I santi del giorno del 21 agosto

21 Ago

BALDOVINO di Rieti
monaco a Clairvaux con l’abate Bernardo, fu mandato in Italia e divenne abate cistercense del monastero di San Pastore, presso Rieti. Morto nel 1140, le reliquie sono conservate nella cattedrale di Rieti.

BERNARDO de ’Tolomei
Giovanni Bernardo, nato a Siena nel 1272. Nel 1313 assieme a Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini, fondò la Congregazione Benedettina degli Olivetani, nell’Abbazia di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore, in provincia di Siena, con lo scopo di far rivivere integralmente l’ ora et labora di San Benedetto, che ottenne l’approvazione nel 1344 da Clemente VI. È morto nel 1348.

BONOSO di Antiochia
ufficiale romano, martire con Massimiano ad Antiochia nel 362, per aver rifiutato di far riprendere alle sue truppe le insegne del paganesimo.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

CLETA martire.

DOMENICA di Roma
vedova romana che accoglieva nella sua casa i cristiani perseguitati. La tradizione dice che san Lorenzo andava da lei a distribuire le elemosine ai poveri. Morì martire nel 249.

EUPREPIO di Verona vescovo.

GRAZIA di Valencia beata spagnola morta nel 1616.

IPPOLITO di Roma
ufficiale romano, carceriere di San Lorenzo, martire durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano I, nel 258. Il suo sarcofago dovrebbe trovarsi nel Museo Pio-Cristiano, in Vaticano.

MASSIMIANO di Antiochia martire con san Bonoso.

NATALE di Casale sacerdote di Casale Monferrato.

OMBELINA di Jully chiamata anche OMBRETTA, santa morta nel 1136.

PIO X papa
Giuseppe Sarto, nato a Riese, Treviso il 2 giugno 1835, figlio di una sarta e di un portalettere. Dal 1850 al 1858 studiò nel seminario di Padova dove venne ordinato sacerdote; nel 1875 fu nominato vescovo di Treviso e nel 1884 anche di Mantova. Nel 1893 Leone XIII lo nominò cardinale Patriarca di Venezia e poi il 4 agosto 1903, fu eletto papa, prendendo il nome di Pio X. L’elezione avvenne sopratutto per le sue doti di pastore, in una situazione che aveva reso difficile il Conclave, per la dura interferenza dell’imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe. Con l’enciclica Vehementer nos” del 1906, condannò ls separazione della Chiesa dallo Stato e combattè il modernismo con l’enciclica Pascendi, del 1907. In deroga al non expedit di Pio IX, concesse ai cattolici italiani la possibilità di partecipare alla vita politica del paese. Volendo essere un papa essenzialmente religioso e non politico, il motto del suo pontificato fu: Instaurare omnia in Christo e lo attuò con molto coraggio e fiduciosa fermezza, rifiutandosi anche di ricevere il presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt in visita in Italia nel 1910. Prese provvedimenti per la cultura del clero, riformando i seminari, istituendo l’Istituto Biblico di Roma e promuovendo la revisione della Vulgata e lo studio della filosofia di Tommaso d’Aquino. Curò inoltre l’istruzione dei fedeli diffondendo l’insegnamento del catechismo, favorì la comunione quotidiana e pose le basi per una nuova organizzazione del laicato cattolico. Rinnovò la musica sacra, riformò il breviario e iniziò una revisione del diritto canonico. Morto il 20 agosto del 1914 e sepolto nelle grotte vaticane è stato beatificato il 3 giugno 1951 e proclamato santo il 29 maggio 1954, sempre da Pio XII.

PRIVATO di Mende
vescovo di Mende, in Gallia, nel Gevaudan, martirizzato nel 257 dagli invasori Teutoni.

QUADRATO di Atene vescovo di Atene, morto nel 126.

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I santi del giorno del 20 agosto

20 Ago

BERNARDO di Chiaravalle
nato nel castello di Fontaine, presso Digione nel 1090, da una nobile famiglia. Nel 1112 ottenne il permesso di entrare nel noviziato del monastero di Citeaux, portando con se 4 suoi fratelli e una trentina di giovani nobili, e qui fece la professione di fede. Tre anni dopo l’abate gli affidò l’incarico di fondare l’abbazia di Chiaravalle (Clairvaux), per i Cistercensi(Benedettini riformati), dei quali fu il primo abate. Dopo inizi difficili, la nuova fondazione ebbe un successo prodigioso, si sviluppò a tal punto che alla morte del santo, poteva contare su oltre 700 monaci più un centinaio di monasteri affiliati, tra cui le omonime abbazie italiane. Nel capitolo generale del 1119 Bernardo elaborò, assieme a Stefano Harding, la “charta caritatis” perché si potesse essere tutti alla scuola della carità prescritta da Cristo stesso. Ardente sostenitore della seconda crociata, per questo cadde su lui il biasimo per l’insuccesso della spedizione. Grande trascinatore di folle e riformatore fu anche contemplativo e il suo influsso fu presente in tutti i settori, teologico, religioso, ascetico, filosofico e politico, della cultura e della vita spirituale. Ricercato consigliere di re e papi, ebbe un culto particolare per Maria Vergine, alla quale furono dedicate tutte le chiese cistercensi, influenzando moltissimo la spiritualità dei cattolici. Chiamato il “Mellifluo”, per la dolcezza dello stile, ha lasciato il noto trattato De consideratione, molti scritti liturgici, dogmatici e polemici, più di 300 sermoni di commento alla Bibbia, circa 500 lettere e numerose composizioni poetiche. Morto a Clairvaux, piccolo villaggio nel dipartimento dell’Aube, il 20 agosto 1153, nel 1830 Pio VIII lo ha proclamato Dottore della Chiesa.

