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I santi del giorno del 1 settembre

1 Set

ADIUTORE
vescovo martire in Campania con otto compagni. È ricordato nel calendario gerominiano del 5° secolo, insieme a Prisco e nel calendario marmoreo di Napoli.

AGNESE di Venosa
badessa benedettina di Venosa, provincia di Potenza, verso il 12° secolo.

ANNA la profetessa
figlia di Fanuele, della tribù di Aser, consacrata a Dio e interprete dei suoi comandi, nel tempio di Gerusalemme. Credeva nelle profezie contenute nelle Scritture e attendeva la venuta del Messia promesso. All’età di 84 anni, presente assieme a Simeone al rito della Purificazione di Maria e della presentazione di Gesù al tempio secondo la Legge di Mosè, riconobbe che Gesù era veramente il Messia promesso dalle profezie antiche.

AUGUSTO martire in Campania con 9 compagni.

BARBARA
principessa di Baviera, martire, particolarmente venerata in una bella chiesa gotica a Merano, in Alto Adige.

DOLCELINA
religiosa francese, nata nel 1214, a Digione in Francia. Francescana, sorella di Ugo di Digne, fondò diversi conventi in Provenza. Fervente sostenitrice delle dottrine degli “spirituali”, dei quali fu una delle ispiratrici, è morta a Marsiglia nel 1274.

EGIDIO di Arles
figura di santo divenuta molto popolare nel Medioevo, in seguito a numerose leggende, ma dalle quali non si hanno notizie storiche sicure. Secondo una Vita leggendaria, era di origine ateniese e si insediò, alla fine del 7° secolo, nel Sud della Francia, dove, dopo aver passato due anni con Cesario di Arles, divenne eremita, raccogliendo alcuni discepoli. In seguito fondò l’abbazia di Saint-Gilles, presso Arles, della quale fu il 1° abate e dove sorse poi una città con lo stesso nome. Morto il 1° febbraio 725, nel 10° secolo la sua tomba divenne meta di molti pellegrinaggi. È patrono dei mendicanti.

EGIDIO
santo di Borgo San Sepolcro, vissuto nell’11° secolo.

ELPIDIO
martire in Campania, assieme a Prisco e al vescovo Adiutore.

GIOSUÈ della Bibbia
nato in Egitto, figlio di Nun della tribù di Efraim, il suo nome era Osea, ma Mosè, del quale era uno dei più fedeli discepoli e al quale successe alla guida del popolo ebraico, gli cambiò il nome in Giosuè, che significa: “Jahvè salva”. Protagonista del libro omonimo, nel quale sono narrate le prodigiose imprese compiute durante la conquista della Palestina, “il paese di Canaan”, come quella di fermare il sole, per poter rendere possibile il completamento di una vittoria e quella di aver abbattuto le mura della città di Gerico(v), con il suono delle trombe. I Padri hanno riconosciuto in lui una prefigurazione di Gesù Cristo  non solo perché porta lo stesso nome salvifico, ma il suo passaggio del Giordano, che introduce nella Terra Promessa, viene indicato come il rito del Battesimo cristiano, che unisce l’uomo al popolo di Dio. Morì all’età di 110 anni e “lo seppellirono nel territorio di sua proprietà a Timnat-Serach, sulle montagne di Efraim (v)”.

GIOVANNA Soderini
beata, nata a Firenze nel 1301 e morta nel 1367.

MARCO martire in Campania con Augusto e compagni.

PRISCO di Capua
martire a Capua, ma il suo sepolcro dovrebbe essere a San Prisco, in provincia di Caserta. Una leggenda fiorita attorno a questo nome, lo dice discepolo di Gesù Cristo e accompagnatore di Pietro apostolo a Roma. Protovescovo di Capua e poi forse vescovo anche di Nocera.

REGOLO di Lucca
martire del 6° secolo, molto venerato nella sua città.

ROSIO di Capua
martire in Campania con Adiutore, Augusto, Marco e compagni.

RUBIANO di Como santo di Como, morto nel 620.

SECONDINO di Capua
martire in Campania con il vescovo Adiutore.

