I santi del giorno del 8 aprile

8 Apr

ALBERTO di Vercelli
nato nel 1150 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia. Carmelitano dei canonici regolari di Santa Croce in Mantova, dove, verso il 1180 fu eletto priore. Quattro anni dopo venne consacrato vescovo di Bobbio e nel 1185, anche di Vercelli. Esercitò così, per quasi vent’anni, una intensa attività pastorale e politica, concludendo la pace tra Milano e Pavia nel 1194 e tra Parma e Piacenza nel 1199. Nominato patriarca latino di Gerusalemme da Innocenzo III nel 1205, essendo questa città occupata dai musulmani, risedette a San Giovanni d’Acri, in Palestina, dove fu ucciso a pugnalate, durante una processione il 14 settembre 1214, da un chierico che era stato destituito da lui per indegnità. Colto, equilibrato e caritatevole, durante il periodo del patriarcato redasse la regola Carmelitana che è tuttora in vigore.

AMANZIO di Como
3° vescovo della città nel 5° secolo. Fece costruire la basilica degli Apostoli, sulla quale, nel 1095 sorse poi la chiesa in stile romanico di Sant’Abbondio.

CLEMENTE di Osimo
nato nel 1220 è detto anche da sant’Elpidio. È considerato il 2° fondatore degli Eremiti di sant’Agostino, perché dal 1270, quando divenne superiore generale dell’Ordine, riformò o corresse le loro costituzioni. Morì nel 1291 in un convento nei dintorni di Osimo, in provincia di Ancona.

CONCESSA santa martire.

COSTANTINO papa
nato a Tiro, eletto successore di Sisinnio di Siria, il 25 marzo 708. Nel 710 fu chiamato a Costantinopoli, dove si trattenne per un anno, dall’imperatore d’Oriente Giustiniano II. Costretto a rifiutare il monoteismo come religione ufficiale, ottene però la conferma del primato della Chiesa di Roma. Quando tornò a Roma, trovò una situazione piuttosto difficile per le intromissioni negli affari religiosi dell’esarca di Ravenna, che aveva perfino fatto imprigionare dei preti ed ebbe anche gravi controversie con gli arcivescovi Felice di Ravenna e Benedetto di Milano. Riuscì a riportare un po’ di pace solo dopo il 713, quando Anastasio II divenne imperatore. Morto il 9 aprile 715, fu sepolto in San Pietro.

DIONIGI di Corinto
vescovo in Grecia dal 166 al 174. Grande risonanza ebbero le sue “epistole cattoliche” indirizzate a diverse chiese asiatiche: Amastri, Atene, Cnosso, Lacedemone, Gortina, Nicomedia e poi anche a Roma, contro le eresie di Marcione e Montano. Di queste sono rimasti solo pochi frammenti, più le analisi fatte da Girolamo e dallo storico Eusebio di Cesarea di Palestina. Le reliquie furono trasferite a Roma, all’inizio del 13° secolo, durante il pontificato di Innocenzo III. In Oriente è venerato come martire, il 29 novembre.

EDESIO di Alessandria
nato nel 250 in Licia. Filosofo pagano, convertitosi al cristianesimo, subì il martirio nel 306, ad Alessandria d’Egitto.

GENNARO martire in Africa, assieme a MACARIA e MASSIMA.

GIULIA Billiart
nata il 12 giugno 1751 a Cuvilly, in Piccardia, Francia, a 14 anni fece voto di castità e si dedicò all’ istruzione dei poveri. Dopo una malattia restò invalida per molti anni, ma in seguito a una apparizione di Gesù durante questo suo travaglio, sentì nel cuore il vivo desiderio di farsi suora. Nel 1794, mentre infuriava la rivoluzione francese, incontrò la baronessa di Bourdon e con lei, nel 1804, l’anno in cui miracolosamente guarì dalla sua infermità, fondò a Namur, sulla Mosa in Belgio, l’istituto delle Suore di Notre-Dame. È morta a Namur l’8 aprile 1816.

PERPETUO di Tours vescovo martire.

REDENTO di Ferentino vescovo di Ferentino, nel Lazio, martire nel 4° secolo.

WALTER di Pontoise
Galterius o Walterius (GUALTIERO), nato nel 1030. Docente di retorica e filosofia, lasciò l’insegnamento per farsi monaco tra i benedettini. Nominato abate di Saint-Martin, a Pontoise, dal re di Francia Filippo I, dopo poco tempo fuggì ed entrò come semplice monaco nell’abbazia di Cluny, dove però venne raggiunto dai suoi monaci che lo costrinsero a tornare. Fuggì nuovamente per vivere da eremita presso la Loira, ma anche questa volta fu costretto a riprendere il suo incarico. Chiese allora al papa Gregorio VII il permesso di dimettersi da abate, ma gli fu imposto di restare dov’era e così governò l’abbazia fino al termine dei suoi giorni, combattendo la simonia e denunciando il lassismo del clero secolare. Morì nel 1095.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: