Archivio | aprile, 2013

I santi del giorno del 30 aprile

30 Apr

ADIUTORE di Vernon
cavaliere normanno, partecipò alla prima crociata ma, catturato dai Saraceni, rimase loro prigioniero per ben 17 anni. Quando ottenne la liberazione e poté tornare in patria, si fece monaco entrando nell’abbazia di Tiron, presso Parigi. Desideroso poi di solitudine, si fece eremita e si costruì una cappella su di un monte nelle vicinanze dedicata a Santa Maddalena. Morì nel 1131.

BENEDETTO da Urbino
nato a Urbino nel 1560, studiò nelle università di Perugia e Padova, laureandosi in legge e filosofia. Entrato nell’Ordine dei Cappuccini a Fano nel 1584, si dedicò alla predicazione e accompagnò Lorenzo da Brindisi nella missione tra i Luterani di Germania. Morì a Fossombrone, in provincia di Pesaro-Urbino, nel 1625 e venne beatificato nel 1867 da Pio IX.

EUTROPIO di Saintes
martire del 3° secolo, vescovo di Saintes, presso Cognac in Francia, celebrato da Venanzio Fortunato, in un suo poemetto.

GIACOMO diacono martire in Numidia, assieme al lettore Mariano.

GIUSEPPE Cottolengo
Giuseppe Benedetto, nato il 3 maggio 1786 a Bra, Cuneo, venne ordinato sacerdote nel 1811. Svolse il ministero a Cornegliano d’Alba e poi passò a Torino, dove ripresi gli studi, si laureò in teologia e nel 1816 divenne canonico della Chiesa del Corpus Domini. Animato da grande spirito di carità verso il prossimo, nel 1827 iniziò una grande missione di assistenza aprendo a tutti un ricovero: la casa della “Volta rossa”, in via Palazzo di città a Torino, che divenuto presto insufficente, venne trasferito in un casolare nel sobborgo di Valdocco. Qui, nel 1832, fondò la prima vera e propria Piccola casa della Divina Provvidenza, che nella sua fede, vide sempre illuminata dalla presenza stessa della Provvidenza. Dapprima modesto asilo per vecchi e bambini delle famiglie povere, venivano accolti anche quelli che, per particolari gravità di malformazioni fisiche e per il loro stato mentale, non trovavano alcun rifugio altrove. Ampliatosi notevolmente con il tempo, oggi è capace di più di 10 mila posti. Parallela e complementare alla Piccola casa, nacque, con la collaborazione di Marianna Masi, anche la Congregazione delle Suore Vincenzine, dette poi Suore del Cottolengo per la cura degli infermi. Istituì le comunità maschili dei fratelli di San Vincenzo e dei preti della Santissima Trinità, più numerose altre comunità femminili. Morto a Chieri, Torino il 30 aprile 1842, è stato beatificato da Benedetto XV, nel 1917 e canonizzato il 19 marzo 1934, da Pio XI.

ILDEGARDA regina, morta nel 783.

MARIA Guyart
nata a Tours, in Francia nel 1599. Si sposò a 17 anni, ma dopo soli 2 anni rimase vedova con un figlio di 6 mesi e non volle risposarsi, anzi, nel 1620 fece voto di castità. Quando il figlio compì 12 anni, decise di entrare nelle Orsoline di Tours, anche lei con il nome di Maria dell’Incarnazione. Nel 1633 ebbe una visione, secondo la quale avrebbe dovuto andare a insegnare in un paese straniero lontano, oltreoceano e 6 anni dopo partì effettivamente missionaria per il Canada, arrivando a Quebec il 1° agosto 1639. Qui fondò il primo convento delle Orsoline e diresse una scuola nella quale accoglieva indigeni e francesi insieme. È morta il 30 aprile 1672, lasciando vari scritti, documenti importanti per la storia della Nuova Francia (Canada francese), contenenti alcune tra le più belle pagine della letteratura mistica francese. Proclamata venerabile e poi beata, da Leone XIII (1878-1903).

MARIANO di Numidia
lettore martire verso il 260 nel Nord-Africa, assieme al diacono Giacomo, durante la persecuzione anticristiana dell’ imperatore Valeriano I.

MASSENZA di Trento
venerata nella antica “corte” vescovile di Maiano, sul lago di Toblino, dove più tardi è sorto il paese che ha preso il nome da lei. Mancano dati storici sulla sua vita terrena, che nei documenti liturgici più antichi, viene qualificata come vergine martire. L’11 novembre 1145 il vescovo Altemanno trasferì le reliquie a Trento e le depose nella cripta della basilica di San Vigilio, nell’altare occidentale. Divenuta così molto popolare nella nuova dimora, la leggenda la promosse a madre del vescovo Vigilio e dei suoi supposti fratelli Claudiano e Maguriano, in realtà suoi primi successori, e venerata perciò come Madre della Chiesa Trentina. Ripristinati gli ambienti sotterranei del Duomo, il 25 giugno 1977, le reliquie, racchiuse in una nuova urna, sono state collocate in un apposito cippo nel luogo stesso dove erano state deposte nel novembre del 1145. Massenza oggi è venerata come patrona delle donne trentine, proposta come modello cristiano di donna silenziosa, forte, laboriosa e pia.

MATILDE di Scozia
figlia di Malcolm III, detto Testagrossa re di Scozia e di Margherita, vissuta nell’11° secolo.

MICHELE de’Barga santo morto nel 1479.

PIO V papa
Antonio Michele Ghislieri, nato in una famiglia povera, il 17 gennaio 1504 a Bosco Marengo, in provincia di Alessandria. Da ragazzo fece il pastore, ma poi nel 1521 entrò nell’Ordine Domenicano, prese il nome di Michele e studiò diritto a Bologna dove, 7 anni dopo, ebbe l’ordinazione sacerdotale. Insegnò teologia a Pisa per 16 anni e dopo essere stato inquisitore a Pavia, Como e Bergamo, fu nominato prima vescovo di Sutri e Nepi, nel Lazio e poi cardinale, svolgendo compiti di alta responsabilità. Dal 1558, grande Inquisitore della Chiesa Romana, il 7 gennaio 1566, con l’appoggio del cardinale Carlo Borromeo, venne eletto papa e consacrato 10 giorni dopo. Molto intransigente, proseguì la riforma e moralizzazione della Chiesa iniziata dal Concilio di Trento in ogni settore, disponendo che i decreti conciliari tridentini fossero inviati in tutte le diocesi e centri religiosi presenti nelle varie parti del mondo. Riformò il culto divino, promosse e fondò nuovi ordini religiosi e nel 1567, a Pavia, istituì il Collegio Ghislieri per universitari meritevoli. Un anno dopo pubblicò i nuovi testi del Breviario e poi anche quelli del Messale e del Catechismo romano. Nacque così la Messa di Pio V in latino, celebrata in questi termini fino al Concilio Vaticano II. Nel tentativo di far elevare al trono la cattolica Maria Stuart, prese la decisione di scomunicare Elisabetta I d’Inghilterra, con gravi conseguenze per i cattolici inglesi. Promosse e organizzò la Lega Santa, le cui forze navali il 7 ottobre 1571 riportarono la celebre vittoria di Lepanto sulla flotta turca dominatrice del Mediterraneo, anche se poi il successo non fu adeguatamente sfruttato e lui non poté vedere concretata la liberazione del Santo Sepolcro. Avendo attribuito il merito di quella straordinaria vittoria alla Beata Vergine Maria, dichiarò il 7 ottobre festa di Nostra Signora della Vittoria, poi cambiata da Gregorio XIII, in festa del Santo Rosario. Morì a Roma il 1° maggio 1572 e fu sepolto nella basilica di Santa Maria Maggiore. Venerato dai fedeli, prima come difensore della fede, fu poi beatificato il 27 aprile 1672 da Clemente X e canonizzato da Clemente XI, il 22 maggio 1712. Il suo mausoleo in marmo verde e porfido è custodito all’interno della Chiesa di Santa Croce, a Bosco Marengo.

ROSAMUNDA santa vissuta nel 12° secolo.

SEVERO di Napoli
12° vescovo della città, incrementò la rinascita del cristianesimo nella sua diocesi e fece edificare varie basiliche. Nelle sue mani avvenne la prima liquefazione del sangue di san Gennaro quando, all’epoca di Costantino il Grande, il corpo del martire di Pozzuoli fu trasportato a Napoli. Patrono della città di San Severo di Foggia, alla quale i napoletani donarono i suoi resti.

