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I santi del giorno del 8 settembre

8 Set

ACHILLE di Alessandria martire di Alessandria d’Egitto.

ADELE di Messines
quando rimase vedova del conte Baldovino IV delle Fiandre, si fece monaca benedettina nel convento di Messines, in Belgio, dove morì nel 1071.

ADRIANO di Nicomedia
soldato dell’esercito imperiale di stanza in Bitinia e sposato con una donna cristiana di nome Natalia. Si fece anche lui cristiano e così venne arrestato, torturato e condannato a morte nella capitale Nicomedia(v), verso il 304.

ADRIANO III papa
successore di Marino I, consacrato il 17 maggio 884. Il suo breve pontificato fu turbato dalle violente lotte tra le fazioni nobiliari romane. Condannò Fozio I, patriarca di Costantinopoli, autore dello scisma d’Oriente. Chiamato come arbitro della successione all’Impero da Carlo III il Grosso, affidò il governo della Chiesa al vescovo Giovanni di Pavia e si mise in viaggio per Worms, in Germania, ma la morte lo colse ancora in terra italiana nel settembre 885, a San Cesario sul Panaro, vicino all’abbazia di Nonantola, dove fu sepolto e dove sono rimaste le spoglie.

ALANO de La Roche
domenicano bretone, teologo predicatore, morto a Zwolle, in Olanda, nel 1475.

AMMONE martire assieme a Neoterio.

BELLINA martire nei pressi di Troyes, in Francia.

FEDERICO Ozanam
nato a Milano il 23 aprile del 1813, morto a Marsiglia l’8 settembre 1853. Scrittore e filantropo francese, entusiasta sostenitore dell’apostolato cattolico, viene considerato un precursore dell’Azione Cattolica in campo sociale e intellettuale. Nel 1833 fu uno dei fondatori della Società di San Vincenzo de’Paoli, per l’aiuto a domicilio ai poveri, oggi diffusa in tutto il mondo. Il più giovane docente di diritto commerciale a Lione e di letteratura alla Sorbona di Parigi, autore di importanti studi sulla civiltà italiana del Medioevo e quella cristiana in Francia. Sposato con Amalia nel 1841, tutta la sua vita è stata orientata al soccorso dei poveri, non come sola beneficenza, ma sopratutto con la vicinanza fisica e regolare nelle loro abitazioni. Il suo motto era: “la terra si è raffreddata, tocca a noi cattolici rianimare il calore vitale che si sta spegnendo”. È stato proclamato beato da Giovanni Paolo II, il 22 agosto 1997, nella cattedrale di Notre Dame, a Parigi.

LUISA di Omura
giovane giapponese, martire nel 1628, a Nagasaki, durante le violente persecuzioni anticristiane del 17° secolo.

NEOTERIO martire assieme ad Ammone.

PIO di Alessandria  martire.

SERAFINA Sforza
nata nel 1434 a Urbino, figlia del conte Guido, fu data in sposa al duca di Pesaro, Alessandro Sforza, che la maltrattò e la cacciò di casa. Entrò allora nel convento delle clarisse della città e ne divenne badessa. È morta l’8 settembre 1478.

SERGIO I papa
nato a Palermo, ma figlio di genitori originari di Antiochia di Siria. Eletto il 15 dicembre 687, con largo consenso da clero e popolo romano successore di Conone, ebbe come competitori Pasquale e Teodoro; il primo venne dichiarato papa dalla fazione ravennate, il secondo da una minoranza di romani. Dopo l’elezione, Teodoro riconobbe Sergio, mentre Pasquale si rifiutò e fu rinchiuso in un convento, dove morì nel 692. Sergio fu in buoni rapporti con la Chiesa cattolica di Gran Bretagna, tanto che il re dei Sassoni, Caedwalla, si recò a Roma per essere battezzato nella basilica di San Pietro, il 10 aprile 689. Il papa consacrò poi Villibrordo, vescovo e metropolita per le regioni settentrionali, dove inviò molti missionari. Rifiutò di riconoscere il Concilio di Costantinopoli del 691 per alcune preposizioni contrarie alla dottrina cattolica e nel 700 confermò Wilfrido vescovo di York. Pose fine allo scisma della Chiesa di Aquileia(v), introdusse innovazioni nella liturgia e si preoccupò anche di abbellire e restaurare alcune chiese, tra le quali, le basiliche dei Santi Pietro e Paolo e di Santa Susanna. Infine dedicò a Leone Magno un monumento sepolcrale, che fu il primo eretto all’interno della basilica di San Pietro. Morì l’8 settembre 701, fu sepolto nella stessa basilica.

TIMOTEO di Antiochia martire.

TOMMASO da Villanueva
nato nel 1488 a Villanueva in Spagna. Compì gli studi all’Università di Alcalà de Henares e poi a quella di Salamanca, tra gli agostiniani, dai quali venne ordinato sacerdote all’età di trent’anni. Priore in vari conventi, occupò varie cariche nell’Ordine, divenendo Provinciale di Andalusia e di Castiglia. Nel 1544, contro la sua volontà, fu nominato arcivescovo di Valencia, dove però si mostrò pastore zelante, promuovendo varie iniziative in favore dei più bisognosi, venendo chiamato il grande elemosiniere dei poveri. Godette fama di maggior predicatore del tempo e lasciò alcuni scritti ascetici, per lo più frutto delle sue omelie. È morto l’8 settembre 1555.

VIDIANO
santo martire di Martres-Tolosane, cittadina sull’Alta Garonna, in Francia.

VIOLA di Persia martire.

I santi del giorno del 8 luglio

8 Lug

ADRIANO III papa
successore di Marino I, consacrato il 17 maggio 884. Il suo breve pontificato fu turbato dalle violente lotte tra le fazioni nobiliari romane. Condannò Fozio I, patriarca di Costantinopoli, autore dello scisma d’Oriente. Chiamato come arbitro della successione all’Impero da Carlo III il Grosso, affidò il governo della Chiesa al vescovo Giovanni di Pavia e si mise in viaggio per Worms, in Germania, ma la morte lo colse ancora in terra italiana nel settembre 885, a San Cesario sul Panaro, vicino all’abbazia di Nonantola, dove fu sepolto e dove sono rimaste le spoglie.

ALBERTO di Sestri
pastore genovese, entrò nel monastero cistercense di Sestri Levante, fondato da san Bernardo, come fratello laico e venne addetto alla cucina. Dopo molti anni di servizio, ottenne dal suo abate il permesso di ritirarsi a vita eremitica in un bosco sulla collina ligure, dove morì circa trent’anni dopo, nel 1239. Sul luogo della sepoltura venne edificata una chiesa in suo onore.

AQUILA di Corinto
architetto giudeo, nativo della regione del Ponto in Asia Minore. Si convertì con la moglie Priscilla e con lei subì il martirio a Roma, dove aveva seguito l’apostolo Paolo, che aveva anche abitato presso di lui a Corinto (v).

AUSPICIO vescovo, confessore della fede.

BONOSA martire con la sorella Zosima a Porto Romano.

CHILIANO di Wùrzburg
vescovo di origine irlandese e apostolo della Franconia, martire a Wùrzburg, sul Meno, in Baviera, nel 689.

EDGARDO nato in Gran Bretagna, vescovo in Francia, morto nel 975

EUGENIO III papa
Pier Bernardo Paganelli, nato a Montemagno, in provincia di Pisa, fece la professione religiosa a Clairvaux, sotto la guida di Bernardo, che poi lo inviò a Roma. Eletto al pontificato il 15 febbraio 1145 e consacrato 3 giorni dopo, in un periodo di conflitto tra Senato e Santa Sede, ebbe un regno travagliato dalle lotte tra le fazioni cittadine e dalle riforme democratiche di Arnaldo da Brescia, le cui teorie innovatrici vennero da lui condannate. Cacciato per 3 volte, fu costretto a rifugiarsi nel monastero di Farfa, poi a Viterbo, Pisa, in Lombardia e Francia. Tornò a Roma accompagnato da Federico Barbarossa e poté così presiedere il Concilio di Reims del 1148, che estese le riforme di Gregorio VII. Promotore della seconda crociata, ne affidò la predicazione a Bernardo di Chiaravalle e poi si oppose all’annullamento delle nozze di Luigi VII, re di Francia, con Eleonora d’Aquitania. Morto improvvisamente a Tivoli l’8 luglio 1153, è stato beatificato da Pio IX, nel 1872.

ILLUMINATO di Arezzo
Accarino di Rocca, morto nel 1280. Di nobile famiglia aretina, si unì a Francesco d’Assisi nel 1210 e lo seguì nella missione in Oriente.

PRISCILLA di Corinto
moglie di Aquila architetto della Giudea, fabbricante di tende, ma abitante a Roma. Quando fu espulsa dall’Italia, in seguito all’ordine dell’ imperatore Claudio, che allontanava da Roma tutti i Giudei, ospitò Paolo nella sua casa di Corinto, in Grecia e lo difese a Efeso, durante i tumulti degli argentieri. Tornata a Roma, al seguito di Paolo, subì il martirio alla fine del 1° secolo.

PROCOPIO di Cesarea
lettore, interprete in lingua siriaca ed esorcista a Scitopoli, in Cappadocia. Votato fino dall’infanzia alla castità e alla pratica delle virtù, fu il primo martire di Cesarea( oggi Kayseri), nel 303.

PROSPERO di Borgo
martire romano sepolto nelle catacombe di Priscilla. Con un documento datato 20 dicembre 1671 il cardinale vicario di Roma, Gaspare da Carpegna, donò le reliquie del martire a un monastero di Todi, diretto dalla monaca Camilla Veronica Vaccari. Più tardi, in seguito all’interessamento di un francescano, padre Serafico Fiorentini, appoggiato dal doge di Venezia, Luigi Contarini, la Cancelleria Vescovile di Todi consegnò queste reliquie erranti, alla Magnifica Comunità di Borgo Valsugana, in Trentino. La traslazione solenne nella chiesa arcipretale, avvenne nei giorni dall’8 al 10 luglio 1678 e Prospero fu proclamato patrono di Borgo Valsugana.

TIBALDO di Mont-Morency
monaco cistercense nell’abbazia di Vaux-de-Cernay, in Francia, verso il 1226. Morto nel 1247, le sue reliquie sono conservate nella chiesa di Cernay-la-Ville, nei pressi di Mulhouse, nel dipartimento dell’Alto Reno.

 

I santi del giorno del 5 marzo

5 Mar

ADRIANO di Cesarea
venne arrestato a Cesarea di Palestina, assieme a Eubulo, sotto l‘imperatore romano Licinio Valerio, per ordine del governatore Firmilano, mentre andava a visitare i fratelli cristiani nelle prigioni. Fu condannato “ad bestias” per il divertimento del popolo in un giorno di festa e poi giustiziato, assieme al compagno, il 5 o 7 marzo del 309.

CIRANO o SIGIRANO
abate nato nel 598, vissuto alla corte di Clotario II, re dei Franchi, fu ordinato diacono e divenne arcivescovo di Tours, verso il 620. Fondò due monasteri, uno dei quali a Lourrez, presso Bourges, che in seguito prese il nome di Saint-Cyran. Morì nel 657.

EUSEBIO di Cremona
sacerdote martire nel 423. Discepolo di Girolamo di Stridone, che seguì in visita ai monasteri d’Oriente, si stabilì per qualche anno a Betlemme, nel monastero fondato dal suo maestro e poi tornò in Italia nel 398.

FOCA
santo martire di Antiochia nel 2° secolo, invocato contro il morso dei serpenti.

GERASIMO
monaco in Palestina, divenne anacoreta in una grande “laura”presso il fiume Giordano, dove morì nel 475.

LUCIO I papa ricordato anche il 04 Marzo

OLIVIA di Brescia
martire bresciana, uccisa per la fede cristiana, verso il 138, sotto l’imperatore Adriano, le sue reliquie sono conservate a Brescia, nella chiesa di Sant’Afra.

OTTAVIO martire in Africa.

TEOFILO di Cesarea
vescovo martire in Palestina nel 2° secolo. Partecipò ad un sinodo indetto dal papa Vittore I per risolvere le controversie sulla data della Pasqua, nel quale venne confermata la tradizione apostolica. Pastore esemplare per saggezza e integrità di vita pastorale.

 

VIRGILIO di Arles
religioso francese che ha percorso tutta la scala gerarchica, prima monaco nell’abbazia di Saint Honorat a Lerins, poi abate a San Sinforiano ad Autun e infine nel 588, vescovo di Arles. Fu molto stimato da Gregorio Magno che lo nominò vicario papale per gli antichi regni di Borgogna e Austrasia e così nel 596 ebbe l’occasione, di consacrare Agostino di Canterbury. È morto nel 610. 

 

 

I santi del giorno del 9 gennaio

9 Gen

ADRIANO di Canterbury
proveniente dall’Africa, si stabilì nei dintorni di Napoli e divenne abate di Nisida. Nel 671 fu mandato a Canterbury(v), dal papa Vitaliano, come abate del monastero dei santi Pietro e Paolo, che più tardi cambiò il nome in abbazia di sant’Agostino.  Qui rimase ben 39 anni e in questo tempo il monastero raggiunse una notevole fama come centro di insegnamento, dotato di una ricca biblioteca e con il risultato di una eccezionale fioritura di vocazioni sacerdotali. Morì nel 710 e la sua tomba divenne oggetto di numerosi pellegrinaggi per la fama dei miracoli che vi avvenivano. Secondo una leggenda il suo corpo verrà poi ritrovato intatto nel 1091.