CARPOFORO di Vicenza protettore di Vicenza, con san Leonzio.

CRISTOFORO di Cordova martire in Spagna sotto il dominio Saraceno.

FILIBERTO di Jumièges
abate morto nel 684 in Vandea, Francia occidentale. Monaco a Rebais, presso Parigi, fondò l’abbazia di Jumièges, nei dintorni di Rouen, soggetta alla regola di San Colombano. Venne imprigionato per essersi opposto a Ebroino, prefetto di palazzo del re Clotario III, vero sovrano della Francia in quel tempo. Quando fu liberato, fondò un’altra abbazia, quella sull’isoletta di Noirmoutier, sull’Atlantico di fronte a Nantes. Le reliquie sono conservate a Tournus, presso Chalon-sur-Saone.

GILDO di Cordova da LEOVIGILDO, martire in Spagna nell’anno 852.

MARIA de’ Matthias
nata a Gaeta nel 1805 e morta a Roma nel 1866. Sotto la guida e il consiglio di Gaspare del Bufalo e del sacerdote Giovanni Merlini, nel 1833, diede vita alla nuova congregazione delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue che oggi è diffusa in tutto il mondo. È stata beatificata nel 1950 da Pio XII.

MENNONE di Tracia martire assieme al centurione Severo.

SAMUELE profeta
ultimo dei Giudici d’Israele, profeta nella metà dell’11° secolo a.C. Figlio di Elcana e di Anna che, essendo sterile, lo ebbe per grazia del Signore e glielo consacrò nel santuario di Silo, affidandolo al sommo sacerdote Eli. Alla morte di questi, venne riconosciuto capo politico e religioso, risiedette a Rama, dove costruì un santuario, esercitò la funzione di giudice e preparò, attraverso la coesione religiosa, la riscossa del popolo ebraico dal giogo dei Filistei che si erano impadroniti anche dell’Arca dell’Alleanza. Tuttavia fu capo religioso più che politico ed essendo necessaria una salda guida capace di abbattere il predominio straniero, fu indotto a consacrare Saul re d’Israele unita. Ben presto le due autorità vennero a contrasto e quando Saul infranse il rispetto verso l’autorità religiosa di Samuele questi, segretamente, consacrò nuovo re Davide, figlio di Jesse. È morto vecchissimo, poco prima della battaglia di Gelboe, nella quale Saul venne ucciso, come era stato predetto dal profeta stesso. Venne sepolto a Rama, presso la sua casa. Tutto ciò è narrato nei 2 libri storici della Bibbia che gli sono attribuiti.

SEVERO di Tracia martire con san Mennone.

I santi del giorno del 19 agosto

19 Ago

BARTOLOMEO da Simeri
monaco basiliano calabrese, vissuto nell’11° secolo, fondatore del monastero di Santa Maria Odigitria o Patirion, vicino a Catanzaro. Studioso delle Sacre Scritture e dei Padri Apostolici, istituì in questo monastero un centro di compilazione di codici e ristabilì anche la disciplina in quello di San Basilio sul Monte Athos.

EZECHIELE Moreno y Diaz   19 Agosto
nato il 10 aprile 1848 ad Alfaro, in Spagna. Missionario nelle Filippine, poi vicario apostolico in Colombia, dove nel 1895 venne eletto vescovo della città di Pasto(St. Juan de Pasto, ai piedi del vulcano omonimo) e con la sua opera pacificatrice contribuì a porre fine alla guerra civile nel paese. Morto il 19 agosto 1906 a Monteagudo, presso Murcia in Spagna, è stato canonizzato nel 1992, da Giovanni Paolo II.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perché nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

GIOVANNI Eudes
nato a Ri (Caen) diocesi di Sees, Normandia, il 14 novembre 1601. Ordinato sacerdote entrò nell’Oratorio di Gesù e divenne un brillante predicatore, ma ne uscì nel 1643 per dedicarsi alla formazione del clero secondo lo spirito del Concilio di Trento. Fondò, a tale scopo, la Congregazione secolare di Gesù e Maria (Eudisti), destinata in particolar modo alla direzione dei Seminari. Prima aveva fondato una casa di asilo per “donne perdute”, chiamata Nostra Signora della Carità e del Rifugio che, nel 1835, la madre superiora Maria Eufrasia Pelletier, trasformò nell’Istituto della Carità del Buon Pastore. Iniziatore e diffusore della devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, è considerato fra i maggiori esponenti della restaurazione cattolica in Francia. Morto a Caen il 19 agosto 1680, è stato beatificato nel 1909 da Pio X e poi canonizzato da Pio XI, nell’Anno Santo 1925.

GUERRICO di Igny
monaco francese, morto verso il 1155 a Igny nell’Essonne, in Francia.

ICILIO martire in Asia Minore.

ITALO martire senza notizie storiche.

LUDOVICO di Tolosa
chiamato anche Luigi, nato nel 1274 in Provenza e morto nel 1297. Figlio del re di Napoli Carlo d’Angiò, rinunciò alla corona in favore del fratello Roberto e abbracciò la vita religiosa. Nel 1296 vestì l’abito francescano a Sansepolcro, provincia di Arezzo, venne ordinato sacerdote e poi consacrato vescovo di Tolosa. Canonizzato da Giovanni XXII, nel 1317, come LUIGI la sua festa è l’11 aprile

MAGNO di Ceccano martire di Ceccano, in provincia di Frosinone.

MARIANO
eremita vissuto nel 6° secolo, celebrato con grandi lodi da Gregorio di Tours.

SEBALDO di Norimberga
santo leggendario, forse eremita. Secondo la tradizione, evangelizzò la città di Norimberga, dove si trovano e sono venerate le reliquie raccolte in un artistico sepolcro, tuttora meta incessante di pellegrinaggi. Morto nell’8° secolo, fu canonizzato e proclamato patrono della sua città nel 1425, durante il pontificato di Martino V.

SILVIO di Amasya martire ad Amasya (v).

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

TIMOTEO di Gaza
vescovo martire in Palestina nel 304. Nulla ci è storicamente noto di lui, tranne che fu vittima della persecuzione di Diocleziano.

I santi del giorno del 18 agosto

18 Ago

AGAPITO di Palestrina
martire sotto Diocleziano. Sul luogo del suo sepolcro a Palestrina, nel 4° secolo fu eretta una basilica che nel 1117 divenne la Cattedrale della città, riscoperta però solo nel 1864. È ricordato dai più antichi sacramentari della Chiesa Romana e anche nel martirologio gerominiano.

AIMONE Taparelli santo morto nel 1435.

BEATRICE da Silva Meneses
religiosa portoghese, nata nel 1424 a Ceuta (v). Di nobile famiglia, sorella del beato Amedeo IX di Savoia, dama d’onore di Isabella, moglie del re di Castiglia Giovanni II. Desiderosa di vita contemplativa, si ritirò in un monastero di domenicane a Toledo, dove visse per trent’anni in austera penitenza, senza pronunciare i voti, ma distribuendo tutto il suo patrimonio ai poveri. Nel 1484 fondò le Concezioniste, congregazione approvata nel 1489, al tempo del papa Innocenzo VIII. Morta a Toledo il 16 agosto 1490, il suo culto popolare è stato confermato solo nel 1926 da Pio XI ed è stata poi canonizzata nel 1976 da Paolo VI. Molto venerata anche in Portogallo.

CRISPO di Roma sacerdote martire.

ELENA imperatrice
madre di Costantino il Grande, di umili origini, nata verso il 255, in Bitinia. Era locandiera, quando, prima del 280, divenne concubina, cioè moglie morganatica di Costanzo Cloro e gli diede il figlio Costantino, ma fu allontanata nel 293, quando Costanzo sposò regolarmente Teodora. Quando il figlio salì al trono la richiamò a corte, circondandola di onori e facendo perfino coniare monete con la sua effigie. Secondo la testimonianza dello storico Eusebio di Cesarea, si convertì al cristianesimo all’età di 64 anni, ma la conversione fu così profonda che dimenticò il suo stato e si dedicò ai poveri diventando come una madre per bisognosi e indigenti. Nel 326 intraprese un lungo pellegrinaggio in Oriente, recandosi a visitare i Luoghi Sacri e a fondare la Chiesa del Santo Sepolcro. Una tradizione tardiva le attribuisce il merito del ritrovamento della vera croce di Cristo, una parte della quale, avrebbe portato a Roma collocandola nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, fatta costruire dal figlio, allo scopo di custodirvi le preziose reliquie. Fece costruire anche nuove basiliche a Costantinopoli e Betlemme. Morta nel 336 circa a Nicomedia, i suoi resti dono conservati nel sarcofago che si trova nel Museo Pio-Clementino, in Vaticano. Nella Chiesa Greca la festa è il 21 maggio.

ELIANA martire assieme a Taziana.

EONIO di Arles vescovo della città, successore di Leonzio, riallacciò i rapporti con la Santa Sede, interrotti dai disordini politici causati dalle invasioni barbariche e difese il diritto metropolitano della sede di Arles, contro le pretese di Avito di Vienne. Sostenitore  del movimento monastico, morì verso il 503.

ERMA martire a Roma assieme a Polieno e Serapione.

FIRMINO di Metz vescovo di Metz, alla fine del 4° secolo.

FLORO martire nell’Illirico assieme a Lauro, nel 2° secolo.

LAURO
tagliapietre illirico, martire nel 2° secolo assieme a Floro, Massimo e Procolo.

