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I santi del giorno del 6 giugno

6 Giu

ALESSANDRO di Fiesole
vescovo e patrono di Fiesole. Andò a Pavia per ottenere dall’imperatore Lotario la restituzione dei beni della chiesa, toltigli dai nobili locali, ma i suoi nemici lo uccisero nell’823, gettandolo nel fiume Reno, presso Bologna.

ANGELA vergine carmelitana della Boemia.(v)

ARTEMIO di Roma
carceriere a Roma, fu convertito insieme alla moglie Candida e alla figlia Paolina, da Pietro l’esorcista e poi battezzato dal papa Marcellino. Subì il martirio assieme agli altri, nel 302.

BERTRANDO di Aquileia
nato nel 1260 a Cahors nella regione della Guienna, in Francia, nel 1334 fu nominato Patriarca di Aquileia(v) da Giovanni XXII. Nel 1348 quando un terremoto distrusse la città, trasferì la sede patriarcale a Udine, difendendo e rivendicando i diritti del patriarcato. Fu ucciso nel 1350 in una battaglia ad Angouleme sulla Charente, in Francia. Il 6 giugno è una grande festa nelle diocesi di Udine e Gorizia.

CANDIDA di Roma
moglie di Artemio e madre di Paolina, martire a Roma nel 302.

CLAUDIO di Condat
nato in Francia da un’importante famiglia, era destinato alla carriera militare, ma decise di diventare sacerdote. Canonico di Besancon per 12 anni, quando fu eletto abate, ebbe il compito di introdurre la regola di san Benedetto nell’abbazia di Condat, che oggi, in suo onore, è chiamata Saint-Claude. Dal 685 vescovo di Besancon, resse la diocesi per 7 anni e poi tornò nella sua abbazia, dove morì il 6 giugno 699.

DELFINA beata

EUSTORGIO II
24° vescovo di Milano, dal 512 al 518. È ricordato da Ennodio Magno Felice, per i lavori compiuti nel battistero di Santo Stefano. Teodorico il Grande gli scrisse due lettere, relative ai beni della Chiesa di Milano, in Sicilia e per la riabilitazione del vescovo di Aosta.

FILIPPO diacono
nato a Cesarea di Palestina, è il secondo dei 7 diaconi ordinati dagli apostoli, adibiti al servizio dei poveri della Chiesa, in modo che loro fossero liberi di predicare il Vangelo di Cristo. Cominciò poi anche lui a predicare il Vangelo nelle città della Samaria e le folle gli prestavano ascolto e si facevano battezzare, perché vedevano i miracoli che compiva nel nome di Gesù. Si dice che convertì Simon Mago e poi, lungo la strada da Gerusalemme a Gaza(v), anche un eunuco, custode del tesoro della regina di Etiopia. Sulla via del ritorno a Cesarea, predicò anche nelle città costiere ed ebbe così grande successo  che in alcuni testi è chiamato anche evangelista e negli Atti degli Apostoli di Luca, è citato un episodio nel quale Paolo di Tarso si fermò a casa sua a Cesarea. Secondo un’antica tradizione, sarebbe morto a Tralle, antica città della Caria, nel meridione dell’Asia Minore, dove era vescovo.

GERARDO dei Tintori
filantropo nato a Monza, nel 1134. Nel 1174 fondò un ospedale attualmente intitolato a lui, al quale dedicò tutte le sue ricchezze e tutta la vita, nella cura e nella consolazione degli ammalati. È morto nel 1207 e nel 1836 la città riconoscente gli ha intitolato una bella chiesa.

GILBERTO di Neuffonts
religioso francese nato nel 1060. Prese parte alla seconda crociata e poi si fece monaco premonstratense. Dopo aver fondato un convento a Clermont-Ferrand, costruì ad Aubeterre, nel Borbonese, un monastero femminile, del quale sua moglie Petronilla divenne badessa nel 1150. A Neuffonts, invece, edificò un monastero-convento di premonstratensi, detto di San Gilberto, un anno dopo. Morì nel 1152.

MARCELLINO Champagnat
Marcellino Benedetto Giuseppe, nato il 20 maggio 1789 a Marlhes, in Francia. Negli anni dopo la rivoluzione francese ci fu una grande penuria di sacerdoti e Marcellino sentì che quella era la sua vocazione. Ordinato nel 1816, l’anno successivo fondò, nella regione di Lione, la congregazione dei Piccoli Fratelli Maristi delle Scuole, per l’educazione dei ragazzi. Morto l’8 giugno 1840 a Tain l’Hermitage presso Valence, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II, il 18 aprile 1999.

NORBERTO di Xanten
nato a Xanten, sul Reno in Germania verso il 1080, visse per alcuni anni alla corte di Enrico V che seguì anche in Italia, ma poi abbandonò ogni forma di mondanità. Prima canonico nella chiesa di Xanten, fu ordinato sacerdote nel 1115 a Colonia e si consacrò alla predicazione del Vangelo, specialmente in Francia e Germania, votandosi all’imitazione degli Apostoli. Nel 1119, nella valle di Prémontré presso Laon, in Francia, con 3 discepoli che presto divennero 40, iniziò la costruzione della famosa abbazia e due anni più tardi fondò l’Ordine dei Premonstratensi o Norbertini, secondo la regola di sant’Agostino, ma scegliendo un regime di vita molto austero, sull’esempio dei cistercensi di Bernardo. Quest’ordine, detto anche dei canonici bianchi, ottenne l’approvazione ufficiale da Onorio II, nel 1126. Nello stesso anno Norberto venne consacrato arcivescovo di Magdeburgo e intraprese una riforma della diocesi che gli valse l’ostilità del rilassato clero locale. Molto amico del papa Innocenzo II e di Bernardo di Clairvaux, è morto il 6 giugno 1134 a Magdeburgo, città sull’Elba, in Germania.

PAOLINA di Roma
figlia di Artemio, carceriere pagano di una prigione di Roma e della cristiana Candida. Quando Paolina si ammalò, il padre promise a Pietro l’esorcista e a Marcellino che, se l’avessero guarita, si sarebbe convertito al cristianesimo. In seguito alla guarigione furono perciò tutti battezzati e per questo motivo Diocleziano li fece condannare a morte. Artemio subì la decapitazione, mentre Paolina e Candida furono lapidate, alla fine del 3° secolo.

RAFFAELE Guizar Valencia
nato il 26 aprile 1878, a Cotija in Messico, da genitori profondamente cristiani. Rimasto orfano di madre a 9 anni, a 12 entrò nel collegio dei Gesuiti, ma verso i 18 attraversò una crisi spirituale interrompendo gli studi. In seguito comprese meglio la vocazione e decise di entrare nel seminario di Zamora de Hidalgo. Ordinato sacerdote il 1° giugno 1901, la sua opera pastorale fu rivolta principalmente alle missioni al popolo e alla fondazione di collegi per l’educazione dei giovani. In seguito alle persecuzioni anticristiane in Messico, nel 1916 fu costretto a rifugiarsi in Guatemala, ma nel mese di novembre del 1919 venne nominato vescovo di Veracruz. Fu costretto così trascorrere in esilio più della metà dei 18 anni dell’episcopato, causa l’ostilità antireligiosa del governo rivoluzionario messicano. È morto a Città del Messico il 6 giugno 1938, colpito da un infarto. Il 27 novembre 1987 sono state riconosciute le sue “virtù eroiche” e poi, in seguito a un evento miracoloso, attribuito alla sua intercessione, la messicana Cirana Rivera de Montiel, il 19 febbraio 1984 ha potuto dare alla luce un figlio, nonostante fosse ritenuta dalla scienza medica, assolutamente sterile, in quanto affetta da una grave patologia disfunzionale ovarica. La Consulta medica della Congregazione per le cause dei Santi, il 27 gennaio 1994 ha dichiarato che tale gravidanza era scientificamente inspiegabile, il decreto sul miracolo è stato promulgato alla presenza di Giovanni Paolo II, il 2 luglio dello stesso anno e la beatificazione solenne è avvenuta il 29 gennaio 1995.

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I santi del giorno del 2 marzo

2 Mar

AGNESE di Boemia
del re d’Ungheria. Chiesta in sposa dall’imperatore Federico II di Svevia, rifiutò, rinunciando alla corona, si fece monaca, appoggiata da un legato del papa Gregorio IX e impegnò tutte le sue ricchezze per costruire ospedali e monasteri. Nel 1232 fondò il primo convento dei frati minori a Praga, con un ospedale e nel 1234 un monastero per le Clarisse, dove Chiara d’Assisi inviò 5 religiose. Si ritirò in questo monastero e ne fu badessa fino alla morte, il 2 marzo del 1282. Il culto è stato confermato da Pio IX solo nel 1874 ed è stata poi canonizzata, da Giovanni Paolo II, il 12 novembre 1989.

ANGELA della Croce
Maria de los Angeles, nata a Siviglia nel gennaio 1846, figlia di Francesco Guerrero e Giuseppina Gonzales, in una famiglia povera. A 12 anni fu costretta a lasciare la scuola e a fare l’operaia in una fabbrica di scarpe per aiutare la famiglia, ma sentiva forte il desiderio di farsi religiosa per essere di conforto a quelli più poveri di lei. Non fu accettata dalle Carmelitane, forse per il precario stato di salute e allora si ritirò in casa a pregare e preparare le norme per una nuova congregazione che aveva in animo di fondare. Questo progetto prese forma nel 1875 e nacquero le Sorelle della Compagnia della Croce per la carità verso gli infermi. Chiamata la madre dei poveri, morta il 2 marzo 1932, è stata canonizzata da Giovanni Paolo II, durante una sua visita pastorale a Madrid nel 2003.

ATANASIA di Tabenna
vissuta verso la fine del 4° secolo nell’Egitto romano. Moglie di Andronico, un orafo originario di Antiochia, ebbe due figli che però morirono giovanissimi. Ritiratasi con il marito nel monastero egiziano di Tabenna, dopo una decina d’anni, le venne affidata la direzione di molti centri religiosi, per le sue notevoli capacità organizzative. Quando morì fu sepolta accanto ad Andronico.

BASILEO
viene ricordato martire assieme a Giovino nel 258, sotto Valeriano I, ma non si hanno notizie storiche della sua vita.

CARLO il Buono
nato nel 1083, conte di Fiandra, figlio del re di  Danimarca Canuto IV. Dal 1086, quando suo padre fu assassinato, venne allevato dal nonno, il conte Roberto delle Fiandre e fu il suo successore nel governo della contea. Dopo la partecipazione a una crociata, acquistò grande popolarità per saggezza, benevolenza e spirito di giustizia. Favorì la rinascita del commercio nella contea, rifiutò il Regno di Gerusalemme e non volle porre la sua candidatura all’impero.  Assassinato il 2 marzo 1127, mentre stava pregando nella chiesa di San Donatiano di Bruges, in Belgio, in seguito a un complotto ordito dalla famiglia di Bertulfo, prevosto della stessa chiesa e cancelliere di Fiandra, che venne poi impiccato dalla folla inferocita.

CEDDA di Lindisfarne
fratello di san Ceadda, abate dell’abbazia benedettina di Lindisfarne, Holy Island in Gran Bretagna. Evangelizzò la Mercia e i Sassoni Orientali, dei quali battezzò il loro re Sigeberto. Nominato vescovo, fondò vari monasteri e sostenne il computo romano nella controversia sulla data della Pasqua. Morto nel 672, le reliquie sono nella cattedrale di Birmingham. Il 2 marzo è grande festa tra i Benedettini inglesi.

SECONDILLA (DILLA)
martire a Porto Romano, con Eraclio, Gennara e Paolo.

ERACLIO martire nel 1° secolo, assieme a Gennara, a Porto Romano.

GENNARA martire a Porto Romano, con Eraclio e Paolo.

GIOVINO di Roma
martire nel 258 assieme a Basileo,sotto gli imperatori Gallieno I e Valeriano I, ma non esistono notizie storiche sicure.

LUCA Casali d’ Argira santo vissuto nell’8° secolo.

NICOLA di Owen
gesuita inglese martire del 17° secolo, canonizzato da Paolo VI il 25 ottobre 1970.

ONESIMO di Pozzuoli martire di Pozzuoli, nel 1° secolo.

PELAGIO I papa
nato a Roma verso il 500, di nobili origini. Ordinato diacono, divenne poi Nunzio Apostolico a Costantinopoli al seguito di 3 papi: Agapito, Silverio e Vigilio. Mantenne un atteggiamento ambiguo, nella questione dei Tre capitoli, ma aderì sia pure tardivamente all’editto di condanna emanato dall’imperatore romano d’Oriente Giustiniano I, con l’appoggio del quale, il 16 aprile 556 fu eletto papa successore di Vigilio. Riuscito a vincere l’opposizione del clero romano mostrandosi molto generoso con i poveri, non convinse invece i molti vescovi della Toscana e quelli ariani di Milano e Aquileia, i quali non lo riconobbero rifiutandosi anche di citare il suo nome nelle celebrazioni eucaristiche, come i vescovi della Gallia e d’Africa che gli manifestarono una forte opposizione. Durante il suo pontificato fu avviata in Roma una massiccia costruzione di chiese e conventi che risolse, almeno per quei tempi, il grave problema della disoccupazione. Morì il 4 marzo 561 e fu sepolto nel portico di San Pietro.

PROSPERO
Prospero Tirone, nato verso il 390 a Bordeaux, in Aquitania. Uomo estremamente colto, teologo laico, si stabilì a Marsiglia vivendo come un monaco. Amico di Agostino d’Ippona, del quale fu il migliore interprete delle tesi sulla Grazia e sulla predestinazione, polemizzò con i semipelagiani e con Giovanni Cassiano, chiedendone inutilmente la condanna. Dopo il 435 e durante il pontificato di Leone I fu a Roma, entrando al servizio della cancelleria pontificia come collaboratore teologico. Ha lasciato vari trattati, molte poesie, il poemetto De ingratis, di ispirato all’opera del poeta romano Lucrezio Caro, un Chronicon, fonte storica a sfondo religioso dalla creazione fino al 455, ma il cui periodo più importante è quello degli ultimi 30 anni. È morto a Roma il 25 giugno 463.

QUINTO il Taumaturgo
nato in Frigia da una famiglia cristiana. Medico al tempo dell’imperatore Aureliano, curava gratuitamente i poveri dell’Eolide, antico nome della Tessaglia (oggi Grecia), ma il governatore Rufo, sospettandolo cristiano, lo fece arrestare nella città di Cima, ma poi lo liberò per ringraziarlo di aver guarito anche lui. Il suo rilascio non fu però gradito dai molti pagani della città, anche perchè, dopo la sua liberazione, ci fu un forte terremoto che spaventò la gente, così il magistrato Clearco lo fece arrestare nuovamente e torturare. È morto nel 283.

SIMPLICIO papa
originario di Tivoli, venne eletto il 3 marzo 468, successore di Ilario. Nei 15 anni del pontificato, assistette ad avvenimenti importanti come il saccheggio di Roma del 472 ad opera degli Svevi del generale Ricimero, all’epidemia di peste che stroncò la vita anche all’invasore e alla grande carestia che ne seguì. Fu testimone anche della fine dell’Impero Romano d’Occidente, con la deposizione di Romolo Augustolo nel 476. Zelante sostenitore dei diritti e delle prerogative della Chiesa di Roma, contro le pretese delle comunità orientali, si oppose all’ecumenismo di Acaio patriarca di Costantinopoli e combatté l’eresia degli eutichiani (monofisismo), perché venissero rispettate le decisioni del Concilio di Calcedonia del 451 (IV ecumenico). È ritenuto il fondatore della Cattedrale di San Lorenzo e della chiesa di Santa Maria Maggiore a Tivoli, come di molte altre chiese che non esistono più. Ha lasciato alcune lettere disciplinari, tra le quali sono notevoli quelle dirette ai vescovi di Ravenna, Siviglia e degli Abruzzi. Dopo una lunga malattia, è morto il 1° marzo 483 e le spoglie sono conservate nella basilica Vaticana.

ULRICO di Kaiserheim abate cistercense di Kaiserheim, in Germania.

I santi del giorno del 27 gennaio

27 Gen

ANGELA Merici 
nata a Desenzano del Garda il 1° marzo del 1474, rimase orfana a 12 anni e fu accolta da uno zio a Salò, dove si fece terziaria francescana. Nel 1516, per ordine della superiora venne trasferita a Brescia, dove fu impegnata come educatrice delle ragazze, raccogliendo attorno a se numerose discepole. Dopo alcuni pellegrinaggi, uno anche in Terrasanta durante il quale perse e riacquistò la vista, il 25 novembre 1535 fondò, per incoraggiamento di Paolo III, la compagnia delle Dimesse di Sant’Orsola, per l’assistenza spirituale e materiale delle ragazze orfane e povere e degli ammalati. Approvata nel 1544, si sviluppò grandemente in Italia, Francia e Canada. Queste Orsoline sono impegnate a vivere nel mondo, libere da orari fissi e programmi conventuali e prestano la loro opera nelle prigioni, ospedali e nei posti più poveri e umili. Stimata santa già molto tempo prima della morte, avvenuta a Brescia il 27 gennaio 1540, è stata canonizzata da Pio VII, nel 1807.