SOFIA di Fermo
vergine martire nel 250 sotto l’imperatore Decio, molto venerata in Emilia-Romagna.

I santi del giorno del 29 aprile

29 Apr

ANGELINA da Spoleto vergine martire.

CATERINA da Siena
nata il 25 marzo 1347, figlia di Jacopo Benincasa, modesto tintore di Fontebranda e di Lapa Piagenti. Penultima di 25 fratelli, fin dall’infanzia ebbe tendenza ai rapimenti mistici e alla vocazione religiosa. Si dedicò a una seria vita di penitenza, il cui rigore suscitò critiche e calunnie. A 12 anni rifiutò il matrimonio combinato dalla madre e nel 1365, vinte le resistenze della famiglia entrò nelle Mantellate, le terziarie di San Domenico. Per la fama di santità, fu in rapporto con vari personaggi ecclesiastici, re, uomini di governo e artisti, ispirando a tutti venerazione per sincerità di fede, ardore di apostolato e intensa spiritualità. Superati tutti gli ostacoli, tra i quali nel 1374, un processo da parte dell’Ordine reso timoroso dalle sue decise critiche alla corruzione ecclesiastica, ebbe l’incarico di predicare la Crociata a Pisa. In quello stesso anno ricevette le stigmate e l’anno dopo venne inviata ad Avignone per convincere Gregorio XI a riportare la sede pontificia a Roma,il quale accoglierà il suo appello. Presa da intensa attività pubblica, corse in quegli anni da un capo all’altro dell’Italia a predicare la pace e la concordia fra i principi, a consolare gli afflitti, promuovere una nuova crociata e ad arginare lo scisma d’Occidente. L’intensa attività non le impedì, la pratica mistica, né diminuì l’intensità della vita ascetica. Consunta dall’ardore religioso e logorata dalle fatiche, morì a soli 33 anni a Roma, in una casa presso la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, dove fu sepolta il 29 aprile. Ebbe grande influenza nel mondo del suo tempo, per la forte eloquenza e lo zelo che usò nelle dispute religiose per comporre contrasti politici, confortare i dubbiosi e convertire i peccatori, oltre che per l’esempio della sua santa vita. Le 388 “lettere” sono la testimonianza più viva della sua opera, scritte in una prosa povera di tecnica, ma travolgente per l’impeto della personalità. Nel 1378 dettò ad alcuni discepoli il Dialogo della Divina Provvidenza e 22 Orazioni, perché lei, donna di poca cultura, solo negli ultimi anni aveva imparato a leggere e scrivere. Proclamata patrona d’Italia da Pio XII il 18 giugno 1939, Paolo VI l’ha insignita del titolo di Dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970. A Siena, nel 1464, è stato edificato un santuario intorno alla sua casa natale, i cui ambienti sono stati trasformati nel “Santuario di Santa Caterina”.

CIRA vedova martire di Roma nel 3° secolo.

EMILIANO di Numidia
martire in Africa del Nord, nel 259 al tempo della persecuzione di Valeriano I.

ILARIO di Toscana santo vissuto nel 6° secolo.

LIBERIO di Ravenna
nato nel 2° secolo, divenne vescovo di Ravenna e morì nel 206. Nella chiesa cittadina di San Francesco, eretta nel 5° secolo dal vescovo Neone, l’altare maggiore è formato dall’urna detta di San Liberio.

LIVIO di Turingia monaco francese, martire in Turingia, Germania Centrale

PAOLINO di Brescia
detto “mediolanensis”, segretario di Ambrogio vescovo di Milano.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

ROBERTO di Molesmes
nato nel 1029 da una nobile famiglia, in Francia. Nel 1044 entrò tra i benedettini e appena ebbe finito il noviziato, venne eletto priore. In seguito fu priore in diversi monasteri e nel 1075 fondò quello di Molesmes. Nel 1098, quando i monaci, anche in seguito alle molte ricchezze accumulate dal monastero, cominciarono a perdere il primitivo fervore e la originaria rigidità di vita religiosa, li abbandonò e assieme ad Alberico si trasferì a Citeaux, dove fondò quella che poi divenne la celebre abbazia della quale fu il primo abate. Poco tempo dopo Urbano II gli chiese di tornare a Molesmes, che nel 1099 aderì alla riforma cistercense. È morto nel 1111.

TICHICO di Cipro
discepolo e compagno di viaggio dell’apostolo Paolo, da Troade per la Siria, attraverso la Macedonia. Venne definito dallo stesso Paolo come un “fratello carissimo, mio compagno, fedele ministro nel servizio del Signore”.

UGO di Cluny
figlio primogenito del conte Dalmazio, nato nel 1024 a Semur-en-Brionnais, nella diocesi di Autun. Malgrado l’opposizione del padre che voleva fare di lui un gran cavaliere, nel 1038 si fece monaco a Cluny dove fu ordinato sacerdote nel 1044 e cinque anni dopo eletto abate, successore di Odilone. Resse la guida della famosa abbazia per sessant’anni e in questo periodo la congregazione cluniacense raggiunse il suo massimo sviluppo e l’Ordine benedettino grande splendore. Viaggiò moltissimo ed esercitò una notevole influenza sul movimento rinnovatore della chiesa intrapreso da vari papi: Leone IX, Vittore II, Stefano X, Alessandro II, ma sopratutto da Gregorio VII, per il quale svolse importati missioni diplomatiche. Si deve a lui anche la costruzione della stupenda basilica a 5 navate di Cluny, dove morì il 28 aprile 1109. Canonizzato nel 1120, da Callisto II, circa 4 secoli più tardi, nel 1562, i protestanti saccheggiarono Cluny e bruciarono tutte le sue reliquie.

I santi del giorno del 28 aprile

28 Apr

AUGUSTO Czartoryski
nato in esilio a Parigi il 2 agosto 1858, figlio del principe polacco Ladislao e di Maria Amparo, principessa di Spagna. Dopo gli studi a Varsavia e Parigi, fu avviato alla carriera diplomatica, ma nel 1883, un incontro con Giovanni Bosco gli cambiò la vita ed entrò nel noviziato dei salesiani. Il 2 aprile 1892 fu consacrato sacerdote nonostante le resistenze della famiglia che non volle nemmeno essere presente alla cerimonia. È morto l’anno seguente ad Alassio, il sabato santo, vigilia di Pasqua.

BONA di Poggibonsi  o BONADONNA
terziaria francescana, come il marito Lucchese, che poi divenne eremita. Morì nel 1221, pochi giorni prima del marito e il loro culto fu approvato dopo 5 secoli, da Pio VI (1775-1779).

GIANNA Beretta Molla
nata a Magenta il 4 ottobre 1922. Durante gli studi liceali e universitari, si impegnò nell’apostolato dei giovani di Azione Cattolica e nella carità verso anziani e bisognosi nella congregazione di San Vincenzo de Paoli. Dopo la laurea in medicina e chirurgia, aprì un ambulatorio specialmente per bambini, mamme e anziani poveri. Avrebbe voluto andare missionaria in Brasile accanto al fratello, padre Alberto, ma nel 1962 durante la vita matrimoniale, quando si trovò al 2° mese di gravidanza del 4° figlio, scoprì di avere un fibroma all’utero e decise coraggiosamente di accettare l’operazione, chiedendo al chirurgo di salvare principalmente la vita che portava in grembo. L’intervento ebbe successo e Gianna portata così a termine la gravidanza, nell’imminenza del parto, chiese ancora di privilegiare la vita del nascituro, perché era pronta a donare la sua vita per lui. Nacque una bella bambina, ma pochi giorni dopo, la mattina del 28 aprile 1962, il sabato della settimana di Pasqua, la mamma morì. In seguito a guarigioni miracolose avvenute per sua intercessione, una delle quali in Brasile, è stata beatificata e poi canonizzata solennemente da Giovanni Paolo II, il 16 maggio 2004.

LUCCHESE di Poggibonsi o LUCCHESIO
nato in Toscana nel 1181, si diede in un primo tempo alla carriera militare e poi al commercio, in provincia di Siena. Si sposò con Buonadonna, ma poi folgorato dalla grazia divina, si spogliò dei suoi beni, donando tutto ai poveri ed entrò nel Terz’Ordine Francescano dedicandosi all’ascetismo. Fondò anche un monastero, che oggi porta il suo nome, nei pressi di Poggibonsi, dove morì il 28 aprile 1260. La sua vita fu tutta nell’umiltà e nell’amore al prossimo e il suo culto, come quello della moglie Buonadonna, venne approvato e confermato, durante il pontificato di Pio VI (1775-1799).

