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I santi del giorno del 1 settembre

1 Set

ADIUTORE
vescovo martire in Campania con otto compagni. È ricordato nel calendario gerominiano del 5° secolo, insieme a Prisco e nel calendario marmoreo di Napoli.

AGNESE di Venosa
badessa benedettina di Venosa, provincia di Potenza, verso il 12° secolo.

ANNA la profetessa
figlia di Fanuele, della tribù di Aser, consacrata a Dio e interprete dei suoi comandi, nel tempio di Gerusalemme. Credeva nelle profezie contenute nelle Scritture e attendeva la venuta del Messia promesso. All’età di 84 anni, presente assieme a Simeone al rito della Purificazione di Maria e della presentazione di Gesù al tempio secondo la Legge di Mosè, riconobbe che Gesù era veramente il Messia promesso dalle profezie antiche.

AUGUSTO martire in Campania con 9 compagni.

BARBARA
principessa di Baviera, martire, particolarmente venerata in una bella chiesa gotica a Merano, in Alto Adige.

DOLCELINA
religiosa francese, nata nel 1214, a Digione in Francia. Francescana, sorella di Ugo di Digne, fondò diversi conventi in Provenza. Fervente sostenitrice delle dottrine degli “spirituali”, dei quali fu una delle ispiratrici, è morta a Marsiglia nel 1274.

EGIDIO di Arles
figura di santo divenuta molto popolare nel Medioevo, in seguito a numerose leggende, ma dalle quali non si hanno notizie storiche sicure. Secondo una Vita leggendaria, era di origine ateniese e si insediò, alla fine del 7° secolo, nel Sud della Francia, dove, dopo aver passato due anni con Cesario di Arles, divenne eremita, raccogliendo alcuni discepoli. In seguito fondò l’abbazia di Saint-Gilles, presso Arles, della quale fu il 1° abate e dove sorse poi una città con lo stesso nome. Morto il 1° febbraio 725, nel 10° secolo la sua tomba divenne meta di molti pellegrinaggi. È patrono dei mendicanti.

EGIDIO
santo di Borgo San Sepolcro, vissuto nell’11° secolo.

ELPIDIO
martire in Campania, assieme a Prisco e al vescovo Adiutore.

GIOSUÈ della Bibbia
nato in Egitto, figlio di Nun della tribù di Efraim, il suo nome era Osea, ma Mosè, del quale era uno dei più fedeli discepoli e al quale successe alla guida del popolo ebraico, gli cambiò il nome in Giosuè, che significa: “Jahvè salva”. Protagonista del libro omonimo, nel quale sono narrate le prodigiose imprese compiute durante la conquista della Palestina, “il paese di Canaan”, come quella di fermare il sole, per poter rendere possibile il completamento di una vittoria e quella di aver abbattuto le mura della città di Gerico(v), con il suono delle trombe. I Padri hanno riconosciuto in lui una prefigurazione di Gesù Cristo  non solo perché porta lo stesso nome salvifico, ma il suo passaggio del Giordano, che introduce nella Terra Promessa, viene indicato come il rito del Battesimo cristiano, che unisce l’uomo al popolo di Dio. Morì all’età di 110 anni e “lo seppellirono nel territorio di sua proprietà a Timnat-Serach, sulle montagne di Efraim (v)”.

GIOVANNA Soderini
beata, nata a Firenze nel 1301 e morta nel 1367.

MARCO martire in Campania con Augusto e compagni.

PRISCO di Capua
martire a Capua, ma il suo sepolcro dovrebbe essere a San Prisco, in provincia di Caserta. Una leggenda fiorita attorno a questo nome, lo dice discepolo di Gesù Cristo e accompagnatore di Pietro apostolo a Roma. Protovescovo di Capua e poi forse vescovo anche di Nocera.

REGOLO di Lucca
martire del 6° secolo, molto venerato nella sua città.

ROSIO di Capua
martire in Campania con Adiutore, Augusto, Marco e compagni.

RUBIANO di Como santo di Como, morto nel 620.

SECONDINO di Capua
martire in Campania con il vescovo Adiutore.

TAMMARO
fuggito dall’Africa al tempo delle invasioni dei Vandali di Genserico (429-439) e rifugiatosi in Campania, divenne vescovo di Benevento, dove subì il martirio, assieme a otto compagni, verso la fine del secolo. Anche se le documentazioni sono scarse la sua venerazione è sicuramente antica e nella regione ci sono varie chiese dedicate al suo nome. A Benevento è festeggiato il 15 ottobre.

