I santi del giorno del 26 giugno

26 Giu

ANGELICO di Fiesole
nato a Vicchio del Mugello dopo il 1387. Fra Giovanni da Fiesole, al secolo Guidolino di Pietro, detto popolarmente “il beato”. Nel 1407 vestì l’abito dei Domenicani nel convento dei Predicatori dell’Osservanza, a Fiesole, dove venne eletto priore nel 1449. Massimo interprete del sentimento religioso della pittura del 400, iniziò l’attività artistica come miniatore di manoscritti alla scuola di Lorenzo Monaco. Durante i lavori di ricostruzione del convento di San Marco a Firenze, collaborò con Michelozzo e poi, nel 1433, con Masolino da Panicale per la realizzazione di opere pittoriche che gli erano state commissionate dalla Compagnia dei Linaioli e tra il 1437 e il 1443, dipinse il grande ciclo di affreschi del convento. Chiamato a Roma da Eugenio IV nel 1445, dipinse molti altri affreschi, dei quali però rimangono solo quelli eseguiti per Nicolò V, con le storie dei santi Lorenzo e Stefano che ricoprono tutte le pareti della cappella Nicolina. L’anno successivo fu ad Orvieto, dove lavorò nel Duomo, poi Firenze e Roma dove, morto nel 1455, venne sepolto in Santa Maria sopra Minerva. Sono numerosissime e celebri le sue opere: l’Incoronazione della Vergine, a Boston; l’Adorazione dei Magi, a Firenze; l’Annunciazione, a Cortona; Gesù lava i piedi agli Apostoli, in Vaticano; Comunione degli Apostoli in San Marco a Firenze; Il banchetto di Erode nel Louvre, a Parigi, ecc. La sua arte caratterizzata da una estrema semplicità e calore mistico, fusi con un vivo senso del colore, forma e luce, fanno di lui un pittore delicato. I suoi quadri sono quasi stilizzati, pieni di poesia e hanno influenzato lo svolgimento della pittura toscana di tutto il secolo. La qualifica di beato, attribuitagli dalla religiosità popolare, è stata riconosciuta ufficialmente nel 1984, da Giovanni Paolo II, proclamandolo patrono degli artisti. 

ANTELMO di Chignin
religioso francese nato a Chignin, presso Chambery, nel 1107, morto nel 1178. Primo generale dei Certosini dal 1139, nel 1163 fu nominato vescovo di Belley, nel dipartimento dell’Ain in Francia. Lottò contro il Barbarossa in favore dell’elezione al pontificato di Alessandro III in contrapposizione a Vittore IV, antipapa.

ELISA Meneguzzi
Angela ELISA, santa della quale non abbiamo notizie storiche.

MASSENZIO sacerdote di Poitiers, in Francia.

PAOLO e GIOVANNI
martiri romani, la passio li dice fratelli, uccisi nella loro casa sul colle Celio, dove sarebbero stati sepolti il 26 giugno 362, durante l’impero di Giuliano l’Apostata, nipote di Costantino il Grande. Sulla tomba, poi venne costruita una basilica intitolata proprio a loro, riedificata nel 12° secolo.

PELAGIO di Spagna Martire nel 925 a Cordoba (in italiano Cordova).

RODOLFO di Gubbio
nato a Gubbio verso il 1004. Assieme al fratello Pietro si fece discepolo di Pier Damiani, lasciando tutti i suoi beni ai poveri e andando a vivere come eremita nel monastero di Fonte Avellana (v). Nel 1057 fu eletto vescovo di Gubbio, dove morì il 26 giugno 1061. Il suo maestro Pier Damiani ne ha scritto la Vita, unitamente a quella di Domenico Loricato.

SALVIO di Angouleme
vescovo di Angouleme, città francese sul fiume Charente.

VIGILIO di Trento
3° vescovo della Chiesa di Trento, nato a Roma verso il 365. Figlio di un funzionario imperiale di famiglia romana, inviato a Trento e di Massenza, anche lei di famiglia patrizia romana. Rimasta vedova, Massenza tornò a Roma con i tre presunti figli: Vigilio, Claudiano e Magurio. Gli ultimi due che, secondo una leggenda, sono considerati suoi fratelli, sembra siano stati invece i suoi successori alla sede vescovile, ma dei quali non esistono notizie. Vigilio studiò prima a Roma e poi venne mandato ad Atene per completare la sua istruzione. Verso il 385, tornò a Trento con la madre, passando da Milano a far visita al vescovo Ambrogio e l’anno seguente venne acclamato vescovo, successore di Abbondanzio. Fu consacrato dal vescovo di Aquileia, Valeriano, in una chiesa fuori le mura di Trento, l’unica esistente in quel tempo. Confermato nel ministero da Ambrogio, completò l’evangelizzazione della città e del territorio rurale, costruì diverse chiese, organizzò la diocesi, convertì molti pagani e perciò è considerato il vero fondatore della Chiesa di Trento. Di lui conosciamo due lettere, una a Simpliciano vescovo di Milano, successore di Ambrogio e l’altra al vescovo di Costantinopoli, Giovanni Crisostomo. Queste lettere narrano, alla luce della contemplazione teologica dei fatti, l’attività e il martirio di tre missionari Sisinio, Martirio e Alessandro, che gli erano stati inviati come collaboratori da Ambrogio, martirizzati dai pagani dell’Anaunian, Valle di Non, il 29 maggio 397. Subì il martirio in Val Rendena il 26 giugno 400, per aver abbattuto la statua del dio Saturno, gettandola nel fiume Sarca. I pagani lo assalirono con pietre e bastoni, percuotendolo, fra l’altro, con uno zoccolo ferrato. Il corpo venne portato a Trento e deposto nella Chiesa che oggi è il duomo della città. Il culto, come patrono di diocesi e terra trentina, è attestato dalla “Passio sancti Vigilii”, del 6° secolo. Nell’ambito della diocesi di Trento, fino al 6 agosto 1964, data in cui ci fu una modifica dei confini provinciali, si contavano una trentina di chiese o cappelle dedicate a San Vigilio, il cui culto è diffuso, oltre che in Alto Adige, anche in Austria e Baviera. È stato canonizzato da Benedetto XIV (1740-1758).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: