Tag Archives: alice

I santi del giorno del 24 agosto

24 Ago

ALICE Rich
nata ad Abingdon, nei pressi di Oxfordf, verso il 1190, da una famiglia molto religiosa. Il padre Rainoldo si fece monaco e la madre Matilde, dopo essersi dedicata all’educazione religiosa dei figli, divenne suora, mentre il fratello Edmondo, arcivescovo di Canterbury, fu addirittura santificato. Assieme alla sorella Margherita, entrò nel piccolo monastero benedettino di Catesby e in seguito ne divenne priora, raggiungendo un elevato grado di santità.

AUDOENO di Rouen
noto anche come DADONE, nato nel 609 e morto nel 684. Fondò l’abbazia di Rebais presso Parigi e dal 641, quando fu nominato vescovo di Rouen, lottò a lungo contro la simonia. Autore di una Vita di sant’Eligio.

AUREA di Ostia
chiamata anche AVIA, martire nella sua città, che le ha intitolato una chiesa del 15° secolo

BARTOLOMEO apostolo
uno dei 12 apostoli di Cristo, nato a Cana di Galilea, sicuramente identificato con quel Natanaele, del quale parla Giovanni nel suo Vangelo. Secondo una tradizione riportata da Eusebio di Cesarea, dopo l’Ascensione al cielo di Gesù, annunciò il Vangelo in Mesopotamia(v), Armenia e sopratutto in India, dove sarebbe stato scorticato vivo nel 47. Sono giunti fino a noi brani di un vangelo e di un’apocalisse apocrifi che portano il suo nome. Presunte spoglie sono conservate nella chiesa di San Bartolomeo all’Isola, in Roma.

DARIO martire a Roma.

EMILIA de’ Vialar
nata il 12 settembre 1797, a Gaillac presso Albì, in Francia. Nel 1832, fondò una comunità che prese il nome di San Giuseppe dell’Apparizione, per l’educazione dei giovani e la cura degli ammalati. Venne chiamata ad Algeri tre anni dopo, dove fin dal suo arrivo si prodigò nell’assistenza durante un’epidemia di colera. Tornata a Gaillac nel 1842, trasferì la casa madre a Tolosa e poi, nel 1852 a Marsiglia. Mandò le sue religiose fino in Australia e Birmania e alla sua morte, erano state fondate ben 40 di case di questa comunità, sparse in tutto il mondo. È morta a Marsiglia, il 24 agosto 1856.

GIOVANNA A. Thouret
Giovanna Antida, nata il 27 novembre 1765, a Sancey-le-Grand, nei pressi di Besancon, in una famiglia di contadini. Nel 1799 entrò tra le Figlie della Carità a Parigi e sotto la protezione di Vincenzo de’ Paoli, scrisse le costituzioni di un nuovo istituto, le Suore della Carità di Besancon e nel 1810 aprì una casa a Napoli, dove visse per 16 anni. Questo istituto che si diffuse molto anche nel resto d’Italia e venne approvato da Pio VII nel 1819, fu invece fortemente ostacolato dal vescovo di Besancon. Morta il 24 agosto 1826 nell’istituto fondato a Napoli, è stata canonizzata nel 1934 da Pio XI.

MICHELA di Valencia
Micaela Desmasieres, nata a Madrid il 1° maggio 1809, figlia del conte De la Vega del Pozo e della marchesa Llanos de’Alguazas. Pur avendo una giovinezza agiata, si distinse nelle opere di carità, in particolare durante l’epidemia di colera del 1834. Dotata di notevoli talenti artistici, dipingeva molto bene e suonava l’arpa, volle però aiutare le ragazze che si perdevano per miseria e ignoranza, per le quali fondò un collegio a Madrid nel 1845. L’iniziativa attirò un numero così grande di giovani che spese tutta la sua fortuna e dovette anche umiliarsi a chiedere l’elemosina, per mantenere l’istituto. Fortunatamente si unirono a lei altre nobili compagne e così poté nascere la congregazione delle ancelle della carità Adoratrici del Santissimo Sacramento, approvata nel 1866 da Pio IX. Intanto la fondatrice, che aveva preso il nome di Maria Michela del SS. Sacramento, donna di grandi doti mistiche e carismatiche, divenne anche consigliera della regina Isabella II. Alla sua morte, a Valencia il 24 agosto 1865, lasciò 7 collegi funzionanti e altri in progetto.  È stata canonizzata da Pio XI, nel 1934.

