I santi del giorno del 8 giugno

8 Giu

ARMANDO di Zierikzee
nato verso la metà del 15° secolo sull’isola di Schouwen, Mare del Nord in Olanda. Entrato nell’Ordine Francescano studiò greco ed ebraico, divenendo ottimo scrittore e, secondo i contemporanei, “profondo conoscitore della Sacra Scrittura e buon parlatore”. Ministro provinciale francescano a Colonia dal 1503 al 1506, anno in cui fu costretto a lasciare la carica per le forti opposizioni incontrate all’interno della congregazione. Andò allora a Lovanio, in Belgio, passando in una comunità dell’Osservanza. Negli ultimi anni di vita fu afflitto da penose malattie che lo costrinsero a dettare gli ultimi scritti a un confratello. Morì a Lovanio nel 1524 e alcune sue opere furono pubblicate postume 10 anni dopo. La data della sua festa all’8 giugno è quella indicata nel Martirologio Francescano.

CLODOLFO di Metz vescovo.

DOLCELINO di Alomes
predicatore francese nato nei pressi di Arles, vissuto nel 5° secolo. Le sue reliquie sono conservate ad Alomes, in Francia.

GENESIA di Chieri
martire a Chieri, in provincia di Torino.

GUGLIELMO di York
figlio del conte Erberto e di Emma, sorella del re d’Inghilterra, Stefano di Blois. Nel 1144 venne chiamato alla sede vescovile di York, ma subì infinite persecuzioni, peraltro sopportate cristianamente. Canonizzato da Niccolò III, nel 1280.

MASSIMINO di Provenza
una leggenda dell’11° secolo lo dice uno dei 72 discepoli di Gesù che, approdato alle foce del Rodano, insieme con Lazzaro, Maria e Marta, evangelizzò la Provenza, divenendo poi vescovo di Aix-en-Provence. Il suo nome però non compare negli antichi martirologi, per cui forse si tratta di un santo locale, vissuto nel 4° secolo. Da lui prende il nome la città di Saint-Maximin. In alcuni luoghi è chiamato anche 

MEDARDO di Noyon
nato verso il 470 a Vermandois, nella Francia del nord. Dopo il 530 venne nominato vescovo di Saint Quentin, città francese sulla Somme, ma poi trasferì la sede vescovile a Noyon, unendola alla diocesi di Tournai, città belga sul confine con la Francia. Morto nel 560 circa, re Clotario I fece subito trasportare le sue spoglie nel possedimento reale di Crouy, presso Soissons, dove più tardi sorse una celebre abbazia a lui intitolata. In Francia, il nome di questo santo è legato a molti detti popolari, perché la tradizione gli ha attribuito diversi miracoli e una benefica influenza sull’andamento dei raccolti. Alcune raffigurazioni lo mostrano sorridente con la bocca aperta, perché dopo la morte si incominciò a invocare la sua protezione contro il mal di denti.

MELANIA seniore
nata a Roma nel 342, da una famiglia aristocratica di origine spagnola. A 22 anni rimase vedova e sentendosi attratta dalla vita religiosa, affidò la figlia a un orfanotrofio e partì per un pellegrinaggio a Gerusalemme, dove fondò un monastero sul Monte degli Ulivi. Tornò a Roma dopo 35 anni e visse per un po’ di tempo con la nipote Melania juniore, ma poi ritornò al suo monastero, dove morì nel 410.

PACIFICO Ramati
detto “di Cerano”, nato a Novara nel 1424. Ordinato sacerdote francescano, divenne un predicatore molto popolare, tanto che Sisto IV lo inviò in Sardegna per indire una crociata contro i Turchi e qui rimase poi, eletto Provinciale dell’Ordine. È morto a Sassari nel 1482, lasciando un pregevole manuale per i confessori chiamato, la “Somma Pacifica”.

POLIO vescovo.

SALLUSTIANO confessore della fede, martire in Sardegna.

SIRA della Cirenaica vergine martire del 2° secolo.

VITTORINO vescovo di Assisi.

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