DATIVO
martire in Africa con i santi Giuliano, Quintilio e Vincenzo.

DEVOTA di Montecarlo
patrona del Principato di Monaco, vittima in Corsica della persecuzione di Diocleziano. Una pia leggenda racconta che la barca che trasportava le sue spoglie, presa in una tempesta di mare, venne guidata miracolosamente da una colomba, verso la riva monegasca.

ELVIRA 
vergine martire, che appare in vari calendari locali, ma della quale non si hanno notizie storiche

GIULIANO di Le Mans
nobile romano, vissuto tra il 2° e il 3° secolo che secondo una tradizione, divenne il 1° vescovo di Le Mans, da dove evangelizzò la regione del Maine. Nell’835 le reliquie furono traslate nella bellissima cattedrale gotica, a lui intitolata.

GIULIANO da Sora martire nel Lazio.

IMERIO di Bagnoli   
di Bagnoli, frazione del comune di Napoli, vissuto nell 8° secolo.

MANFREDO di Settala
eremita nei pressi del lago di Como, morto nel 1430.

 MAURO di Salamanca
abate francese del monastero di Bodon, presso Salamanca, in Spagna.

NATALE d’Irlanda
vissuto nel 6° secolo, introdusse il monachesimo in Irlanda del Nord, collaborando con l’abate Columba e poi divenne anche lui abate in diversi conventi.

PALLADIO di Scozia
diacono irlandese, divenuto vescovo in Scozia, vissuto nel 5° secolo, molto venerato sia in Scozia che in Irlanda.

QUINTILIO martire in Africa.

TEODORICO d’Orleans
nato in una famiglia nobile e ricca, volle diventare monaco. Essendo in amicizia con il re di Francia Roberto II, il Pio e la regina Costanza, quando nel 1010 si rese vacante la sede vescovile di Orleans, fu da loro nominato vescovo. L’altro candidato, Odolrico, vedendosi scavalcato, cercò di uccidere il rivale durante la cerimonia di consacrazione, ma l’attentato fallì. Ci furono poi altri tentativi, ma Teodorico ne uscì sempre indenne. Nel 1022, anche se ammalato, intraprese un pellegrinaggio verso Roma, dove però non arrivò mai, perchè la morte lo colse lungo la strada, dalle parti di Tonnerre, sulla Yonne. Nel 1568 gli Ugonotti ne dispersero le reliquie.

VINCENZO martire in Africa assieme a Dativo e Giuliano.

VITALIANO papa
nato a Segni, nel Lazio. Eletto il 30 luglio 657 successore di Eugenio I, ottenne subito la convalida imperiale tramite l’Esarca di Ravenna. Tenne buoni rapporti con la corte di Costantinopoli e il 5 luglio del 662, accolse in San Pietro, con grandi onori, Costante II imperatore d’Oriente, il quale lo ricolmò di doni, ma lasciò che i suoi soldati saccheggiassero molti edifici, compresi gli ornamenti d’oro del Pantheon. Nel marzo del 666 l’imperatore pubblicò un decreto con il quale sottrasse alla giurisdizione papale il patriarcato di Ravenna, attentando gravemente ai previlegi della Santa Sede. Vitaliano fu invece in ottimi rapporti con la Gran Bretagna inviando a Canterbury, come vescovo metropolita, Teodoro di Tarso. Morì il 27 gennaio 672 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche per essere stato il primo a introdurre l’uso della musica d’organo nei riti religiosi.

I santi del giorno del 4 gennaio

4 Gen

AGGEO di Bologna martire a Bologna con Caio ed Ermete

ANGELA o ANGELICA da Foligno
nata nel 1248 a Foligno, in Umbria, di nobile famiglia, si sposò giovanissima ed ebbe molti figli. Gentile, generosa ma anche un po’ strana, dopo la morte della madre, del marito e dei figli, nel 1285 si convertì dalla sua vita sregolata e si fece terziaria francescana, donando tutti i suoi beni ai poveri. Fatta la professione di fede nel 1291, divenne una profonda conoscitrice della Sacra Scrittura e venne chiamata Magistra Theologicarum. Fondò una Congregazione di Terziari Regolari, con voti semplici, per l’assistenza ai lebbrosi e le opere caritative. Ebbe molte visioni ed esperienze mistiche, descritte in un libro composto da frate Adamo: Liber de vera fidelium experientia. Morì il 4 gennaio del 1309 e fu onorata come beata.