AGNELLO di Napoli vescovo di Napoli dal 673 al 694.

ALESSIA vergine martire francese.

ALICE Le Clerc santa morta nel 1622.

BASILISSA 
moglie di Giuliano l’Ospitaliere, martire nel 4° secolo.

GIOCONDO  
martire assieme a Felice, Vitale e compagni.

GIULIANO di Siria
fu fatto prigioniero e venduto come schiavo in Siria. Quando riacquistò la libertà entrò nel monastero di Edessa (oggi Urfa), nel quale era abate Efrem il Siro. Sembra sia morto martire verso il 370.

GIULIANO l’Ospitaliere 
non si hanno notizie del luogo, o della data di nascita, anche se alcune fonti citano il 4° secolo. Secondo una leggenda tramandata da sant’Antonino  mentre era a caccia, i genitori vennero in visita al suo castello e sua moglie, Basilissa, mise a loro disposizione la camera da letto coniugale. Giuliano tornato a notte fonda, vide un uomo e una donna nel suo letto e sospettando un tradimento li uccise entrambi. Quando scoprì la verità, tormentato dai rimorsi, si ritirò a fare penitenza, assieme alla moglie, a vita ascetica in un luogo sperduto, dove aprì una locanda per viaggiatori e un ospizio-ricovero per i poveri, come è raccontato anche nella “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine. A Roma gli è stata dedicata la chiesa di San Giuliano dei Fiamminghi ed è patrono di Macerata.

GREGORIO X papa 
Tedaldo Visconti, nato nel 1208 a Piacenza, da una nobile famiglia. Ordinato diacono, divenne uomo di fiducia di un’importante cardinale, svolgendo varie missioni diplomatiche. Nominato arcidiacono a Liegi, amministrava ben 283 parrocchie, ma continuò gli studi per perfezionare la sua cultura religiosa, all’Università di Parigi dove fu condiscepolo di Bonaventura, Tommaso d’Aquino e amico personale del re Luigi IX. Nel 1271 mentre partecipava all’ultima crociata come cappellano e si trovava a San Giovanni d’Acri, l’antica Tolemaide di Palestina, il 1° settembre ricevette la notizia di essere stato eletto papa nel conclave di Viterbo, successore di Clemente IV. Tedaldo accettò, sbarcò a Brindisi e arrivò a Roma il 27 marzo 1272 dove venne consacrato, assumendo il nome di Gregorio X. Questo conclave si era protratto per ben 3 anni e i viterbesi avevano scoperchiato il tetto del palazzo e diminuito progressivamente il vitto agli elettori riuniti, per costringerli finalmente a prendere una decisione. Nel suo pontificato tese a pacificare animi e nazioni, andò in molte città italiane per stroncare i contrasti tra guelfi e ghibellini, fu tollerante verso gli Ebrei e nutrì molto interesse per l’Oriente. Istituì l’Elemosineria Apostolica e dettò nuove norme per il Conclave, come quella che riduceva il vitto ai cardinali di un 3° al giorno fino al digiuno completo, se entro 3 giorni dall’inizio dei lavori il nuovo papa non fosse risultato eletto. Infine nel 2° Concilio di Lione del maggio 1274, propose una nuova riforma del Conclave e ottenne, sia pure per poco tempo, la riunione con la Chiesa Greca. Morì ad Arezzo il 10 gennaio 1276, tornando dal Concilio di Lione. Nel 1713 Clemente XI ne ha autorizzato il culto come beato.

MARCELLINO di Ancona
vescovo di Ancona, morto nel 550 circa. Secondo una leggenda, con le sue preghiere avrebbe salvato la città da un furioso incendio.

PASCASIA martire.

PIETRO di Sebaste
fratello minore di Basilio Magno e di Gregorio di Nissa. Entrato nel monastero di Cesarea, di Cappadocia(oggi Kayseri), fondato da Basilio, che nel 370 lo ordinò sacerdote, ne divenne abate. Dieci anni dopo fu creato, sempre dal fratello, vescovo di Sebaste(v) e così partecipò al Concilio di Costantinopoli del 381, lottando contro l’arianesimo. È morto nel 392.

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