I santi del giorno del 1 maggio

1 Mag

ALDEBRANDO vescovo di Fossombrone, morto nel 1219.

FLORIANA o FLORINA
martire nell’Auvergne (Alvernia), nei pressi di Clermont Ferrand, in Francia.

GEREMIA profeta
nato verso il 650 a.C. ad Anatot, circa 6 Km da Gerusalemme, figlio di Helkia, della tribù di Beniamino. Di famiglia sacerdotale, venne chiamato da Dio al ministero profetico, ancora molto giovane, nel 13° anno del regno di Giosia, divenendo il 2° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana. Combattè l’idolatria, ma, sgradito al nuovo re Joakim, per via delle sue profezie sulla distruzione del regno d’Israele che avvenne realmente nel 587, subì dure persecuzioni, tanto da fare di lui una figura profetica di Gesù Cristo. Dopo la caduta di Gerusalemme fu condotto a Dafne, in Egitto, dove si crede sia stato lapidato proprio dagli stessi connazionali. Dotato di esperienza mistica e profetica eccezionale, incitò i concittadini a una religione sincera e grande intimità con Dio. Nei 52 capitoli del libro che gli è attribuito, ma dettati al segretario Baruc con aggiunte posteriori, sono raccolti oracoli, discorsi religiosi, morali e politici di carattere drammatico che offrono un quadro attendibile della sua stessa vita. La Bibbia conserva sotto il suo nome, senza fondamento storico, anche il libro delle Lamentazioni, famoso per le profezie sulla rovina di Gerusalemme. Morì verso il 580 a.C.

MARCELLO II papa
Marcello Cervini, nato a Montepulciano nel 1501. Ricopriva l’alta carica di co-presidente del Concilio di Trento, aveva svolto missioni diplomatiche e riorganizzato la Biblioteca Vaticana, quando fu eletto il 9 aprile 1555. Ridusse al minimo le spese della Curia, obbligò addirittura i parenti a tenersi lontani da Roma e aveva intenzione di attuare una riforma della Chiesa cominciando a lavorare sui documenti del suo predecessore Giulio II, ma morì il 1° maggio dopo soli 22 giorni di pontificato e fu sepolto nelle grotte vaticane. Pier Luigi da Palestrina gli aveva dedicato una famosa Messa, eseguita alla sua presenza durante la solenne celebrazione eucaristica della Santa Pasqua.

MARCOLFO di Corbeny
vissuto in Normandia tra il 490 e il 558. Fondò un monastero a Nanteuil-Le-Haudoin, nei pressi di Parigi, su di un terreno donatogli dal re di Francia Clotario I, divenendone il 1° abate. Nel 9° secolo le sue reliquie furono trasportate a Corbeny, che diventò meta di pellegrinaggi, sopratutto da parte di persone affette da scrofolosi, che si immergevano nelle acque, ritenute miracolose, di un pozzo accanto alla chiesa costruita sulla sua tomba.

NELLA di Moncel
Petronilla, chiamata popolarmente “Nella”, morta nel 1355.

ORENZIO martire in Spagna assieme a santa PAZIENZA.

PANACEA Muzio
vergine martire nel 1383 a soli 15 anni. Venne fatta uccidere dalla matrigna a Quarona, piccolo comune della Valsesia, in provincia di Vercelli. Patrona dei pastori, è venerata sopratutto nella sua valle.

PELLEGRINO Laziosi ricordato anche il 26 aprile

RICCARDO Pampuri
Erminio Filippo nato il 2 agosto 1897 a Trivolzio, paese tra Milano e Pavia. Tre anni dopo, la madre Angela Campari, morì di tubercolosi e il padre Innocente, poco più tardi in un incidente stradale, lasciando 11 figli orfani e così il piccolo venne affidato agli zii Carlo e Maria. Studente liceale a Pavia, nel 1915 si iscrisse alla facoltà di medicina, laureandosi a pieni voti il 6 luglio 1921. Nel frattempo aveva fatto il servizio militare in zona di guerra in un ospedale da campo, occupandosi dell’assistenza ai soldati feriti. Il 28 aprile 1922 fece la professione di fede e indossò l’abito francescano, ma continuò a fare il medico a tempo pieno. Nel giugno del 1927 entrò fra i Fatenefratelli di Milano e nel mese di ottobre cominciò l’anno di noviziato, prendendo il nome di fra Riccardo, nell’Ospedale Sant’Orsola di Brescia. Il 24 ottobre dell’anno dopo emise i voti e fu incaricato della direzione di un ambulatorio dentistico. Nel 1929, una infiammazione polmonare con febbri alte lo costrinse a letto per tre mesi curato, in un primo tempo a Gorizia e poi a Brescia. Aggravatosi, fu portato a Milano, alla Casa di Cura San Giuseppe, dove è morì il 1° maggio 1930, all’età di 33 anni. In seguito a notizie sempre più frequenti di grazie prodigiose ottenute per sua intercessione, nel 1949 il cardinale Ildefonso Schuster fece aprire un processo di canonizzazione che si concluse il 4 ottobre 1981, quando Riccardo venne dichiarato beato. Il 1° novembre 1989 è stato canonizzato e proclamato santo, da papa Giovanni Paolo II.

SIGISMONDO (GISMONDO)
figlio del re Gundobaldo e suo successore nel regno di Borgogna dal 516. In seguito alle predicazioni di Avito di Vienne, dall’arianesimo passò al cattolicesimo, favorendone la diffusione nei suoi territori. Per fronteggiare la minaccia dei Franchi si alleò con Teodorico re degli Ostrogoti, sposandone la figlia Amalberga. Passato a seconde nozze, la nuova moglie Costanza gli fece uccidere il figlio di primo letto, Sigerico, in base a false accuse. Quando ne fu riconosciuta l’innocenza, oppresso dai rimorsi, Sigismondo si ritirò in penitenza nel monastero di Saint-Maurice, da lui stesso fondato, ma preso prigioniero dal re dei Franchi Clodomiro nel 523, venne fatto morire in un pozzo presso Orleans, insieme con la moglie e i figli. Questa atroce morte lo trasformò in martire nella devozione popolare e il suo culto si diffuse in tutta la Gallia. Dal 1366 le sue reliquie dovrebbero essere conservate a Praga.

VALPURGA di Eichstàtt o VALBURGA,
nata nel 710 nel Sussex, in Gran Bretagna e morta nel 779, in Germania. Figlia di Riccardo re del Wessex e sorella dei santi Villibaldo e Vunibaldo, nel 761 divenne badessa del monastero di Heidenheim, in Germania, succedendo al fratello Vunibaldo e fu così di molto aiuto a san Bonifacio nell’evangelizzazione. Nell’871 le sue reliquie furono traslate a Eichstàtt, dove venne fondata l’abbazia di Santa Valpurga e la tomba nella chiesa di Santa Croce divenne meta incessante di pellegrinaggi, perchè dalle pietre sgorgava periodicamente, da ottobre a febbraio, un liquido ritenuto miracoloso, chiamato “l’olio di santa Valpurga”. Santificata per volere dei fedeli, in suo onore vennero fissate due festività, il 25 febbraio, presunta data della morte, che dal fervore popolare fu associato ad antiche leggende folkloristiche germaniche sul ritorno della primavera e il 1° maggio, giorno della traslazione, nella notte della cui vigilia si svolgeva il sabba delle streghe.

VIVALDO o UBALDO di Montajone, in provincia di Firenze, morto nel 1300 circa.

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