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I santi del giorno del 22 giugno

22 Giu

ALBANO di Magonza
nato verso il 400 nel nord-Italia, venne inviato a esercitare il ministero sacerdotale a Magonza (v). Martire, decapitato durante un’invasione dei Vandali.

ALBINO di Colonia
nativo di Roma, dove fu martirizzato in epoca imprecisata. Dal 990 le sue reliquie si trovano a Colonia, venerate nella cattedrale della città.

ARONNE di Saint-Malo
eremita su di un’isoletta nei pressi di Saint-Malo, in Bretagna(Francia), vi fondò poi un monastero del quale divenne abate. Con la sua illuminata direzione attirò numerosi discepoli, tra i quali il futuro san Macuto. Morì verso il 552.

EBERARDO di Bethune
vescovo nei pressi di Lilla, in Francia, vissuto nel 13° secolo.

FLAVIO Clemente
nobile romano, figlio di un fratello dell’imperatore Vespasiano, console nel 95. Subì il martirio nel 96, condannato perché cristiano assieme alla moglie Flavia Domitilla, da suo cugino, l’imperatore Domiziano, come è narrato in un libro della “Storia romana”, dello storico greco Dione Cassio Cocceiano.

GIOVANNI Fisher
nato nel 1469 a Beverley, nello Yorkshire. Dopo gli studi di teologia a Cambridge, fu ordinato sacerdote e poi, nel 1504, venne eletto vescovo di Rochester, nel Kent e come ottimo pastore, visitò spesso i suoi fedeli. Amico di Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro, insegnante all’Univesità di Cambridge, confessore della regina e precettore di Enrico VIII, rifiutò però aspramente di riconoscere con giuramento la supremazia religiosa del re, ed essendosi opposto al suo divorzio da Caterina d’Aragona, nel maggio del 1535, venne imprigionato nella torre di Londra. Qui ricevette la notizia della sua elevazione alla porpora cardinalizia, ma il re adirato per tale onore, fece istruire un processo contro di lui, lo fece condannare per lesa maestà e il 22 giugno dello stesso anno fu decapitato, testimoniando così con il suo sacrificio, l’indissolubilità del matrimonio cristiano e l’unità della Chiesa. Ha lasciato molte opere, tra le quali i “Sermoni” contro la dottrina di Martin Lutero. Beatificato nel 1866 da Pio IX, è stato poi canonizzato nel 1935, da Pio XI.

INNOCENZO V papa
Pietro de’ Champigny, o di Tarantasia nato nel 1225 nella Savoia francese. Entrato giovanissimo nei domenicani, studiò teologia a Parigi assieme a Tommaso d’Aquino, dove ebbe per maestro Alberto Magno. Conseguì il dottorato nel 1259, fu un insigne teologo e Reggente dell’Università di Parigi, diventò Provinciale dei domenicani di Francia e nel 1272, arcivescovo di Lione e primate delle Gallie. Nel 1273, venne nominato cardinale vescovo di Ostia-Velletri e fu presente al Concilio di Lione dell’anno dopo, dove ebbe un ruolo notevole. Decano del Sacro Collegio, stretto collaboratore di Gregorio X, alla sua morte fu eletto papa, il primo dell’Ordine Domenicano, il 21 gennaio 1276, con il nome di Innocenzo V e fu consacrato un mese dopo. Durante il breve pontificato cercò di riportare la pace fra Pisa e le altre città toscane e difese i cristiani di Spagna contro i Saraceni. Morto dopo soli 5 mesi, il 22 giugno, è stato beatificato da Leone XIII, nel 1898.

PAOLINO di Nola
Paolino Meropio Ponzio, nato nel 355 a Bordeaux, in Francia. Studiò lettere ed ottenne cariche civili, fu membro della corte dell’imperatore romano d’Occidente, Valentiniano II, senatore, console e infine governatore della Campania dal 379. Si sposò con Therasia ed ebbe un figlio ma, animato dal desiderio di una vita ascetica, nel 389 ricevette il battesimo dal suo maestro, Delfino di Bordeaux, rinunciò ai beni terreni e si fece monaco. Ordinato sacerdote nel 393, l’anno dopo arrivò a Cimitile, presso Nola, fondò un monastero e formò un cenacolo spirituale dove rimase fino al 409, quando fu eletto vescovo di Nola. Promosse il culto di San Felice, che sembra abbia subito il martirio proprio a Nola e fu anche un poeta fine ed elegante; le “Lettere” sono molto interessanti, in quanto tracciano un quadro culturale dell’epoca, anche se la sua fama è affidata principalmente ai “35 Carmina”. È morto a Nola il 22 giugno 431.

TOMMASO Moro
Thomas More, nato a Londra il 7 febbraio 1477. Laureatosi all’Università di Oxford in lettere classiche e diritto, entrò nella vita politica, rivestì importanti cariche sotto il re Enrico VIII, si sposò ed ebbe 4 figli. Nel 1529 divenne cancelliere d’Inghilterra, ma animato da una profonda fede religiosa e fedele alla Chiesa di Roma, quando nel 1532 il re provocò lo scisma della Chiesa Anglicana, per la questione riguardante il suo divorzio e nel 1534, con l’editto “Atto di maestà”, si autoproclamò capo supremo anche della chiesa inglese, ripudiando l’autorità del papa di Roma, Tommaso si ribellò e rifiutò di approvarne l’operato. Per questo suo inflessibile atteggiamento venne rinchiuso nella Torre di Londra, condannato a morte e decapitato il 6 luglio 1535. Umanista e filosofo profondo, ha scritto molte opere, tra le quali: Epigramma, Storia di Riccardo III e Vita di Edoardo VI, ma la sua fama universale è legata al trattato filosofico-sociale “Utopia” del 1516, nel quale egli sostiene arditamente la necessità di una riforma religiosa, che non vede però possibile, se non affiancata anche da una sociale. Canonizzato come martire da Pio XI, nel 1935.

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I santi del giorno del 24 maggio

24 Mag

AFRA di Brescia
martire secondo la leggenda, sotto l’imperatore Adriano nel 8° secolo a Brescia, dove esiste una chiesa intitolata a lui.

ALBANO di Varulam
1° martire della Gran Bretagna, a Varulam (Warwick), nel 303 al tempo di Diocleziano.

AMALIA di Tavio
vergine martire di Tavio, in Galazia, assieme a più di 200 tra ufficiali e soldati che, con le loro mogli, si rifiutarono di sacrificare agli dei pagani, al tempo dell’imperatore Antonino.

DONAZIANO di Nantes
martire verso il 299. Imprigionato assieme al fratello Rogaziano, morì con lui dopo lunghi supplizi, per essersi rifiutato di abiurare il cristianesimo.

FELICE d’Istria martire assieme a Servolo, Silvano e altri compagni.

FILIPPO Suzzani eremita del 13° secolo.

MARCIANA martire assieme a Palladia e Susanna.

PAGANO Tornielli terziario francescano di Novara.

PALLADIA martire assieme a Marciana e Susanna.

ROBUSTIANO di Milano martire.

ROGAZIANO di Nantes
fratello di Donaziano, martire, decapitato a Nantes, verso il 299.

SERVOLO martire nel 4° secolo, compatrono di Trieste.

SOFIA Barat
Maddalena Sofia, nata il 13 dicembre 1779 a Joigny, in Borgogna. Un suo fratello sacerdote, si occupò della formazione teologica e spirituale. Ancora molto giovane si dedicò all’educazione delle ragazze e poi nel 1800, incitata dal direttore spirituale, Joseph Varin, fondò la Società del Sacro Cuore di Gesù, un istituto religioso per l’istruzione delle giovani povere, chiamato anche delle Dame del Sacro Cuore. Gli inizi furono difficili, ma dopo il 1815, quando la congregazione si fu stabilita ad Amiens, ebbe una rapida diffusione in tutto il mondo. La regola fu approvata da Leone XII, verso il 1825 e Sofia si dimostrò ottima educatrice e maestra spirituale. Morta il 24 maggio 1865, è stata canonizzata da Pio XI, nel 1925. Di lei ci sono pervenute 14mila lettere di profonda spiritualità fondata sugli insegnamenti di Ignazio di Loyola.

SUSANNA martire assieme a Marciana e Palladia.

VINCENZO di Lerins
fratello di san Lupo, si fece monaco nell’abbazia di Saint-Honorat sull’isola di Lerins, di fronte a Cannes. Scrittore ecclesiastico autore, nel 434, di due “Commonitoria”, sul principio cattolico della tradizione. Il primo ci è giunto integralmente, mentre il secondo è conosciuto solo attraverso una ricapitolazione, redatta però sempre da lui. Morì nella sua abbazia nel 450. Nel 1940 sono stati pubblicati gli Excerpta, antologia di testi agostiniani, che Vincenzo aveva raccolto per combattere il nestorianesimo.

