I santi del giorno del 1 aprile

1 Apr

CELSO o CELLACH
nato nel 1079, arcivescovo di Armagh, nell’Ulster in Irlanda dal 1105 e poi di Dublino dal 1121, difese l’indipendenza della Chiesa dal potere laico. Elesse come successore Malachia, al quale è attribuita la famosa profezia sulla successione dei papi. Morì nel 1129.

FIORENTINO di Arles
nato nel 483, abate di Saint-Pierre d’Arles, morto nel 553. L’epitaffio in versi acrostici sulla tomba a Santa Croce d’Arles, costituisce uno dei più antichi esemplari cristiani del genere.

GERONZIO di Milano vescovo.

GILBERTO di Scozia
nato nella contea di Caithness, all’estremità nord-est della Scozia, ne divenne vescovo con sede nel capoluogo Wick. Fu un grande predicatore e anche amministratore dei re scozzesi. Fece costruire molti ospizi e la cattedrale della contea. Morì nel 1245.

IRENE di Tessalonica
sorella delle sante Agape e Chionia, martire nel 304. Fu arrestata e bruciata viva. per aver professato pubblicamente la fede cristiana, rifiutandosi di mangiare le carni delle offerte agli dei pagani. Fu sepolta assieme alle sorelle nelle catacombe di Priscilla sulla Via Salaria.

LUDOVICO Pavoni o LODOVICO,
nato a Brescia l’11 settembre 1784, da una famiglia nobile. Nel 1807 fu ordinato sacerdote e divenne segretario del vescovo della sua città, monsignor Gabrio Nava, che poi lo nominò canonico della Cattedrale. Dopo aver aperto diversi oratori festivi per raccogliere i ragazzi più poveri, nel 1818, con il pieno appoggio del vescovo, poté aprire ai suoi ragazzi un ex-convento, vicino alla Chiesa di San Barnaba, dove inventò un “collegio d’arti”, una vera e propria scuola professionale, nella quale poter imparare un mestiere in un ambiente moralmente sano. Nel 1821 venne avviata anche una tipografia, la prima scuola grafica in Italia e la casa editrice Ancora. Dal 1841 accolse anche i piccoli sordomuti e poi aprì una scuola di agricoltura, acquistando il terreno attorno al convento di Saiano, poco distante da Brescia. Perché queste sue opere potessero continuare e svilupparsi anche dopo la sua morte, l’8 dicembre 1847 fondò, con 5 dei suoi giovani, la congregazione dei Figli di Maria Immacolata, che dovrà necessariamente essere composta da Sacerdoti e Laici. Si ammalò durante l’insurrezione delle “10 giornate di Brescia” e morì nel convento del Colle Calvario di Saiano, il 1° aprile 1849. I suoi resti mortali sono custoditi in un bianco sarcofago nel santuario Pavoniano nella parrocchia dell’Immacolata a Brescia. Il 5 giugno 1947 Pio XII lo ha dichiarato Venerabile e poi il 14 aprile 2002 Giovanni Paolo II lo ha beatificato. Nella congregazione è festeggiato il 28 maggio.

MELITONE di Sardi
nel 2° secolo, vescovo in Lidia. Le antiche testimonianze parlano di lui come uno dei grandi luminari della Chiesa d’Asia, chiamandolo “profeta”, pieno dello Spirito di Dio. Le sue opere sono la testimonianza della precisione della dottrina cristologica di quel tempo, in particolare è notevole l’Omelia sulla Pasqua, il cui testo era conservato in alcuni papiri riscoperti una quarantina di anni fa e pubblicati solo nel 1966. È la più antica omelia pasquale cristiana, cantata in occasione di una Pasqua celebrata nella notte fra il 14 e il 15 di Nisan, secondo l’antica tradizione apostolica dell’Asia Minore. Si sviluppa come una lunga esegesi del capitolo 12 del libro dell’Esodo per dimostrare come, attraverso la morte di croce, il Signore ha sconfitto la morte per liberare i credenti da tutti i loro peccati. Sembra invece ormai perduta la parte principale dell’Apologia per i cristiani, del 170, diretta a Marco Aurelio, perché ne sono pervenuti solo pochi frammenti trascritti da Eusebio di Cesarea nella sua Storia Ecclesiastica.

PROCOPIO di Boemia
nato nel 980, monaco eremita, 1° abate del monastero di Sazava, in Boemia, fatto costruire per lui dal duca Ulderico. Morto nel 1053, fu canonizzato da Innocenzo III, nel 1204 e divenne il patrono della sua nazione.

PRUDENZIO di Atina martire nel Lazio, verso il 300.

TEODORA (DORA) matrona martire di Roma.

UGO di Bonnevaux
nato nel 1120, nipote di Ugo di Grenoble, si fece monaco cistercense e divenne abate di Leoncel, presso Valence in Francia e poi, nel 1169 abate priore di Bonnevaux. Famoso per le sue doti di chiaroveggenza e anche perché  nel 1177 a Venezia, fece da mediatore nella trattativa di pace tra il papa Alessandro III e l’imperatore Federico I, il Barbarossa. Morì nel 1194.

UGO di Grenoble
nato in Francia nel 1053. Studiò presso la cattedrale di Valence, nella quale fu canonico e segretario del legato pontificio locale che lo portò anche al sinodo di Avignone del 1080. Nel 1082, divenuto vescovo di Grenoble, riformò la vita religiosa, restaurò la disciplina ecclesiastica, confermò il celibato del clero e combatté la simonia. Tentò più volte di dare le dimissioni, aspirando a vita contemplativa, ma venne sempre rimesso al suo posto da Gregorio VII, per le notevoli capacità di pastore. Contribuì alla fondazione dell‘Ordine dei Certosini donando a Bruno di Colonia una regione chiamata la Chartreuse, dove nel 1084, venne iniziata la costruzione della Grande Certosa. Morì il 1° aprile 1132 e fu canonizzato due anni dopo dal papa Innocenzo II.

VALERIO d’Alvernia
povero pastore nato in Francia verso il 565. Fattosi religioso benedettino in giovane età, nel 594 divenne vescovo di San Colombano a Luxeuil-les Bains e si dedicò alla predicazione missionaria combattendo le superstizioni e l’idolatria. Nel 611 fondò un romitorio a Leuconay sulla Manica, presso Abbeville, che divenne poi il monastero di Saint-Valery-sur Somme, per i numerosi discepoli che lo seguivano. Sembra sia morto nel 619 a Horne sull’isola di Fionia (Fyn), in Danimarca.

VENANZIO di Duvno
nominato vescovo a Roma, nel 3° secolo, venne mandato missionario a Delminiumn, oggi Duvno nell’Erzegovina croata. Subì il martirio nel 257, durante la persecuzione di Valeriano I.

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  1. I santi del giorno del 5 aprile | Nomi di santi, beati e venerabili - 5 aprile 2013

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