TAMMARO
fuggito dall’Africa al tempo delle invasioni dei Vandali di Genserico (429-439) e rifugiatosi in Campania, divenne vescovo di Benevento, dove subì il martirio, assieme a otto compagni, verso la fine del secolo. Anche se le documentazioni sono scarse la sua venerazione è sicuramente antica e nella regione ci sono varie chiese dedicate al suo nome. A Benevento è festeggiato il 15 ottobre.

VERENA di Zurigo
di origine egiziana, cuoca e vivandiera aggregata alle truppe della celebre Legione Tebea, composta da soldati cristiani comandati da Maurizio. Seguendo la truppa, giunse anche in Italia e si fermò a Milano. Quando verso il 288 raggiunse la Legione ad Agaune, in Svizzera, scoprì che i soldati erano stati sterminati. Dopo essere stata a Soletta e a Coblenza, trovò una comunità cristiana a Zurigo, dove trascorse il resto della vita, regalando il pane a poveri e lebbrosi.

VIBIANA vergine martire alla fine del 1° secolo.

VINDONIO
martire in Campania, con Augusto, Marco e molti altri compagni.

VITTORIO di Brixia
originario del Maine (Francia), vescovo dei Cenomani, antica popolazione gallica stanziatasi nella zona di Brixia (Brescia).

I santi del giorno del 13 maggio

13 Mag

AGNESE di Poitiers
prima badessa del monastero di Santa Croce, fondato a Poitiers, in Francia, dalla regina Radegonda, nel 6° secolo.

ARGENTINA o ARGENTEA, martire.

EMMA vergine martire.

GEMMA Galgani
nata il 12 marzo 1878 a Camigliano, frazione di Capannori, in provincia di Lucca, ebbe una buona educazione cristiana dai genitori, che però morirono presto, lasciandola orfana senza risorse. Divenuta così la madre dei suoi 7 fratelli e sorelle, passò attraverso molte traversie finché venne accolta per carità dalla famiglia Giannini di Lucca che divenne testimone degli straordinari doni che lei ricevette dal Signore. Tentò varie volte di farsi religiosa ma la salute non glielo permise. Ebbe frequenti estasi e mostrò una particolare devozione a Gesù crocifisso per cui venne chiamata la “santa della passione di Gesù”. Segnata dalle stigmate, le sue esperienze mistiche sono testimoniate da un ricco epistolario autobiografico e nei colloqui delle estasi raccolti da vari testimoni. Si racconta che aveva anche il dono di parlare spesso con il suo angelo custode. Morta a Lucca l’11 aprile 1903, è stata canonizzata da Pio XII, nel 1940.

GHERARDO di Villamagna
di Villamagna, in Abruzzo, cavaliere di Gerusalemme, morto nel 1245.

GIULIANA di Norwich
nata in Inghilterra nel 1342, si fece monaca benedettina e visse come una eremita presso la chiesa di San Giuliano a Norwich, nella contea di Norfolk. Si conosce poco della sua vita, tranne quello che lei scrisse nelle ‘Sedici rivelazioni dell’amore divino’, un’opera basata sulle rivelazioni ricevute in vent’anni di meditazione e preghiera. Morta nel 1423, il suo culto viene accettato anche se è stata beatificata in modo informale.

GLICERIA di Tongres
santa martire del Belgio. (Tongeren)

MADDALENA Alberici
Maria Maddalena, nata a Como, entrò in un convento di Brunate che osservava la regola degli Eremiti Agostiniani. Sulla sua vita si raccontano fatti straordinari, perché sembra abbia avuto il carisma di operare miracoli, per dar da mangiare ai poveri che bussavano alla porta del convento, dove è morta il 13 maggio 1465.

NATALE di Milano
43° vescovo di Milano. Il suo episcopato, che durò solo 14 mesi, sembra sia da collocare negli anni 750-751 quando fece iniziare la costruzione della Chiesa di San Giorgio al Palazzo, dove poi fu sepolto. Avversario degli Ariani, la tradizione lo ricorda come un uomo di vasta cultura.

ONESIMO di Efeso vescovo martire.

ROLANDA di Gerpinnes
santa di Gerpinnes, nell’Hainaut (Belgio).