PAOLA Montaldi
nata nel 1443 a Montaldo, frazione di Volta Mantovana, nel 1443. A 15 anni entrò in un convento di Clarisse a Mantova e divenne badessa anche in altri monasteri. Morta nel 1514, è conosciuta particolarmente per le sue molte esperienze mistiche.

TAZIANA martire assieme a Eliana.

I santi del giorno del 17 agosto

17 Ago

ACILIA di Roma
giovane romana martire verso la fine del 2° secolo, venne sepolta sulla Via Salaria. Dal 1751 le sue reliquie sono sotto l’altare maggiore della chiesa di Santa Maria Assunta, a Scandriglia, in provincia di Rieti.

ALBERTO da Pontida
benedettino, fondatore e priore dell’abbazia di Pontida, morto nel 1095. Il suo sepolcro in pietra scolpita si trova nella Basilica, dedicata a San Giacomo, all’interno della stessa abbazia della città.

ANASTASIO di Terni vescovo di Terni, morto verso la metà del 6° secolo.

BONIFACIO diacono cartaginese, martire in Africa con il monaco Settimo.

CARLA Gerhardinger o CAROLA, venerabile di Regensburg (Ratisbona).

CHIARA di Montefalco
nata nel 1268 a Montefalco, presso Spoleto, in provincia di Perugia. Terziaria francescana, nel 1290 fondò nella sua città il monastero di Santa Croce, dell’Ordine degli Eremitani di Sant’Agostino  del quale divenne badessa. Devotissima della Passione del Signore, ricevette vari doni soprannaturali, ebbe estasi e le si attribuirono miracoli. Morì nel 1308 e una leggenda dice che dopo la morte il suo sangue si liquefò e quando il cuore fu esaminato, vi si trovò disegnata una croce. È stata canonizzata da Leone XIII nel 1881 e a Montefalco il convento e la bella chiesa a lei dedicati, costruiti poco dopo la sua morte, sono un luogo di particolare devozione.

DONATO di Ripacandida
benedettino di Ripacandida, provincia di Potenza, vissuto nel 12° secolo.

ELIA il giovane
monaco basiliano, nato a Enna nell’825. Imprigionato e deportato dai Saraceni in Africa, riuscì a fuggire e si diede a lunghi pellegrinaggi in Oriente. Tornato in Sicilia, dovette lasciare Taormina prima che cadesse in mano agli Arabi, riparando in Calabria, dove fondò un convento in località Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria. Dopo un pellegrinaggio a Roma vi si ritirò a vita eremitica, ma più tardi fu chiamato a Costantinopoli dall’imperatore Leone VI il Filosofo. Morì nel 903 durante il viaggio, dalle parti di Tessalonica, l’odierna Salonicco.

EMILIA Bichieri
nata il 3 maggio 1238, a Vercelli, figlia di Adelasia, contessa di Biandrate, ebbe esperienze mistiche e fondò un monastero domenicano. È morta il 3 maggio 1314.

EUSEBIO papa
eletto al pontificato il 18 aprile 309, per contrasti con un competitore di nome Eraclio, venne subito esiliato in Sicilia per ordine dell’imperatore Massenzio, che temeva disordini. Morì il 17 agosto dello stesso anno e il suo corpo, riportato a Roma, fu sepolto nelle catacombe del cimitero di Callisto sull’Appia Antica. Papa Damaso I gli ha dedicato un’iscrizione sulla tomba, conferendogli il titolo di martire, che però non gli è stato mai riconosciuto ufficialmente.

GIACINTO Odrowatz
nato nel 1185 a Bross-Stein, in Slesia (oggi Polonia), da una nobile famiglia, studiò a Cracovia, Bologna e Praga. Divenuto canonico della cattedrale di Cracovia e dopo aver incontrato Domenico di Guzman a Roma, entrò nella sua congregazione e divenne predicatore. Quando nel 1221 tornò in patria, ricevette da Domenico il compito di introdurre l’Ordine in Polonia e così fondò vari conventi domenicani in Carinzia,  Freisach, Cracovia, Danzica e infine a Kiev, dove visse dal 1225 al 1233, lavorando per l’unione tra le Chiese Orientali e quella di Roma. Esercitò il ministero di predicatore in tutto il paese instancabilmente fino alla morte a Cracovia, il 15 agosto 1257. La celebrazione della sua festa fu fissata da Pio X, al 17 agosto.

GIOVANNA Delanoue
nata a Saumur, nella regione francese dell’Angiò, il 18 giugno 1660. Fattasi religiosa, fondò la Congregazione di Sant’Anna della Provvidenza. Morta il 17 agosto 1736, è stata canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1982.

LIBERATO di Capsa
abate del monastero di Capsa, martire in Africa nel 484, sotto Unnerico, re dei Vandali.

RINALDO o RAINALDO
nato a Milano nel 1240 e morto a Ravenna nel 1321. Nunzio in Fiandra, venne eletto vescovo di Vicenza nel 1296 e 6 anni più tardi passò alla sede di Ravenna. Fece parte della commissione di prelati istituita da Clemente V per procedere contro i Templari. Celebrò 5 sinodi provinciali e partecipò al Concilio di Vienne 1311/1312, quello che sancì proprio la soppressione dei Templari. Il culto è stato approvato da Pio IX, nel 1852.