PATRIZIO di Neversabate di Nevers, città della Francia sulla Loira, meta di molti pellegrinaggi.

ROMANO di Nepi
vescovo di Nepi, nel Lazio, martire verso la fine del 1° secolo. Le presunte reliquie si trovano nel duomo di Nepi, ma forse sono quelle di Romano di Subiaco.

TOLOMEO vescovo martire nel 2° secolo.

Annunci

I santi del gorno del 13 giugno

13 Giu

ALICE di La Cambre
nata nel 1200, chiamata anche ADELAIDE, a soli 7 anni entrò in un monastero cistercense a Schaerbeek (La Cambre), in Belgio. Ammalatasi di lebbra visse in isolamento offrendo le sue sofferenze per il perdono dei peccatori, fino alla morte avvenuta l’11 giugno 1250. In Germania è venerata con il nome di ALEIDE.

ANTONIO da Padova
nato a Lisbona nel 1195. Ferdinando de Bulhoes (Buglione), nobile figlio di Martino, cavaliere alla corte del re portoghese Alfonso II e di Teresa Maria Tavera. A 15 anni entrò tra i Canonici Regolari di Sant’Agostino e quando, nel 1220,fu ordinato sacerdote, passò nei Frati Minori Francescani di Coimbra con il nome di Antonio d’Olivares. Inviato in Marocco ad annunciare il Vangelo, una malattia lo costrinse a rientrare, ma una tempesta lo portò in Sicilia e da qui andò ad Assisi, dove potè assistere al “capitolo delle stuoie”, tenuto da Francesco d’Assisi nel 1221. Si stabilì nell’eremo di Montepaolo, nei pressi di Forlì e poi si dette alla predicazione missionaria passando anche in Francia, dove divenne custode del convento di Limoges. Alla morte di Francesco tornò in Italia, venne eletto provinciale dell’Italia Settentrionale e nel 1226 si stabilì a Padova, continuando a predicare, tanto da essere chiamato “il martello degli eretici”. Si adoperò per abolire la prigione ai debitori, aiutò i poveri e combatté le eresie. Morì il 13 giugno 1231, a soli 36 anni, in una cella del convento di Arcella, alla periferia di Padova, dove la sua predicazione era stata accolta da adesioni entusiastiche. Chiamato anche taumaturgo, per i numerosi miracoli che gli furono attribuiti, fu canonizzato a Spoleto dopo un solo anno dalla morte, dal Gregorio IX e nel 1946 Pio XII lo ha proclamato Dottore della Chiesa Universale. Le sue reliquie si conservano in una cassa d’argento dentro un’arca di marmo verde in una cappella della grandiosa Basilica del Santo, a Padova, città della quale è patrono e che è meta di continui e ininterrotti pellegrinaggi. Curiosamente viene invocato anche per ritrovare gli oggetti perduti.

AQUILINA di Byblos santa martire nel 304  in Fenicia (v).

ELERIO abate.

MORANDO di Alsazia
nato nel 1080 nei pressi di Strasburgo, in Francia e morto nel 1115. Dopo un lungo pellegrinaggio a Santiago de Compostela, entrò nella comunità di Cluny (v) governata dall’abate Ugo. Divenuto monaco, venne mandato nei monasteri sui monti dell’Alvernia (v) e nel 1106 passò poi, in qualità di interprete, nel nuovo monastero di Altenkirchen, in Germania, sul Mar Baltico, dove rimase fino alla morte, venerato come un santo. È stato canonizzato alla fine del 12° secolo.

PELLEGRINO di Amiterno
vescovo di Amiterno (oggi San Vittorino), presso L’Aquila, vissuto tra il 6° e il 7° secolo, molto venerato in tutto l’Abruzzo.

RODRIGO di Cordova
sacerdote ed eremita a Cabra, presso Cordova in Spagna, fu denunciato dal fratello agli occupanti Saraceni, dopo che aveva tentato invano di fargli rinnegare la fede cristiana, per passare all’islam. In carcere si incontrò con un certo Salomone, laico, anch’egli imprigionato per lo stesso motivo e così si unì a lui in penitenza e preghiera. Vennero poi condannati a morte, decapitati il 13 marzo 837 e gettati nel Guadalquivir. I loro corpi furono recuperati da alcuni cristiani e Rodrigo fu sepolto nella Chiesa di San Genesio.

