleggia dolcezza e fiduciosa attesa. Sant’Agostino,  parlando della fede di Abele, ha fatto di lui il tipo dell’uomo rigenerato, il fondatore della città di Dio. Secondo la tradizione, fu ucciso dal fratello Caino, agricoltore, adiratosi perché la sua offerta, a differenza di quella di Abele, non era gradita a Dio.

ADALARDO di Corbie o ALEARDO
Nato a Huysse, in Fiandra, nel 751. Nipote di Pipino il Breve, cugino e consigliere di Carlomagno, disgustato dei vizi di corte, nel 773 si ritirò a vita monastica. Trascorse due anni a Montecassino addetto alla cura del giardino del monastero e quando tornò in patria, fu nominato abate nell’abbazia benedettina di Corbie in Piccardia. Nell’817 venne esiliato sull’isola di Hèri, alle foci della Loira, assieme al fratello Wala e due sorelle. Morì nell’827.

ALESSANDRO di Fermo
leggendario 1° vescovo di Fermo nelle Marche, martire.

ARGEO
martire nel 4° secolo nei pressi di Cori ,in provincia di Latina, assieme a Marcellino e Narciso.

BASILIO il Grande
nato nel 329 a Cesarea di Cappadocia(v). La sua famiglia, cristiana da diverse generazioni, vanta numerosi santi: il padre Basilio, la madre Emmelia o Amelia, la sorella Macrina, e i fratelli Gregorio di Nissa e Pietro di Sebaste. Studiò a Costantinopoli e poi ad Atene, dove ritrovò un suo condiscepolo di Cesarea, Gregorio di Nazianzo, al quale fu legato da grande amicizia per tutta la vita. All’età di 25 anni rientrò in Cappadocia e dopo aver ricevuto il battesimo, spinto anche dalla sorella Macrina che aveva già fondato un monastero femminile, decise di abbandonare il “mondo” per dedicarsi a vita ascetica. Lasciò la carica di insegnante di retorica e si recò in Oriente per studiare la vita degli anacoreti. Dopo aver venduto i suoi beni per darne il ricavato ai poveri, nel 358 si stabilì come eremita sul fiume Iris, nel Ponto e attrasse a se molti discepoli, che organizzò nel primo monastero dell’Asia Minore. Nel 362 fu ordinato sacerdote, ma nel 369 dovette abbandonare la solitudine essendo stato eletto al seggio episcopale della sua città di nascita. Moralista, oltre che teologo, fu un grande predicatore della carità, amico del popolo e dei bisognosi. Dettò le sue regole monastiche, ancor oggi seguite da moltissimi monaci orientali e si oppose ai vescovi ariani e all’imperatore Valente, che contestavano l’ortodossia trinitaria definita dal Concilio di Nicea del 325. Ha lasciato molti commenti alle Sacre Scritture, una vasta corrispondenza di circa 400 lettere, una trattazione sullo Spirito Santo per confutare l’arianesimo, tredici omelie sui salmi e un commento sull’Hexaemeron, trattato sui 6 giorni della Creazione di sant’Ambrogio.  Morì il 1° gennaio del 379, a Cesarea di Cappadocia. Dottore della Chiesa e patriarca del monachesimo orientale.

DEFENDENTE
soldato cristiano martire, della famosa Legione Tebana, comandata da Maurizio che fu sterminata alla fine del 3° secolo durante la persecuzione di Massimiano Erculeo nel territorio di Marsiglia, sulle rive del Rodano. Venne sepolto dal vescovo di Marsiglia, Teodoro.

GREGORIO di Nazianzo
nato dopo il 329 ad Arianzo in Cappadocia(oggi Nenisi Turchia) di famiglia nobile e benestante.. Studiò a Cesarea, poi in Siria, Palestina, Alessandria d’Egitto e infine ad Atene, dove rafforzò legami di amicizia con Basilio il Grande. Nel 356 tornò in famiglia, fu battezzato e nonostante l’amore per la vita di solitudine come monaco, nel 361, contro la sua volontà fu ordinato sacerdote dal padre Gregorio, vescovo di Nazianzo. Per affermare la propria giuridizione metropolitana, contro le pretese di Antimo vescovo di Tiana, nel 372 l’amico Basilio lo consacrò vescovo della piccola città di Sasima ma, sempre desideroso di solitudine, fuggì. Quando tornò divenne coadiutore del padre ottenendo molte conversioni con la predicazione, ma quando il padre morì nel 375, si ritirò nuovamente in un convento a Santa Tecla, presso Seleucia, vicino a Bagdad, in Iraq. Nel 380 l’imperatore Teodosio, che si era fatto battezzare, ordinò a tutti i sudditi di accettare la fede ortodossa e ai capi ariani di sottomettersi o andarsene,  fu nominato vescovo-patriarca della sede di Costantinopoli, ma dopo aver presieduto il concilio del 381, si dimise per le ostilità sorte riguardo alla nomina e per le calunnie degli ariani rimasti, che lo temevano per i successi ottenuti con le conversioni. Si ritirò ad Arianzo dove divise il suo tempo tra preghiera, meditazione e lo scrivere. Grande predicatore, ha lasciato anche un’opera letteraria e teologica molto all’avanguardia  autore di 53 orazioni, più 242 lettere e poesie. Morto ad Arianzo il 25 gennaio del 390, è stato proclamato Dottore della Chiesa.

MACARIO il giovane
nato verso il 309, nel 335 si ritirò a vita eremitica nella Tebaide(v) e governò, in qualità di abate, le colonie monastiche della Nitria. Un’altra tradizione sostiene che era direttore delle scuole per catecumeni di Alessandria e venne esiliato dagli Ariani su di un’isola di pagani che egli riuscì a convertire. Morì nel 404, ad Alessandria d’Egitto.

MARCELLINO martire assieme ad Argeo e Narciso nel 4° secolo.

MARTINIANO di Milano vescovo.

NARCISO martire assieme ad Argeo e Marcellino

ODILONE di Cluny
nato nel 961, discendente di una nobile famiglia francese dell’Alvernia(v). Fattosi monaco a Cluny (v), nel 994 ne divenne il 5° abate, successore del suo maestro Maiolo. Abate per molti anni, diede grande impulso alla congregazione che giunse a contare ben 65 filiali, difendendola dalle mire dei vescovi che ne insidiavano l’autonomia e dai feudatari laici, che ne ambivano le ricchezze. Amico e consigliere di papi e imperatori, fu uno dei personaggi più influenti d’Europa. È ricordato anche per aver introdotto la Commemorazione dei Defunti, al 2 novembre e per la sua opera letteraria, della quale sono rimasti inni, lettere, sermoni, la Vita dell’imperatrice Adelaide e la Vita di san Maiolo. È morto nella sua abbazia nel 1048.

STEFANIA Quinzani
nata il 5 febbraio 1457 a Orzinuovi, in provincia di Brescia. All’età di 15 anni si fece terziaria francescana, pur continuando a vivere nella propria casa. Nel 1485 fondò un convento di domenicane a Soncino, Cremona, con lo scopo di visitare e assistere i poveri. Nella sua vita compì molte opere di carità e visse praticando spesso il digiuno. Ebbe molte estasi e verso il 1490 ricevette le stigmate alle mani e ai piedi, sopportando così molte sofferenze per 40 anni. È morta il 2 gennaio 1530.

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