ROGATO di Cartagine
monaco martire in Tunisia nel 483 assieme al diacono Bonifacio e altri compagni.

RUSTICO
suddiacono martire a Cartagine, in Tunisia, con Bonifacio e Liberato.

SERVO di Cartagine
suddiacono martire in Tunisia, assieme a Bonifacio, Liberato abate, Rogato Rustico e Settimo.

SETTIMO di Cartagine
monaco martire nel 483 in Tunisia, assieme all’abate Liberato e molti altri compagni.

I santi del giorno del 16 agosto

16 Ago

AMBROGIO
secondo la leggenda, era un centurione romano martire nel 304 a Sacco, sobborgo di Ferentino, nel Lazio, sotto Diocleziano. Fu sepolto nella chiesa di Santa Maria Maggiore e divenne il protettore della comunità.

BASILIA di Couvert
santa di Couvert, nella Linguadoca, in Francia, detta anche “SILIA”.

DIOMEDE martire
nato a Tarso, in Cilicia, nel 2° secolo. Di professione medico, sarebbe stato decapitato nel 303, a Nicea (v).

LUCIO di Val Cavargna
secondo una tradizione pastore vissuto nel 12° secolo. Si guadagnava da vivere lavorando in Val Cavargna nei pressi del lago di Como e sarebbe stato ucciso dal suo padrone, invidioso perché donava i risparmi ai poveri e alla Chiesa. In alcuni calendari è ricordato anche il 12 luglio.

ORMISDA papa
nato a Frosinone, di nobile famiglia ricca, prima dell’ordinazione sacerdotale era stato sposato e aveva avuto un figlio, Silverio che sarebbe poi diventato papa anche lui. Eletto all’unanimità il 20 luglio 514, il giorno dopo la morte di Simmaco(v), fu un grande difensore dell’ortodossia, contro i monofisiti e lo scisma promosso da Acacio. Nell’agosto del 515, inviò una delegazione a Costantinopoli, guidata da Ennodio di Pavia, con il compito di ottenere il pieno riconoscimento delle decisioni del Concilio di Calcedonia del 451, che condannavano le eresie di Acacio, Eutiche e Nestorio, ma nonostante l’abilità diplomatica della delegazione pontificia il tentativo non ebbe esito positivo. Dopo un nuovo fallimento 2 anni più tardi, solo nel 519 ottenne dal Patriarca di Costantinopoli, Giovanni e dalla maggioranza dei vescovi greci, il riconoscimento e la sottoscrizione del “Formulario di Ormisda”, che ristabilì l’unione tra la Chiesa Latina e quella d’Oriente, chiudendo così, dopo 35 anni, lo scisma acaciano. Favorì la conversione dei Franchi al cattolicesimo, emanò ottime leggi per la disciplina ecclesiastica e sotto il suo pontificato fu fondato l’Ordine Benedettino. Morì il 6 agosto 523 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche il 16 agosto.

PETRA Pérez Florido
nata il 7 dicembre 1845 a Valle de Abdalajis, presso Malaga in Spagna, è la fondatrice della congregazione delle Madri degli Abbandonati di San Giuseppe della Montagna. Ha vissuto una fede profonda, integrata dalla preghiera assidua e perseverante, sempre disponibile a servire i bisognosi come se fossero tutti suoi figli. È morta il 16 agosto 1906.

ROCCO di Montpellier
nato a Montpellier, in Francia nel 1295. È difficile inquadrare storicamente e cronologicamente la figura di questo santo, perché le fonti sono poco chiare e molto leggendarie. Rimasto orfano a 15 anni, vendette i suoi beni, diede il ricavato ai poveri e si mise in viaggio, pellegrino, verso Roma. Lungo il tragitto, fermatosi in un ospizio ad Acquapendente, in provincia di Viterbo, vi rimase a curare gli ammalati di peste e gli vennero attribuite delle guarigioni miracolose. Sulla via del ritorno, colpito anche lui dalla malattia, con una grossa piaga ad una gamba, si rifugiò in una grotta presso Piacenza, dove sarebbe morto di fame se non avesse trovato una sorgente scaturita prodigiosamente dal nulla e non fosse stato nutrito da un cane che ogni giorno gli portava una pagnotta. Dopo la guarigione, mentre tornava in Francia, venne arrestato e imprigionato nei pressi di Angera, Varese, perché sospettato di spionaggio. Morto il 16 agosto 1327, dopo 5 anni di carcere, il suo culto si diffuse in tutta Europa, dopo la metà del 15° secolo. Sembra che le reliquie siano state traslate a Venezia, nel 1485, dove sarebbero ancora conservate nella Scuola di San Rocco. Viene invocato contro la peste e le malattie contagiose.

RUTH della Bibbia
la sua è una storia raccontata in uno dei più commoventi libri della Bibbia, il Libro di Ruth, che invece di riassumerlo consigliamo di leggere per intero. Tuttavia, Ruth è il biblico nome di una donna di Moab, moglie di Chilion, figlio di Noemi di Betlemme. Rimasta vedova, partì con la suocera che tornava a Betlemme, dove trovò un nuovo marito, di nome Booz, ricco agricoltore di Gerusalemme, figlio di Salomone e di Raab. Con lui ebbe un figlio, Obed, che sarà il padre di Iesse, che a sua volta sarà il padre di Davide, dalla cui discendenza nascerà Gesù, il Salvatore.

SANTE di Scotaneto
francescano laico di Scotaneto, una frazione del comune di Urbino, vissuto nel 14° secolo.

SERENA di Roma
moglie di un certo Diocleziano Augusto, martire a Roma.

SIMPLICIANO di Milano
vescovo dal 397 al 400 a Milano, che gli ha dedicato una bella chiesa. Successore di sant’Ambrogio  del quale era stato maestro, padre spirituale e consigliere, contribuì notevolmente alla conversione di Agostino d’Ippona.

STEFANO I d’Ungheria
il Santo, nato a Esztergom, presso Budapest, nel 969, figlio di Geza, duca dei Magiari, educato alla fede e battezzato da un prete missionario. Nel 996 sposò Gisella, principessa tedesca sorella dell’imperatore di Germania Enrico II, che venne in seguito beatificata. Successore del padre nel 997, come governatore, fu poi incoronato 1° re d’Ungheria, nella notte di Natale dell’anno 1000, dal papa Silvestro II. Con sagge leggi incamminò il popolo sulla via del progresso, organizzò la gerarchia cattolica, fondò diocesi, costruì chiese, monasteri e santuari, contribuendo molto alla diffusione della fede. Curò l’evangelizzazione del paese e fu anche molto generoso con i poveri. Morto il 15 agosto 1038, nei pressi di Alba Regale(Székesfehérvàr), è stato canonizzato assieme al figlio Emerico, da Benedetto IX, una decina di anni dopo. In Ungheria, anche durante i regimi comunisti, la sua memoria è stata sempre celebrata il 20 agosto.

TEODORO di Martigny
elevato alla sede vescovile di Martigny, in Svizzera nel 379, partecipò al Concilio di Aquileia del 381 e a quello di Milano del 390.

TITO di Roma diacono martire.

I santi del giorno del 15 agosto

15 Ago

ALFREDO di Hildesheim o ALTFREDO
nato nel 798, monaco e poi direttore della scuola dell’abbazia benedettina di Corvey, in Sassonia, nell’85 venne nominato vescovo di Hildesheim e consigliere del re di Germania, Ludovico II. Fondatore della cattedrale di Hildesheim, Hannover e delle chiese di Essen, Gandersheim e Lamspringe, è morto il 15 agosto 874.

ALIPIO di Tagaste
figlio di un certo Romaniano, contemporaneo e amico di Agostino d’Ippona, completò gli studi a Cartagine e poi andò a Roma e a Milano, seguendo le vicende del grande amico. Per qualche tempo visse con lui nel ritiro di Cassiacico, venne battezzato sempre assieme a lui e poi fece ritorno in Africa, ritirandosi nel monastero di Ippona. Nel 394 venne eletto vescovo di Tagaste e fu un fiero oppositore degli eretici donatisti e pelagiani. Morì nel 429.

ARDUINO di Rimini morto nel 1009.

ARNOLFO di Soissons
figlio di un cavaliere delle Fiandre, avviato alla carriera militare, alla morte del padre, si fece monaco a Soissons (v). Nel 1072 fu eletto abate e 8 anni dopo, vescovo della città. Nei 7 anni del suo episcopato dovette affrontare gravi minacce e molte disobbedienze, che però riuscì a vincere, aiutato dalla stima del conte di Fiandra, Roberto il Frisone. Morì nel 1087.

ASSUNTA
si celebra il giorno della festa dell’Assunzione di Maria Vergine al cielo.

CLAUDIO Granzotto
nato il 23 agosto 1900 a Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso. Da giovane lavorò nei campi, fece il calzolaio, il falegname e il muratore, fino a quando sentì una forte passione per la scultura. Frequentò l’Accademia delle Belle Arti di Venezia e ne uscì con il diploma di professore. A questo punto però, sentì anche la chiamata di Dio e abbandonato uno splendido avvenire di artista, si fece francescano e venne ordinato sacerdote. Da allora la sua vita fu divisa tra preghiera, carità, umiltà e lavoro di scultore, con opere che irradiano vera bellezza e luce di santità. È morto a Padova il 15 agosto 1947.

NAPOLEONE
si tratta di un santo che non è mai esistito, ma che per tradizione è festeggiato il giorno della nascita di Napoleone Bonaparte.

STANISLAO Kostka
nato il 28 ottobre 1550, a Masovien o Maszewo, in Polonia, discendente di una famiglia di antica nobiltà. Studiò nel collegio dei Gesuiti di Vienna, dove prese la decisione di entrare nell’Ordine in seguito ad una apparizione della Madonna. Postosi sotto la guida di Pietro Canisio, grazie al suo appoggio, venne inviato a Roma e nel 1567, fu accolto nella Compagnia di Gesù. Dopo pochi mesi, colpito da un violento attacco febbrile, morì il 15 agosto 1568, quando non aveva ancora compiuto 18 anni, ma dopo aver dato un grande esempio di vita cristiana. Canonizzato nel 1726, da Benedetto XIII, nella famiglia dei Gesuiti è festeggiato il 13 novembre.

TARCISIO di Roma
lapidato a Roma nel 257, assieme a TARSICIO, durante la persecuzione di Valeriano I. Giovane accolito e diacono della Chiesa di Roma, secondo un’iscrizione sulla sua tomba composta dal papa Damaso I, subì il martirio per essersi rifiutato di consegnare ai pagani l’Eucaristia che portava da una comunità all’altra. Sepolto nelle catacombe di Callisto sull’Appia Antica, è stato proclamato patrono dei chierichetti.

TRIFILO di Ledra  vescovo sull’isola di Cipro, martire nel 4° secolo.

I santi del giorno del 14 agosto

14 Ago

ALBERTO Pandoni santo morto nel 1274.

ALFREDO di Hildesheim o ALTRFREDO
nato nel 798, monaco e poi direttore della scuola dell’abbazia benedettina di Corvey, in Sassonia, nell’85 venne nominato vescovo di Hildesheim e consigliere del re di Germania, Ludovico II. Fondatore della cattedrale di Hildesheim, Hannover e delle chiese di Essen, Gandersheim e Lamspringe, è morto il 15 agosto 874.

ANTONIO Primaldi santo morto nel 1480.

ATANASIA vedova, martire.

CALLISTO di Todi
vescovo di Todi, secondo la tradizione subì il martirio il 14 agosto 528, ma forse è un doppione del papa Callisto I.

ELISABETTA Renzi
nata il 19 novembre 1786 a Saludecio di Romagna. Seguì la vocazione religiosa, entrando nel monastero agostiniano di Pietrarubbia, nelle Marche, ma le leggi napoleoniche fecero chiudere tutti i monasteri e così dovette tornare in famiglia. In seguito al suggerimento di Maddalena Gabriella di Canossa, iniziò l’opera di fondazione del nuovo Istituto religioso delle Maestre Pie dell’Addolorata, per l’insegnamento del catechismo. È morta a Coriano, in provincia di Forlì, il 14 agosto 1859.

EZIO di Barcellona martire.

MARCELLO di Apamea
originario di Cipro, magistrato, divenne vescovo di Apamea in Siria e come tale, si adoperò per sopprimere l’idolatria. Avendo ordinato di abbattere un tempio dedicato a Giove, venne bruciato vivo dai pagani.

MASSIMILIANO M. Kolbe
nacque a Zdunska Wola, nei pressi di Lodz, in Polonia l’8 gennaio 1894. Battezzato con il nome di Raimondo, ancora molto giovane entrò nei Minori Conventuali prendendo il nome di Massimiliano e nel 1918 venne ordinato sacerdote a Roma. Ardente di devozione verso la Vergine Maria, mentre si trovava ancora a Roma, nel 1917 fondò la Milizia di Maria Immacolata, che si diffuse in patria e in varie regioni del mondo e poi, missionario in Giappone, propagò con la parola e con la stampa la fede cristiana. Rientrato dopo diversi anni in patria, continuò l’attività apostolica e mariana, ma durante la seconda guerra mondiale fu arrestato dalla polizia segreta nazista, la Gestapo e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz(nome tedesco della città di Oswiecim, nella Galizia polacca). Qui offrì la sua vita in cambio di quella di un compagno di prigionia, morendo nel bunker della fame, il 14 agosto 1941. È stato beatificato da Paolo VI nel 1971 e poi canonizzato con il titolo di martire, il 10 ottobre 1982, da Giovanni Paolo II che lo ha anche proclamato “patrono del nostro difficile secolo”.

URSICIO martire assieme a molti compagni di fede.

I santi del giorno del 12 agosto

12 Ago

ANICETO di Nicomedia
martire in Bitinia (v), assieme a Conte e Fotino.

CASSIANO di Imola
martire a Todi o Imola nel 303. Secondo lo storico Prudenzio, fu martirizzato dai suoi stessi scolari pagani che lo uccisero con gli stili appuntiti usati per scrivere. Secondo una tradizione sarebbe sepolto nella Cattedrale di Imola ed è patrono dei maestri e degli scrittori. Un’altra fonte invece, sostiene che sia stato il primo vescovo di Bressanone(diocesi della quale è patrono) mentre un’altra ancora lo indica vescovo di Todi e di Imola.

CONTE martire a Nicomedia (v), con Aniceto e Fotino.

DEGNA o DIGNA
ancella di santa Ilaria, martire ad Augusta Treverorum (Treviri).

ERCOLANO di Brescia
vescovo della città, nella seconda metà del 6° secolo. Occupa il 18° posto, fra Cipriano e Onorio avendo però trascorso gli ultimi anni di vita come eremita a Campione del Garda. Le reliquie, ritrovate nel 1282 nella chiesa di Maderno, nel 1580 vennero fatte trasportare da Carlo Borromeo, dalla vecchia arca all’altare maggiore. Patrono di Maderno, frazione di Toscolano e della riviera di Salò.

