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I santi del giorno del 2 giugno

2 Giu

ADALGISO (GISO) 32° vescovo di Novara, dall’830 all’849.

ALBA o ALBINA santa martire a Lione nel 177.  

ATTALO di Pergamo
originario di Pergamo città della Misia, andò a predicare il Vangelo del cristianesimo, “la buona novella”, a Lione, dove subì il martirio con Potino e moltissimi altri compagni nel 177.

BIBLIS o BIBLIDE
santo martire a Lione nel 177, sotto Marco Aurelio. Dopo un primo momento di debolezza di fronte alla tortura, professò con coraggio la propria fede e fu ucciso con il vescovo Potino e molti altri compagni, nell’anfiteatro cittadino.  

BLANDINA di Lione
giovane schiava cristiana, martire a Lione nel 177, assieme a una cinquantina di altri cristiani. Esposta alle fiere e al fuoco della graticola nell’anfiteatro, fu infine avvolta in una rete e abbandonata a un toro furioso che con le corna la gettò in aria più volte, mentre lei sembrava non sentire nulla, tutta assorta nella preghiera, ma alla fine venne sgozzata. Anche gli stessi persecutori riconobbero che mai una donna aveva saputo sopportare tali atroci tormenti. Il martirio è narrato in una celebre lettera dei cristiani di Lione e di Vienne alle Chiese d’Oriente.

EMILIA di Lione martire nel 177 con circa 40 compagni.

ERASMO o ELMO di Siria
una tradizione lo ricorda come vescovo in Siria, crudelmente torturato nel 303 sotto Diocleziano, gli sarebbero state strappate le viscere e per questo una tradizione popolare lo dice patrono delle partorienti. Un’altra versione invece lo ricorda come vescovo di Formia, arrivato miracolosamente in Italia. I suoi presunti resti, comunque, furono ritrovati nel 917 a Gaeta, in provincia di Latina ed ora sono nella cripta del Duomo della città, consacrato nel 1106, assieme a quelli dei santi Marciano, Innocenzo Probo, Secondino e Casto. I marinai chiamano Fuochi di Sant’Erasmo o Sant’Elmo, le scintille elettriche che sprizzano all’estremità degli alberi delle navi, durante gli uragani. Protettore dei naviganti, assieme a Marciano è anche patrono di Gaeta.

EUGENIO I, papa
il clero e il popolo romano lo elessero il 10 agosto 654, prima della morte del suo predecessore Martino I, che in quel tempo era esiliato a Costantinopoli e che, per il bene della Chiesa, accettò la nuova situazione. Nel suo pontificato incontrò molte difficoltà causa l’appoggio dato dall’imperatore d’Oriente Costante II all’eresia dei monoteliti, aveva pubblicamente condannata. Morì il 2 giugno 657 e fu sepolto nella basilica vaticana.

FOSCO martire di Lione, nel 177.

GIULIO di Lione
martire nel 177 assieme a Potino vescovo, a Lione e molti altri compagni.

MARCELLINO di Roma
il suo martirio avvenuto verso il 303 assieme a Pietro, è testimoniato da Damaso I, che ne fu informato dallo stesso carnefice. Decapitato in un bosco, in località Torpignattara sulla Via Casilina, venne sepolto sulla Via Labicana, dove, secondo l’editto di Costantino, fu edificata una basilica in suo onore.

MATURO di Lione martire a Lione con 40 compagni, nell’ anno 177.

NICOLA il pellegrino
nato in Grecia dove, per un certo tempo visse, da eremita., Si trasferì poi in Puglia e morì a Trani nel 1094. Canonizzato da Urbano II dopo soli 4 anni dalla morte, le spoglie sono conservate nella Cripta di San Nicola all’interno della Cattedrale di Trani dedicata a lui.