SERVAZIO di Tongres
di origine armena, dopo essere stato ordinato sacerdote a Gerusalemme, venne inviato a Tongres, tra Maastricht e Liegi, dove la sede vescovile era vacante da 7 anni e fu acclamato vescovo dal clero e dal popolo riuniti in preghiera. Presenziò al sinodo di Rimini del 395, ma quando gli Unni stavano per invadere le sue terre, corse a Roma a invocare aiuto. Una leggenda dice che gli apparve in sogno san Pietro, il quale gli avrebbe donato una chiave d’argento con la quale, tornato alla sua diocesi, riuscì a fermare gli invasori. Morì a Maastricht in odore di santità per i numerosi miracoli a lui attribuiti che fecero fiorire un intenso pellegrinaggio sulla sua tomba, anche da parte di personaggi molto famosi, da Carlomagno a Carlo V. Viene festeggiato. anche con il diminutivo tronco, VAZIO.

UBERTO Andrea Fournet
nato nel villaggio di Perusse, presso Poitiers, il 6 dicembre 1752, in una famiglia agiata molto devota. Sentì presto la vocazione al sacerdozio e quando fu ordinato, divenne prima vicario in un paese vicino, dov’era parroco un fratello di suo padre e poi parroco egli stesso come successore di un altro zio, nella parrocchia di San Pietro a Maillé. Durante la rivoluzione francese fu cacciato dalla parrocchia e dovette rifugiarsi in Spagna, ma tornò e riuscì a celebrare segretamente la Messa e ad amministrare i Sacramenti. Quando finalmente tornò la pace, assieme a Giovanna Bichier des Ages, fondò la Congregazione delle Figlie della Croce e per occuparsi al meglio di questa istituzione, nel 1820 si dimise da parroco e si trasferì nella casa principale della nuova congregazione a La Puye, vicino a Poitiers, dove morì il 13 maggio 1834.

I santi del giorno del 20 aprile

20 Apr

ADALGISA
vergine martire della quale non si hanno notizie storiche sicure, solo per tradizione è festeggiata il 20 aprile.

AGNESE Segni
nata nel 1268 a Gracciano, frazione di Montepulciano, in provincia di Siena. Entrò ancora bambina nel monastero domenicano delle “sorelle del sacco” e a soli 15 anni fu eletta badessa. Nel 1306 fondò il monastero di Santa Maria Novella, anche del quale divenne badessa, quando passò sotto la cura dei Domenicani. Morì a Montepulciano nel 1317 e in seguito ai molti miracoli che le furono attribuiti fu subito venerata come santa anche se fu canonizzata solo nel 1726, dal papa Benedetto XIII.

ANICETO papa
nato a Emesa, sul fiume Oronte in Siria, figlio di un certo Giovanni, fu il 10° pontefice, dal 155 al 166. Durante il suo pontificato Policarpo di Smirne venne a Roma per discutere sulla data della Pasqua e si accordarono di rimanere fedeli alle due tradizioni, Aniceto a quella occidentale e Policarpo a quella orientale per evitare lo scisma. In quel tempo si diffusero purtroppo le dottrine eretiche dei manichei, di Cerdone, Valentino e particolarmente di Marcione, che aveva fondato una sua chiesa in Roma, diffondendo molta confusione tra i cristiani. Aniceto fu ucciso durante la persecuzione di Marco Aurelio, anche se mancano prove certe, sicuramente fu il primo papa ad essere sepolto “in catacumbas”, quella di Callisto sull’Appia Antica. Nel Liber Pontificalis è ricordato il 20 aprile, mentre prima era festeggiato il 17

CESARIO martire assieme a Zotico e altri compagni di fede.

CIPRIANO di Brescia vescovo martire nel 6° secolo.

DINA Bosatta
nata a Pianello Lario, in provincia di Como, il 27 maggio 1858. Volendo diventare canossiana, entrò nel noviziato di Como, ma venne rimandata a casa. Si dedicò allora all’assistenza degli handicappati nell’ospizio del Sacro Cuore che il suo parroco aveva creato a Pianello e prese il nome di suor Chiara. Sotto la direzione di Luigi Guanella, divenne infermiera, insegnante, maestra di cucito e ricamo e infine vice direttrice, operando sempre con grande gioia e dedizione. Lavorò a Pianello Lario, Andenno, Dongo, e a Como, dove è morta il 20 aprile 1887.