EUMENIA ed EUPREPIA
ancelle di santa Ilaria, martiri sul rogo a Treviri (v), assieme alla compagna Degna o Digna, verso il 304 sotto Diocleziano.

EUPLIO di Catania
diacono martire in Sicilia, alla vigilia delle idi di agosto del 304.

EUSEBIO di Milano
vescovo dal 449 al 462. Radunò un concilio provinciale nel 451 e quando l’anno dopo Attila distrusse la città, collaborò alla ricostruzione, come è descritto nel discorso per la dedicazione della cattedrale, pronunciato dal vescovo di Torino, Massimo.

FAZIO martire.

FELICISSIMA di Faleria
vergine martire a Faleria, Viterbo, assieme a Graciliano.

FOTINO di Nicomedia martire assieme ad Aniceto e Conte.

GIULIANA di Baviera martire ad Ausburg, in Germania.

GRACILIANO di Faleria
martire a Faleria, Viterbo, con la santa vergine Felicissima.

ILARIA di Treviri
madre di santa Afra, martire nella persecuzione di Diocleziano verso il 304. Secondo una passio piuttosto leggendaria, fu sorpresa a pregare sulla tomba della figlia e venne condannata a morte, arsa viva, assieme alle sue ancelle, Digna, Eumenia ed Euprepia, a Treviri.

INNOCENZO XI papa
Benedetto Odescalchi, nato a Como il 19 maggio 1611, da una ricca famiglia di commercianti. Studiò dai Gesuiti e nel 1639 si laureò in giurisprudenza a Napoli. Prima di iniziare la carriera ecclesiastica, fu anche soldato, ma sopratutto la sua solida formazione giuridica gli permise di ricoprire incarichi amministrativi di notevole rilievo, fino ad arrivare al cappello cardinalizio, che ricevette da Innocenzo X, nel 1645. Governò Ferrara e fu vescovo di Novara, dal 1650 al 1654. Alla morte di Clemente X, trovando unanimità di consensi, che era il premio della probità e capacità di cui aveva dato prova, venne eletto al pontificato il 21 settembre 1676 dopo due mesi di conclave, consacrato il 4 ottobre con il nome di Innocenzo XI. Si dedicò alla pacificazione dei principi cristiani, contribuì al trattato di Nimega del 1678, cercò di combattere il nepotismo, abolendo la carica di “cardinale-nepote”, proibì perciò al nipote Livio di accettare doni e onorificenze, combatté l’usura e riordinò le finanze dello Stato Pontificio. Lottò contro il re di Francia Luigi XIV, al quale non volle riconoscere il diritto di nominare i vescovi e si fece promotore della Lega Santa, con la partecipazione di Polonia, Russia e Venezia, contro i Turchi, arrivando, nel 1686, alla liberazione dell’Ungheria e 2 anni dopo alla riconquista di Belgrado. Morto a Roma il 12 agosto 1689, fu subito venerato dai romani, mentre è stato beatificato solo nel 1956 da Pio XII.

MACARIO di Siria martire.

QUIRIACO
martire ad Ausburg (Augusta), in Germania, assieme a Giuliana

SISTO IV papa
Francesco della Rovere, nato il 21 luglio 1414 a Celle Ligure, in provincia di Savona. Figlio di pescatori, entrò nell’Ordine dei Frati Minori Francescani e nel 1464 ne divenne il superiore generale. Tre anni dopo fu consacrato cardinale da Paolo II, alla morte del quale, nel 1471 venne eletto al pontificato, dedicandosi alla riforma ecclesiastica. In precedenza era stato docente nelle università di Pavia, Bologna e Firenze. Conosciuto per i suoi rigidi costumi, appena eletto però, distribuì incarichi e benefici a parenti, nipoti e ben 15 pronipoti, attuando una politica nepotistica scandalosa, purtroppo in linea con il periodo storico che il papato stava vivendo. Nel 1472 inviò una flotta contro gli Ottomani comandata dal cardinale Carafa, il quale, dopo aver preso Smirne, dovette interrompere l’impresa per le discordie nel campo cristiano, quando esplose la rivalità marinara tra Venezia e Napoli. Riprese i negoziati con Ivan III di Russia, iniziati dal suo predecessore, per cercare di riportare la Chiesa russa nell’ambito romano, ma non ottenne il risultato sperato. Stabilì l’Inquisizione in Spagna, cercò di arginare le eresie in Boemia (v), arricchì la biblioteca vaticana di preziosi codici e dotò Roma di opere pubbliche e monumenti. Il suo pontificato è legato a un’opera d’arte famosa in tutto il mondo, la Cappella Sistina, che fece abbellire da grandi artisti come Bernardino di Betto (Pinturicchio), Mino da Fiesole, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Pietro Perugino, Luca Signorelli, che più tardi fu affrescata da Michelangelo Buonarroti. Celebrò con grande sfarzo il Giubileo del 1475, stabilendo che venisse celebrato ogni 25 anni. È morto il 12 agosto 1484.

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