PIETRO
la leggenda dice che Pietro era un esorcista il quale subì il martirio a Roma, assieme al compagno Marcellino, verso la fine del 3° secolo, durante la persecuzione di Diocleziano. Furono sepolti da Lucilla, pia matrona romana, nel cimitero “Ad duas lauros”, sulla Via Labicana, dove poi l’imperatore Costantino edificò una basilica in loro onore. Papa Vigilio (537-555), inserì i loro nomi nel canone della Messa.

POMPEA di Lione martire.

PONTICO di Lione
martire nel 178, assieme a Pompea e moltissimi compagni di fede.

POTINO di Lione o FOTINO
discepolo di Policarpo di Smirne, fu il 1° vescovo di Lione. Arrestato durante la persecuzione di Marco Aurelio assieme molti altri cristiani, benchè fosse molto anziano, venne imprigionato e torturato. Subito il martirio nel 177, è commemorato assieme ai martiri di Lione.

SANTO di Lione diacono di Vienne, martire a Lione nel 2° secolo.

SILVIO di Lione martire a Lione nel 177.

VEZIO Epagato martire a Lione, nel 2° secolo, assieme ad Alessandro.

I santi del giorno del 17 gennaio

17 Gen

ACHILLA
eremita martire del 4° secolo assieme ad Amoe

ALBA santo martire in Africa.

AMOE eremita martire del 4° secolo assieme ad Achilla

ANTONIO abate il Grande
uno dei fondatori del monachesimo chiamato perciò ‘padre dei monaci’. Nato a Qeman o Eracleopoli nel 251, da una ricca famiglia di contadini cristiani della media valle del Nilo, rimase orfano a 18 anni e seguendo il consiglio del Vangelo, vendette i suoi beni, ne distribuì il ricavato ai poveri, affidò la sorella a un istituto e verso il 272, si ritirò nel deserto egiziano in solitudine, preghiera e penitenza. Visse per circa vent’anni in una antica tomba e poi in un castello o fortino diroccato su una montagna disabitata, nella Tebaide, al di là del Nilo, senza uscirne mai, resistendo alle tentazioni del demonio. Praticò un’austerità molto stretta, nutrendosi solo di pane e acqua, una volta al giorno. Secondo la sua biografia, scritta intorno al 360 da Atanasio vescovo di Alessandria, che lo fece conoscere a tutta la Chiesa, fu raggiunto da numerosi discepoli. Divenuto poi famoso per santità di vita, ascetismo e saggezza, fu consultato da persone importanti provenienti da ogni luogo, tra le quali anche Girolamo di Stridone alla ricerca delle radici della sua fede. Siccome molti rimanevano presso di lui, a partire dal 305 fondò varie comunità anacoretiche, organizzandole in un monastero con una regola comune, anche se ogni monaco viveva in solitudine, tranne le riunioni di preghiera. Fu per due volte ad Alessandria a sostenere i cristiani durante la persecuzione di Massimino II Daia, nel 311 e per combattere l’eresia ariana. Tornò quindi al suo eremo nel deserto, dove morì verso il 356 a 105 anni. È il protettore degli animali, specialmente domestici e siccome i suoi monaci si dedicavano alla cura del cosiddetto “fuoco di sant’ Antonio”, contro il quale usavano grasso di maiale, il santo viene spesso raffigurato seguito da un porcellino.

JOLANTA martire, chiamata anche JOLE”.

LEONILDA santa vergine

NADIA di Poitiers
diminutivo di NEOSNADIA, vergine martire nata nei pressi di Loudun, tra Tours e Poitiers, in Francia, nel 5° secolo. È morta a Poitiers, dove il suo culto è molto popolare, anche se non sappiamo altro della sua vita.

NELLA martire.

ROSELINA di Villeneuve
popolarmente chiamata sia, ROSINA, ma anche LINA, morta nel 1329 a Villeneuve, nei dintorni di Lione.

SIMEONE di Siracusa martire.

SULPIZIO il Pio
vescovo di Bourges, morto nel 646. Nel 626 partecipò al Concilio di Clichy, presso Parigi, consacrò Desiderio vescovo di Cahors e combattè con molto accanimento, eretici e pagani. Patrono di Arvier, in Val d’Aosta.

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