UGO di Novalesa
abate benedettino dell’Abbazia della Novalesa, provincia di Torino, fondata nel 726, dal governatore di Susa, Abbone.

UNNA di Saint Dié
moglie del nobile francese Hunon, vissuta nel 7° secolo. Assieme al marito, dedicò la sua vita all’assistenza degli ammalati poveri. Fu sepolta assieme a lui nella Chiesa di Saint-Dié, nella regione dei Vosgi, in Francia, che loro stessi avevano fatto edificare. Patrona dei lavandai, perché “lavava” le ferite dei malati.

I santi del giorno del 11 giugno

11 Giu

ALICE di La Cambre
nata nel 1200, chiamata anche ADELAIDE, a soli 7 anni entrò in un monastero cistercense a Schaerbeek (La Cambre), in Belgio. Ammalatasi di lebbra visse in isolamento offrendo le sue sofferenze per il perdono dei peccatori, fino alla morte avvenuta l’11 giugno 1250. In Germania è venerata con il nome di ALEIDE.

ALVARO di Cordova santo spagnolo, morto nel 1420.

AMABILE di Riom
curato di Riom, città nei pressi di Clermont-Ferrand, nel 5° secolo.

APOLLO vescovo.

BARNABA di Cipro
nato sull’isola di Cipro, il suo nome era Giuseppe, soprannominato Barnaba, che significa “figlio della consolazione”. Levita, si convertì al cristianesimo, vendendo il proprio campo, consegnandone l’importo ai piedi degli Apostoli e fu così tra i primi fedeli di Gerusalemme. Collaboratore degli Apostoli stessi, ai quali verso il 38 presentò il neo-convertito Saulo di Tarso. Dal 42 al 43 fu ad Antiochia assieme a lui tenendo riunioni e istruendo molta gente, partecipò alle discussioni circa l’ammissione dei pagani convertiti nel 1° concilio di Gerusalemme del 51 e Paolo gli affidò il compito di aiutarlo nell’evangelizzazione dei Gentili in Asia Minore e poi a Cipro. Quando si separarono, Barnaba tornò a Cipro, continuando a predicare il Vangelo accompagnato dal cugino Marco, l’evangelista. Secondo la tradizione morì lapidato e bruciato dagli Ebrei a Salamina, sull’isola omonima in Grecia, nel 60 o 61. Erroneamente ritenuto il fondatore della Chiesa di Milano, è invece annoverato tra i Padri della Chiesa, anche se gli Atti e il Vangelo che gli vengono attribuiti, sono sicuramente apocrifi. Secondo Tertulliano, sembra sia lui e non Apollo, l’autore della Lettera agli Ebrei, attribuita a san Paolo.

CUNEGONDA di Polonia
vissuta nel 13° secolo, sorella della beata Iolanda, principessa di Polonia. Quando rimase vedova si ritirò assieme a lei nel convento delle Clarisse di Gniezno a circa 50 chilometri da Poznam, dove morì verso il 1290.

FLORA d’Alvernia
nata in Alvernia (v), a 14 anni entrò nel convento degli Ospedalieri di San Giovanni a Beaulieu, nella Turenna, dove fece l’infermiera. Ebbe il dono di molte apparizioni e le furono attribuiti anche vari miracoli avvenuti dopo il 1347, anno della sua morte. È molto venerata in tutta la Francia.

MARIA ROSA Molas y Vallvè
nata il 24 marzo 1815 a Reus, presso Tarragona, in Spagna, da una famiglia di artigiani. Dal 1841 si dedicò a servire i più poveri nell’ospedale della sua città, dando grandi prove di carità e poi fondò la Congregazione religiosa delle “Sorelle della Consolazione”, continuando la sua missione d’amore fino alla morte, l’11 giugno 1876.

PAOLA Frassinetti
nata a Genova il 3 marzo 1809. Visse accanto al fratello Giuseppe, parroco e fondatore dei Figli di Maria Immacolata, collaborando con lui e insegnando nella scuola dei bambini della parrocchia. Ottima docente e fine educatrice, nel 1834 fondò l’Istituto delle Suore di Santa Dorotea, per l’educazione della gioventù femminile, che ebbe una larga diffusione anche in Portogallo e Brasile. Morta a Roma l’ 11 giugno 1882, beatificata nel 1930 da Pio XI, è stata poi canonizzata nel 1984 da Giovanni Paolo II.