DOMENICO Vernagalli
nato a Pisa nel 1180, da una famiglia benestante, decise di lasciare la vita agiata per dedicarsi completamente a Gesù. Entrò così nel monastero di San Michele di Pisa e divenne parroco nel 1204. Nel 1218 fece costruire lo “Spedale dei Trovatelli” a San Michele in Borgo, per assistere i molti figli illegittimi della città di Pisa. Morto il 20 aprile del 1219, subito acclamato santo dalla volontà popolare, è stato però beatificato da Pio IX, solamente il 17 agosto 1854.

FLAVIO di Brescia vescovo della città, forse nel 2° secolo. 

ILDEGONDA di Nuitz
monaca cistercense di Colonia, mistica, morta verso il 1188. Durante un pellegrinaggio in Palestina, perdette il padre e tornò in patria, travestita da uomo, entrando nell’abbazia di Schonau im Schwarzwald, con il nome di frate Giuseppe.

LATINO di Brescia
vescovo che dal 1962 viene festeggiato il 20 aprile, assieme ad altri vescovi bresciani.

ODETTA beata, detta anche “ODA”, di Buona Speranza, morta nel 1158.

ORAZIO di Nizza martire assieme a VINCENZO.

SARA vergine martire, in epoca sconosciuta.

SERVILIANO di Roma martire a Roma assieme a SULPIZIO, nel 1° secolo.

TEOTIMO di Tomi
vescovo martire nel 5° secolo a Tomi, antica città della Mesia che oggi corrisponde a Costanza, importante porto della Romania, sul Mar Nero.

TIZIANO di Brescia
nato verso la fine del 5° secolo, di probabile origine germanica. Divenuto vescovo della città, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano, dove venne sepolto nel 526. Fino al 1962, veniva festeggiato il 3 marzo, attualmente è commemorato il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

UGO di Anzi-le-Duc monaco benedettino vissuto nel 10° secolo.

VIGILIO di Brescia
vescovo della città, che fino al 1962 era festeggiato il 26 settembre, mentre ora viene ricordato il 20 aprile assieme agli altri vescovi bresciani.

VINCENZO di Nizza martire con sant’Orazio.

ZACCHEO di Gerico
capo dei pubblicani citato nel Vangelo di Luca. Quando Gesù passò dalle sue parti cercò di vederlo, ma essendo basso di statura, non vi riuscì a causa della folla che lo circondava. Allora corse avanti e si arrampicò su di un sicomoro(fico), ma Gesù lo chiamò e poi si fermò a casa sua. È andato ad alloggiare da un peccatore, mormorava la folla, perché Zaccheo era un pubblicano, cioé incaricato della riscossione delle tasse. La chiamata del Maestro, aveva un motivo ben preciso, dare cioè al peccatore la possibilità di convertirsi, di cambiare vita e fu proprio quello che accadde a Zaccheo, il quale promise di restituire ben 4 volte quello che eventualmente avesse riscosso illegalmente. Una tarda tradizione leggendaria dice che morì martire, come vescovo di Cesarea di Palestina.

I santi del giorno del 6 marzo

6 Mar

AGNESE di Boemia ricordata anche il 02 Marzo.

BASILIO di Bologna vescovo.

COLETTA Boylet ricordata anche il 07 Febbraio

CRODEGANGO di Metz
vescovo di Metz, nato nel 712 nel Brabante(Paesi Bassi). Parente di Pipino il Breve, divenne referendario del re Carlo Martello e così potè contribuire notevolmente alla riorganizzazione della Chiesa di Francia, dando al suo clero una regola che servì di modello ai canonici regolari. Fondò una scuola di canto liturgico e numerosi monasteri, tra i quali è da ricordare quello di Gorze, presso Magonza. Morì nel 766.

EZIO di Amorio
il 24 settembre 838 la città di Amorio, in Frigia(v), cadde per colpa di un cristiano apostata, nelle mani dei Musulmani, che, dopo aver ucciso di spada gran parte della popolazione, compresi donne e bambini, imprigioniarono una quarantina di funzionari e ufficiali, tra i quali Ezio. Dopo 7 anni di reclusione durissima, in prigioni oscure e luride, nutriti solo a pane e acqua, nel marzo 845, furono tutti decapitati sulle rive dell’Eufrate, per essersi rifiutati di abiurare la religione cristiana.

FRIDOLINO di Seckingen
monaco irlandese del 5° secolo, trasferitosi sul continente, divenne abate di Saint-Hilaire, a Poitiers(v). Viaggiò molto in Germania, Francia e Svizzera, svolgendo opera di evangelizzazione e fondando diversi monasteri.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perchè nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

MARZIANO o MARCIANO vescovo di Tortona, martire nel 120 circa.

OLLEGARIO di Tarragona arcivescovo in Spagna.

ROSA da Viterbo
nata a Viterbo nel 1233, da Giovanni e Caterina, poveri contadini. Si dice che a 8 anni abbia avuto una visione della Madonna e che, a 12, si sia messa a predicare per le strade della città. Guarita miracolosamente da una malattia, dopo i 15 anni vestì l’abito di terziaria francescana e predicò la penitenza per far tornare i concittadini alla Chiesa di Cristo. Ebbe Fu molto ostacolata, dai Catari eretici che la fecero cacciare dalla città a nome dell’imperatore Federico II e l’intera famiglia si rifugiò a Soriano nel Cimino. Quando alla fine del 1250 l’imperatore morì, la famiglia si fermò per un po’ di tempo a Vitorchiano e poi potè tornare a Viterbo. È morta di tubercolosi il 6 marzo 1251 o 53, ma viene festeggiata abitualmente il 4 settembre data della traslazione del corpo nel 1258. Canonizzata nel 1457 da Callisto III, è la celeste patrona di Viterbo e nel 1922 è stata proclamata anche patrona della gioventù femminile italiana dal papa Pio XI.

SATURNO di Nicomedia martire in Bitinia.

VITTORE I papa
forse originario d’Africa, governò la Chiesa con determinazione e saggezza dal 189 al 199, in un periodo relativamente tranquillo per i cristiani, favorito dalla tolleranza degli imperatori del tempo, Commodo e Settimio Severo. Si occupò prevalentemente di affari disciplinari, come la controversia circa la data della celebrazione della Pasqua, per la quale ribadì che si dovesse celebrare la domenica successiva al plenilunio di primavera, minacciando addirittuta la scomunica a chi non si fosse attenuto a questa direttiva. Mantenne buoni rapporti con la corte imperiale e riuscì a far liberare alcuni prigionieri condannati ai lavori forzati nelle miniere della Sardegna, tra i quali il futuro papa Callisto I. Pontefice da ricordare tra i più significativi, decisi ed energici del suo secolo, scomunicò Teodoto di Bisanzio per la sua dottrina che negava la Trinità. Secondo san Girolamo, fu autore di alcune opere in latino, ma di scarso rilievo. Nonostante il Liber Pontificalis parli di martirio, la notizia è senza fondamento storico, perchè le persecuzioni di Settimio Severo contro i cristiani iniziarono solo due anni dopo la sua morte e non esistono nemmeno prove certe che sia stato sepolto accanto alla tomba di san Pietro.

I santi del giorno del 2 marzo

2 Mar

AGNESE di Boemia
del re d’Ungheria. Chiesta in sposa dall’imperatore Federico II di Svevia, rifiutò, rinunciando alla corona, si fece monaca, appoggiata da un legato del papa Gregorio IX e impegnò tutte le sue ricchezze per costruire ospedali e monasteri. Nel 1232 fondò il primo convento dei frati minori a Praga, con un ospedale e nel 1234 un monastero per le Clarisse, dove Chiara d’Assisi inviò 5 religiose. Si ritirò in questo monastero e ne fu badessa fino alla morte, il 2 marzo del 1282. Il culto è stato confermato da Pio IX solo nel 1874 ed è stata poi canonizzata, da Giovanni Paolo II, il 12 novembre 1989.

ANGELA della Croce
Maria de los Angeles, nata a Siviglia nel gennaio 1846, figlia di Francesco Guerrero e Giuseppina Gonzales, in una famiglia povera. A 12 anni fu costretta a lasciare la scuola e a fare l’operaia in una fabbrica di scarpe per aiutare la famiglia, ma sentiva forte il desiderio di farsi religiosa per essere di conforto a quelli più poveri di lei. Non fu accettata dalle Carmelitane, forse per il precario stato di salute e allora si ritirò in casa a pregare e preparare le norme per una nuova congregazione che aveva in animo di fondare. Questo progetto prese forma nel 1875 e nacquero le Sorelle della Compagnia della Croce per la carità verso gli infermi. Chiamata la madre dei poveri, morta il 2 marzo 1932, è stata canonizzata da Giovanni Paolo II, durante una sua visita pastorale a Madrid nel 2003.

ATANASIA di Tabenna
vissuta verso la fine del 4° secolo nell’Egitto romano. Moglie di Andronico, un orafo originario di Antiochia, ebbe due figli che però morirono giovanissimi. Ritiratasi con il marito nel monastero egiziano di Tabenna, dopo una decina d’anni, le venne affidata la direzione di molti centri religiosi, per le sue notevoli capacità organizzative. Quando morì fu sepolta accanto ad Andronico.

BASILEO
viene ricordato martire assieme a Giovino nel 258, sotto Valeriano I, ma non si hanno notizie storiche della sua vita.

CARLO il Buono
nato nel 1083, conte di Fiandra, figlio del re di  Danimarca Canuto IV. Dal 1086, quando suo padre fu assassinato, venne allevato dal nonno, il conte Roberto delle Fiandre e fu il suo successore nel governo della contea. Dopo la partecipazione a una crociata, acquistò grande popolarità per saggezza, benevolenza e spirito di giustizia. Favorì la rinascita del commercio nella contea, rifiutò il Regno di Gerusalemme e non volle porre la sua candidatura all’impero.  Assassinato il 2 marzo 1127, mentre stava pregando nella chiesa di San Donatiano di Bruges, in Belgio, in seguito a un complotto ordito dalla famiglia di Bertulfo, prevosto della stessa chiesa e cancelliere di Fiandra, che venne poi impiccato dalla folla inferocita.

CEDDA di Lindisfarne
fratello di san Ceadda, abate dell’abbazia benedettina di Lindisfarne, Holy Island in Gran Bretagna. Evangelizzò la Mercia e i Sassoni Orientali, dei quali battezzò il loro re Sigeberto. Nominato vescovo, fondò vari monasteri e sostenne il computo romano nella controversia sulla data della Pasqua. Morto nel 672, le reliquie sono nella cattedrale di Birmingham. Il 2 marzo è grande festa tra i Benedettini inglesi.

SECONDILLA (DILLA)
martire a Porto Romano, con Eraclio, Gennara e Paolo.

ERACLIO martire nel 1° secolo, assieme a Gennara, a Porto Romano.

GENNARA martire a Porto Romano, con Eraclio e Paolo.

GIOVINO di Roma
martire nel 258 assieme a Basileo,sotto gli imperatori Gallieno I e Valeriano I, ma non esistono notizie storiche sicure.

LUCA Casali d’ Argira santo vissuto nell’8° secolo.

NICOLA di Owen
gesuita inglese martire del 17° secolo, canonizzato da Paolo VI il 25 ottobre 1970.

ONESIMO di Pozzuoli martire di Pozzuoli, nel 1° secolo.

PELAGIO I papa
nato a Roma verso il 500, di nobili origini. Ordinato diacono, divenne poi Nunzio Apostolico a Costantinopoli al seguito di 3 papi: Agapito, Silverio e Vigilio. Mantenne un atteggiamento ambiguo, nella questione dei Tre capitoli, ma aderì sia pure tardivamente all’editto di condanna emanato dall’imperatore romano d’Oriente Giustiniano I, con l’appoggio del quale, il 16 aprile 556 fu eletto papa successore di Vigilio. Riuscito a vincere l’opposizione del clero romano mostrandosi molto generoso con i poveri, non convinse invece i molti vescovi della Toscana e quelli ariani di Milano e Aquileia, i quali non lo riconobbero rifiutandosi anche di citare il suo nome nelle celebrazioni eucaristiche, come i vescovi della Gallia e d’Africa che gli manifestarono una forte opposizione. Durante il suo pontificato fu avviata in Roma una massiccia costruzione di chiese e conventi che risolse, almeno per quei tempi, il grave problema della disoccupazione. Morì il 4 marzo 561 e fu sepolto nel portico di San Pietro.

