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I santi del giorno del 9 luglio

9 Lug

AGOSTINO Zhao Rong
sacerdote martire in Cina con molti compagni, canonizzato domenica 1° ottobre 2000, alla presenza di Giovanni Paolo II, in piazza San Pietro.

ANATOLIA di Tora
santa abruzzese, martire di Tora nella Sabina, Lazio, nel 3° secolo, assieme ad Audace.

AUDACE di Tora
martire di Tora, nella Sabina, assieme ad Anatolia, nel 3° secolo.

BARNABA di origine polacca, eremita camaldolese vissuto nell’11° secolo.

CLELIA Nanetti
suora martire in Cina nell’anno 1900. Beatificata nel 1943, da Pio XII è stata canonizzata il 1° ottobre dell’Anno Giubilare 2000, da Giovanni Paolo II.

ELEONORA di Justaumond
Margherita Eleonora, nata nel 1746 a Bolléne nei pressi di Orange, in Francia. Si fece monaca cistercense nel monastero di Sainte-Catherine di Avignone. Durante la rivoluzione francese fu arrestata e ghigliottinata il 12 luglio 1794 a Orange, assieme a 2 sorelle ed è stata beatificata con le altre 31 religiose martiri di Orange.

ELIA Facchini
nato il 2 luglio 1839 a Reno Centese, in provincia di Bologna. A 18 anni entrò tra i Frati Minori nel Convento Francescano dell’Annunziata. Dedicò la sua vita alle missioni e partì per la Cina, dove svolse il suo apostolato, specialmente nello studio della cultura cinese e nella formazione del clero. Martire il 9 luglio 1900, durante la feroce persecuzione dei Boxers.

FABRIZIO martire in epoca sconosciuta.

GIOVANNA Scopelli santa morta nel 1491.

IFIGENIA di Limoges
martire di Saint-Matthieu, presso Limoges, durante la rivoluzione francese.

LETIZIA santa LAETITIA, vergine martire.

PAOLINA Visintainer
nata a Vigolo Vattaro, in provincia di Trento, il 16 dicembre 1865, seconda dei 14 figli di Napoleone e Anna Pianezzer, fu battezzata Amabile. Dopo aver ricevuto la Santa Cresima dal vescovo Benedetto Riccabona, all’età di 10 anni emigrò con la famiglia e molti altri trentini, in Brasile nello stato di Santa Caterina dove suo padre, con altri 5 capifamiglia, fondò dei villaggi in una valletta che oggi è chiamata Nova Trento, con i nomi dei paesi di origine: Vigolo, Besenello, Valsugana. Quando ebbe 14 anni, assieme all’amica Virginia Nicolodi, fu incaricata dal padre superiore dei Gesuiti di Vigolo, Augusto Servanzi, della catechesi dei fanciulli e comiciò a occuparsi anche dell’assistenza agli ammalati e della cura della chiesetta intitolata a San Giorgio. Questa vita di servizievole carità continuò negli anni fino a diventare, nel luglio del 1890, la Congregazione delle Piccole Suore dell’Immacolata Concezione, approvata dal vescovo di Curutiba il 25 agosto 1895 e nella quale prese il nome di Paolina. Diresse con molta semplicità e saggezza la congregazione, organizzando scuole, ospedali e laboratori fino al 1909, quando incontrò difficoltà di vario genere che la fecero soffrire molto e fu costretta a lasciarne la guida. Visse quindi altri 33 anni come semplice suora, assistendo i malati e lavorando duramente, dando sempre esempio di intensa preghiera e generoso sacrificio. Nel 1940 l’opera da lei iniziata contava ormai una quarantina di case e più di 300 suore operanti nei diversi stati brasiliani. Morta il 9 luglio 1942, attualmente è sepolta a San Paolo del Brasile. Il 18 ottobre 1991 è stata beatificata da Giovanni Paolo II, a Florianopolis, durante la sua visita in Brasile e poi, in seguito a due guarigioni ritenute miracolose dal Dicastero per le cause dei Santi, avvenute il 23 settembre 1966 e il 5 giugno 1992, attribuite alla sua intercessione, è stata canonizzata solennemente il 19 maggio 2002, in Piazza San Pietro dove erano presenti oltre 2000 pellegrini brasiliani con il loro presidente della repubblica, Fernando Henrique Cardoso, circa 250 trentini guidati dall’arcivescovo di Trento, Luigi Bressan e molti altri fedeli provenienti anche dagli Stati Uniti. Santa degli emigranti trentini, ma anche del Brasile, è chiamata la “Santa dei due Mondi”.

SUSANNA Deloye
nata nel 1741 in Francia, divenne suora benedettina prendendo il nome di Maria Rosa. È stata la prima delle 32 suore ghigliottinate a Orange, presso Avignone nella Francia del Sud, il 6 luglio 1794, durante la rivoluzione francese. L’accusa per la quale subì il martirio fu che: voleva distruggere la repubblica con il fanatismo e la superstizione.

SUSANNA de’Gaillard
Marie-Suzanne de’ Gaillard de Lavaldéne, nata in Francia nel 1761. Entrata nella congregazione delle Suore Sacramentine, si occupò dell’educazione giovanile. Martire il 7 luglio 1794, anche lei ghigliottinata dai rivoluzionari francesi.

TEOFANIO di Civitavecchia
conte di Civitavecchia, ricordato negli scritti di Gregorio Magno. È venerato come protettore della cittadina di Corneto Tarquinia, luogo nel quale, sembra siano stati scoperti, dopo molti secoli, i suoi resti mortali.

VERONICA Giuliani
nata il 27 dicembre 1660 a Mercatello, in provincia di Pesaro-Urbino. A 16 anni entrò nel monastero cappuccino di Città di Castello e dopo aver fatto la novizia e la professione di fede, venne nominata maestra di noviziato. Visse una profonda esperienza mistica e nel 1694, ricevette anche l’impressione visibile della corona di spine sulla fronte e tre anni dopo, anche le stigmate. Esercitò un po’ tutti gli uffici fino al 1716, quando fu nominata badessa. È morta a Perugia il 9 luglio 1727 lasciando un diario, Il tesoro nascosto, pubblicato postumo. È stata canonizzata da Gregorio XVI (1831-1846)

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I santi del giorno del 11 giugno

11 Giu

ALICE di La Cambre
nata nel 1200, chiamata anche ADELAIDE, a soli 7 anni entrò in un monastero cistercense a Schaerbeek (La Cambre), in Belgio. Ammalatasi di lebbra visse in isolamento offrendo le sue sofferenze per il perdono dei peccatori, fino alla morte avvenuta l’11 giugno 1250. In Germania è venerata con il nome di ALEIDE.

ALVARO di Cordova santo spagnolo, morto nel 1420.

AMABILE di Riom
curato di Riom, città nei pressi di Clermont-Ferrand, nel 5° secolo.

APOLLO vescovo.

BARNABA di Cipro
nato sull’isola di Cipro, il suo nome era Giuseppe, soprannominato Barnaba, che significa “figlio della consolazione”. Levita, si convertì al cristianesimo, vendendo il proprio campo, consegnandone l’importo ai piedi degli Apostoli e fu così tra i primi fedeli di Gerusalemme. Collaboratore degli Apostoli stessi, ai quali verso il 38 presentò il neo-convertito Saulo di Tarso. Dal 42 al 43 fu ad Antiochia assieme a lui tenendo riunioni e istruendo molta gente, partecipò alle discussioni circa l’ammissione dei pagani convertiti nel 1° concilio di Gerusalemme del 51 e Paolo gli affidò il compito di aiutarlo nell’evangelizzazione dei Gentili in Asia Minore e poi a Cipro. Quando si separarono, Barnaba tornò a Cipro, continuando a predicare il Vangelo accompagnato dal cugino Marco, l’evangelista. Secondo la tradizione morì lapidato e bruciato dagli Ebrei a Salamina, sull’isola omonima in Grecia, nel 60 o 61. Erroneamente ritenuto il fondatore della Chiesa di Milano, è invece annoverato tra i Padri della Chiesa, anche se gli Atti e il Vangelo che gli vengono attribuiti, sono sicuramente apocrifi. Secondo Tertulliano, sembra sia lui e non Apollo, l’autore della Lettera agli Ebrei, attribuita a san Paolo.

