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I santi del giorno del 11 giugno

11 Giu

ALICE di La Cambre
nata nel 1200, chiamata anche ADELAIDE, a soli 7 anni entrò in un monastero cistercense a Schaerbeek (La Cambre), in Belgio. Ammalatasi di lebbra visse in isolamento offrendo le sue sofferenze per il perdono dei peccatori, fino alla morte avvenuta l’11 giugno 1250. In Germania è venerata con il nome di ALEIDE.

ALVARO di Cordova santo spagnolo, morto nel 1420.

AMABILE di Riom
curato di Riom, città nei pressi di Clermont-Ferrand, nel 5° secolo.

APOLLO vescovo.

BARNABA di Cipro
nato sull’isola di Cipro, il suo nome era Giuseppe, soprannominato Barnaba, che significa “figlio della consolazione”. Levita, si convertì al cristianesimo, vendendo il proprio campo, consegnandone l’importo ai piedi degli Apostoli e fu così tra i primi fedeli di Gerusalemme. Collaboratore degli Apostoli stessi, ai quali verso il 38 presentò il neo-convertito Saulo di Tarso. Dal 42 al 43 fu ad Antiochia assieme a lui tenendo riunioni e istruendo molta gente, partecipò alle discussioni circa l’ammissione dei pagani convertiti nel 1° concilio di Gerusalemme del 51 e Paolo gli affidò il compito di aiutarlo nell’evangelizzazione dei Gentili in Asia Minore e poi a Cipro. Quando si separarono, Barnaba tornò a Cipro, continuando a predicare il Vangelo accompagnato dal cugino Marco, l’evangelista. Secondo la tradizione morì lapidato e bruciato dagli Ebrei a Salamina, sull’isola omonima in Grecia, nel 60 o 61. Erroneamente ritenuto il fondatore della Chiesa di Milano, è invece annoverato tra i Padri della Chiesa, anche se gli Atti e il Vangelo che gli vengono attribuiti, sono sicuramente apocrifi. Secondo Tertulliano, sembra sia lui e non Apollo, l’autore della Lettera agli Ebrei, attribuita a san Paolo.

CUNEGONDA di Polonia
vissuta nel 13° secolo, sorella della beata Iolanda, principessa di Polonia. Quando rimase vedova si ritirò assieme a lei nel convento delle Clarisse di Gniezno a circa 50 chilometri da Poznam, dove morì verso il 1290.

FLORA d’Alvernia
nata in Alvernia (v), a 14 anni entrò nel convento degli Ospedalieri di San Giovanni a Beaulieu, nella Turenna, dove fece l’infermiera. Ebbe il dono di molte apparizioni e le furono attribuiti anche vari miracoli avvenuti dopo il 1347, anno della sua morte. È molto venerata in tutta la Francia.

MARIA ROSA Molas y Vallvè
nata il 24 marzo 1815 a Reus, presso Tarragona, in Spagna, da una famiglia di artigiani. Dal 1841 si dedicò a servire i più poveri nell’ospedale della sua città, dando grandi prove di carità e poi fondò la Congregazione religiosa delle “Sorelle della Consolazione”, continuando la sua missione d’amore fino alla morte, l’11 giugno 1876.

PAOLA Frassinetti
nata a Genova il 3 marzo 1809. Visse accanto al fratello Giuseppe, parroco e fondatore dei Figli di Maria Immacolata, collaborando con lui e insegnando nella scuola dei bambini della parrocchia. Ottima docente e fine educatrice, nel 1834 fondò l’Istituto delle Suore di Santa Dorotea, per l’educazione della gioventù femminile, che ebbe una larga diffusione anche in Portogallo e Brasile. Morta a Roma l’ 11 giugno 1882, beatificata nel 1930 da Pio XI, è stata poi canonizzata nel 1984 da Giovanni Paolo II.

PARISIO di Treviso santo bolognese, monaco camaldolese morto nel 1267.

REMBERTO di Amburgo vescovo di Amburgo e poi di Brema, in Germania.

 

I santi del giorno del 19 febbraio

19 Feb

ALVARO di Cordova santo spagnolo, morto nel 1420.

BARBATO
nato a Cerreto in provincia di Avellino. Eletto vescovo di Benevento nel 633, evangelizzatore dei Longobardi, partecipò al Concilio di Roma del 680 indetto da papa Agatone e forse anche a quello di Costantinopoli dell’anno seguente. Il seggio di San Barbato, un rarissimo lavoro in ferro battuto, è custodito nel tesoro della Biblioteca Capitolare della città.

BEATO di Vendòme
confessore ed eremita di origine italiana, che si ritirò in una grotta nei pressi di Vendòme nella zona di Le Mans, in Francia, nel 5° secolo.

CORRADO di Baviera
nato nel 1105, figlio di Enrico il Nero duca di Baviera. Studiò a Bologna, dove conobbe Bernardo di Chiaravalle e lo seguì come monaco nell’abbazia di Clairvaux. Morì presso Molfetta, in Puglia, nel 1154, tornando da un pellegrinaggio in Terrasanta.

CORRADO da Piacenza
nato verso il 1290, dalla nobile famiglia Confalonieri. Soldato di ventura e gran cacciatore, un giorno provocò un incendio per snidare la selvaggina, devastando raccolti e casolari. Quando un innocente fu ingiustamente accusato e condannato a morte, Corrado si denunciò spontaneamente e spese il suo intero patrimonio per ripagare tutti i danni. Ridottosi in povertà, nel 1315 si fece religioso assieme alla moglie e mentre lei entrava tra le Clarisse, lui entrò nel Terz’Ordine Francescano di Calendasco, in provincia di Piacenza. Per poter poi sfuggire alla gente e dedicarsi pienamente alla preghiera e all’espiazione, divenne eremita rifugiandosi in una grotta in Sicilia, dove trascorse gli ultimi trent’anni della vita come un recluso. Morto il 19 febbraio nel 1354, dal 1544 la sua venerazione è stata estesa a tutta la Sicilia ed è chiamato compatrono dei cacciatori.

GABINO di Roma sacerdote martire nel 296.

MANSUETO dei Savelli
40° vescovo di Milano. Incerta è la data dell’elezione, forse nel 672, ma si sa comunque che nel 680 convocò un concilio provinciale, nel corso del quale venne dato a Damiano, più tardi vescovo di Pavia, l’incarico di scrivere una lettera all’imperatore Costantino IV Pogonato contro il monotelismo. L’anno seguente, invece, non intervenne al sinodo romano presieduto dal papa Agatone. Morto intorno al 690, le sue reliquie sono conservate nella chiesa di Santo Stefano Maggiore, in Via della Signora, a Milano.

MARCELLO martire in Africa con Giuliano e Publio.

PUBLIO martire in Africa assieme a Giuliano e Marcello.

TULLIO martire in Africa nel 2° secolo, assieme ad altri compagni di fede.

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