PROSPERO
Prospero Tirone, nato verso il 390 a Bordeaux, in Aquitania. Uomo estremamente colto, teologo laico, si stabilì a Marsiglia vivendo come un monaco. Amico di Agostino d’Ippona, del quale fu il migliore interprete delle tesi sulla Grazia e sulla predestinazione, polemizzò con i semipelagiani e con Giovanni Cassiano, chiedendone inutilmente la condanna. Dopo il 435 e durante il pontificato di Leone I fu a Roma, entrando al servizio della cancelleria pontificia come collaboratore teologico. Ha lasciato vari trattati, molte poesie, il poemetto De ingratis, di ispirato all’opera del poeta romano Lucrezio Caro, un Chronicon, fonte storica a sfondo religioso dalla creazione fino al 455, ma il cui periodo più importante è quello degli ultimi 30 anni. È morto a Roma il 25 giugno 463.

QUINTO il Taumaturgo
nato in Frigia da una famiglia cristiana. Medico al tempo dell’imperatore Aureliano, curava gratuitamente i poveri dell’Eolide, antico nome della Tessaglia (oggi Grecia), ma il governatore Rufo, sospettandolo cristiano, lo fece arrestare nella città di Cima, ma poi lo liberò per ringraziarlo di aver guarito anche lui. Il suo rilascio non fu però gradito dai molti pagani della città, anche perchè, dopo la sua liberazione, ci fu un forte terremoto che spaventò la gente, così il magistrato Clearco lo fece arrestare nuovamente e torturare. È morto nel 283.

SIMPLICIO papa
originario di Tivoli, venne eletto il 3 marzo 468, successore di Ilario. Nei 15 anni del pontificato, assistette ad avvenimenti importanti come il saccheggio di Roma del 472 ad opera degli Svevi del generale Ricimero, all’epidemia di peste che stroncò la vita anche all’invasore e alla grande carestia che ne seguì. Fu testimone anche della fine dell’Impero Romano d’Occidente, con la deposizione di Romolo Augustolo nel 476. Zelante sostenitore dei diritti e delle prerogative della Chiesa di Roma, contro le pretese delle comunità orientali, si oppose all’ecumenismo di Acaio patriarca di Costantinopoli e combatté l’eresia degli eutichiani (monofisismo), perché venissero rispettate le decisioni del Concilio di Calcedonia del 451 (IV ecumenico). È ritenuto il fondatore della Cattedrale di San Lorenzo e della chiesa di Santa Maria Maggiore a Tivoli, come di molte altre chiese che non esistono più. Ha lasciato alcune lettere disciplinari, tra le quali sono notevoli quelle dirette ai vescovi di Ravenna, Siviglia e degli Abruzzi. Dopo una lunga malattia, è morto il 1° marzo 483 e le spoglie sono conservate nella basilica Vaticana.

ULRICO di Kaiserheim abate cistercense di Kaiserheim, in Germania.

I santi del giorno del 21 gennaio

21 Gen

AGNESE di Roma 
vergine cristiana, che subì il martirio prima dei 16 anni, verso la fine del 3° secolo sotto Diocleziano. Nata nella nobile famiglia Claudia, fu data a balia alla madre di Emerenziana, con la quale crebbe come sorella di latte. Era una ragazza bellissima e aveva molti pretendenti, ma rifiutò il matrimonio con Sempronio, figlio del prefetto Sinforiano, il quale la denunciò accusandola di cristianesimo. Esposta nuda al Circo Agonale in Piazza Navona, un luogo destinato alle prostitute pubbliche, subì con fermezza e superò con l’aiuto divino le offese del pretendente, ma venne condannata. Del suo martirio esiste un bel racconto attribuito a sant’Ambrogio, nel quale è narrato che dopo la condanna fu messa sul rogo, ma siccome il fuoco non la toccava, venne uccisa con un colpo di spada alla gola, sgozzata come un agnello. Per questo è raffigurata spesso con una pecorella o un agnello, simbolo del suo sacrificio. Venne sepolta nelle catacombe che portano il suo nome e che si trovano sotto la Chiesa di Sant’Agnese fuori le Mura sulla Via Nomentana, fatta erigere da Costanza, figlia dell’imperatore Costantino, verso il 324. Qui, nel giorno del suo ricordo, vengono benedetti gli agnelli con la lana dei quali le suore benedettine di Santa Cecilia tessono paramenti sacri. Sul posto dove, secondo la tradizione, i capelli della Santa, che era stata messa nuda alla gogna, miracolosamente si sciolsero e la ricoprirono interamente, sorge la Chiesa di Sant’Agnese in Agone. Il papa Damaso I compose versi per il suo sepolcro e inserì il suo nome nel Canone Romano della Messa. Considerata uno dei prototipi della castità cristiana, assieme alle sante Agata, Cecilia, Lucia e Virginia, è una patrona dei fidanzati cristiani.