VERENA di Zurigo
di origine egiziana, cuoca e vivandiera aggregata alle truppe della celebre Legione Tebea, composta da soldati cristiani comandati da Maurizio. Seguendo la truppa, giunse anche in Italia e si fermò a Milano. Quando verso il 288 raggiunse la Legione ad Agaune, in Svizzera, scoprì che i soldati erano stati sterminati. Dopo essere stata a Soletta e a Coblenza, trovò una comunità cristiana a Zurigo, dove trascorse il resto della vita, regalando il pane a poveri e lebbrosi.

VIBIANA vergine martire alla fine del 1° secolo.

VINDONIO
martire in Campania, con Augusto, Marco e molti altri compagni.

VITTORIO di Brixia
originario del Maine (Francia), vescovo dei Cenomani, antica popolazione gallica stanziatasi nella zona di Brixia (Brescia).

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I santi del giorno del 7 maggio

7 Mag

AGOSTINO di Nicomedia
martire in Bitinia, assieme ai fratelli AUGUSTO e FLAVIO vescovo martire, verso il 300.

AGOSTINO Roscelli
nato a Borgone di Casarza Ligure il 27 luglio 1818, figlio di Domenico e Maria Gianelli, fu battezzato lo stesso giorno, perché sembrava in punto di morte. Da ragazzo venne affidato al parroco perché gli insegnasse i primi elementi del sapere, andò poi a Genova a studiare teologia, dove fu ordinato sacerdote nel 1846 e svolse il suo ministero di curato nella parrocchia di San Martino. Si dedicò assiduamente al ministero della riconciliazione, passando molte ore nel confessionale, ma si interessò anche dei detenuti nelle carceri di Sant’Andrea. Nel 1876, fondò l’istituto delle Suore dell’Immacolata, in una casa di Via Volturno a Genova e in seguito aprì una quindicina di case, per l’assistenza e la formazione morale delle giovani. Morto a Genova nella casa generalizia dell’Istituto il 7 maggio 1902, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II, il 10 giugno 2001

DOMITILLA FLAVIA
nipote di Vespasiano (la madre era figlia dell’imperatore), moglie del console Flavio Clemente. Insieme al marito, dopo l’esilio sull’isola Pandataria, antico nome di Ventotene, di fronte a Terracina, nel 95 venne condannata a morte, perchè cristiana, dall’imperatore Tito Flavio Domiziano. Al suo nome sono intitolate le catacombe sulla Via Ardeatina, che in origine, sarebbero state il cimitero privato della famiglia.

DOMIZIANO di Tongres
vescovo prima di Tongres (oggi Tongeren, in Belgio), nel Limburgo olandese, poi di Maastricht, in Olanda, sul confine con il Belgio, morto nel 560 circa. Durante i suoi episcopati fondò chiese e monasteri. 

FAUSTINA di Roma
vergine martire assieme a Floriana, alle Acque Salvie sulla Via Laurentina, presso l’Abbazia alle Tre Fontane. È citata dallo storico della chiesa, Cesare Baronio e ricordata nel Martirologio del 5° secolo.

FLORIANA di Roma
è ricordata solo nel Martirologio Geronimiano, assieme a Faustina e lo storico della chiesa Cesare Baronio indica il loro sepolcro presso le Acque Salvie a Roma, sulla Via Laurentina, nei pressi dell’Abbazia Tre Fontane.

FULVIA e FULVIO martiri a Roma.

GIOVENALE Ancina
nato il 1° ottobre 1545 a Fossano, in provincia di Cuneo. Figlio di un ricco magistrato, fu mandato a studiare a Montpellier per 2 anni e poi a Torino, dove si laureò in medicina a 22 anni e verso il 1574 fu a Roma dove entrò nella Congregazione dell’Oratorio di Filippo Neri. Ordinato sacerdote nel 1582, trascorse poi diversi anni a Napoli, mandatovi da Filippo a predicare e portare le opere della congregazione. Tornato a Roma alla fine del 1596, fu nominato vescovo di Saluzzo, dove fece l’ingresso trionfale nel marzo 1603. È morto il 30 agosto 1604, a soli 59 anni, avvelenato durante un pranzo nel convento dei Minori Francescani, da un frate rimproverato per la sua immoralità. Le virtù eroiche gli sono state riconosciute nel 1870 da Pio IX e Leone XIII lo ha proclamato beato nel 1890. Aveva studiato anche filosofia, letteratura e musica, ed è l’autore di varie composizioni polifoniche come il “ Tempio armonico della Beata Vergine”.