I santi del giorno del 21 gennaio

21 Gen

AGNESE di Roma 
vergine cristiana, che subì il martirio prima dei 16 anni, verso la fine del 3° secolo sotto Diocleziano. Nata nella nobile famiglia Claudia, fu data a balia alla madre di Emerenziana, con la quale crebbe come sorella di latte. Era una ragazza bellissima e aveva molti pretendenti, ma rifiutò il matrimonio con Sempronio, figlio del prefetto Sinforiano, il quale la denunciò accusandola di cristianesimo. Esposta nuda al Circo Agonale in Piazza Navona, un luogo destinato alle prostitute pubbliche, subì con fermezza e superò con l’aiuto divino le offese del pretendente, ma venne condannata. Del suo martirio esiste un bel racconto attribuito a sant’Ambrogio, nel quale è narrato che dopo la condanna fu messa sul rogo, ma siccome il fuoco non la toccava, venne uccisa con un colpo di spada alla gola, sgozzata come un agnello. Per questo è raffigurata spesso con una pecorella o un agnello, simbolo del suo sacrificio. Venne sepolta nelle catacombe che portano il suo nome e che si trovano sotto la Chiesa di Sant’Agnese fuori le Mura sulla Via Nomentana, fatta erigere da Costanza, figlia dell’imperatore Costantino, verso il 324. Qui, nel giorno del suo ricordo, vengono benedetti gli agnelli con la lana dei quali le suore benedettine di Santa Cecilia tessono paramenti sacri. Sul posto dove, secondo la tradizione, i capelli della Santa, che era stata messa nuda alla gogna, miracolosamente si sciolsero e la ricoprirono interamente, sorge la Chiesa di Sant’Agnese in Agone. Il papa Damaso I compose versi per il suo sepolcro e inserì il suo nome nel Canone Romano della Messa. Considerata uno dei prototipi della castità cristiana, assieme alle sante Agata, Cecilia, Lucia e Virginia, è una patrona dei fidanzati cristiani.

ALBANO Roe
sacerdote inglese, subì il carcere a Londra per quasi vent’anni prima di essere giustiziato per la fede cristiana, nel 1642.

AUGURIO  
diacono martire a Tarragona, in Spagna, assieme al vescovo Fruttuoso.

CESARE Pisano
nato a Pogli di Ortovero, in provincia di Savona, morto nel 1964 e sepolto nell’abbazia di Sant’Alberto, meta del pellegrinaggio di centinaia di devoti che gli chiedono grazie.

CRISTIANA di Santa Croce  Ricordata anche il 4  Gennaio.

EPIFANIO di Pavia (FANIO)
nato nel 438,  secondo lo storico Ennodio Felice, nel 466 fu il successore di Crispino, nel vescovado della città. Ebbe una parte importante nella vita politica del tempo, perché nel 489 diede asilo politico a Teodorico il Grande, salvandolo dai furori di Odoacre e così l’anno seguente, quando Odoacre fu sconfitto, ottenne la grazia per gli abitanti di Pavia. Con le sue trattative di pacificazione tra i barbari, ottenne anche la liberazione di 6mila connazionali che erano tenuti prigionieri a Lione dal re di Borgogna. È morto a Pavia, il 21 gennaio 496.

EULOGIO o ELOGIO
diacono martire con Augurio e il vescovo Fruttuoso nel 259, a Tarragona in Spagna.

FRUTTUOSO di Tarragona 
vescovo martire nel 259 durante la persecuzione di Valeriano I, con i diaconi Augurio ed Eulogio. Per avere proclamato la sua fede cristiana davanti al procuratore Emiliano fu condannato al rogo nell’anfiteatro della città.

GIACINTA
santa monaca del 17° secolo.

INES
martire spagnola, vissuta nel 4° secolo.

MASSIMO di Crisopoli
nato a Costantinopoli nel 580 circa, teologo e mistico bizantino, detto “il confessore”. Segretario alla corte dell’imperatore Eraclio a Costantinopoli, nel 613 abbandonò cariche e onori e si fece monaco. Divenne superiore del convento di Crisopoli, in Bitinia, combattè le eresie del monofisismo e monotelismo e poi, verso il 641, predicò il vangelo  di Cristo anche in Africa. Trovandosi a Roma nel 653, venne fatto arrestare dall’imperatore Costante II, condotto a Costantinopoli ed esiliato in Tracia. Richiamato a giudizio una diecina di anni dopo, fu torturato, gli furono amputate lingua e mano destra e subì la condanna all’esilio perpetuo nel Caucaso. Morì martire per la sua fede nelle due nature di Cristo, la divina e l’umana, in seguito alle mutilazioni subite, il 13 agosto 662 nel castello di Schemmari, sul Mar Nero.

PATROCLO di Troyes 
martire a Troyes. Di famiglia nobile e ricca, si consacrò a vita eremitica e subì il martirio sotto l’imperatore Valeriano I nel 259.

PUBLIO di Atene  
dopo essere stato eremita a Seleucia, sulla riva dell’Eufrate, venne eletto vescovo di Atene e subì il martirio tra 161 e il 170, sotto Marco Aurelio.

TADDEO Maker
vescovo irlandese, detto “Machar”, morto a Ivrea nel 1497, beato.

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