I santi del giorno del 16 maggio

16 Mag

ADAMO di Fermo
nato verso la metà del 12° secolo, si fece prima eremita in un luogo solitario e poi entrò nel monastero benedettino di San Savino, presso Fermo, del quale divenne abate. Morto nel 1209 e le sue reliquie sono conservate nella cattedrale di Fermo.

ANDREA Bobola
gesuita polacco, nato nel 1591. Attivo missionario, svolse la sua opera in Lituania, cercando di far tornare gli Ortodossi in seno alla Chiesa Cattolica. Ucciso dai Cosacchi a Janov nel 1657, è stato canonizzato nel 1938, da Pio XI.

AQUILINO martire con Vittoriano.

BRANDANO di Clonfert
abate irlandese, vescovo di Clonfert, nel Galway, nato nel 484, a Tralee nella contea di Kerry. Fondò diversi monasteri in Gran Bretagna e le abbazie di Ardfert e Clonfert, in Irlanda. Un suo viaggio in Scozia, diede origine alla leggenda narrata nella “Navigatio Sancti Brandani”, uno dei più interessanti racconti di avventure del Medioevo, che pur senza fondamento critico, venne considerato una delle fonti della Divina Commedia. Nelle carte medievali furono segnate delle mitiche isole di San Brandano e ci fu chi lo ritenne addirittura il primo scopritore del continente americano. La leggenda vuole altresì che abbia navigato per 7 anni nell’oltretomba alla ricerca del paradiso terrestre. Morì nel 577, nell’abbazia di Clonfert.

GEMMA Galgani
nata il 12 marzo 1878 a Camigliano, frazione di Capannori, in provincia di Lucca, ebbe una buona educazione cristiana dai genitori, che però morirono presto, lasciandola orfana senza risorse. Divenuta così la madre dei suoi 7 fratelli e sorelle, passò attraverso molte traversie finché venne accolta per carità dalla famiglia Giannini di Lucca che divenne testimone degli straordinari doni che lei ricevette dal Signore. Tentò varie volte di farsi religiosa ma la salute non glielo permise. Ebbe frequenti estasi e mostrò una particolare devozione a Gesù crocifisso per cui venne chiamata la “santa della passione di Gesù”. Segnata dalle stigmate, le sue esperienze mistiche sono testimoniate da un ricco epistolario autobiografico e nei colloqui delle estasi raccolti da vari testimoni. Si racconta che aveva anche il dono di parlare spesso con il suo angelo custode. Morta a Lucca l’11 aprile 1903, è stata canonizzata da Pio XII, nel 1940.

GENZIO martire.

GIOVANNI Nepomuceno
nato nel 1340 circa, a Nepomuk presso Pilsen, in Boemia, chierico nella diocesi di Praga dal 1370, sacerdote nel 1380 e poi parroco a Praga l’anno seguente. Laureatosi all’università di Padova, quando tornò in patria divenne canonico e Vicario Generale dell’arcivescovo Giovanni di Jenstein, del quale prese le difese nel conflitto che lo oppose al re Venceslao IV, con la conseguenza che nel 1393, venne arrestato e fatto annegare nella Moldava, con una macina da mulino al collo, per ordine del sovrano. Una versione del 15° secolo dice che il re ordinò la sua uccisione, perché non gli aveva voluto rivelare quello che aveva sentito in confessione dalla regina Giovanna di Baviera, sua moglie. Questa vicenda dell’annegamento è stata provata dopo la canonizzazione, da alcuni documenti scoperti soltanto nel 18° secolo, che hanno fatto di lui un martire della libertà della Chiesa. Si racconta che nel 1719, quando venne aperta la tomba, per l’ispezione in funzione del processo di canonizzazione, tra le sue ossa venne ritrovata la lingua ancora intatta. Quando, 6 anni dopo venne riaperta, la lingua era secca, ma, nel giro di pochi minuti, ritornò perfetta sotto gli occhi di tutti i testimoni. Patrono della Boemia, è molto venerato anche anche a Vipiteno, in Alto Adige.

MASSIMA di Frejus
nata a Callian, presso Antibes, in Francia, ha un culto molto antico, ma sappiamo ben poco della sua vita. Secondo una tradizione si sarebbe ritirata a vivere da eremita, secondo un’altra si tratterebbe invece della badessa di un monastero nel 7° secolo. Nel 1675 è comunque diventata patrona di Frejus, città della Costa Azzurra.

ONORATO di Arles
di famiglia consolare, nato verso il 360 in Belgio, si convertì al cristianesimo, insieme con il fratello Venanzio e con lui partì missionario per l’Oriente. Quando Venanzio morì, Onorato tornò in patria e verso il 410, fondò un monastero, del quale divenne abate, su una delle isole del gruppo di Lerins, che in seguito venne chiamata Saint-Honorat. Teologo molto apprezzato, consultato da molte personalità ecclesiastiche, nel 426 venne chiamato a succedere a Patroclo, come vescovo di Arles dove morì il 16 gennaio 429.

PELLEGRINO di Auxerre
1° vescovo della città, martire nel 304.

POSSIDIO di Càlama
detto “Possidonio” discepolo di Agostino d’Ippona, del quale scrisse una biografia. Dal 397 al 437 fu vescovo di Càlama, in Numidia, poi in seguito all’invasione dei Vandali, si rifugiò a Mirandola, in Emilia, dove morì verso il 439.

SIMONE Stock
nato verso il 1200 ad Aylesbury nei pressi di Oxford. La tradizione dice che si fece eremita, vivendo in solitudine all’interno del tronco di un gigantesco albero cavo. Andò poi pellegrino a Gerusalemme, entrò tra i Carmelitani e quando questi vennero cacciati dai luoghi santi a opera dei Musulmani, tornò in Inghilterra, nel Kent. Nel 1247 fu eletto priore generale dell’Ordine e si dice che il 16 luglio 1251, abbia avuto una visione della Vergine Maria, che gli consegnò uno scapolare di lana color caffè e gli suggerì di portarlo e farlo portare a chiunque desiderasse il suo speciale intervento. Si fece propagatore di questa devozione e fondò dei conventi nei maggiori centri universitari: Bologna, Cambridge, Oxford e Parigi. Morì a Bordeaux mentre era in visita pastorale, il 16 maggio 1265 e benché non sia mai stato canonizzato in modo ufficiale, la Santa Sede ha concesso alla congregazione Carmelitana la celebrazione della sua festa al 16 maggio.

TEOBALDO Rogeri santo da Vico di Mondovì.

TEODORO I papa
di origine greca, ma proveniente da Gerusalemme, figlio di un vescovo. Eletto il 24 novembre 642, successore di Giovanni IV, morto il 12 ottobre, fu ritenuto affidabile dai bizantini che ne convalidarono subito l’elezione. Si distinse per generosità verso i poveri e per aver migliorato i rapporti con il re dei Longobardi, Rotari. Condannò l’eresia monotelita e i suoi seguaci, i due patriarchi di Costantinopoli, Paolo II e Pirro. Morì il 14 maggio del 649 e fu sepolto in San Pietro.

UBALDO Baldassini
nato a Gubbio nel 1084. Orfano di entrambi i genitori, fu allevato da uno zio che lo avviò al sacerdozio. Dopo l’ordinazione fu prima canonico regolare di Sant’Agostino e poi priore del capitolo della città. Nominato vescovo nel 1129, fu padre spirituale ma anche protettore temporale dei suoi concittadini, in particolare quando riuscì a salvare Gubbio da Federico I, il Barbarossa, che aveva già devastato Spoleto. Morto il 16 maggio 1160 è patrono di Gubbio dove, in suo onore, il 15 maggio viene celebrata la famosa “corsa dei ceri”, una delle più seguite e famose feste umbre, che si conclude nella basilica medievale di Sant’Ubaldo a 5 chilometri dalla città, sulla sommità del monte Ingino. Festa per celebrare la grande vittoria degli eugubini sulle 11 città confederate che, secondo una tradizione, fu merito del santo vescovo. Questo è il luogo della sua sepoltura, dove sono conservate le reliquie in un monumento di stile rinascimentale.

VITTORIANO martire assieme ad Aquilino.

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