GISELLA d’Ungheria
nata a Ratisbona prima del 985, figlia di Enrico II duca di Baviera e sorella dell’imperatore di Germania, Enrico II il santo. Dal 996 moglie di Stefano I, santo re cristiano d’Ungheria, affiancò il marito nell’opera di conversione del popolo, fondando chiese e monasteri. Perso l’unico figlio Emerico nel 1031 e rimasta vedova nel 1038, dovette lasciare l’Ungheria e così tornò in patria rifugiandosi nel convento di Niedernburg, presso Passau, in Baviera del quale divenne badessa e dove morì il 7 maggio 1060.

GUSTAVO santo monaco.

MAURILIO di Imola
martire nel 670, detto anche MAURELIO, molto venerato a Ferrara.

QUADRATO martire in Africa.

ROSA Venerini
nata a Viterbo nel 1656. Fondatrice dell’Istituto Maestre Pie Venerini, per le scuole femminili popolari. Morta a Roma nel 1728, è stata beatificata da Pio XII, nel 1952.

SERENICO e SERENO fratelli martiri nel Maine, in Francia verso il 680.

 

I santi del giorno del 28 aprile

28 Apr

AUGUSTO Czartoryski
nato in esilio a Parigi il 2 agosto 1858, figlio del principe polacco Ladislao e di Maria Amparo, principessa di Spagna. Dopo gli studi a Varsavia e Parigi, fu avviato alla carriera diplomatica, ma nel 1883, un incontro con Giovanni Bosco gli cambiò la vita ed entrò nel noviziato dei salesiani. Il 2 aprile 1892 fu consacrato sacerdote nonostante le resistenze della famiglia che non volle nemmeno essere presente alla cerimonia. È morto l’anno seguente ad Alassio, il sabato santo, vigilia di Pasqua.

BONA di Poggibonsi  o BONADONNA
terziaria francescana, come il marito Lucchese, che poi divenne eremita. Morì nel 1221, pochi giorni prima del marito e il loro culto fu approvato dopo 5 secoli, da Pio VI (1775-1779).

GIANNA Beretta Molla
nata a Magenta il 4 ottobre 1922. Durante gli studi liceali e universitari, si impegnò nell’apostolato dei giovani di Azione Cattolica e nella carità verso anziani e bisognosi nella congregazione di San Vincenzo de Paoli. Dopo la laurea in medicina e chirurgia, aprì un ambulatorio specialmente per bambini, mamme e anziani poveri. Avrebbe voluto andare missionaria in Brasile accanto al fratello, padre Alberto, ma nel 1962 durante la vita matrimoniale, quando si trovò al 2° mese di gravidanza del 4° figlio, scoprì di avere un fibroma all’utero e decise coraggiosamente di accettare l’operazione, chiedendo al chirurgo di salvare principalmente la vita che portava in grembo. L’intervento ebbe successo e Gianna portata così a termine la gravidanza, nell’imminenza del parto, chiese ancora di privilegiare la vita del nascituro, perché era pronta a donare la sua vita per lui. Nacque una bella bambina, ma pochi giorni dopo, la mattina del 28 aprile 1962, il sabato della settimana di Pasqua, la mamma morì. In seguito a guarigioni miracolose avvenute per sua intercessione, una delle quali in Brasile, è stata beatificata e poi canonizzata solennemente da Giovanni Paolo II, il 16 maggio 2004.

LUCCHESE di Poggibonsi o LUCCHESIO
nato in Toscana nel 1181, si diede in un primo tempo alla carriera militare e poi al commercio, in provincia di Siena. Si sposò con Buonadonna, ma poi folgorato dalla grazia divina, si spogliò dei suoi beni, donando tutto ai poveri ed entrò nel Terz’Ordine Francescano dedicandosi all’ascetismo. Fondò anche un monastero, che oggi porta il suo nome, nei pressi di Poggibonsi, dove morì il 28 aprile 1260. La sua vita fu tutta nell’umiltà e nell’amore al prossimo e il suo culto, come quello della moglie Buonadonna, venne approvato e confermato, durante il pontificato di Pio VI (1775-1799).