MARCO di Atina
secondo la leggenda era galileo, discepolo di Pietro apostolo, dal quale fu ordinato vescovo. Propagò la fede in Campania e subì il martirio nel 96, per mano dei pagani, durante la persecuzione di Tito Flavio Domiziano, mentre era vescovo di Atina, nel Lazio.

MENANDRO
martire nel 360 assieme a PATRIZIO e POLIENO, nell’antica città di Prusa (oggi Brussa o Bursa, nell’Anatolia turca).

PANFILO di Valva
originario di Valva, in provincia di Salerno, ordinato sacerdote divenne poi vescovo di Sulmona, in Abruzzo. Patrono e protettore di questa città che gli ha intitolato la Cattedrale, nella quale è custodito un suo busto argenteo finimente cesellato e ornato di smalti.

PIER LUIGI
Pier Luigi Maria Grignion, nato il 31 gennaio 1673, a Montfort in Bretagna, venne educato nel collegio dei gesuiti di Rennes e nel 1700 fu ordinato sacerdote a Parigi. Dopo essere stato cappellano in un ospedale di Poitiers, con la collaborazione della beata Luisa Maria Trichet, organizzò un gruppo di donne dal quale è nata poi la congregazione delle Figlie della Sapienza. La sua predicazione missionaria in favore dei poveri gli alienò i favori del vescovo di Poitiers, che gli proibì di continuare quest’opera nella sua diocesi. Papa Clemente XI gli conferì, però, il titolo di missionario apostolico e così poté percorrere la Francia occidentale predicando la necessità di andare incontro a Gesù per mezzo di Maria. Pier Luigi ebbe un notevole successo sostenendo sopratutto la devozione al Rosario, per il quale scrisse il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, che divenne molto popolare solo dopo il 1842, con più di 300 edizioni in una trentina di lingue che lo diffusero in tutto il mondo e tra i suoi scritti va segnalato anche L’amore dell’eterna Sapienza. Associò sacerdoti e laici alla sua attività apostolica, scrisse le regole della congregazione dei Missionari della Compagnia di Maria e ispirò la fondazione dei Fratelli di San Gabriele. È morto il 28 aprile 1716 a Saint-Laurent-sur-Sévre, presso Nantes ed è stato canonizzato da Pio XII il 20 luglio 1947. Ricordato anche in Vaticano con una statua posta in una navata della basilica di San Pietro.

PIETRO Chanel
nato a Cuet, in Francia il 12 luglio 1803. Sacerdote religioso dei Maristi, fu prima parroco, poi professore e superiore del seminario. Nel 1837 venne inviato nell’Oceania Centrale con la prima missione in quelle terre e dopo aver toccato le isole Wallis, si stabilì a Futuna, isola francese della Melanesia, dove svolse una zelante attività, ottenendo numerose conversioni, tra le quali anche quella del figlio del re. Questo successo fu la causa del suo massacro da parte degli indigeni locali, in odio alla fede cristiana, il 28 aprile 1841. Beatificato nel 1889 da Leone XIII, è stato canonizzato il 12 giugno 1954 da Pio XII. È considerato il patrono di tutta l’Oceania.

TEODORA (DORA) vergine martire di Nicea.

URSICINO
medico ligure martire a Ravenna, torturato e ucciso assieme ai coniugi Vitale e Valeria, genitori di Gervasio e Protasio.

VALERIA di Ravenna
martire  verso il 304 sotto Diocleziano. Moglie di Vitale e madre dei gemelli Gervasio e Protasio, è molto venerata a Milano, dove avrebbe fondato una chiesa.

VITALE di Corfù
di origine greca, sposo di Valeria e padre di Gervasio e Protasio. “Miles consularis” a Milano, avrebbe accompagnato il giudice Paolino a Ravenna, dove, quando scoppiò la persecuzione di Diocleziano, incoraggiò al martirio il medico ligure Ursicino, venendo anche lui torturato e ucciso verso il 305. È il principale patrono di Ravenna, titolare dell’omonima basilica, la più alta creazione dell’arte ravennate, costruita dal banchiere Giuliano Argentario e consacrata nel 547, durante il regno dell’imperatore d’Oriente Giustiniano I.