CUNEGONDA di Polonia
vissuta nel 13° secolo, sorella della beata Iolanda, principessa di Polonia. Quando rimase vedova si ritirò assieme a lei nel convento delle Clarisse di Gniezno a circa 50 chilometri da Poznam, dove morì verso il 1290.

FLORA d’Alvernia
nata in Alvernia (v), a 14 anni entrò nel convento degli Ospedalieri di San Giovanni a Beaulieu, nella Turenna, dove fece l’infermiera. Ebbe il dono di molte apparizioni e le furono attribuiti anche vari miracoli avvenuti dopo il 1347, anno della sua morte. È molto venerata in tutta la Francia.

MARIA ROSA Molas y Vallvè
nata il 24 marzo 1815 a Reus, presso Tarragona, in Spagna, da una famiglia di artigiani. Dal 1841 si dedicò a servire i più poveri nell’ospedale della sua città, dando grandi prove di carità e poi fondò la Congregazione religiosa delle “Sorelle della Consolazione”, continuando la sua missione d’amore fino alla morte, l’11 giugno 1876.

PAOLA Frassinetti
nata a Genova il 3 marzo 1809. Visse accanto al fratello Giuseppe, parroco e fondatore dei Figli di Maria Immacolata, collaborando con lui e insegnando nella scuola dei bambini della parrocchia. Ottima docente e fine educatrice, nel 1834 fondò l’Istituto delle Suore di Santa Dorotea, per l’educazione della gioventù femminile, che ebbe una larga diffusione anche in Portogallo e Brasile. Morta a Roma l’ 11 giugno 1882, beatificata nel 1930 da Pio XI, è stata poi canonizzata nel 1984 da Giovanni Paolo II.

PARISIO di Treviso santo bolognese, monaco camaldolese morto nel 1267.

REMBERTO di Amburgo vescovo di Amburgo e poi di Brema, in Germania.

 

I santi del giorno del 5 gennaio

5 Gen

ABACUC profeta biblico (uno dei 12 minori).

AMATA e AMELIA martiri nel 6° secolo.

APOLLINARE vergine martire.

ASTOLFO di Magonza vescovo.

BARNABA da San Nicola  Giovanni Del Vit, nato il 7 aprile 1746 a Grumes, in provincia di Trento. Dopo aver frequentato la scuola popolare, a 16 anni fu mandato a Lavis come apprendista sarto, presso la casa Clauser. Nel marzo 1768 partì per Roma deciso a farsi religioso e fu accolto come laico nel monastero degli Agostiniani Scalzi. Due anni dopo emise i voti, prese il nome di fra Barnaba, servì nel convento con il suo mestiere di sarto e si dedicò anche alla “cerca” per le strade di Roma. Tornò a Grumes una sola volta, nel 1780, a pregare sulla tomba di suo padre. Ha speso tutta la vita nel servizio di Dio e del prossimo. È morto il 5 gennaio 1790 e il suo corpo riposa nella chiesa di Gesù Maria al Corso, nel centro di Roma. Di lui si disse che era un frate di soavi maniere, di innocenza, carissimo ai confratelli, ardente di carità, umile, povero e obbediente. Dopo la morte la voce popolare lo venera come santo e si narrano diversi prodigi a lui attribuiti quando era ancora in vita. A Grumes, dove sono conservati alcuni oggetti che gli erano appartenuti, è ricordato con venerazione.

EDOARDO il Confessore nato a Islip, nell’Oxfordshire nel 1002, figlio di Eteldredo II re d’Inghilterra e di Emma di Normandia. Nel 1042, alla morte dell’ultimo sovrano danese Canuto III e con l’appoggio di Godwin conte del Wessex, venne consacrato re con il nome di Edoardo III. Di educazione normanna però, non seppe accattivarsi i favori del popolo e quando si venne a sapere che la corona inglese era stata da lui promessa a Guglielmo di Normandia, il sentimento nazionale sassone prevalse e permise a Godwin di regnare di fatto. Alcune imprese di pace illustrano il nome di Edoardo: rimise in vigore le leggi del suo antenato Edgar e trasferì la capitale a Westminster, nell’Anglia Orientale. Si dice anche che ebbe visioni e che curava i malati con il semplice tocco delle mani, ma in complesso fu un re debole, amato soltanto per la sua mitezza. Riuscì comunque a rafforzare i legami tra la Chiesa inglese e il papato, fece costruire l’abbazia di San Pietro a Londra, che oggi si chiama Winchester Abbey, consacrata il 28 dicembre 1065. Gravemente ammalato, non poté assistere alla cerimonia inaugurale perché morì a Westminster, il 5 gennaio 1066. Venerato subito come santo dalla volontà popolare, è stato poi canonizzato nel 1161, da Alessandro III. Festa anche il 13 ottobre, anniversario della traslazione della salma nella nuova cattedrale.

EMILIANA di Roma  vergine romana, vissuta nel 6° secolo. Sorella di Tarsilla, zia di Gregorio Magno, il quale ci ha lasciato il racconto della sua vita e delle visioni. Condusse vita austera nella casa del senatore Gordiano poi trasformata nel monastero benedettino di Sant’Andrea al Celio dal nipote Gregorio. È stata un grande esempio di purezza e di edificante virtù.

GERLACO di Maastricht Militare di Valkenburg, in Olanda. Sposato, ma di carattere irascibile, rissoso, violento e bestemmiatore, rese infelice la giovane moglie, ma quando lei morì, il rimorso lo fece piombare nella disperazione. Lasciate le armi, divenne pellegrino, prima a Roma e poi a Gerusalemme. Fece sette anni di penitenza, durante i quali, servì gli ammalati negli ospizi. Alla fine entrò nell’Ordine fondato da Norberto di Xanten (premonstratensi), vivendo come eremita nel cavo di una vecchia quercia, presso Maastricht, in Olanda.

ISIDORO di Roma soldato romano, martire ad Alessandria d’Egitto.

PIETRO Bonilli nato il 15 marzo 1841 a San Lorenzo di Trevi, Perugia, in una famiglia di contadini. Nella sua giovinezza incontrò un sacerdote, Lodovico Pieri, che gli fece da guida spirituale nel cammino verso il sacerdozio. Fu ordinato nel 1863 e per 35 anni esercitò il suo apostolato come parroco di Cannaiola, una frazione di Trevi, dedicandosi all’istruzione religiosa. Fondò un orfanotrofio per ragazzi abbandonati, aprì un asilo per ragazze sordomute e cieche e riuscì anche a far funzionare una tipografia. Nel 1888, fondò l’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia per l’assistenza a tutti questi giovani in difficoltà. È morto a Spoleto il 5 gennaio 1935.

RUGGERO di Todi  nato verso il 1180 a Todi, in Umbria, si fece francescano. Nel 1216 ricevette l’abito monastico da Francesco d’Assisi, il quale lo inviò come direttore spirituale al convento delle Clarisse di Rieti. Morì a Todi, il 5 gennaio 1237.

SIMEONE stilita  il vecchio, asceta siriano nato verso il 390 a Sis o Sisi in Cilicia(v), morto nel 459. Pastore attirato dalla vita monastica, in un primo tempo si ritirò in un convento, ma poi si fece eremita. Dopo aver sperimentato varie forme di ascetismo, andò a vivere su di una piattaforma posta alla sommità di una colonna, dove rimase, sembra, per 40 anni, alternando la predicazione alla preghiera, ascoltato e venerato anche da re e imperatori. Gli sono stati attribuiti numerosi scritti apologetici.

TELESFORO papa  di famiglia greca, ma nato a Terranova, in Calabria, dove visse da eremita. Eletto nel 125, successore di Sisto I, perché ritenuto estraneo alle eresie che già dilagavano in Roma e pertanto in grado di combatterle. Secondo lo storico Ireneo di Lione, resse le sorti della Chiesa per 11 anni, 3 mesi e 22 giorni. Condannò l’eresia degli gnostici, secondo la quale Dio è ineffabile, infinitamente superiore, ma separato dall’uomo  Introdusse il precetto del digiuno quaresimale per i fedeli (per il clero doveva durare 7 settimane) ed è famoso per aver istituito la Messa della Notte di Natale, con il canto del Gloria in excelsis Deo all’annuncio della nascita di Gesù. Subì il martirio nel 136 sotto l’imperatore Adriano, ma risulta priva di fondamento la notizia che sia stato sepolto in Vaticano accanto a san Pietro.

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