MARCO di Atina
secondo la leggenda era galileo, discepolo di Pietro apostolo, dal quale fu ordinato vescovo. Propagò la fede in Campania e subì il martirio nel 96, per mano dei pagani, durante la persecuzione di Tito Flavio Domiziano, mentre era vescovo di Atina, nel Lazio.

MENANDRO
martire nel 360 assieme a PATRIZIO e POLIENO, nell’antica città di Prusa (oggi Brussa o Bursa, nell’Anatolia turca).

PANFILO di Valva
originario di Valva, in provincia di Salerno, ordinato sacerdote divenne poi vescovo di Sulmona, in Abruzzo. Patrono e protettore di questa città che gli ha intitolato la Cattedrale, nella quale è custodito un suo busto argenteo finimente cesellato e ornato di smalti.

PIER LUIGI
Pier Luigi Maria Grignion, nato il 31 gennaio 1673, a Montfort in Bretagna, venne educato nel collegio dei gesuiti di Rennes e nel 1700 fu ordinato sacerdote a Parigi. Dopo essere stato cappellano in un ospedale di Poitiers, con la collaborazione della beata Luisa Maria Trichet, organizzò un gruppo di donne dal quale è nata poi la congregazione delle Figlie della Sapienza. La sua predicazione missionaria in favore dei poveri gli alienò i favori del vescovo di Poitiers, che gli proibì di continuare quest’opera nella sua diocesi. Papa Clemente XI gli conferì, però, il titolo di missionario apostolico e così poté percorrere la Francia occidentale predicando la necessità di andare incontro a Gesù per mezzo di Maria. Pier Luigi ebbe un notevole successo sostenendo sopratutto la devozione al Rosario, per il quale scrisse il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, che divenne molto popolare solo dopo il 1842, con più di 300 edizioni in una trentina di lingue che lo diffusero in tutto il mondo e tra i suoi scritti va segnalato anche L’amore dell’eterna Sapienza. Associò sacerdoti e laici alla sua attività apostolica, scrisse le regole della congregazione dei Missionari della Compagnia di Maria e ispirò la fondazione dei Fratelli di San Gabriele. È morto il 28 aprile 1716 a Saint-Laurent-sur-Sévre, presso Nantes ed è stato canonizzato da Pio XII il 20 luglio 1947. Ricordato anche in Vaticano con una statua posta in una navata della basilica di San Pietro.

PIETRO Chanel
nato a Cuet, in Francia il 12 luglio 1803. Sacerdote religioso dei Maristi, fu prima parroco, poi professore e superiore del seminario. Nel 1837 venne inviato nell’Oceania Centrale con la prima missione in quelle terre e dopo aver toccato le isole Wallis, si stabilì a Futuna, isola francese della Melanesia, dove svolse una zelante attività, ottenendo numerose conversioni, tra le quali anche quella del figlio del re. Questo successo fu la causa del suo massacro da parte degli indigeni locali, in odio alla fede cristiana, il 28 aprile 1841. Beatificato nel 1889 da Leone XIII, è stato canonizzato il 12 giugno 1954 da Pio XII. È considerato il patrono di tutta l’Oceania.

TEODORA (DORA) vergine martire di Nicea.

URSICINO
medico ligure martire a Ravenna, torturato e ucciso assieme ai coniugi Vitale e Valeria, genitori di Gervasio e Protasio.

VALERIA di Ravenna
martire  verso il 304 sotto Diocleziano. Moglie di Vitale e madre dei gemelli Gervasio e Protasio, è molto venerata a Milano, dove avrebbe fondato una chiesa.

VITALE di Corfù
di origine greca, sposo di Valeria e padre di Gervasio e Protasio. “Miles consularis” a Milano, avrebbe accompagnato il giudice Paolino a Ravenna, dove, quando scoppiò la persecuzione di Diocleziano, incoraggiò al martirio il medico ligure Ursicino, venendo anche lui torturato e ucciso verso il 305. È il principale patrono di Ravenna, titolare dell’omonima basilica, la più alta creazione dell’arte ravennate, costruita dal banchiere Giuliano Argentario e consacrata nel 547, durante il regno dell’imperatore d’Oriente Giustiniano I.

I santi del giorno del 28 febbraio

28 Feb

ANTONIA o ANTONIETTA da Firenze  (28  e  29 Febbraio)
nata a Firenze nel 1401, nel 1447 fondò a L’Aquila il monastero delle Clarisse del Corpus Domini. Dovette soffrire gravi pene sia fisiche che spirituali, ma la sua pazienza fu di grande esempio per tutti quelli che la circondavano. È morta a L’Aquila il 29 febbraio 1472.

ANTONIETTA d’Orleans
figlia di Maria di Borbone, fondatrice dell’Ordine delle Figlie del Calvario, morta nel 1618.

AUGUSTO Chapdelaine (28  e  29 Febbraio)
nato in Francia nel 1814. Entrò nel seminario di Mortain dopo una vocazione contrastata dalla famiglia e nel 1843 fu ordinato sacerdote a Parigi nell’Istituto delle Missioni Estere. Nel 1851, inviato missionario in Cina, si imbarcò ad Anversa per andare alla missione di Kwang-Si, ma si fermò prima in un’altra località per imparare meglio la lingua. Poco tempo dopo essere arrivato alla missione fu denunciato e arrestato il 25 febbraio 1856. Dopo l’interrogatorio ricevette centinaia di colpi di bambu che resero il suo corpo tutta una piaga, fu incatenato e appeso in una gabbia per tre giorni, quando morì praticamente impiccato. È stato proclamato santo da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000.

CAIO martire assieme a Cereale.

CARLO Gnocchi
nato a San Colombano al Lambro, Milano, il 25 ottobre 1902, figlio di Enrico, di professione marmista, morto nel 1904 e di Clementina Pasta, sarta. Ordinato sacerdote, celebrò la prima Messa il 6 giugno 1925, a Besana Brianza e fino al 1935 fu responsabile dell’oratorio parrocchiale della chiesa di San Pietro in Sala a Milano. In seguito il cardinale Ildefonso Schuster gli assegnò l’importante incarico di direttore spirituale degli alunni dell’Istituto Gonzaga. Nel 1940 si arruolò volontario in qualità di cappellano militare degli alpini nel Battaglione Val Tagliamento e nel 1943, con la Divisione Tridentina, partecipò alle campagne di Albania, Grecia e Russia meritandosi una medaglia d’argento al valor militare. Rientrato in patria, passò molti mesi viaggiando per le valli da cui provenivano gli alpini e qui entrando nelle loro case, scoprì gli orfani e i grandi disastri prodotti dalla guerra. Eccezionale esempio di carità cristiana e umana, nel 1947 fondò la Pro Infanzia Mutilata, per raccogliere, assistere, riabilitare e avviare al lavoro i bambini mutilati vittime di guerra, utilizzando in un primo tempo il centro per grandi invalidi di Arosio, e poi il primo vero centro tutto suo, aperto a Cassano Magnago. L’Opera, che nel 1952 diventò la Fondazione Pro Juventute raccogliendo unanimi consensi, attualmente conta ben 28 centri attivi in 9 regioni nelle principali città d’Italia, assistendo o curando circa 8000 persone al giorno. Si occupa di tutte le patologie invalidanti e assiste più di 25mila disabili con oltre 3mila operatori più molti volontari. Sono stati curati e riabilitati anche centinaia di bambini vietnamiti vittime di guerra, come anche di tanti altri del Terzo Mondo con interventi in Kosovo, Zimbabwe, Ruànda, Ecuador, Tibet e altri ancora. Nell’aprile 2003 Carlo Azeglio Ciampi ha insignito la Fondazione della medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica. Attraverso convenzioni con l’Università Statale di Milano, il Centro per lo studio e la Terapia delle Malformazioni congenite e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma sopratutto con il Politecnico di Milano, dove opera il Centro di Bioingegneria, ha sviluppato anche una forte componente scientifica e di ricerca. Gravemente ammalato, il fondatore è morto il 28 febbraio 1956, nella Clinica Columbus di Milano, donando le cornee degli occhi per un trapianto su due giovani, Silvio e Amabile che così hanno potuto riacquistare la vista. Solenne beatificazione in piazza del Duomo a Milano il 25 ottobre 2009, alla presenza di 50mila persone, tra le quali più di 200 sacerdoti e 1500 alpini.

CEREALE martire assieme a Caio e altri compagni.

DANIELE Brottier
nacque il 7 novembre 1876, a Fertè-Saint-Cyr, in Francia. Si fece sacerdote nella congregazione dei Padri dello Spirito Santo e partì missionario per il Senegal al servizio dei giovani della comunità cristiana di Saint-Louis, ma nel 1911 fu costretto a tornare in patria per motivi di salute. Durante la prima guerra mondiale formò un gruppo di cappellani volontari che condivisero la vita con i soldati. In seguito l’arcivescovo di Parigi gli affidò la direzione di un grande orfanotrofio, dove impegnò tutte le sue forze, ispirate dalla preghiera costante, a grande carità e cuore pieno di tenerezza. È morto ad Auteuil, sobborgo di Parigi, il 28 febbraio 1936.

GUALTIERO santo monaco francese, abate dell’11° secolo.

ILARIO o ILARO papa
originario della Sardegna, figlio di Crispino, eletto il 19 novembre 461. Arcidiacono, successore del grande Leone I Magno, del quale era stato Legato al Concilio di Efeso del 449, quello noto come “latrocinio”, da dove era riuscito a fuggire portando la testimonianza delle irregolarità che vi erano state compiute. Confermò i concili ecumenici di Nicea, Calcedonia ed Efeso, presiedette il sinodo di Roma del 16 novembre 465 e lottò instancabilmente contro l’arianesimo, particolarmente diffuso tra i Germani installati in Italia, ma fu costretto a tollerare la costruzione di una chiesa per quelli residenti a Roma, chiamata di Sant’Agata dei Goti. Scomunicò gli eresiarchi Eutiche e Nestorio, fece restaurare le chiese danneggiate dai Vandali, ampliare il Laterano e proibì ai vescovi la designazione dei loro successori. Morì il 29 febbraio 468 e il suo corpo fu sepolto nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura, al Verano.

MACARIO martire.

NINFA di Colosse
discepola dell’apostolo Paolo. Nella sua casa a Colosse si radunava una comunità di cristiani.

OSVALDO di Worcester
nato nel 930 in Inghilterra, da genitori danesi. Divenne monaco benedettino nell’abbazia di Fleury, a Saint-Benoit-sur-Loire, presso Orleans. Ordinato sacerdote nel 959, tornò in patria e poi, su raccomandazione di Dunstano arcivescovo di Canterbury, fu nominato vescovo di Worcester sul fiume Severn, presso Birmingham e nel 973, pur conservando questa diocesi, divenne anche arcivescovo di York. Fondò vari monasteri e conventi, fra i quali uno a Westbury-on-Trym presso Bristol e quello più importante di Ramsey, sull’isola di Man nel quale fu docente Abbone, proveniente da Fleury. La sua opera pastorale, tesa alla rinascita monastica, diede all’Inghilterra nuovi vescovi, centri di studio e molti missionari nel Nord Europa. Morì a Worcester il 28 febbraio 992, dopo aver lavato i piedi a 12 poveri e aver cenato con loro.

PALLADIO di Limoges
abate di Condat, sui monti dell’Alvernia, compagno del primo abate Romano (400-465).

PUPOLO martire assieme a Caio e Cereale.

ROCCO di Anversa martire romano, molto venerato ad Anversa, nel Belgio.

ROMANO di Condat
nato in Francia verso il 400. Eremita sulle montagne del Giura, tra la Svizzera e la Francia, fu seguito dal fratello Lupicino, da una sorella e da molti altri. Assieme costruirono due monasteri a Condat, sulle montagne dell’Alvernia, uno maschile del quale Romano divenne il primo abate e uno femminile, dove fu badessa la sorella. Ordinato sacerdote nel 444 da Ilario di Arles, acquisì grande fama per aver guarito due lebbrosi mentre si recava in pellegrinaggio a Saint-Maurice, in Svizzera. È ritenuto il fondatore anche della badia di Saint-Claude, in Francia ed è morto verso il 465.

RUFINO di Roma martire con Giusto e Teofilo.

SILVANA martire verso il 304.

TEOFILO di Roma martire assieme a Giusto e Rufino.

TERESIO abate boemo del 13° secolo.

VILLANA de’Bottis
nata a Firenze nel 1332 da una agiata famiglia di commercianti, fuggì di casa per diventare monaca, ma venne ripresa dai parenti e nel 1351 fu costretta al matrimonio con Rosso Benintendi, dal quale ebbe un figlio. Dopo un breve periodo di feste e mondanità, tornò in lei il desiderio della vita religiosa e così si iscrisse alle Terziarie Domenicane. Divenuta famosa in tutta Firenze per i carismi, specialmente quello della profezia, quando morì nel 1361, una grande folla di fiorentini accorse a venerare il suo corpo, tanto che lo si dovette lasciare esposto per più di un mese, e in tutto questo tempo rimase incorrotto. Il suo sepolcro è conservato nella chiesa di Santa Maria Novella.

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