PARISIO di Treviso santo bolognese, monaco camaldolese morto nel 1267.

REMBERTO di Amburgo vescovo di Amburgo e poi di Brema, in Germania.

 

I santi del giorno del 5 febbraio

5 Feb

ABRAMO
vescovo martire in Mesopotamia, nel 5° secolo.

ADELAIDE o ALICE
figlia di un conte olandese, si fece monaca benedettina e divenne badessa in un monastero fondato da suo padre a Willich in Germania, succedendo poi nella stessa carica, a una sua sorella in quello di Julich, presso Colonia. è morta nel 1015.

AGATA di Catania
nata a Palermo, ma figlia di nobili catanesi, sembra intorno al 231, subì il martirio sotto Decio ed è venerata come protettrice della città di Catania. Gli Atti relativi alla sua vita e la Passio, che risale al 5° secolo; sono in parte leggendari e raccontano che, verso i vent’anni, per aver rifiutato di sposare il console Quinziano, le vennero recisi i seni. Guarita miracolosamente perchè le era apparso in sogno san Pietro, fu di nuovo martirizzata, denudata e rotolata sui carboni ardenti. Mentre moriva, l’intera città venne scossa da un violentissimo terremoto, che fece crollare un’intera ala del tribunale. L‘anno dopo la morte il velo che ricopriva la sua tomba avrebbe salvato Catania da una spaventosa eruzione dell’Etna. La sua morte viene fatta risalire al 251, forse il 5 febbraio. Verso il 5° secolo, in suo onore, fu costruita una chiesa in Roma e il papa Simmaco ne introdusse il culto inserendo il nome nel Canone Romano della Messa. Nell’11° secolo il corpo fu rubato e portato a Costantinopoli, ma nel 1126 due soldati di guarnigione lo riportarono a Catania con una nave che approdò vicino alla città nel mese di agosto. Oggi i resti della santa martire sono conservati nel Tesoro del Duomo di Catania, in una cassa rivestita da lamine d’argento, con una lavorazione a traforo che impegnò molti artefici per più di un secolo.

 ALBUINO o ALBOINO
nato in Carinzia(Austria) dalla potente famiglia degli Ariboni, il padre lo fece studiare a Bressanone. Ordinato sacerdote, nel 975 fu nominato vescovo di Sabiona, presso Chiusa, in tedesco Klausen, in Alto Adige. Dopo il 10° secolo, quando si furono placate le incursioni barbariche, trasferì la sede diocesana alla corte regia di Prichsna, che l’imperatore Lodovico IV aveva donata al suo predecessore, il vescovo Zaccaria. Qui sorse poi la città di Bressanone e Albuino ne divenne così il 1° vescovo. Buon amico degli imperatori di Germania, ottenne da loro molte donazioni per la sua diocesi. Morì il 5 febbraio del 1015

AVITO Alcimo Ecdicio
nato da una nobile famiglia verso il 450. Vescovo di Vienne dal 490, prese parte attiva agli avvenimenti del tempo. Convertì Sigismondo re di Borgogna dall’arianesimo al cattolicesimo e inviò anche una lettera, divenuta famosa, al re Clodoveo I per felicitarsi della sua conversione. Autore di poemi d’ispirazione biblica e religiosa, come: De spiritualis historiae gestis, è morto nel 518.

COSIMO
missionario martire a Nagasaki, in Giappone, nel 16° secolo.

ELISABETTA Canori Mora
nata a Roma il 21 novembre 1774 da una famiglia cristiana benestante. Si sposò con un giovane avvocato ed ebbe 4 figlie, ma le prime due morirono presto. Fu sempre molto vicina al marito, anche quando scoprì che le era platealmente e palesemente infedele e aveva abbandonato lei e i figli. Dovette lavorare per potersi mantenere, ma trovò il tempo anche per la preghiera e per i poveri, ai quali aprì la propria casa. Offrì le sofferenze della sua vita per la pace, la santità della Chiesa e la conversione del marito, il quale dopo la morte di Elisabetta si fece addirittura sacerdote. Morta il 5 febbraio 1825, è stata beatificata da Giovanni Paolo II il 4 aprile 1995, per la sua totale dedizione al sacramento del matrimonio, nonostante le traversie coniugali

