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I santi del giorno del 30 maggio

30 Mag

ANASTASIO
prima vescovo ariano di Pavia, poi convertito alla fede cattolica, partecipò al Concilio di Milano del 679.

AUSONIO vescovo di Angouleme città sul fiume Charente, in Francia.

BASILIO il Vecchio
padre di Basilio il Grande. Verso il 310, fu esiliato a Cesarea di Cappadocia assieme alla moglie Emmelia per la fede cristiana, durante la persecuzione dell’imperatore Galerio, ma poco dopo potè tornare in patria, perché Galerio prima di morire permise il libero culto del cristianesimo. Incerta la data della morte, tra il 350 e il 360.

CRISPOLO martire a Porto Torres, in Sardegna, assieme a Gavino.

EMMELIA
moglie di Basilio il Vecchio e madre di Basilio il Grande. Fondò un monastero sulle rive del fiume Iris in Cappadocia, dove morì nel 373.

EMMELIA monaca francese, beata.

FELICE I papa
nato a Roma nel 210, figlio di un certo Costanzo, fu eletto al pontificato il 5 gennaio 269. Gli viene attribuita la liturgia per la celebrazione della Messa dei Martiri. Nel Concilio di Antiochia del 264, approvò la condanna del vescovo locale, Paolo di Samosata, che negava l’esistenza del Figlio e dello Spirito Santo. Contrariamente a quanto si è creduto per molto tempo, non subì il martirio il 30 dicembre 274 e i suoi resti riposano nel cimitero di Callisto, sull’Appia Antica, assieme a quello degli altri papi e non già nel sepolcro sulla Via Aurelia, dove invece, sembra abbia subito il martirio il papa Felice II. Tradizionalmente era festeggiato il 30 maggio mentre ora il giorno della sua festa è il 30 dicembre.

GAVINO o GABINIO
soldato martire a Porto Torres, in Sardegna, verso il 130. Patrono di Sassari è molto venerato in tutta la Sardegna.

GIOVANNA d’Arco
la “pulzella d’Orleans”, nata il 6 gennaio 1412, a Domrémy, presso Nancy, contadina analfabeta, con 4 fratelli. Nel periodo della guerra dei cent’anni, all’età di soli 13 anni cominciò a sentirsi visitata da voci celesti, che identificò con l’arcangelo Michele, santa Caterina da Siena e Margherita d’Alessandria, che a poco a poco fecero nascere in lei il convincimento di essere destinata da Dio alla missione di liberare la Francia dagli invasori Inglesi. Dopo molte traversie riuscì a convincere il re Carlo VII, che le diede il comando delle truppe e così, liberata Orleans e il territorio francese fino a Reims, lo incoronò il 17 luglio 1429. All’assedio di Compiegne, il 23 maggio 1430, venne fatta prigioniera dai Borgognoni che, in cambio di 10 mila scudi d’oro, la cedettero agli Inglesi, i quali istituirono un processo per eresia e stregoneria, davanti a un tribunale presieduto dal vescovo di Beauvais, Pierre Cauchon. Condannata a morte, fu arsa viva sul rogo, a Rouen, la mattina del 30 maggio 1431, all’età di 19 anni. Fino alla fine proclamò la sua fede e subì l’atroce supplizio, spirando dopo aver gridato, “Jesus” ! nell’istante supremo. Il processo per eresia, fu certamente una montatura politica e nel 1456, re Carlo VII ordinò che venisse rifatto e al termine, il 7 luglio dello stesso anno, si ebbe una sentenza di piena riabilitazione e contemporaneamente anche papa Callisto III revocava la condanna. È stata dichiarata beata nel 1909 da Pio X e Benedetto XV il 9 maggio 1920, l’ha proclamata santa e patrona della Francia. La sua figura ha ispirato notevoli opere letterarie, cinematografiche e musicali.

TINO (PALATINO) martire.

 

I santi del giorno del 22 maggio

22 Mag

ATTONE o ATTO
nato nel 1070 e morto nel 1153. Abate del monastero di Vallombrosa, fu anche generale della congregazione e poi, per consiglio di Bernardo degli Uberti, venne eletto vescovo di Pistoia. Molto attivo nell’applicazione della regola gregoriana, fondò a Pistoia l’ospedale di San Giacomo. Ha scritto una Vita di S. Bernardo e una di S. Giovanni Gualberto.

AUSONIO martire del 3° secolo.

BOVO o BOVONE
nato in Provenza, vissuto nel 10° secolo. Patrono di Castino, in provincia di Cuneo.

CASTO martire in Africa assieme a Emilio nel 250, durante le  persecuzioni di Decio.