ALBANO Roe
sacerdote inglese, subì il carcere a Londra per quasi vent’anni prima di essere giustiziato per la fede cristiana, nel 1642.

AUGURIO  
diacono martire a Tarragona, in Spagna, assieme al vescovo Fruttuoso.

CESARE Pisano
nato a Pogli di Ortovero, in provincia di Savona, morto nel 1964 e sepolto nell’abbazia di Sant’Alberto, meta del pellegrinaggio di centinaia di devoti che gli chiedono grazie.

CRISTIANA di Santa Croce  Ricordata anche il 4  Gennaio.

EPIFANIO di Pavia (FANIO)
nato nel 438,  secondo lo storico Ennodio Felice, nel 466 fu il successore di Crispino, nel vescovado della città. Ebbe una parte importante nella vita politica del tempo, perché nel 489 diede asilo politico a Teodorico il Grande, salvandolo dai furori di Odoacre e così l’anno seguente, quando Odoacre fu sconfitto, ottenne la grazia per gli abitanti di Pavia. Con le sue trattative di pacificazione tra i barbari, ottenne anche la liberazione di 6mila connazionali che erano tenuti prigionieri a Lione dal re di Borgogna. È morto a Pavia, il 21 gennaio 496.

EULOGIO o ELOGIO
diacono martire con Augurio e il vescovo Fruttuoso nel 259, a Tarragona in Spagna.

FRUTTUOSO di Tarragona 
vescovo martire nel 259 durante la persecuzione di Valeriano I, con i diaconi Augurio ed Eulogio. Per avere proclamato la sua fede cristiana davanti al procuratore Emiliano fu condannato al rogo nell’anfiteatro della città.

GIACINTA
santa monaca del 17° secolo.

INES
martire spagnola, vissuta nel 4° secolo.

MASSIMO di Crisopoli
nato a Costantinopoli nel 580 circa, teologo e mistico bizantino, detto “il confessore”. Segretario alla corte dell’imperatore Eraclio a Costantinopoli, nel 613 abbandonò cariche e onori e si fece monaco. Divenne superiore del convento di Crisopoli, in Bitinia, combattè le eresie del monofisismo e monotelismo e poi, verso il 641, predicò il vangelo  di Cristo anche in Africa. Trovandosi a Roma nel 653, venne fatto arrestare dall’imperatore Costante II, condotto a Costantinopoli ed esiliato in Tracia. Richiamato a giudizio una diecina di anni dopo, fu torturato, gli furono amputate lingua e mano destra e subì la condanna all’esilio perpetuo nel Caucaso. Morì martire per la sua fede nelle due nature di Cristo, la divina e l’umana, in seguito alle mutilazioni subite, il 13 agosto 662 nel castello di Schemmari, sul Mar Nero.

PATROCLO di Troyes 
martire a Troyes. Di famiglia nobile e ricca, si consacrò a vita eremitica e subì il martirio sotto l’imperatore Valeriano I nel 259.

PUBLIO di Atene  
dopo essere stato eremita a Seleucia, sulla riva dell’Eufrate, venne eletto vescovo di Atene e subì il martirio tra 161 e il 170, sotto Marco Aurelio.

TADDEO Maker
vescovo irlandese, detto “Machar”, morto a Ivrea nel 1497, beato.

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