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I santi del giorno del 6 giugno

6 Giu

ALESSANDRO di Fiesole
vescovo e patrono di Fiesole. Andò a Pavia per ottenere dall’imperatore Lotario la restituzione dei beni della chiesa, toltigli dai nobili locali, ma i suoi nemici lo uccisero nell’823, gettandolo nel fiume Reno, presso Bologna.

ANGELA vergine carmelitana della Boemia.(v)

ARTEMIO di Roma
carceriere a Roma, fu convertito insieme alla moglie Candida e alla figlia Paolina, da Pietro l’esorcista e poi battezzato dal papa Marcellino. Subì il martirio assieme agli altri, nel 302.

BERTRANDO di Aquileia
nato nel 1260 a Cahors nella regione della Guienna, in Francia, nel 1334 fu nominato Patriarca di Aquileia(v) da Giovanni XXII. Nel 1348 quando un terremoto distrusse la città, trasferì la sede patriarcale a Udine, difendendo e rivendicando i diritti del patriarcato. Fu ucciso nel 1350 in una battaglia ad Angouleme sulla Charente, in Francia. Il 6 giugno è una grande festa nelle diocesi di Udine e Gorizia.

CANDIDA di Roma
moglie di Artemio e madre di Paolina, martire a Roma nel 302.

CLAUDIO di Condat
nato in Francia da un’importante famiglia, era destinato alla carriera militare, ma decise di diventare sacerdote. Canonico di Besancon per 12 anni, quando fu eletto abate, ebbe il compito di introdurre la regola di san Benedetto nell’abbazia di Condat, che oggi, in suo onore, è chiamata Saint-Claude. Dal 685 vescovo di Besancon, resse la diocesi per 7 anni e poi tornò nella sua abbazia, dove morì il 6 giugno 699.

DELFINA beata

EUSTORGIO II
24° vescovo di Milano, dal 512 al 518. È ricordato da Ennodio Magno Felice, per i lavori compiuti nel battistero di Santo Stefano. Teodorico il Grande gli scrisse due lettere, relative ai beni della Chiesa di Milano, in Sicilia e per la riabilitazione del vescovo di Aosta.

FILIPPO diacono
nato a Cesarea di Palestina, è il secondo dei 7 diaconi ordinati dagli apostoli, adibiti al servizio dei poveri della Chiesa, in modo che loro fossero liberi di predicare il Vangelo di Cristo. Cominciò poi anche lui a predicare il Vangelo nelle città della Samaria e le folle gli prestavano ascolto e si facevano battezzare, perché vedevano i miracoli che compiva nel nome di Gesù. Si dice che convertì Simon Mago e poi, lungo la strada da Gerusalemme a Gaza(v), anche un eunuco, custode del tesoro della regina di Etiopia. Sulla via del ritorno a Cesarea, predicò anche nelle città costiere ed ebbe così grande successo  che in alcuni testi è chiamato anche evangelista e negli Atti degli Apostoli di Luca, è citato un episodio nel quale Paolo di Tarso si fermò a casa sua a Cesarea. Secondo un’antica tradizione, sarebbe morto a Tralle, antica città della Caria, nel meridione dell’Asia Minore, dove era vescovo.

GERARDO dei Tintori
filantropo nato a Monza, nel 1134. Nel 1174 fondò un ospedale attualmente intitolato a lui, al quale dedicò tutte le sue ricchezze e tutta la vita, nella cura e nella consolazione degli ammalati. È morto nel 1207 e nel 1836 la città riconoscente gli ha intitolato una bella chiesa.

GILBERTO di Neuffonts
religioso francese nato nel 1060. Prese parte alla seconda crociata e poi si fece monaco premonstratense. Dopo aver fondato un convento a Clermont-Ferrand, costruì ad Aubeterre, nel Borbonese, un monastero femminile, del quale sua moglie Petronilla divenne badessa nel 1150. A Neuffonts, invece, edificò un monastero-convento di premonstratensi, detto di San Gilberto, un anno dopo. Morì nel 1152.

MARCELLINO Champagnat
Marcellino Benedetto Giuseppe, nato il 20 maggio 1789 a Marlhes, in Francia. Negli anni dopo la rivoluzione francese ci fu una grande penuria di sacerdoti e Marcellino sentì che quella era la sua vocazione. Ordinato nel 1816, l’anno successivo fondò, nella regione di Lione, la congregazione dei Piccoli Fratelli Maristi delle Scuole, per l’educazione dei ragazzi. Morto l’8 giugno 1840 a Tain l’Hermitage presso Valence, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II, il 18 aprile 1999.

NORBERTO di Xanten
nato a Xanten, sul Reno in Germania verso il 1080, visse per alcuni anni alla corte di Enrico V che seguì anche in Italia, ma poi abbandonò ogni forma di mondanità. Prima canonico nella chiesa di Xanten, fu ordinato sacerdote nel 1115 a Colonia e si consacrò alla predicazione del Vangelo, specialmente in Francia e Germania, votandosi all’imitazione degli Apostoli. Nel 1119, nella valle di Prémontré presso Laon, in Francia, con 3 discepoli che presto divennero 40, iniziò la costruzione della famosa abbazia e due anni più tardi fondò l’Ordine dei Premonstratensi o Norbertini, secondo la regola di sant’Agostino, ma scegliendo un regime di vita molto austero, sull’esempio dei cistercensi di Bernardo. Quest’ordine, detto anche dei canonici bianchi, ottenne l’approvazione ufficiale da Onorio II, nel 1126. Nello stesso anno Norberto venne consacrato arcivescovo di Magdeburgo e intraprese una riforma della diocesi che gli valse l’ostilità del rilassato clero locale. Molto amico del papa Innocenzo II e di Bernardo di Clairvaux, è morto il 6 giugno 1134 a Magdeburgo, città sull’Elba, in Germania.

PAOLINA di Roma
figlia di Artemio, carceriere pagano di una prigione di Roma e della cristiana Candida. Quando Paolina si ammalò, il padre promise a Pietro l’esorcista e a Marcellino che, se l’avessero guarita, si sarebbe convertito al cristianesimo. In seguito alla guarigione furono perciò tutti battezzati e per questo motivo Diocleziano li fece condannare a morte. Artemio subì la decapitazione, mentre Paolina e Candida furono lapidate, alla fine del 3° secolo.

RAFFAELE Guizar Valencia
nato il 26 aprile 1878, a Cotija in Messico, da genitori profondamente cristiani. Rimasto orfano di madre a 9 anni, a 12 entrò nel collegio dei Gesuiti, ma verso i 18 attraversò una crisi spirituale interrompendo gli studi. In seguito comprese meglio la vocazione e decise di entrare nel seminario di Zamora de Hidalgo. Ordinato sacerdote il 1° giugno 1901, la sua opera pastorale fu rivolta principalmente alle missioni al popolo e alla fondazione di collegi per l’educazione dei giovani. In seguito alle persecuzioni anticristiane in Messico, nel 1916 fu costretto a rifugiarsi in Guatemala, ma nel mese di novembre del 1919 venne nominato vescovo di Veracruz. Fu costretto così trascorrere in esilio più della metà dei 18 anni dell’episcopato, causa l’ostilità antireligiosa del governo rivoluzionario messicano. È morto a Città del Messico il 6 giugno 1938, colpito da un infarto. Il 27 novembre 1987 sono state riconosciute le sue “virtù eroiche” e poi, in seguito a un evento miracoloso, attribuito alla sua intercessione, la messicana Cirana Rivera de Montiel, il 19 febbraio 1984 ha potuto dare alla luce un figlio, nonostante fosse ritenuta dalla scienza medica, assolutamente sterile, in quanto affetta da una grave patologia disfunzionale ovarica. La Consulta medica della Congregazione per le cause dei Santi, il 27 gennaio 1994 ha dichiarato che tale gravidanza era scientificamente inspiegabile, il decreto sul miracolo è stato promulgato alla presenza di Giovanni Paolo II, il 2 luglio dello stesso anno e la beatificazione solenne è avvenuta il 29 gennaio 1995.

I santi del giorno del 24 gennaio

24 Gen

ARTEMIO
vescovo martire di Clermont-Ferrand.

BABILA di Antiochia, ricordato anche il 23 Gennaio

EUSEBIO di Cesarea
nato in Palestina nel 265 circa, nel 313 fu consacrato vescovo di Cesarea e partecipò al Concilio di Nicea sostenendo le tesi di Origene. La sua erudizione sacra e profana era così notevole che viene considerato uno dei più appassionati apologeti del cristianesimo. Autore di una biografia del suo grande amico l’imperatore Costantino, l’opera più importante è però una Storia ecclesiastica in 10 libri, dalla morte di Cristo al 324, che, per ricchezza di notizie e serietà d’informazione, costituisce una preziosa fonte di studio, tanto che la traduzione latina di Rufino d’Aquileia, ne assicurò il successo anche presso gli scrittori occidentali. È morto verso il 340.