GENUINO del Tirolo
vescovo di Sabiona, presso Chiusa, Bressanone. Nel 590, partecipò al sinodo di Marano e con gli altri vescovi della diocesi di Aquileia, protestò contro l’imperatore Maurizio Flavio Tiberio, avverso la condanna dello scisma detto dei “Tre capitoli”. Nel tempo del suo episcopato, Sabiona fu invasa da Longobardi ariani e Bajuvari pagani, così fu costretto a fuggire, trovando accoglienza prima presso il vescovo di Trento, Agnello e poi da quello di Aquileia, Severo. Tornato infine a Sabiona, vi è morto nel 605. Nell’11° secolo, il vescovo Albuino, ha fatto portare le reliquie del santo vescovo nella nuova sede episcopale, a Bressanone.

GIACOBBE
il 3° dei 4 grandi patriarchi ebrei, figlio di Isacco e Rebecca, fratello gemello di Esaù, ma secondogenito. La sua è una storia popolare che si sofferma su aneddoti personali e tratti pittoreschi, ma è comunque una storia religiosa, perchè tutti i momenti decisivi sono contrassegnati da un intervento divino. Acquistata la primogenitura grazie a un inganno materno, per sottrarsi alla vendetta del fratello, fuggì in Mesopotamia presso lo zio Labano, del quale sposò le figlie Lia e Rachele, dalle quali e da due schiave, in totale ebbe una figlia e dodici figli, capostipiti, con i nipoti Efraim e Manasse, delle tribù d’Israele. Tornando in patria, sostenne una misteriosa lotta notturna con un angelo, che alla fine lo benedì e da questo fatto gli è derivato il soprannome di “Israele”, cioè, forte con Dio. Abitava Betel, in Palestina, ma venne chiamato in Egitto dal figlio Giuseppe, ministro del Faraone, che gli donò la terra di Gessen, dove si stabilì definitivamente. Morì circa 1600 anni prima di Cristo, all’età di 137 anni.

LAURA Sabès
figlia di un notaio e di una commerciante, nata il 21 luglio 1841, sull’isola Martinica, nei Caraibi. Trascorse la gioventù in un ambiente frivolo, il suo maggior divertimento era quello di fare gioiose cavalcate fra le colline dell’isola, ma verso i vent’anni, cedendo alle insistenti preghiere della madre, per festeggiare degnamente la nascita del Salvatore, accettò di partecipare a una liturgia di riconciliazione. La confessione con padre Dufrien, le cambiò totalmente la vita, perché lasciò gli abiti di lusso, le amicizie mondane e le sue origini, per dedicarsi ai poveri e assieme alla sorella Hermance si occupò di malati, schiavi e persone anziane sole che abitavano lontano che visitava dopo lunghe cavalcate. Il 2 febbraio 1868 fondò la Congregazione delle Suore Domenicane missionarie di Nostra Signora della Delivrande, a Morne-Rouge in Martinica, congregazione di religiose indigene, il cui fine principale sarà quello di servire poveri, malati e anziani abbandonati. Ancora novizia, fu eletta superiora prendendo il nome di Maria della Provvidenza. Nel 1884 le arrivò la richiesta del vescovo di Grenoble monsignor Fava, di avviare in Francia opere di assistenza come le sue ed allora fece costruire nella periferia di Grenoble il convento di Croix-Rouge, inaugurato 3 anni dopo. Accanto furono costruiti poi una scuola e un ambulatorio per gli ammalati, lavori che la occuparono per altri 3 anni, prima di poter tornare in Martinica. I danni subiti per l’eruzione del vulcano Pelée nel 1902 e certe leggi francesi contro le congregazioni, la costrinsero a chiedere asilo in Italia, dove le religiose furono accolte nel 1906, a Milano dall’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari. La fondatrice è morta il 5 febbraio 1911, ma la congregazione si è diffusa sempre più e attualmente conta circa 200 suore, presenti, oltre che in Italia e Francia, in Egitto, Svizzera, Haiti, Siria, Libano Algeria e altre ancora. Per celebrare il centenario della loro presenza a Milano in viale Vigliani 51, il 22 gennaio 2006 il cardinale arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha celebrato una Santa Messa nella loro parrocchia di Santa Maria Matrona.

LEONE Carasumo santo morto nel 1597.

MARTINO santo detto “dell’Assunta”, morto nel 1597.

POLIEUTO detto “il Giovane”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: