I santi del giorno del 31 agosto

31 Ago

ABBONDIO di Como
greco, originario di Salonicco, si stabilì in Italia e il 17 novembre 440 venne consacrato 4° vescovo di Como, successore di Amanzio, continuando l’opera di evangelizzazione del Ticino, iniziata dai suoi predecessori. Nel 450 Leone I lo inviò, come Legato pontificio, a Costantinopoli, dove rimase fino al 451, quando terminò la sua missione facendo accettare il documento pontificio a tutti i vescovi d’Oriente. Ottenne dall’imperatore Marciano e dal patriarca Anatolio, la condanna delle dottrine di Nestorio e di Eutiche, che fu ratificata dal Concilio di Calcedonia (v) dello stesso anno. Per questi successi ricevette una festosa accoglienza al ritorno. Divenuto poi anche predicatore nel Nord-Italia, tornò a Como dove morì nel giorno di Pasqua del 469, probabilmente il 2 aprile.

AIDANO di Iona
monaco scozzese, nato sull’isola di Iona e 1° abate di Lindisfarne. Vescovo e principale evangelizzatore del Northumberland, fece di questa regione il più grande centro di civilizzazione cristiana anglosassone tra il 7° e l’8° secolo. La sua attività apostolica, favorita dal re Osvaldo, ebbe come centro Lindisfarne e più tardi Holy Island, nel Mare del Nord. Morì a Bamborough, o Bamburg, in Scozia, nel 651.

ALBERTINA vergine martire.

AMATO di Nusco
di famiglia benestante, si fece sacerdote e nel 1048 divenne vescovo della sua città, in provincia di Avellino. Morì nel 1093 in grande povertà, perché nel frattempo aveva donato tutto quello che possedeva ai poveri della diocesi. A Nusco la festa è il 30 settembre.

ARISTIDE Marciano
filosofo ateniese del 2° secolo convertito al cristianesimo in seguito alla lettura delle Sacre Scritture. Autore di una delle più conosciute e antiche apologie della religione cristiana, indirizzata all’imperatore Adriano, per confutare le ingiuste accuse rivolte ai fedeli, l’Apologia per i Cristiani, il cui testo originale greco è stato rinvenuto solo nel 1889. La tradizione sostiene che morì martire.

CESIDIO
sacerdote martire a Trasacco, presso L’Aquila assieme al padre Rufino(v.). A loro è intitolata la principale chiesa di Trasacco.

GIUSEPPE d’Arimatea
nobile, ricco e molto stimato membro del Sinedrio(v.), seguace segreto di Gesù, ebbe una parte notevole in tutta la storia della Passione. Presente alla Crocifissione, portò a Pilato la notizia della morte di Gesù, ne chiese il corpo che avvolse, secondo la tradizione, nella Sindone, il lenzuolo funebre. Offrì la propria tomba nuova scavata nella roccia, dove, aiutato da Nicodemo, diede onorata sepoltura al Maestro. Menzionato in tutti 4 i vangeli, su di lui abbiamo un celebre apocrifo, secondo il quale, unitosi poi ai discepoli di Gesù, sarebbe morto a Gerusalemme, mentre, secondo una leggenda, avrebbe raccolto il sangue di Gesù nel calice dell’Ultima Cena, il santo Graal, portandolo in Occidente. In alcuni calendari è festeggiato anche il 31 agosto, assieme a Nicodemo.

LEDA martire.

LORENZO Nerucci beato, morto nel 1420.

OSORIO Gutierrez
figlio di nobili vicini alla famiglia reale spagnola. Da militare combatté contro i Musulmani e poi, quando rimase vedovo, fondò e dotò il monastero di Villanueva, nei dintorni di Valencia, in accordo con il vescovo Teodomiro. Nel 969 si ritirò in questo monastero, dove morì verso la fine del secolo, al termine di un lungo viaggio in Terrasanta.

OTTATO di Milevi
vescovo in Numidia (v), nel 4° secolo. Autore di un trattato polemico contro il vescovo Parmeiano, opera in 7 libri, basata su materiale documentario, che è il primo scritto cattolico contro il donatismo, precedente a quelli di Agostino d’Ippona.

OTTAVIANO vescovo.

PAOLINO di Treviri
vescovo in Germania, partecipò al Concilio di Arles nel 353, ma non avendo sottoscritto la condanna di Atanasio d’Alessandria, l’imperatore romano Costanzo II lo mandò in esilio in Frigia(v), dove morì nel 358.

RAIMONDO Nonnato
nato nel 1204 a Portella, nei pressi di Lerida in Catalogna. Orfano di madre poco dopo la nascita, nel 1220 entrò nell’Ordine della Beata Maria della Mercede, fondato da Raimondo di Penafort. Venne inviato in Africa dove si consacrò alla liberazione degli schiavi cristiani tramite il riscatto e quando non ebbe più danaro si offerse personalmente come ostaggio al posto degli schiavi stessi. Condannato a morte, subì molte torture e la perforazione delle labbra, ma la sentenza fu sospesa in attesa che dalla Spagna arrivasse Pietro Nolasco con il denaro per il riscatto. Dopo 8 mesi, quando nel 1239 venne liberato, fu creato cardinale da Gregorio IX. È morto il 31 agosto 1240 a Cardona, in Spagna.

ROBUSTIANO martire assieme a Marco.

VALA di Corbie
originario di Corbie sulla Somme, presso Amiens, in Francia. Parente di Carlomagno, venne in Italia e fu nominato abate di Bobbio, in provincia di Piacenza, dove morì nell’836.

I santi del giorno del 30 agosto

30 Ago

ADAUTTO
martire del 3° secolo, morì con Felice a Roma e fu chiamato Adautto, dal latino Adauctus, che vuol dire “aggiunto”, perché i fedeli ne ignoravano il vero nome.

AGILO di Rebais
nato nel 583, monaco a Luxeuil-les Bains, discepolo di Colombano, convertì al cristianesimo la popolazione germanica dei Bavari. Nel 636 divenne il primo abate di Rebais, nei pressi di Parigi. Morì nel 650.

BONIFACIO di Adrumento
martire in Puglia. Marito di santa Tecla, originario di Adrumento, antica città fenicia in Africa presso Cartagine, sulle cui rovine fu costruita l’odierna città di Sousse (Susa), in Tunisia.

BONONIO di Lucedio
nativo di Lucedio, frazione di Trino Vercellese, è stato abate a Bologna ed è morto nel 1206.

EVA di Abitine
martire nel 304 ad Abitine, circa 80 chilometri da Cartagine, assieme a una cinquantina di altri cristiani. Dopo molte torture per far loro rinnegare la fede, furono decapitati tutti.

FANTINO di Calabria
monaco basiliano, chiamato popolarmente TINO. Dopo essere vissuto molto tempo sui monti tra Calabria e Lucania, divenne abate a Salonicco, dove si era rifugiato per il timore delle incursioni saracene e dove è morto nel 970.

FAUSTINA (TINA)
martire romana, venerata sulla Via Latina, senza notizie storiche.

FELICE di Roma
martire citato in una poesia di Damaso I, sepolto in una cripta del cimitero di Commodilla, sulla Via Ostiense.

FIACRIO o FIACRE
nato nel 610 e morto nel 670. Secondo la tradizione era un monaco irlandese di origine celtica stabilitosi  a Meaux in Gallia, dove fondò un monastero. Divenne famoso per alcune guarigioni ritenute miracolose ed è venerato sopratutto in Francia.

GAUDENZIA vergine martire a Roma.

GAUDENZIO senza storia.

GIOVENALE Ancina
nato il 1° ottobre 1545 a Fossano, in provincia di Cuneo. Figlio di un ricco magistrato, fu mandato a studiare a Montpellier per 2 anni e poi a Torino, dove si laureò in medicina a 22 anni e verso il 1574 fu a Roma dove entrò nella Congregazione dell’Oratorio di Filippo Neri. Ordinato sacerdote nel 1582, trascorse poi diversi anni a Napoli, mandatovi da Filippo a predicare e portare le opere della congregazione. Tornato a Roma alla fine del 1596, fu nominato vescovo di Saluzzo, dove fece l’ingresso trionfale nel marzo 1603. È morto il 30 agosto 1604, a soli 59 anni, avvelenato durante un pranzo nel convento dei Minori Francescani, da un frate rimproverato per la sua immoralità. Le virtù eroiche gli sono state riconosciute nel 1870 da Pio IX e Leone XIII lo ha proclamato beato nel 1890. Aveva studiato anche filosofia, letteratura e musica, ed è l’autore di varie composizioni polifoniche come il “ Tempio armonico della Beata Vergine”.

ILDEFONSO Schuster
Alfredo Ildefonso, nato a Roma nel 1880. Benedettino, dal 1918 abate di San Paolo fuori le Mura, nel 1929 venne nominato arcivescovo di Milano e poco dopo creato cardinale, da Pio XI. Ebbe una particolare attività politica, nel tentativo di resa, iniziato da Mussolini nell’aprile del 1945, con il Comitato di Liberazione dell’Alta Italia. È morto a Milano nel 1954.

LAURA Meozzi
nata a Firenze il 5 gennaio 1873 da Alessandro e Angela Mazzoni, in una famiglia agiata e nobile. Compì gli studi di medicina a Roma, dove si era trasferita la famiglia e nel 1898 divenne suora salesiana. Lavorò sopratutto in Sicilia fino al 1921, quando venne scelta a capo delle prime missionarie in partenza per la Polonia dove, nonostante la grande povertà locale, riuscì ad aprire alloggi per i bambini abbandonati, scuole e laboratori. Dopo il 1938 le suore dovettero partire da Wilmo con un centinaio di ragazzi, su di un treno speciale per un viaggio durato ben 16 giorni. Alla fine della guerra, madre Laura ricominciò il lavoro nella Polonia distrutta, aprì 12 nuove case e poi, in un vecchio castello a Pogrzebien, fece rinascere anche il noviziato. Qui è morta il 30 agosto 1951.

MARGHERITA Ward beata.

PAMMACHIO di Roma
discepolo di Girolamo, fu uno dei capi del partito cristiano nel senato romano. Sposato con Paolina, figlia di Paola di Betlemme, alla morte della moglie, si consacrò alla vita ascetica e all’assistenza dei poveri. Nel 398 fondò lo Xenodochio di Porto Romano, presso le foci del Tevere e poi una basilica al colle Celio, chiamata dei Santi Giovanni e Paolo. Morì nel 410.

PIETRO di Trevi
per sottrarsi a un matrimonio impostogli dai genitori, andò fuggiasco a Tivoli, si fece eremita e pochi anni dopo, ricevette gli ordini minori. Predicatore itinerante, attraverso le regioni dell’Italia Centrale, è morto nel 1052 in un tugurio a Trevi nell’alta Valle dell’Aniene. È stato canonizzato nel 1215, da Innocenzo III.

TECLA d’ Este
sposa di Bonifacio, martire in Puglia. È patrona d’Este, provincia di Padova, dove i suoi resti sono conservati nel Duomo a lei intitolato

I santi del giorno del 29 agosto

29 Ago

ABBONDIO martire a Roma sotto l’imperatore Valeriano I.

ADELFO o DELFO confessore, vescovo di Metz.

ALBERICO di Romagna
o Alberigo, di Bagno di Romagna, vissuto nell’11° secolo, molto venerato anche in Toscana.

BEATRICE di Nazareth
nata verso il 1200, figlia di Bartolomeo di Tirlemont. Nel 1218 entrò come novizia in un monastero cistercense che era stato restaurato a spese del padre, nei pressi di Archennes, in Belgio. Nel 1235, si trasferì in quello di Nazareth, poco fuori le mura della città di Lier, presso Anversa e ne divenne priora. Scrisse un trattato mistico in fiammingo medievale sulle 7 maniere di amare santamente, una autobiografia e molte altre opere, purtroppo andate perdute. La diffusione di questi scritti contribuì a una fioritura di sante scrittrici e mistiche cistercensi. Morì nel monastero di Nazareth, il 29 agosto 1268 e il suo corpo sepolto nel chiostro, nel 1578 fu nascosto in un luogo sconosciuto, per sottrarlo alle profanazioni dei calvinisti.

CANDIDA
vergine martire di Roma. Non si sa se il martirio risalga al 3° o al 4° secolo, l’unica notizia che abbiamo di lei è che il 29 agosto di un anno imprecisato tra l’817 e l’824, papa Pasquale I fece riporre le sue presunte reliquie nella chiesa romana di Santa Prassede all’Esquilino.

GIOVANNI il Battista
detto anche “il precursore”, discendente della casa di Aronne, figlio del sacerdote Zaccaria e di Elisabetta. Contemporaneo di Gesù, precedette la missione del Salvatore, ritirandosi giovanissimo nel deserto della Giudea(v), dove visse da eremita nel digiuno e nella preghiera, preparandosi così alla missione di profeta messianico. Verso l’anno 28 si portò sulle rive del fiume Giordano a Ennòn, vicino a Salìm, a impartire un battesimo di penitenza, da cui l’appellativo di “battista”, predicando l’imminenza del regno di Dio. Battesimo, che anche Gesù Cristo volle ricevere, prima di iniziare la vita pubblica e fu in quell’occasione che Giovanni lo indicò ai suoi discepoli, come “l’Agnello di Dio”. Poco dopo l’inizio della predicazione missionaria di Gesù, venne arrestato per ordine del tetrarca Erode Antipa, al quale rimproverava gli illeciti amori con la cognata Erodiade, madre di Salomè e fu rinchiuso prima nella fortezza di Macheronte, in Transgiordania e poi decapitato su richiesta di Salomè, circa un anno prima della morte del Maestro, come è ricordato anche dallo storico ebreo Giuseppe Flavio. Il suo sepolcro, assieme a quelli dei profeti Eliseo e di Abdia, fu venerato fino al 4° secolo, nella città di Samaria e anche se Giuliano l’Apostata ne fece disperdere i resti, la loro venerazione è continuata in chiese costruite in epoca bizantina e nel periodo delle crociate cristiane. Le sue feste sono due, il 24 giugno la nascita e il 29 agosto, il martirio.

MEDERICO di Autun
nobile francese, fattosi monaco, fu accolto nel monastero di Autun (v), dove pochi anni dopo venne eletto abate. Divenuto molto famoso come esorcista, ma sommerso dalle richieste di ossessi e indemoniati da tutta la nazione, chiese e ottenne l’autorizzazione dal suo vescovo di lasciare il monastero e andare a vivere a Parigi nella cappella di Saint-Pierre-des-Bois, dove rimase fino alla morte, nel 700 circa.

NICEA martire di Antiochia (v), assieme a Paolo.

SABINA di Roma
secondo la leggenda era una ricca vedova romana convertita al cristianesimo dalla schiava Serapia, che avrebbe subito il martirio a breve distanza da quello di lei, nel 127 a Vindena, in Umbria. Tra il 422 e il 432, sul colle Aventino, è stata edificata una basilica in suo onore.

I santi del giorno del 28 agosto

28 Ago

ADELINA di Poulangy
figlia di Guido e di Elisabetta, entrambi beati, abbracciò la vita monastica nel monastero di Larrey, presso Digione, che era stato fondato dalla madre. In seguito venne inviata dallo zio Bernardo, il primo abate di Clairvaux, in un monastero a Poulangy, nella diocesi di Langres nell’Alta Marna per introdurvi la riforma cistercense e ne divenne badessa. Morta nel 1170, viene onorata come santa, anche senza canonizzazione.

ALESSANDRO
patriarca di Costantinopoli dal 313 al 336. Celebre per sapienza e santità, partecipò al Concilio di Nicea del 325, opponendosi tenacemente all’eresia ariana.

AGOSTINO d’Ippona
Agostino Aurelio, il più celebre dei Padri della Chiesa Latina, figlio di Patricio e di Monica, nato il 13 novembre 354 a Tagaste, oggi Souk-Ahras, in Algeria. Essendo la madre era cristiana, fu iscritto fra i catecumeni e dopo i primi studi a Tagaste, si trasferì a Madaura per compiervi quelli di retorica. Tornato a Tagaste nel 369, vi rimase ancora un anno, periodo che segnò l’inizio dei traviamenti e degli amori giovanili, dei quali doveva poi tanto rammaricarsi nelle Confessioni. Andò a Cartagine, per continuare gli studi e qui condusse una vita intensa di divertimenti ed emozioni, legandosi a una ragazza, dalla quale a 18 anni ebbe il figlio Adeodato. Un anno dopo aderì al manicheismo(v.) alla ricerca di una verità religiosa che lo soddisfacesse e per nove anni fu uditore di questa setta. Entrato in crisi, cadde preda di un acuto scetticismo e restandogli solo l’ambizione per la carriera, insegnò prma a Cartagine, poi a Roma e nel 384 si trasferì a Milano con la compagna e il figlio, dove per intervento di Aurelio Simmaco, divenne maestro di retorica. Qui lo raggiunse anche la madre Monica e sotto le catechesi del vescovo Ambrogio si compì la sua evoluzione spirituale, abbandonò il manicheismo e allontanata la fedele compagna dopo 15 anni di vita in comune, si ritirò per qualche mese a Cassiacico, in Lombardia, assieme alla madre. Ricevette il battesimo assieme al figlio nella Veglia Pasquale del Sabato Santo, 24 aprile del 387. Decise di tornare in Africa con la madre, ma lungo la via Monica morì nei pressi di Ostia. Lasciata definitivamente l’Italia nel 388 e rientrato a Tagaste, vendette tutti i beni per darne il ricavato ai poveri e formò la sua prima comunità di “intellettuali”. Dopo questa preparazione, tre anni più tardi si stabilì a Ippona(v), dove il vescovo Valerio lo consacrò sacerdote affidandogli il ministero della predicazione. Nel 396, Agostino gli successe sulla cattedra episcopale dove restò fino alla morte avvenuta il 28 agosto del 430, mentre la città, che attualmente è chiamata Annaba, era assediata dai Vandali. Il suo corpo venne portato a Cagliari ai tempi di san Fulgenzio, poi trasportato a Pavia nell’8° secolo a cura di Liutprando re dei Longobardi, dove nel 1362 fu tumulato in un’arca in stile gotico nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. I suoi scritti più celebri rimangono le “Confessioni”, in 13 libri, opera filosofica e autobiografica, che però sfugge a ogni definizione letteraria e la “Città di Dio”, in 22 libri, opera apologetica in difesa del cristianesimo contro gli attacchi dei pagani e nello stesso tempo, il primo grande saggio di filosofia e di teologia della storia, scritta nell’arco di 15 anni e terminata dopo il 410, quando Roma, la città eterna era stata saccheggiata dai Visigoti di Alarico I. Per le sue opere gli è stato attribuito il titolo di “dottore della grazia”.

BIBIANO o VIVIANO
vescovo di Saintes, città sul fiume Charente in Francia, vissuto nel 5° secolo.

ERMETE di Roma
martire nel 116, è sepolto nel cimitero di Bassilla sulla Via Salaria Vecchia, dove in seguito, pose un’epigrafe papa Damaso I. Durante il Medioevo ebbe notevole culto anche in Sicilia e in Sardegna.

EZECHIA
figlio di Acaz, divenne re di Giuda a 25 anni e governò dal 716 al 687 a.C. Con l’aiuto del profeta Isaia restaurò il culto al vero Dio, abbattè gli idoli e distrusse i santuari dedicati a Baal, posti sulle cime boscose dei monti. Dotò il paese di notevoli opere pubbliche, tra le quali, l’acquedotto di Siloe per rifornire Gerusalemme e migliorò le comunicazioni e i commerci. Quando seppe dal profeta Isaia di dover morire presto, pianse e pregò il Signore di allontanargli la morte. Dio volle esaudirlo prolungandogli la vita di 15 anni e lui allora compose un cantico di ringraziamento(Isaia 38, 9-20). È divenuta famosa la sua resistenza vittoriosa agli attacchi degli Assiri.

GIOACCHINA Vedruna
nata il 16 aprile 1783 a Barcellona. A 16 anni si sposò con Teodoro de’Mas, ebbe 9 figli e poi, nel 1816 rimase vedova. Dopo aver allevato con amore i figli, nel 1826 fondò una congregazione di Carmelitane della carità, per assistere gli ammalati più poveri e disagiati, che si diffuse in Catalogna e in altre parti della Spagna, aprendo molte case di assistenza. È morta il 28 agosto 1854 a Vich, presso Barcellona, è stata beatificata il 19 maggio 1940 e canonizzata il 12 aprile 1950, sempre da Pio XII. Nel suo Ordine la celebrazione è stata fissata al 22 maggio.

GIULIANO di Brioude
nato a Vienne (v). Ufficiale dell’esercito romano fu arrestato, perché cristiano e subì volontariamente il martirio nel 304, a Brioude, nell’Alta Loira, presso Clermont Ferrand. È uno dei santi più venerati in Gallia e Gregorio di Tours ne ha scritto la Vita. A Brioude esiste una chiesa romanica del 12° secolo dedicata a lui.

MOSE’ monaco
C
hiamato “l’Etiope”, probabile vescovo di Faran, nella penisola del Sinai, nel 374 circa.

PELAGIO martire in Istria.

SETTIMINO di Venosa martire.

SPERANZIO d’Alvernia abate vissuto nel 6° secolo.

VICINIO di Sarsina vescovo di Sarsina, in provincia di Forlì.

I santi del giorno del 27 agosto

27 Ago

ANITA Cantieri beata morta nel 1942.

CARPOFORO di Capua martire assieme a Rufo.

CESARIO di Arles
nato nel 470 circa, a Chalon-sur-Saone, in Francia. Entrò nel monastero sull’isola di Lerins, dove rimase per sette anni e poi studiò ad Arles (v), dove fu ordinato sacerdote dal vescovo Eonio. Per un certo tempo resse l’abbazia di un monastero dei dintorni e poi nel 503, alla morte di Eonio, fu nominato vescovo di Arles. Esiliato a Bordeaux da Alarico II, re dei Visigoti di Spagna e della Gallia Meridionale, fu poi richiamato e così presiedette il sinodo di Agde nel 506. Ottenne dal papa Simmaco la primazia sulle Chiese di Gallia e Spagna, esercitando notevole influenza sulla vita della Chiesa medievale. Dal 524 al 529, convocò e presiedette anche i sinodi di Arles, Carpentras, Vaison e quello di Orange, che decretò la condanna del semipelagianesimo. Fece costruire l’ospedale più importante di tutta la Gallia e fondò numerosi monasteri, tra i quali uno femminile, affidato alla direzione della sorella Cesaria. Importanti sono stati sia la sua attività, che gli scritti in campo pastorale e teologico. Negli ultimi anni si ritirò in un monastero di Marsiglia, ma morì ad Arles il 27 agosto 543, dove fu sepolto nella basilica di Santa Maria.

EULALIA di Lentini
martire in Sicilia, molto venerata a Lentini e Palermo in una chiesa che porta il suo nome.

FORTUNATO di Lecce
martire con Giusto e Oronzo. Compatrono di Lecce.

GIUSEPPE Calasanzio
nato l’11 marzo 1557 a Peralta de La Sal, in Aragona. Studiò filosofia e teologia nelle università spagnole e nel 1583 fu ordinato sacerdote. Dopo aver espletato importanti incarichi in Spagna e dopo la morte di suo padre, nel 1592 donò tutta la sua eredità e si trasferì a Roma, chiamato dal cardinale Marcantonio Colonna, in qualità di suo teologo personale. Qui, colpito dal misero stato materiale e morale dei ragazzi del popolo, nel 1597 aprì le sue Scuole Pie nella parrocchia di Santa Dorotea, in Trastevere, primo esempio di scuole popolari gratuite, tenute da religiosi che presero il nome di “Scolopi”. Riconosciuta, nel 1617,  come vera e propria congregazione religiosa, con il nome di Chierici Regolari Poveri delle Scuole Pie, approvata nel 1622 da Gregorio XV. L’Ordine, tuttora numeroso, conta comunità in Italia e Spagna e si è affermato come scuola di alte tradizioni e di grandi meriti. Durante l’epidemia di peste del 1596, il santo si era prodigato anche nella cura degli ammalati. Morto a Roma il 25 agosto 1648, beatificato nel 1748 da Benedetto XIV e poi canonizzato da Clemente XIII, nel 1767.

GIUSTO di Lecce  martire con Oronzo di Lecce e Fortunato.

GUERRINO di Sion
nato verso il 1065, nobile signore di Pont-à-Mousson, sulla Mosella, in Francia. Discepolo di Roberto di Molesmes, si fece monaco nell’abbazia fondata dal suo maestro e nel 1113, divenne abate nel monastero di Aulps. Per l’assiduo impegno rivolto al progresso spirituale e materiale del suo monastero, ricevette molti elogi da Bernardo di Clairvaux e nel 1138, malgrado l’età avanzata, accettò di diventare vescovo di Sion, presso Nancy e anche qui fu pastore zelante e operoso. È morto il 27 agosto 1150.

LICERIO di Lerida
nato a Lerida, in Spagna e morto a Roma nel 4° secolo è molto venerato a Venezia.

MARCELLO di Costanza
tribuno romano, subì il martirio verso il 304 insieme con la moglie e i figli a Tomi, antica città della Mesia sul Ponto Eusino che corrisponde all’odierna Costanza, in Romania. Condannati “ad bestias”, cioè alle fiere dal prefetto Culciano e rimasti illesi, furono poi decapitati.

MONICA di Tagaste
madre di Agostino, nata nel 331 a Tagaste, che oggi è chiamata Souk-Ahras, in Algeria. Figlia di genitori cristiani, fu educata secondo i principi religiosi che influirono tanto sulla sua vita, sia per portare alla fede nel 370, il marito Patrizio, che aveva sposato giovanissima e al quale aveva dato diversi figli, tra i quali Agostino, sia per i suoi personali rapporti proprio con questo figlio. Agostino, infatti, ammise l’influsso dell’educazione materna, anche nel periodo dell’eresia, ma sopratutto, quando lei gli fu accanto nella crisi spirituale che lo portò al cristianesimo. Monica, che dal 371 era vedova, nel 383 seguì il figlio in Italia, prima a Roma e poi a Milano, fu con lui nel ritiro di Cassiacico, in Lombardia e assistette al suo battesimo a Milano nel 387. Morì nell’ottobre dello stesso anno a Ostia, dove venne sepolta, durante il viaggio di ritorno in Africa. Dal 1430 le sue reliquie sono conservate a Roma, nella Chiesa di Sant’Agostino. Donna di straordinarie virtù naturali e soprannaturali, arricchite di doni mistici, è stata un notevole esempio di intelligenza e di sensibilità e su di lei il figlio ha scritto pagine bellissime nelle sue “Confessioni”.

NARNO di Bergamo
viene ricordato come il 1° vescovo della città.

ORONZO od ORONZIO
sembra sia stato il 1° vescovo di Lecce, nominato proprio da Paolo di Tarso, subendo il martirio assieme ai diaconi Fortunato e Giusto, durante la persecuzione di Nerone. Compatrono e protettore di Lecce.

RUFO di Capua vescovo martire nel 420, assieme a Carpoforo.

SIAGRIO di Autun
vescovo di Autun (v) dal 560. All’età di circa 40 anni partecipò a vari concili e svolse poi molti incarichi per Gregorio Magno il quale, in riconoscenza, gli concesse l’uso del pallio. Ebbe una parte importante sia in campo religioso, che politico e godette, ancora in vita, fama di santità.

I santi del giorno del 26 agosto

26 Ago

ABBONDIO di Roma martire assieme a sant’Ireneo.

ALESSANDRO di Bergamo
soldato romano, martire verso la fine del 3° secolo a Bergamo, da dove il suo culto si estese in breve tempo in tutta la Lombardia. La sua città gli ha consacrato una chiesa proclamandolo patrono

COSTANZO
martire in Spagna con il fratello Vittoriano e il padre Simplicio.Abbondio

ERMINIO martire.

GIOVANNA Bichier
Giovanna Elisabetta Bichier des Ages, nata in Francia nel 1773. Con l’aiuto di Uberto Andrea Fournet (v), a Saint-Pierre de Maillé, pose le basi della Congregazione delle Figlie della Croce, chiamata anche delle “Suore di Sant’Andrea”. Morta nel 1838, è stata canonizzata nel 1947, da Pio XII.

IRENEO di Roma martire assieme ad Abbondio

MARIA Courdec
Maria Vittoria Teresa, morta nel 1885, in Francia. Chiamata Madre Teresa, nel 1826 fondò la congregazione religiosa delle “Suore del Cenacolo”.

SIMPLICIO di Spagna martire con i figli Costanzo e Vittoriano.

TERESA di Gesù
beata Teresa Jornete Ibars, detta “di Gesù”, morta nel 1897.

VITTORIANO di Spagna
martire, assieme al padre Simplicio e al fratello Costanzo

ZEFIRINO papa
romano, figlio di Abbondio, venne eletto nel 199, successore di Vittore I. Negli anni del suo pontificato, il più lungo tra i primi 30, nel 202 Settimio Severo emanò un editto che prevedeva pesanti pene nei confronti dei cristiani, ritenuti pericolosi nella pubblica amministrazione e nell’esercito  Questa persecuzione fece molte vittime, non solo a Roma, ma anche a Cartagine, Alessandria e nelle altre città consolari dell’impero romano. Sorsero alcune eresie che Zefirino represse con energia avvalendosi del prezioso aiuto del segretario Callisto, che sarà poi il suo successore. Dovette però far fronte anche a un forte oppositore, Ippolito, uomo colto e ricco di personalità, il quale fattosi eleggere vescovo di Roma, da un gruppo di sacerdoti e fedeli, divenne in pratica il primo antipapa della storia. Alla fine del pontificato ricevette anche la visita del famoso Origene, desideroso di conoscere la sede del successore di Pietro. Morì il 20 dicembre 217, forse martire, anche se non risultano prove certe in merito e venne sepolto nel suo cimitero privato, vicino a quello di Callisto, sull’Appia Antica.

I santi del giorno del 25 agosto

25 Ago

EBE vergine martire africana.

ERMINIA di Reims o ERMINA
martire venerata a Reims, dove morì il 25 agosto 1396. Ebbe molte visioni che furono raccolte nei 4 libri sulla sua vita, scritti da Radulfo, priore di un monastero della città. Sarebbe stata sepolta nella Chiesa di San Paolo, vicino al coro delle monache, sotto una pietra bianca portante la sua immagine e un breve epitaffio.

GENESIO di Brescello
vescovo di Brescello, Reggio Emilia, vissuto tra il 4° e il 5° secolo, senza fondate notizie storiche, anche se il suo culto è accertato fin dal 6° secolo.

GENESIO di Roma
attore e mimo di professione, quando chiese il battesimo venne arrestato e fustigato. Poiché rimase fermo nel suo proposito, fu condannato a morte dal prefetto di Roma e decapitato nel 303.

GHERARDO Rangone beato morto nel 1257 circa.

GIUSEPPE Calasanzio
nato l’11 marzo 1557 a Peralta de La Sal, in Aragona. Studiò filosofia e teologia nelle università spagnole e nel 1583 fu ordinato sacerdote. Dopo aver espletato importanti incarichi in Spagna e dopo la morte di suo padre, nel 1592 donò tutta la sua eredità e si trasferì a Roma, chiamato dal cardinale Marcantonio Colonna, in qualità di suo teologo personale. Qui, colpito dal misero stato materiale e morale dei ragazzi del popolo, nel 1597 aprì le sue Scuole Pie nella parrocchia di Santa Dorotea, in Trastevere, primo esempio di scuole popolari gratuite, tenute da religiosi che presero il nome di “Scolopi”. Riconosciuta, nel 1617,  come vera e propria congregazione religiosa, con il nome di Chierici Regolari Poveri delle Scuole Pie, approvata nel 1622 da Gregorio XV. L’Ordine, tuttora numeroso, conta comunità in Italia e Spagna e si è affermato come scuola di alte tradizioni e di grandi meriti. Durante l’epidemia di peste del 1596, il santo si era prodigato anche nella cura degli ammalati. Morto a Roma il 25 agosto 1648, beatificato nel 1748 da Benedetto XIV e poi canonizzato da Clemente XIII, nel 1767.

GREGORIO di Utrecht
nato nel 707, nipote di Adele di Pfalzel, a 15 anni entrò nel monastero diretto dalla zia e sentendo predicare Bonifacio, rimase così impressionato che chiese di seguirlo, divenendone discepolo e coadiutore. Dopo essere stato abate di San Martino, venne nominato vescovo di Utrecht, nei Paesi Bassi. Nel 742 accompagnò il suo maestro nella missione in Frisia(v), della quale fu direttore dopo il martirio subito da Bonifacio nel 754  a Dokkum, sul Mare del Nord, in Olanda. È morto nel 776.

LUCILLA di Roma
figlia del tribuno Nemesio, la leggenda dice che era nata cieca. Quando, su richiesta del padre venne battezzata dal papa Stefano I, verso il 257, avrebbe improvvisamente riacquistato la vista. Padre e figlia furono però arrestati perché cristiani e martirizzati presso la Via Appia, vicino al tempio di Marte. Nel 1642, le reliquie di Lucilla furono riesumate dalle catacombe di Callisto, sull’Appia Antica e portate a Reggio Emilia nella basilica di San Prospero, patrono della città e successivamente conservate nella cappella del Santuario della Madonna della Ghiara.

MENA di Costantinopoli o Menas
presbitero eletto Patriarca di Costantinopoli al posto di Antino I, che era stato condannato da papa Agapito I. Presiedette il sinodo del 536 che scomunicò lo stesso Antino, ma avendo sottoscritto l’editto di Giustiniano che condannava i “Tre Capitoli”, verso il 545 fu anche lui scomunicato dal nuovo papa Vigilio e poi, solo dopo essersi sottomesso al giudizio di Roma, poté essere reintegrato nella comunione ecclesiastica.

NEMESIO di Roma
tribuno romano martire nel 257 assieme alla figlia Lucilla(v).

PATRIZIA di Costantinopoli
secondo la leggenda, originaria di Costantinopoli, parente dell’imperatore d’Oriente Costante II, viveva alla sua corte. Si racconta che andò a Roma e si fece monaca, per sfuggire un matrimonio che le era stato imposto e poi, tornata a Costantinopoli, distribuì tutti i suoi beni ai poveri. Intraprese poi un pellegrinaggio in Terrasanta, ma venne sbattuta da una tempesta sulle coste di Napoli, dove morì verso il 665. Nel 1625 è stata inclusa tra i santi patroni di Napoli.

I santi del giorno del 24 agosto

24 Ago

ALICE Rich
nata ad Abingdon, nei pressi di Oxfordf, verso il 1190, da una famiglia molto religiosa. Il padre Rainoldo si fece monaco e la madre Matilde, dopo essersi dedicata all’educazione religiosa dei figli, divenne suora, mentre il fratello Edmondo, arcivescovo di Canterbury, fu addirittura santificato. Assieme alla sorella Margherita, entrò nel piccolo monastero benedettino di Catesby e in seguito ne divenne priora, raggiungendo un elevato grado di santità.

AUDOENO di Rouen
noto anche come DADONE, nato nel 609 e morto nel 684. Fondò l’abbazia di Rebais presso Parigi e dal 641, quando fu nominato vescovo di Rouen, lottò a lungo contro la simonia. Autore di una Vita di sant’Eligio.

AUREA di Ostia
chiamata anche AVIA, martire nella sua città, che le ha intitolato una chiesa del 15° secolo

BARTOLOMEO apostolo
uno dei 12 apostoli di Cristo, nato a Cana di Galilea, sicuramente identificato con quel Natanaele, del quale parla Giovanni nel suo Vangelo. Secondo una tradizione riportata da Eusebio di Cesarea, dopo l’Ascensione al cielo di Gesù, annunciò il Vangelo in Mesopotamia(v), Armenia e sopratutto in India, dove sarebbe stato scorticato vivo nel 47. Sono giunti fino a noi brani di un vangelo e di un’apocalisse apocrifi che portano il suo nome. Presunte spoglie sono conservate nella chiesa di San Bartolomeo all’Isola, in Roma.