FELICIANO di Foligno
nel 199 fu nominato vescovo di Forum Flamminii, cioè San Giovanni Profiamma, frazione del comune di Foligno, dal papa Vittore I. Subì il martirio in tarda età verso il 251, a Todi, sotto Decio II, assieme a Eraclio e Paolino. È molto venerato in Umbria, particolarmente a Foligno, dove è sepolto nell’arca della Cattedrale a lui intitolata e costruita proprio sul luogo della primitiva sepoltura.

FRANCESCO di Sales 
nato il 21 agosto 1567 nel castello di Thorens, nell’Alta Savoia, in Francia, studiò ad Annecy, Parigi e Padova dove si laureò in legge a 24 anni. Abbandonata la carriera forense per la vita religiosa, nel 1593 fu ordinato sacerdote e dopo aver fatto il missionario in una zona calvinista della Francia ottenendo molte conversioni, divenne prima coadiutore e poi, nel 1602 vescovo di Ginevra-Annecy. Cercò di attuare nella sua diocesi le riforme promosse dal Concilio di Trento, fondò scuole, insegnò il catechismo e guidò suoi fedeli con molta saggezza. Dopo aver incontrato a Digione, Giovanna Francesca di Chantal, nel 1610 cooperò con lei alla fondazione dell’ordine della “Visitazione”, così chiamato perché le nuove monache si dedicavano soprattutto a visitare gli ammalati. Diede anche un notevole impulso alla propagazione in Francia dell’ Ordine Carmelitano e dei preti dell’Oratorio. Rappresenta una delle maggiori incarnazioni dell’umanesimo cristiano, illuminato dall’ottimismo francescano, ispirato alle tendenze della “Devotio” moderna e alla spiritualità di Filippo Neri. La sua teologia dell’amore e della pietà, esalta le virtù proprie di ogni stato sociale, al fine di stabilire i rapporti tra Dio e l’uomo su di un piano di reciproca confidenza. Morì a Lione il 28 dicembre 1622, ma venne sepolto solo il 24 gennaio 1623, ad Annecy, dove le reliquie sono custodite nella Chiesa della Visitazione. Ha lasciato molti scritti, tra i quali, “Introduzione alla vita devota” del 1608, il “Trattato dell’amor di Dio” del 1616, i “Sermoni” e oltre 2mila lettere. È stato canonizzato da Alessandro VII, nel 1665 e poi proclamato Dottore della Chiesa, protettore degli scrittori e dei giornalisti, da Pio IX nel 1877.

MARDONIO, METELLO e MUSONIO di Neocesarea martiri in Grecia.

PAOLA Gambara Costa
nata a Verolanuova, Brescia, il 3 marzo 1473, figlia dei nobili Giampaolo Gambara e Caterina Bevilacqua. Bellissima, fu data in moglie al conte Ludovico Costa di Bene Vagienna, in provincia di Cuneo, dove si trasferì con la famiglia. Dopo un periodo di piacevoli frivolezze, venne attirata dalle prediche di un francescano piemontese, Angelo Carletti da Chivasso e decise di entrare nel Terz’Ordine francescano. Nel frattempo scoprì che il marito le era palesemente infedele, ma reagì da moglie preoccupata solo di salvare il matrimonio e ci riuscì, perchè Ludovico tornò da lei. Quando rimase vedova con un figlio, si dedicò ad attività benefiche e subito dopo la sua morte, il 24 gennaio 1515, fu circondata dal culto popolare spontaneo, senza processi canonici, che però venne poi ratificato da Gregorio XVI, nel 1845. Il suo corpo è custodito nel convento francescano di Bene Vagienna.

PROIETTO martire assieme a Tirso.

STEFANO IV papa
nato in una famiglia aristocratica, educato in Laterano durante il papato di Adriano I, ebbe così il modo di “imparare il mestiere di papa”, venendo eletto il 22 giugno 816. Nello stesso anno andò a Reims, dove nella Cattedrale, l’8 ottobre incoronò imperatore il figlio di Carlo Magno, Ludovico il Pio con la moglie Ermengarda, ottenendo la conferma delle donazioni fatte da Pipino il Breve e da Carlo Magno e rinnovando così il patto di amicizia tra il pontificato e la dinastia carolingia, che diventava “figlia devota” della Chiesa. Rientrato a Roma, felice per aver ottenuto un così importante risultato per ristabilire la pace, morì pochi giorni dopo, il 24 gennaio 817 e fu sepolto nella basilica di San Pietro.

SURANO abate.

TIRSO martire assieme a Proietto.

VERA di Clermont  
Santa di Clermont-Ferrand, vissuta nel 5° secolo. Esistono alcuni documenti che attestano la sua venerazione fin dal 10° secolo.

ZAMA vescovo di Bologna, morto nel 3° secolo.

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