I santi del giorno del 19 maggio

19 Mag

ADOLFO di Cambrai
abate nel monastero di Saint-Vaast, in Francia, divenne vescovo di Cambrai, città sulla Schelda, nella Francia settentrionale. Morì nel 728.

AGOSTINO il novello
Matteo Spinelli, nato a Taormina, dopo aver studiato diritto a Bologna e divenuto un brillante docente di legge in quell’università, fu eletto prefetto della curia del re di Sicilia, Manfredi. In seguito alla sconfitta del re nella battaglia di Benevento, Matteo fu dato per morto e quando si riprese, entrò come fratello laico tra gli eremiti agostiniani in Sicilia, prendendo il nome di Agostino, nascondendo la sua identità. Quando venne trasferito in Toscana fu riconosciuto, condotto a Roma, ordinato sacerdote consigliere del priore generale della comunità, Clemente da Sant’Elpidio, per la revisione delle costituzioni dell’Ordine Agostiniano. Nel 1298 fu eletto egli stesso priore generale, ma 2 anni dopo rinunciò alla carica per ritirarsi nell’eremo di San Leonardo, presso Siena, dove morì il 19 maggio 1309. Culto confermato nel 1759 dal papa Clemente XIII.

CELESTINO V papa
Pietro Angeleri del Morrone, nato a Isernia in Molise, nel 1215, ultimo degli 11 figli di una povera famiglia contadina. Monaco benedettino a Faifoli, presso Benevento, fu poi eremita sul monte Pallano e dopo l’ordinazione sacerdotale, andò sul monte Morrone e sulla Maiella, presso Sulmona. Qui, intorno al 1240, fondò la congregazione benedettina degli “Eremiti di San Damiano”, chiamati poi Celestini, nell’eremo di Sant’Onofrio, nei pressi di Badia Morronese. La cattedra pontificia era vacante da 27 mesi, quando, ormai quasi ottantenne, il 5 luglio 1294 fu eletto papa, successore del francescano Nicolò IV, morto nel 1292. Il re Carlo Martello in persona andò all’eremo ad avvertirlo dell’elezione e venne consacrato il 29 agosto 1294 con il nome di Celestino V, in Santa Maria di Colledimaggio a L’Aquila, dove si trova anche il suo sepolcro. I suoi sessant’anni di vita eremitica non lo trovarono preparato all’incarico e così il 13 dicembre abdicò, istigato dal cardinale Caetani, che prese il suo posto con il nome di Bonifacio VIII. La sua abdicazione rimane l’unico caso nei secoli di vita del papato. Spogliatosi dell’abito e tornato a essere semplice frate, morì il 19 maggio 1296, in circostanze poco chiare, nella torre del castello di Monte Fumone, presso Ferentino, dove era stato rinchiuso da Bonifacio VIII, che temeva il suo ritorno. Clemente V lo ha canonizzato il 5 maggio 1313 con il nome di PIER CELESTINO

CIRIACA di Nicomedia vergine martire.    

CRISPINO da Viterbo
nato il 13 novembre 1668, fratello laico cappuccino, noto per le sue estasi contemplative e per l’amore per la natura. Cuoco, giardiniere e questuante, si distinse per la sua grande disponibilità e fu anche molto ricercato dalle personalità del tempo per chiedergli consiglio. Morto a Roma il 19 maggio 1750, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II, nel 1982.

DUNSTANO
nato nel 924 a Glastonbury, in Inghilterra, ricevette la prima educazione nel monastero benedettino della città, dal quale però venne allontanato, perchè sospettato di magia. Consigliere di un re anglosassone, fu costretto all’esilio nelle Fiandre a causa dei rimproveri morali da lui rivolti all’autorità politica. Fu richiamato in patria dal re Edmondo che lo creò abate di Glastonbury e così, tornato influente alla corte, diede un impulso decisivo al monachesimo inglese. Successivamente resse la diocesi di Worcester e poi, dal 957, anche quella di Londra, divenendo arcivescovo di Canterbury, dal 961. Nominato da Giovanni XII, legato pontificio della Santa Sede per la Gran Bretagna, dominò popolo, clero e potenti con il prestigio del suo evangelico zelo, ristabilendo la disciplina tra religiosi ed ecclesiastici. Si occupò anche di meccanica e di pittura. Morì a Canterbury, nel 988.

GISELLA d’Ungheria
nata a Ratisbona prima del 985, figlia di Enrico II duca di Baviera e sorella dell’imperatore di Germania, Enrico II il santo. Dal 996 moglie di Stefano I, santo re cristiano d’Ungheria, affiancò il marito nell’opera di conversione del popolo, fondando chiese e monasteri. Perso l’unico figlio Emerico nel 1031 e rimasta vedova nel 1038, dovette lasciare l’Ungheria e così tornò in patria rifugiandosi nel convento di Niedernburg, presso Passau, in Baviera del quale divenne badessa e dove morì il 7 maggio 1060. 

IVO o IVONE Helory
nato il 17 ottobre 1253 a Minihy-Tréguier, in Bretagna, studiò diritto e teologia a Parigi e Orleans, dal 1267 al 1277. Laureatosi, divenne giudice ecclesiastico, prima a Rennes nella Francia occidentale e poi a Tréguier, sulla Manica, dove fu ordinato sacerdote e gli venne affidata la parrocchia di Trédrez nel 1285 e poi quella di Lohannes, nel 1293. Pur essendo giudice, non esitò a fare l’avvocato dei meno abbienti, per i quali istituì per primo il gratuito patrocinio e questo gli meritò appunto l’appellativo di avvocato dei poveri. Nel 1298 si dimise dai compiti ufficiali e si ritirò nel suo castello di Kermartin, che trasformò in asilo per diseredati, distribuendo loro tutti i suoi beni. Qui morì il 19 maggio 1303 e siccome fu reputato santo quando era ancora in vita, è stato canonizzato il 18 maggio 1347, durante il pontificato di Clemente VI ed è chiamato patrono della gente di legge.

PARTENIO di Roma
capo degli Eunuchi, martire a Roma nel 340.

PUDENTE di Roma
senatore romano, martire nel 164. Viene spesso identificato anche con il Pudente citato nella seconda lettera dell’apostolo Paolo a Timoteo. È il fondatore del “Titulus Pudentis”, di una chiesa parrocchiale romana.

TEOFILO da Corte
nato nel 1676 in Corsica e morto a Fucecchio, presso Firenze nel 1740. Nel 1693 si fece  francescano e si dedicò alla predicazione popolare, acquistando larga fama per carità e spirito apostolico. È stato canonizzato nel 1930, da Pio XI.

URBANO I papa
delle origini e della vita precedente non si sa niente, forse romano di nascita. Leggendariamente introdotto nella passio di santa Cecilia, è ormai certo che non morì martire. Secondo lo storico Eusebio di Cesarea, pontificò dal 222 al 230, in un clima di relativa pace sotto l’imperatore Alessandro Severo, molto tollerante verso i cristiani, perché la moglie, Giulia Mamea, simpatizzava apertamente per la nuova religione, al punto che una tarda leggenda sostiene che ricevette il battesimo. Urbano riservò solo ai vescovi l’amministrazione del Sacramento della Cresima. Dovrebbe essere morto il 25 maggio e sepolto, secondo un’iscrizione funeraria a lui dedicata, nelle catacombe di Callisto sull’Appia Antica.

 

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