I santi del giorno del 6 maggio

6 Mag

ANNA ROSA Gattorno
nata a Genova il 14 ottobre 1831 da un’agiata famiglia cristiana, venne battezzata nella parrocchia di San Donato con i nomi di Rosa Maria Benedetta. A 21 anni sposò il cugino Gerolamo Custo e con lui si trasferì a Marsiglia, ma un improvviso dissesto finanziario, li costrinse a tornare a Genova in povertà. Rimasta vedova nel 1858, dopo dolori e sacrifici che segnarono il matrimonio e la maternità, attratta dall’amore di Gesù crocifisso, si fece terziaria francescana e trasformò la sua vita in una continua opera di conversione dei peccatori e per la santificazione del genere umano. Nel 1862 ricevette il dono delle stigmate occulte, che percepiva più intensamente nei giorni di venerdì. Volle essere “portavoce” di Gesù, per far giungere ovunque il suo messaggio di salvezza e affidatasi totalmente alla Divina Provvidenza, animata da un coraggioso slancio di carità, nel gennaio 1866 su suggerimento di Pio IX, fondò l’istituto delle Figlie di Sant’Anna, madre di Maria Immacolata. L’anno seguente vestì l’abito religioso e l’8 aprile 1870 fece la professione religiosa assieme a 12 consorelle. Iniziò la sua opera a Roma con scuole per i poveri, asili nido e case per ex prostitute, donne di servizio e infermiere. Nel 1878 le prime Figlie di Sant’Anna partirono per la Bolivia, Brasile, Cile, Perù, Eritrea e Francia. Alla sua morte, il 6 maggio 1900, esistevano già 368 case, nelle quali svolgevano la loro missione 3500 suore, sparse in tutto il mondo.

AVIA martire della Gallia.

BARBARO martire.

BENEDETTA
vergine romana martire nel 362 sotto Giuliano l’Apostata, assieme a santa Galla.

DOMENICO Savio
il più giovane dei santi non martiri, nato il 2 aprile 1842 a Riva di Chieri in provincia di Torino, figlio di un fabbro e di una sarta. A 12 anni, terminate le scuole elementari a Mondonio, presso Asti, entrò come studente di teologia nell’Oratorio di San Francesco di Sales, a Torino, diretto da don Bosco, il quale ne ha poi scritto la Vita. Studente modello, generoso, pieno di vita che trasmetteva gioia e allegria a tutti, è vissuto in continuo esercizio di ascesi spirituale, con la Comunione quotidiana, grande devozione a Maria Immacolata e spirito di sacrificio nel servire in ogni modo i compagni. Nel febbraio del 1857, molto malato, fu rimandato a casa da don Bosco per curarsi ma, colpito da polmonite, è morto il 9 marzo 1857. Nel 1914 i suoi resti sono stati traslati nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice a Torino. È stato beatificato da Pio XII il 5 marzo 1950 e canonizzato il 12 giugno 1954, ma nella famiglia salesiana viene festeggiato anche il 6 maggio.

EVODIO di Antiochia
vescovo siriano del 1° secolo, pare sia stato nominato da Pietro apostolo. Subì il martirio sotto l’imperatore Galba, verso il 68.

GAVINO martire a Milano.

GIUDITTA di Betulia
giovane vedova ebrea bellissima, saggia e risoluta. È celebrata nella Bibbia, perché  per liberare Betulia, leggendaria città della Palestina assediata dall’esercito di Nabucodonosor II, nel 7° secolo a.C., vista l’inerzia dei suoi compatrioti, prese decisamente in mano la difficile situazione. Dopo aver rimproverato ai capi della città la loro mancanza di fiducia in Dio, si preparò pregando a lungo e poi si fece condurre alla tenda del generale assiro Oloferne, dove, rimasta sola con lui, dopo averlo ubriacato, lo sedusse e decapitò nel sonno, portandone la testa in città. Rimasti senza il loro generale, presi dal panico gli assedianti fuggirono e la città fu salva. È una storia religiosa per esaltare la potenza della fiduciosa preghiera a Dio, il quale realizza il suo trionfo anche usando le deboli mani di una donna.

IOLANDA o JOLANDA
monaca portoghese dell’Ordine Cistercense.

LUCIO di Cirene
giudeo ellenista della comunità di Antiochia di Siria, forse vescovo, martire assieme a Barnaba, Simeone detto Niger, Manaem e Saulo, nel 1° secolo.

PRUDENZIA martire.

VENUSTO di Cartagine martire in Tunisia, nel 3° secolo.

VILLANO di Gubbio beato morto nel 1230.

VIOLANTE Pelletta monaca clarissa di Asti.

 

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