I santi del giorno del 27 aprile

27 Apr

ANTIMO di Nicomedia
vescovo martire in Bitinia sotto Massimiano nel 4° secolo.

CATERINA da Pallanza
nel 1454 si unì a un gruppo di donne che conducevano vita eremitica sul Sacro Monte di Varese, in solitudine e penitenza, secondo la regola di Sant’Agostino e sperimentò una singolare esperienza di comunione con Cristo crocefisso. È morta nel 1478.

ELISABETTA Vendramin
nata il 9 aprile 1790 a Bassano del Grappa. Dedicatasi all’assistenza di un gruppo di orfane, fondò le Suore Terziarie Francescane Elisabettine di Padova e aprì una prima “casa di educazione gratuita”, per ragazze povere e abbandonate. Molto scrupolosa nella formazione spirituale e professionale delle sue religiose, in linea con le necessità del tempo, tutta la sua vita è stata una continua opera di assistenza per il prossimo più bisognoso. È morta il 2 aprile 1860. Ricordata anche il 2 aprile.

GIULIANA
compagna di vita eremitica di Caterina da Pallanza, sul Sacro Monte di Varese, dove morì nel 1501. È stata un grande esempio di profonda umiltà.

ISABELLA di Todi
Isabella Clara Fornari, beata superiora delle Francescane di Todi, nel 18° secolo.

LIBERALE di Altino
una tradizione leggendaria del 10° secolo, lo dice discepolo del vescovo Eliodoro e suo coadiutore nell’opera di conversione di pagani e ariani. Fu anche lui vescovo di Altino, in provincia di Venezia e morì verso il 410 circa. Patrono di Castelfranco Veneto che gli ha dedicato il Duomo.

OSANNA di Cattaro beata di Cattaro, in Jugoslavia, morta nel 1565.

SIMEONE di Gerusalemme
figlio di Cleofa, uno dei due discepoli di Emmaus, forse parente di Gesù. Capo della comunità di Gerusalemme dal 62, dopo il martirio di Giacomo il Minore, come è scritto nella Storia ecclesiastica dello storico Eusebio di Cesarea, 2° vescovo della città, eletto all’unanimità dagli apostoli e discepoli ancora in vita. Il suo episcopato durò fino al 105 quando, secondo la tradizione, venne denunciato e subì il martirio, torturato per molti giorni e poi crocifisso all’età di 120 anni, sotto Attico, console della Giudea, al tempo dell’imperatore Ulpio Traiano. Ricordato anche il 18 febbraio.

TERTULLIANO o TULLIANO, vescovo di Bologna, morto nel 470.

UMBERTO vescovo.

ZITA di Lucca
nata nel 1218 a Monsagrati, frazione del comune di Pescaglia, in Toscana e morta a Lucca nel 1278. Dalla poverissima famiglia ebbe un‘educazione al senso del dovere e alla modestia, ma dall’età di 12 anni per tutta la vita, fu costretta a fare la domestica in casa dei signori Fatinelli a Lucca, dove si distinse per altruismo, sopportazione degli sgarbi degli altri servi e tanta mortificazione di se. Tutto quello che aveva lo donava ai poveri. Il suo culto, molto antico tanto da essere citato da Dante Alighieri (Divina Commedia 21° canto Inferno), è stato poi approvato verso il 1696 durante il pontificato di Innocenzo XII. È stata proclamata “celeste patrona” delle collaboratrici domestiche.

I santi del giorno del 26 aprile

26 Apr

ALDA di Siria santa martire assieme a MARIO.

ALIDA vergine martire in Normandia nel 3° secolo.

BASILEO vescovo martire.

BIANCA beata principessa francese.

LUCIDIO di Verona vescovo di Verona, detto anche LUCIDO, martire nel 4° secolo.

MARCELLINO papa
guidò la Chiesa dal 30 giugno 296 al 25 ottobre 304 e proprio durante il suo pontificato si intensificarono le sanguinose persecuzioni di Diocleziano e Galerio. I donatisti lo accusarono di aver consegnato alle autorità romane le Sacre Scritture, rinnegando la fede dopo l’editto del 23 febbraio 303 che ordinava di distruggere le chiese e di farsi consegnare da vescovi e presbiteri i sacri libri. Una passio leggendaria dice che egli offrì anche l’incenso agli idoli, ma poi si purificò con il martirio. Le accuse non sono però mai state esaurientemente documentate, così come le circostanze della morte. Sembra sia stato sepolto nel cimitero di Callisto, non nella cripta papale, ma nel documento liturgico “Depositio Episcoporum” viene invece indicata la data del 15 gennaio, come quella della sua deposizione nel cimitero di Priscilla, sulla Via Salaria.

