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I santi del giorno del 18 aprile

18 Apr

ALESSANDRO
nato nel 250, eletto vescovo e patriarca di Alessandria d’Egitto nel 31, convocò un sinodo provinciale per scomunicare l’eresiarca Ario che faceva parte del suo clero. Ordinò prima diacono e poi sacerdote Atanasio, con il quale ebbe una parte importante nel Concilio di Nicea del 325, il 1° ecumenico della storia della Chiesa, promosso dall’imperatore Costantino. Anche qui 250 vescovi condannarono la dottrina di Ario, proclamando che il Figlio è generato non creato ed è della stessa sostanza del Padre. È morto il 18 aprile 328, ma in Occidente la sua festa è il 26 febbraio.

AMADEO o AMEDEO
Joao da Silva y Menezes, nato nel 1425 a Ceuta. Monaco, confessore di Sisto IV, fu il fondatore dell’Ordine degli Amadeiti e del convento di Oreno, vicino a Vimercate. Fece anche erigere la Chiesa di Santa Maria della Pace a Milano, dove morì nel 1484.

ANZIA martire di Messina assieme a ELEUTERIO vescovo.

APOLLONIO di Roma
senatore di Roma, scienziato e filosofo, martire. Denunciato perchè cristiano, quando fu chiamato a discolparsi davanti al senato, invece di difendersi, pronunciò un’apologia del cristianesimo e nel 185 venne condannato a morte sotto l’imperatore Commodo.

CALOGERO di Brescia
convertitosi al cristianesimo subì il martirio ad Albenga nel 120 circa, sotto Adriano che fu imperatore dal 117 al 138.

GALDINO di Milano
nato nel 1096, a Milano, appartenente alla nobile famiglia dei Valvassori della Sala. Ordinato sacerdote, divenne prima cancelliere e arcidiacono e poi, nel 1156, arcivescovo e cardinale di Milano, successore di Uberto dei Pirovani. Combattè contro la setta dei Catari, che a Milano aveva fatto molti proseliti e sostenne la Lega Lombarda, contro l’imperatore Federico I, il Barbarossa, come delegato del pontefice. Contribuì molto alla ricostruzione della città devastata, praticamente rasa al suolo dallo stesso imperatore, sostenuto e incoraggiato del papa Alessandro III, che pochi anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1176, lo proclamò santo.

GEBUINO di Lione
di nobile famiglia, nel 1077 fu consacrato vescovo di Lione da Gregorio VII. Sostenitore della riforma ecclesiastica, nel mezzo della lotta per le investiture, si scontrò con l’imperatore Enrico IV. Gravemente ammalato, morì nel 1081 e venne sepolto nella Chiesa di Sant’Ireneo. Nonostante questa chiesa sia stata poi distrutta durante la rivoluzione francese, la sua tomba è stata ritrovata intatta, nel 1824.

GIACOMO d’Oldo o JACOPO Oldi, beato terziario francescano, morto a Lodi, nel 1404.

IGINO Giordani
nato a Tivoli il 24 settembre 1894. Scrittore, giornalista, politico, ecumenista e patrologo, è considerato da Chiara Lubich co-fondatore del movimento dei “focolari” e indicato anche come l’uomo delle beatitudini. È morto il 18 aprile 1980 a Rocca di Papa, Roma e il 6 giugno 2004 è iniziato a Frascati il processo per la beatificazione, alla presenza dei suoi 4 figli e di Chiara Lubich stessa.

MARIA dell’Incarnazione
Barbara Acarie Avrillot, nata a Parigi il 26 febbraio 1565. Modello di moglie e madre cristiana, dopo la morte del marito, si fece monaca carmelitana prendendo il nome di Maria dell’Incarnazione ed ebbe ripetute esperienze mistiche. Dedicò gran parte della sua esistenza alla diffusione dell’Ordine in Francia. Morta il 18 aprile 1618, fu beatificata da Pio VI, nel 1791.

NICO di Besozzo eremita lombardo vissuto tra il 4° e il 5° secolo.

PERFETTO di Cordoba sacerdote martire in Spagna nel 9° secolo.

PIER LUCA beato.

SAVINA o SABINA Petrilli ricordata anche il 06 Aprile.

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I santi del giorno del 30 marzo

30 Mar

AMEDEO IX duca di Savoia
nato a Thonon-les-Bains il 1° febbraio del 1435, figlio di Ludovico e di Anna di Bisignano. Nel 1452 sposò Jolanda di Valois, figlia del re di Francia Carlo VII e sorella minore di Luigi XI. Il giovane duca, che soffriva di epilessia, era un pacifista convinto molto benvoluto dal popolo, tanto che i poveri e i mendicanti accorrevano alla sua mensa, sempre aperta a tutti. Nel 1459 partecipò al Concilio di Mantova, ma 10 anni dopo per l’aggravarsi del suo male, cedette il governo alla moglie Jolanda perché  pur avendo 6 figli l’unico in età di governo, Carlo, era morto da poco. Si consacrò allora ancora di più ai poveri e agli indigenti, fondando ospedali e monasteri e sostenendo le opere di carità della Chiesa. Morto a Vercelli il 30 marzo 1472 venne sepolto in una cappella a lui dedicata, nella chiesa di Sant’Eusebio  San Francesco di Sales raccolse le prove per la sua beatificazione, che avvenne nel 1677 per opera di Innocenzo XI, che pochi anni dopo ne proclamò anche la santità.

DECIO martire egiziano del 4° secolo.

DONNINO di Salonicco martire assieme a Vittore

GIOACCHINO da Fiore
nato dopo il 1130 a Celico, Cosenza, da una famiglia di contadini. Abate cistercense di Flora, in Calabria, ritenuto un profeta, sconfinò nell’eresia  ammettendo nella Trinità tre distinte divinità, le quali operano così: il Padre fino alla venuta del Figlio, questi fino al 13° secolo, per poi lasciare il campo allo Spirito Santo fino alla fine dei secoli. È morto nel 1202 a Canale, frazione di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, dopo essersi sottomesso al giudizio della Chiesa. I libri scritti in difesa del “Triteismo”, furono condannati, sia dal Concilio Laterano del 1215, che da quello di Arles del 1260. Il popolo comunque lo acclamò subito santo e ci fu anche chi raccolse prove per giustificare queste richieste, ma è rimasto solo beato fino al 2001, quando l’arcivescovo di Cosenza, monsignor Giuseppe Agostino ha riaperto il processo di canonizzazione. Le spoglie si trovano nella cripta dell’abbazia di San Giovanni in Fiore.

GIOVANNI Climaco
scrittore ascetico greco, nato nel 579. Discepolo di Gregorio di Nazianzo, a 16 anni entrò nel convento del monte Sinai e poi a 19 si fece anacoreta in una grotta a Tholas, sempre ai piedi del monte, ma verso i sessant’anni  cedendo alle insistenze dei monaci, accettò di diventare abate del famoso convento di Santa Caterina. Morì verso il 649, lasciando un trattato ascetico, la Scala del Paradiso, in cui indica i gradi dell’ascesa spirituale verso la perfezione morale, diviso in 30 libri, a ricordo dei 30 gradini della misteriosa scala di Giacobbe. Questo testo divenne così popolare che fu tradotto in molte lingue.

LEONARDO Murialdo
nato a Torino il 26 ottobre 1828, figlio di Lorenzo e Teresa Rho, in una ricca famiglia borghese, con un fratello e ben 7 sorelle, all’età di 8 anni entrò nel collegio dei Padri Scolopi di Savona, assieme al fratello Ernesto. Studente di teologia all’università di Torino, dopo la laurea, il 20 settembre 1851 fu ordinato sacerdote e 6 anni dopo venne chiamato da don Bosco a dirigere l’oratorio di San Luigi a Torino. Nel 1865 tornò studente nel Seminario di San Sulpizio a Parigi per un anno di approfondimento teologico e il 19 marzo 1873, fondò la Pia Società Torinese di San Giuseppe, i “Giuseppini del Murialdo”, come furono poi chiamati, diventando il prete dei quartieri più poveri, dei ragazzi di strada e dei giovani apprendisti, che allora erano chiamati “artigianelli”. Si preoccupò molto dell’organizzazione sociale e cristiana degli operai, della loro assistenza materiale e spirituale, delle cooperative, mutue, casse di credito e dei circoli del dopolavoro. Nel 1876 fondò anche un giornale per dare voce e spazio a questi problemi, “La voce dell’operaio”, primo giornale cattolico nato in Italia e 2 anni dopo iniziò ad aprire colonie agricole e case famiglia per operai e giovani studenti. Negli ultimi anni della sua esistenza diede vita anche a numerose iniziative di carattere politico e sociale, auspicando la partecipazione dei cattolici alla vita politica italiana, creando i comitati elettorali. Stremato dalle fatiche è morto a Torino il 30 marzo 1900, è stato proclamato beato da Paolo VI, nel 1963 e canonizzato dallo stesso papa il 3 maggio 1970. Nei Giuseppini è festeggiato anche il 18 maggio.

PASTORE vescovo di Orleans.

QUIRINO di Roma secondo una leggenda, sarebbe stato il carceriere del papa Alessandro I, che lo aveva convertito e battezzato insieme alla figlia Balbina. Arrestato assieme a due sacerdoti, Evenzio e Teodulo, si rifiutò di apostatare e perciò fu prima torturato e poi decapitato, intorno al 117.

REGOLO di Senlis protovescovo martire di Senlis, nei pressi di Parigi. Secondo una tradizione del 9° secolo, sarebbe stato di origine greca, inviato in Gallia alla stessa epoca di Dionigi, Eleuterio e Rustico. Presumibilmente venne creato vescovo nella prima metà del 4° secolo.

VITTORE di Salonicco martire assieme a Donnino.

ZOSIMO di Siracusa vescovo martire, vissuto tra il 570 e il 660.

I santi del giorno del 17 febbraio

17 Feb

ALESSIO Falconieri
di nobile famiglia, figlio di Bernardo, uno dei 7 fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria, nel 1233. Assieme ad altri mercanti fiorentini, particolarmente devoti alla Madonna riuniti a vita comunitaria e dediti alla penitenza, collaborò con l’ospedale di Santa Maria di Fonte Viva, sul monte Senario presso Firenze, gettando le basi dell’ordine che fu caratterizzato dallo spirito contemplativo e dalla povertà. Per lui i fiorentini eressero il convento e il tempio della Santissima Annunziata. Morto il 17 febbraio 1310, è stato canonizzato nel 1888, durante il pontificato di Leone XIII.

AMEDEO degli Amedei
uno dei fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria. (vedi Alessio Falconieri)

BONOSO di Treviri martire in Germania verso il 373.

CONCORDIA martire assieme a Donato e Teodolo.

DONATO martire assieme a Concordia e Teodolo.

FINO
diminutivo di FINTANO, sacerdote e abate irlandese, vissuto nel 6° secolo.

FRANCESCO Regis
nato a Grenoble, nel 1737, a 24 anni divenne professore di teologia morale ad Annecy nell’Alta Savoia. Nel 1773 ricevette l’ordinazione sacerdotale nella Congregazione della Missione di Lione e nel 1776 venne chiamato a Parigi come direttore del seminario. Nel 1791 chiese di andare missionario in Cina e, partito dal porto di Lorient, arrivò a Macao 5 mesi dopo, dove, anche se nel 1805 iniziarono le persecuzioni contro i cristiani, riuscì a continuare ad annunciare il Vangelo fino al 1818, quando un cinese apostata, lo tradì, vendendolo alle autorità per 20 mila yuan. Passò così vari mesi da una prigione all’altra, subì molte torture e alla fine il martirio, legato mani e piedi a una bassa croce piantata in terra. Dopo circa 40anni il corpo è stato portato a Parigi e sepolto nella cappella dei Preti della Missione. È stato canonizzato durante il Giubileo del 2000 da Giovanni Paolo II.

FULDRADO o FULRADO
detto di “Saint-Denis”, dal nome dell’abbazia nella quale morì nel 784.

LUCA Belludi
nato a Padova nel 1200 e morto nel 1286. Francescano, seguace e discepolo di Antonio da Padova, fu uno dei redattori dei “Sermoni” del santo. È stato beatificato da Pio XI, nel 1927.

MARIANNA martire in Licaonia , nel 1° secolo.

POLICRONIO di Babilonia
vescovo di Babilonia, antica capitale della Caldea, sulle rive dell’Eufrate, le cui rovine furono ritrovate nel 19° secolo, a circa 150 Km a sud di Bagdad, in Iraq.

PROCOPIO martire di Costantinopoli.

SILVINO di Tolosa
originario di Tolosa, divenne vescovo di Therouanne, dove morì verso il 720. Nel 941 le sue reliquie furono traslate a Senlis, nel dipartimento dell’Oise.

TEODULO seniore
anziano domestico del governatore della Palestina Firmiliano, martire.

UGUCCIONE Ricoveri
uno dei 7 fondatori dei “Servi di Maria”, morto nel 1282.

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