AQUILINO, EUGENIO, GEMINO (Mino), MARCIANO e MAVILO, TEODOTO, TRIFONE, QUINTO
Martiri in Africa nel 5° secolo durante la persecuzione del re dei Vandali, Unnerico.

BENEDETTA, PRISCILLIANO e PRISCO martiri a Roma.

CAIO di Bologna martire con Ermete e Aggeo.

CRISTIANA di Santa Croce
di umili origini, nata nel 1240  a Santa Croce, Lucca, fu battezzata con il nome di Oringa. Da bambina badava a un gregge di pecore, ma quando rimase orfana, scappò di casa per sfuggire ai maltrattamenti dei fratelli e andò a fare la domestica presso un ricco signore di Lucca. Dopo un pellegrinaggio al santuario di San Michele sul Gargano, nel 1265 e un lungo soggiorno romano, presso l’amica Margherita, tornò a Santa Croce. Nel 1274 ottenne dal comune un edificio dove creò, con alcune compagne, una congregazione religiosa nel monastero che fu poi chiamato di Santa Maria Novella, sotto la regola agostiniana, prendendo il nome di Cristiana. Ebbe il dono delle profezie e le furono attribuiti molti miracoli. Morta il 4 gennaio 1309, venne proclamata patrona della città e nel 1587 Sisto V ne riconobbe il culto per sempre.

DAFROSA
moglie di Flaviano e madre di Bibiana e Demetria. Tutti martiri verso il 363, sotto Giuliano l’Apostata.

ELSA Bailey Seton
Elizabeth Ann, detta “Elsa”, prima santa statunitense, nata a New York il 28 agosto 1774. Educata nella Chiesa episcopale protestante, si sposò molto giovane, divenne madre di 5 figli e nel 1797 fondò le Sorelle per la Carità per l’aiuto alle vedove povere con figli piccoli e così fu conosciuta come la Suora protestante della carità. Nel 1803, durante un viaggio in Italia, il marito già sofferente, morì a Pisa e visitando poi il santuario di Montenero, in provincia di Livorno, nel quale è conservata una miracolosa immagine della Madonna, sentì fortemente la chiamata del Signore e tornata negli Stati Uniti si fece cattolica. A Baltimora, nel Maryland, aprì una scuola per ragazze, aperta anche a quelle di colore e per loro fondò la comunità religiosa delle Suore della carità di San Giuseppe d’America. Morta a Emmitsburg il 4 gennaio 1821, lasciando numerosi e preziosi scritti, è stata canonizzata da Paolo VI, il 14 settembre 1975, durante l’Anno Santo alla presenza anche di personalità religiose non cattoliche, provenienti dagli Stati Uniti.

ERMETE o ERMES martire di Bologna assieme ad Aggeo, nel 4° secolo.

FAUSTA martire.

RUGGERO di Elan
nato in Inghilterra, lasciò il suo paese ed entrò nel monastero cistercense di Lorroyn, in Francia e fondò poi il monastero di Elan nella diocesi di Reims. Famoso per il grande amore verso gli ammalati e la rigida osservanza della regola, è morto il 4 gennaio 1160.

SECONDO da Vercelli
cappellano degli Alpini, beatificato da Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1998.

TITO di Creta
pagano di origine greca. Chiamato a Gerusalemme da Paolo di Tarso, rappresentò la nuova comunità ellenico-cristiana, all’assemblea che doveva discutere sulla libertà dalla legge giudaica per i convertiti al cristianesimo, riguardo al problema della circoncisione. Compagno dell’apostolo nei suoi viaggi, ebbe una parte notevole nei rapporti con l’irrequieta comunità di Corinto. Da una breve lettera pastorale che Paolo gli scrisse dopo il 63, sappiamo che era preposto alla guida della Chiesa di Creta e rispondendo alla sua richiesta, andò a Nicopoli, nell’Epiro (Grecia) e poi compì anche un viaggio in Dalmazia(v).

 

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