DOMENICA Brun
Maria Domenica, nata a Lucca il 17 gennaio 1789. Sposatasi a 22 anni con Salvatore Barbantini, dopo soli 5 mesi rimase vedova e poco tempo dopo divenne madre. Oltre ad accudire ed educare il figlio, iniziò ad assistere poveri e ammalati abbandonati, nelle soffitte e negli scantinati della città, assieme a un gruppo di donne che, nel 1817, divenne la Pia Unione delle Sorelle della Carità. Improvvisamente, all’età di soli 8 anni, le morì anche il figlio e allora promosse la fondazione di un monastero di contemplative, le “Visitandine”. Dopo 5 anni di preghiere nel monastero, nel 1829, fondò le Suore Ministre degli Infermi di San Camillo e dedicò tutta la sua vita all’assistenza degli ammalati. È morta a Lucca il 22 maggio 1868.

EMILIO
martire in Africa, assieme a Casto nel 250 circa, durante la persecuzione di Decio I. Messo davanti alla condanna a morte, prima rinnegò la fede, ma poi si pentì e allora venne bruciato vivo.

EUSEBIO di Como vescovo dal 512 al 525.

GIULIA della Corsica
secondo una passio leggendaria, era una nobile cristiana originaria di Cartagine. Quando nel 439 i Vandali di Genserico presero la città, fu rapita e poi venduta, come schiava, a un mercante idolatra della Siria. Condotta da costui in un viaggio nelle Gallie, fu crocifissa, durante una sosta in Corsica, per il suo rifiuto di partecipare a una festa pagana. Il suo corpo, abbandonato in mare alla deriva, fu raccolto dai monaci dell’isola di Gorgona, nell’arcipelago toscano e poi, nel 763, le reliquie furono trasportate a Brescia, per volere del re longobardo Desiderio, tumulate nella chiesa di Santa Giulia. Oggi però sul luogo dell’antica chiesa ha sede il Museo Civico dell’Età Cristiana e Moderna. Un’altra leggenda racconta invece che subì il martirio a Cartagine, mentre il corpo sarebbe stato portato in Corsica solo qualche anno più tardi.

RITA da Cascia
Margherita Lotti, nata nel 1381 a Roccaporena, presso Cascia in Umbria, da genitori piuttosto anziani, che però le diedero un’educazione molto accurata. Si sposò a 15 anni con Paolo Mancini, uomo violento che riuscì a convertire alla fede cristiana con il suo grande amore. Dopo 18 anni di matrimonio il marito fu ucciso e poi le morirono anche i due figli, che preferì veder morti piuttosto che colpevoli d’omicidio per vendicare il padre. Dopo aver  concesso il perdono all’assassino del marito, si ritirò tra le agostiniane di Cascia, pronunciò i voti e condusse una vita di esemplare perfezione, sopportando volontariamente gravi sofferenze. Si distinse per l’amore al prossimo e con le sue preghiere riuscì a riportare alla religione tanti peccatori ottenendo anche molte grazie e guarigioni con la sua intercessione. Morta il 22 maggio 1457, beatificata da Urbano VIII, l’11 ottobre 1627 è stata poi canonizzata da Leone XIII il 24 maggio 1900. Il culto è molto diffuso in tutta Europa e viene spesso invocata come la santa dalle grazie impossibili. Il suo corpo, incorrotto, è conservato a Cascia nella basilica dedicata a lei, costruita nel 1947, accanto al monastero dove aveva ricevuto le stigmate e vissuto per 40 anni.

ROMANO di Subiaco
eremita nei boschi attorno a Subiaco, un giorno incontrò Benedetto da Norcia che cercava una grotta dove potersi ritirare in solitudine, preghiera e penitenza. Romano gliela indicò e per i 3 anni nei quali Benedetto vi rimase, gli fece da guida spirituale e gli fornì i viveri per la sopravvivenza. Morto verso il 550, il sarcofago con le sue reliquie si trova nel Duomo di Nepi, in provincia di Viterbo.

SANTINO vescovo martire.

TIMOTEO di Roma martire

UMILTA’ di Vallombrosa o UMILIANA
nata a Faenza nel 1226, sposata con Ugolotto Caccianemici, ebbe due figli. Nel 1256 abbracciò la vita religiosa presso i vallombrosani divenendo badessa e poi fondò i monasteri di Santa Maria Novella della Malta, a Faenza e di San Giovanni Evangelista a Firenze, dove morì nel 1310. Il culto è stato confermato nel 1721 dal pontefice Innocenzo XIII e viene venerata a Faenza nella chiesa intitolata a lei.

VIVIANO di Roccarandagia
eremita sul monte Roccarandagia, venerato in Garfagnana e Liguria.

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