DARIO martire a Roma.

EMILIA de’ Vialar
nata il 12 settembre 1797, a Gaillac presso Albì, in Francia. Nel 1832, fondò una comunità che prese il nome di San Giuseppe dell’Apparizione, per l’educazione dei giovani e la cura degli ammalati. Venne chiamata ad Algeri tre anni dopo, dove fin dal suo arrivo si prodigò nell’assistenza durante un’epidemia di colera. Tornata a Gaillac nel 1842, trasferì la casa madre a Tolosa e poi, nel 1852 a Marsiglia. Mandò le sue religiose fino in Australia e Birmania e alla sua morte, erano state fondate ben 40 di case di questa comunità, sparse in tutto il mondo. È morta a Marsiglia, il 24 agosto 1856.

GIOVANNA A. Thouret
Giovanna Antida, nata il 27 novembre 1765, a Sancey-le-Grand, nei pressi di Besancon, in una famiglia di contadini. Nel 1799 entrò tra le Figlie della Carità a Parigi e sotto la protezione di Vincenzo de’ Paoli, scrisse le costituzioni di un nuovo istituto, le Suore della Carità di Besancon e nel 1810 aprì una casa a Napoli, dove visse per 16 anni. Questo istituto che si diffuse molto anche nel resto d’Italia e venne approvato da Pio VII nel 1819, fu invece fortemente ostacolato dal vescovo di Besancon. Morta il 24 agosto 1826 nell’istituto fondato a Napoli, è stata canonizzata nel 1934 da Pio XI.

MICHELA di Valencia
Micaela Desmasieres, nata a Madrid il 1° maggio 1809, figlia del conte De la Vega del Pozo e della marchesa Llanos de’Alguazas. Pur avendo una giovinezza agiata, si distinse nelle opere di carità, in particolare durante l’epidemia di colera del 1834. Dotata di notevoli talenti artistici, dipingeva molto bene e suonava l’arpa, volle però aiutare le ragazze che si perdevano per miseria e ignoranza, per le quali fondò un collegio a Madrid nel 1845. L’iniziativa attirò un numero così grande di giovani che spese tutta la sua fortuna e dovette anche umiliarsi a chiedere l’elemosina, per mantenere l’istituto. Fortunatamente si unirono a lei altre nobili compagne e così poté nascere la congregazione delle ancelle della carità Adoratrici del Santissimo Sacramento, approvata nel 1866 da Pio IX. Intanto la fondatrice, che aveva preso il nome di Maria Michela del SS. Sacramento, donna di grandi doti mistiche e carismatiche, divenne anche consigliera della regina Isabella II. Alla sua morte, a Valencia il 24 agosto 1865, lasciò 7 collegi funzionanti e altri in progetto.  È stata canonizzata da Pio XI, nel 1934.

PATRIZIO di Neversabate di Nevers, città della Francia sulla Loira, meta di molti pellegrinaggi.

ROMANO di Nepi
vescovo di Nepi, nel Lazio, martire verso la fine del 1° secolo. Le presunte reliquie si trovano nel duomo di Nepi, ma forse sono quelle di Romano di Subiaco.

TOLOMEO vescovo martire nel 2° secolo.

I santi del giorno del 23 agosto

23 Ago

ARCHELAO
diacono martire nei pressi di Ostia, assieme al sacerdote Massimo e al compagno Quiriaco.

ASCELINA vergine martire del 12° secolo.

ASTERIO di Egea
martire sotto Diocleziano a Egea o Ege, in Cilicia (v), con i fratelli Claudio e Leone nel 3° secolo

BENITO martire spagnolo.

BERNARDO d’Offida
Domenico Peroni, nato il 7 novembre 1604, a Villa d’Appignano, nei pressi di Offida, in provincia di Ascoli Piceno, 3° di 8 figli. All’età di 22 anni entrò nei Frati Minori Cappuccini a Corinaldo e dopo la professione di fede venne inviato a Fermo dove per una ventina d’anni esercitò gli umili uffici di cuoco, infermiere, questuante, ortolano e portinaio. Nel 1650, dopo essere passato da un convento all’altro, tornò a Offida, dove morì il 22 agosto 1694. È stato beatificato da Pio VI, il 25 maggio 1795.

CLAUDIO di Egea
patrono degli scultori, martire nel 285 assieme ad Asterio e Neone, a Egea o Ege, in Cilicia (v.)

ELEAZARO di Lione martire assieme a Minervo.

FLAVIO di Rouen vescovo francese, martire nel 544.

GIUSTINIANO di Ramsey
eremita sull’isola di Man, in Gran Bretagna, morto nel 530, è molto venerato a Piombino.

ILARINO di Digione
martire nel 732 a Saint-Seine l’Abbaye, nei pressi di Digione in Francia.

MINERVA martire.

MINERVO di Lione martire assieme a Eleazaro.

MODERATO martire vissuto a Verona nel 7° secolo.

NEONE di Egea
martire in Cilicia, con i fratelli Asterio e Claudio, al tempo di Diocleziano.

NILLA (TEONILLA)
martire in Cilicia, con Asterio, Claudio e Neone, durante le persecuzioni di Galerio, fra il 303 e il 311.

QUIRIACO di Ostia
martire assieme ad Archelao e al sacerdote Massimo.

ROSA da Lima
nata nel 1586 a Santa Maria di Lima, in Perù, figlia di un indigeno e di una spagnola, fu battezzata Isabel. Nata ricca, fu costretta da rovesci di fortuna ad andare a servizio per un certo tempo. All’età di vent’anni entrò nel Terz’Ordine Domenicano, dove fu chiamata Rosa per la bellezza del suo volto. Si consacrò a una vita di penitenza e mortificazioni, vivendo nella propria casa, dove nel giardino, aveva creato un oratorio per ritiri spirituali. Ebbe doni soprannaturali, visioni ed estasi, giungendo ad un alto grado di ascetismo. Si interessò delle donne abbandonate, specialmente indiane o nere, e di molte opere di carità. Morì a soli 31 anni, il 24 agosto 1617. Alla sua intercessione vennero attribuiti miracoli e guarigioni, tanto che poco dopo la morte i fedeli ne chiesero la canonizzazione. Beatificata da Clemente IX nel 1668, 4 anni dopo fu canonizzata da Clemente X, prima santa del continente americano, proclamata patrona delle Americhe.

SIDONIA martire in Cilicia, nel 2° secolo.

SIDONIO Apollinare
nato a Lione nel 430 circa, morto verso il 487 a Clermont-Ferrand(l’antica Augustonemetum). Eletto vescovo di Arver, presso Clemont, dal 471 eseguì il suo apostolato con serietà e zelo, cooperando attivamente alla difesa contro i Visigoti invasori, imponendosi con la sua integrità a false accuse che gli causarono anche una breve prigionia nella fortezza di Carcassonne. Scrittore latino molto erudito, le sue opere letterarie sono una miniera di informazioni storiche. Compose 24 Carmina, lettere poetiche familiari e vari panegirici imperiali. Le 147 Epistulae, redatte quasi tutte durante l’episcopato, erano destinate a essere lette in pubblico. Venne proclamato santo poco dopo la morte.

TEONA di Alessandria
vescovo di Alessandria d’Egitto dal 281 fino al 300 circa. Riorganizzò la diocesi e con le sue catechesi popolari ottenne molte conversioni.

ZACCHEO vescovo di Gerusalemme.

I santi del giorno del 22 agosto

22 Ago

ANTUSA di Tarso
nobildonna martire in Cilicia (v), con i suoi servi Carisio e Neofito, assieme al vescovo Atanasio.

ATANASIO
vescovo martire a Tarso(v),con la nobildonna Antusa e i suoi servi Carisio e Neofito.

CARISIO di Tarso
domestico martire con la nobildonna Antusa (v), sua datrice di lavoro.

FABRIZIO di Toledo
martire in Spagna assieme a Filiberto, secondo il Martirologio romano, era chiamato anche Fabriciano.

FILIBERTO di Toledo martire in Spagna assieme a Fabrizio.

FILIPPO Benizzi
nato a Firenze il 15 agosto 1233. Studiò a Parigi e a Padova, laureandosi in medicina, poi entrò giovanissimo nell’Ordine dei Servi di Maria, del quale, nel 1267, divenne superiore generale. Rifiutò il vescovado di Firenze e nel 1268 anche il pontificato, come successore di Clemente IV, tanto che fuggì per non essere eletto. Prese parte attiva al Concilio di Lione del 1274 e percorse predicando, la Francia e l’Inghilterra, dando così un grandissimo impulso d’espansione all’Ordine. È morto il 22 agosto 1285 a Todi, che gli ha dedicato una quattrocentesca chiesa. Canonizzato da Clemente X, nel 1671, è il santo protettore dei Serviti.

GUNIFORTE di Scozia
martire di origine scozzese, venerato a Pavia. La passio è imprecisa e assai leggendaria, molto simile a quella di S. Sebastiano. Secondo alcuni, sarebbe stato martirizzato sotto l’imperatore Costanzo II, secondo altri, sotto Teodosio, comunque nel 4° secolo.

ILDEBRANDO o BRANDO
vescovo di Bagnorea (oggi Bagnoregio), in provincia di Viterbo.

MARZIALE martire a Porto Romano.

NEOFITO di Tarso domestico del vescovo Atanasio (v), martire.

REGINA
titolo di Maria Vergine, madre di Gesù, festa che viene celebrata una settimana dopo la solennità dell’Assunta, come partecipe della universale regalità del figlio e segno di speranza per i cristiani che nel battesimo sono chiamati a regnare eternamente con Lui.

REGINA di Semur
orfana di madre, fu perseguitata dal padre Olibrio, il quale, dopo aver tentato di farle rinnegare la fede, la fece decapitare al tempo della persecuzione di Decio. Subì il martirio nei pressi dell’antica città di Alesia, nella regione della Còte d’ Or, in Francia, dove sorse poi Alise-Sainte-Reine. I suoi Atti sono però, chiaramente ispirati a quelli di Margherita di Antiochia, e perciò privi di valore storico. Le reliquie sarebbero conservate a Flavigny-sur-Ozerain, ma è particolarmente venerata ad Autun.

SIGFRIDO abate.

SINFLORIANO
martire di Autun (v), nato nel 160 e morto nel 179. Secondo gli Atti del suo martirio, dopo essere stato battezzato da san Benigno, venne arrestato per essersi rifiutato di adorare idoli pagani. Condotto davanti al governatore Eraclio, confessò pubblicamente la sua fede e fu condannato a morte per decapitazione. Nella sua regione è più conosciuto come FLORIANO.

UGOLINO del Sannio
nato ad Anagni, dai conti di Tuscolo del Sannio (1141?). Dopo aver studiato teologia e diritto a Parigi e Bologna, nel 1198 fu nominato cardinale e consacrato vescovo di Ostia nel 1206, dallo zio papa Innocenzo III, per il quale svolse molte missioni diplomatiche all’estero. Con le sue sostanze fondò due conventi, a Ninfa, a sud di Velletri, e ad Anagni, in provincia di Frosinone. Stabilì stretti rapporti con Francesco d’Assisi, del quale divenne il principale protettore, contribuendo anche a scrivere il testo della regola francescana. Tommaso da Celano ha potuto scrivere la Vita del santo di Assisi, con dettagli molto precisi, in base alle informazioni ricevute proprio da Ugolino. Eletto al pontificato, con il nome di Gregorio IX, il 19 marzo 1227, fu consacrato due giorni dopo. Ebbe rapporti piuttosto difficili con l’imperatore Federico II di Svevia, circa la quinta crociata, conclusasi il 18 febbraio 1228, con il Trattato di Giaffa, in base al quale il sultano d’Egitto, restituiva ai cristiani Gerusalemme, Betlemme e Nazareth per un periodo di 10 anni più una striscia costiera per permettere ai pellegrini di raggiungere i Luoghi Santi. Il papa venne informato solo parzialmente di questo risultato e minacciò addirittura la scomunica, convocando un concilio nel 1241. L’imperatore cercò di impedire l’arrivo a Roma dei prelati stranieri, ma Ugolino morì il 22 agosto  e non se ne fece più nulla.

VITO vescovo della Lituania.

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