I santi del giorno del 19 giugno

20 Giu

ALINA vergine martire nel 640.

BONIFACIO di Prussia
vescovo camaldolese, discepolo di san Romualdo, martire in Prussia nel 1009. (vedi BRUNO di Querfurt)

DEODATO di Nevers
vescovo di Nevers, città della Francia centrale, prese parte al Concilio di Sens del 657. In seguito volle farsi eremita, prima sui Vosgi e poi a Strasburgo, dove, protetto dal re Childerico II, potè costruire una chiesa, che divenne poi l’abbazia di Ebersheim. Tornato nei Vosgi, fondò anche un monastero in una valle poco accessibile, adottando la regola di san Colombano. È morto nel 679.

GERVASIO di Milano
originario di Ravenna, martire a Milano assieme al fratello gemello Protasio, in epoca incerta, forse durante la persecuzione di Diocleziano, figli di Vitale e Valeria, entrambi santificati. I corpi, ritenuti perduti, vennero scoperti da sant’Ambrogio nel 386 fuori le mura della città e solennemente sepolti a Milano sotto l’altare della basilica che prese il nome di Sant’Ambrogio, dando così origine a un culto popolare che ebbe vasta diffusione in tutta l’Europa Occidentale. Sono particolarmente venerati a Soissons(v), dove è stata loro dedicata una splendida cattedrale gotica. Ritenuti nuovamente perduti, i loro resti sono stati ritrovati nel 1864.

GIULIANA Falconieri
nata nel 1290, da una illustre famiglia fiorentina, nipote di Alessio, uno dei fondatori dei Servi di Maria. A 14 anni vestì, prima donna, l’abito del Terz’Ordine dei Serviti. Raccolse attorno a se alcune compagne e con loro fondò l’ordine femminile delle Oblate, che furono dette anche Mantellate, per via dell’abito adottato, un ampio mantello nero ed ebbe una straordinaria devozione alla Passione di Cristo. Morta nel 1341, è stata canonizzata da Clemente XII nel 1737.

MICHELINA di Pesaro
Michelina Metelli, nata a Pesaro nel 1310. Rimasta vedova a soli vent’anni, si consacrò alla preghiera e alle opere di carità, ma i suoi parenti la fecero rinchiudere in manicomio. Quando riuscì a dimostrare la sua sanità mentale ed essere liberata, rinunciò ai suoi beni e si fece terziaria francescana. È morta a Pesaro il 19 giugno 1356 dove è stata proclamata patrona.

ODDONE di Cambrai
nato nel 1050 a Orleans in Francia. Professore a Tournai in Belgio, nel 1094 trasformò l’antica chiesa di Saint-Martin, in un’abbazia benedettina, con la riforma cluniacense. Quando nel 1105 venne eletto vescovo di Cambrai, sulla Schelda, entrò in conflitto con l’imperatore Enrico V e fu costretto a ritirarsi nell’abbazia di Anchin, dove morì nel 1113.

PROTASIO di Milano
martire originario di Ravenna, figlio dei santi Valeria e Vitale, fratello gemello di Gervasio(v.).

ROMUALDO degli Onesti
nato a Ravenna nel 952, figlio del duca Sergio, fino a vent’anni trascorse vita mondana. Poi, sconvolto dalla vista di un omicidio, si rinchiuse per 40 giorni nel monastero benedettino di Sant’Apollinare in Classe dove ottenne di restare come monaco. Dopo alcuni anni conobbe Pietro Orseolo, doge di Venezia deposto dalla carica, con il quale andò sui Pirenei a fondare una comunità di eremiti. Tornato in Italia fu nominato abate di Sant’Apollinare, ma nel 999 abbandonò tale dignità per darsi alla fondazione di eremitaggi e monasteri, dei quali i più famosi sono quelli di Fonte Avellana, di Val di Castro presso Poggio San Romualdo in comune di Fabriano e di Camaldoli. In particolare, quest’ultimo, situato nel comune di Poppi, Arezzo a 1098 metri di altezza, in mezzo a una selva di giganteschi abeti, è il luogo dove il santo fondò nel 1012 circa, la congregazione dei Camaldolesi, ramo dell’Ordine benedettino, ma con maggiore austerità. Si tratta di una antica badia costruita nel castello di Fontebuono su di un terreno donatogli dall’amico conte Maldolo, ed è costituita da un eremo con 20 celle isolate, una chiesa che conserva dipinti del Vasari e un po’ più in alto, il convento, che nel Medioevo era un importante centro di studi. Romualdo visse con grande coerenza il suo ideale monastico, prima il cenobio a Fonte Avellana, poi l’eremo a Camaldoli e infine l’evangelizzazione missionaria in terre lontane. Si interessò così dei pellegrinaggi in Terrasanra, delle missioni in Polonia e Boemia e della riforma del clero e dei monaci. Quando sentì di essere vicino alla morte, si ritirò in una cella solitaria in Val di Castro, dove morì il 19 giugno 1027. La storia della sua vita è stata scritta da un suo discepolo, il cardinale Pier Damiani.

URSICINO di Ravenna
arcivescovo di Ravenna, martire del 1° secolo, raffigurato in un mosaico che si trova nell’ abside della basilica di Sant’Apollinare in Classe.

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