PASCASIO Radberto
detto Berto, “figlio della ruota”, lasciato cioè, da una madre non identificata, alla porta del convento benedettino di Soissons, nel 790, allevato dalle suore. Si fece monaco nell’abbazia benedettina di Corbie sulla Somme fondata da santa Batilde nel 662, dove divenne insegnante, avendo tra i suoi allievi anche Anscario(Oscar). Eletto abate verso l’848, ma investito subito da numerosi problemi, sia da parte dei monaci, che dal re Carlo il Calvo, dopo tre anni si ritirò nel monastero di Saint-Riquier in Piccardia, come semplice monaco e per la sua umiltà non accettò mai di diventare sacerdote. Morto nell’865, fu sepolto nel cimitero dei poveri per suo espresso desiderio. Ha lasciato molte opere teologiche, tra le quali un Commentario al Vangelo di Matteo e il trattato Liber de Corpore et Sanguine Domini.

PELLEGRINO Laziosi
nato a Forlì nel 1265. Entrato nell’ordine dei Servi di Maria a Siena, tra il 1290 e il 1295, svolse poi la sua opera pastorale a Forlì e si distinse per la costanza nella preghiera, l’attività caritativa e la rigorosa penitenza. È morto il 1° maggio 1345.

RICARIO
eremita vissuto in Piccardia, nel nord della Francia, tra il 580 e il 645. Convertito al cristianesimo e divenuto poi sacerdote, visse santamente nella regione di Abbeville sulla Somme, dove fondò, con il compagno Rigoberto, un monastero divenuto poi la celebre abbazia di Saint-Riquier.

SCOLASTICA di Trino suora carmelitana di Trino Vercellese.

STEFANO III papa
di nobile famiglia romana eletto il 26 marzo 752, successore di un omonimo morto dopo soli 4 giorni dall’elezione. Sentendosi minacciato da Astolfo, re dei Longobardi, decise di chiedere l’aiuto del re dei Franchi Pipino il Breve. Partito da Roma il 14 ottobre 753, arrivò a Chalons-sur-Marne il 6 gennaio 754, dove fu accolto con tutti gli onori dal re in persona. Le trattative però si protrassero fino a Pasqua, quando il re si impegnò a liberare l’Italia dagli invasorii con il patto di Quierzy e il papa, in cambio, lo avrebbe incoronato, assieme alla moglie, il 28 luglio dello stesso anno nella chiesa di St.Denis, a Parigi. In più il re donava alla Sede apostolica l’esarcato di Ravenna e la Pentapoli, mentre il papa gli concedeva il titolo di Patrizio dei romani e protettore della Sede apostolica. Tutto questo si concretizzò nel giugno del 756, quando Pipino sconfisse definitivamente i Longobardi di Astolfo e divennero realtà, sia lo Stato Pontificio, che l’impegno di Pipino e dei re di Francia nel difendere la Chiesa. Stefano nel frattempo aveva promosso notevoli restauri per abbellire Roma. Morì il 26 aprile del 757 e fu sepolto in San Pietro.

I santi del giorno del 25 aprile

25 Apr

ANIANO di Alessandria
calzolaio di Alessandria d’Egitto che, secondo una tradizione, convertito e battezzato dall’Evangelista Marco, divenne vescovo della sua città. Morto nell’ 85, le reliquie sono conservate a Venezia, assieme a quelle di S. Marco.

BALDASSARRE frate francescano di Mondovì.

BATTISTA Piamarta
Giovanni Battista, nato a Brescia il 26 novembre 1841, di famiglia modesta. Orfano della madre a soli 9 anni, ebbe comunque buoni educatori cristiani nell’oratorio parrocchiale dedicato ai santi Faustino e Giovita, che lo portarono a interessarsi dell’educazione dei giovani attraverso la formazione al lavoro. Ordinato sacerdote nel 1865, dopo varie esperienze pastorali, la sua opera di promozione umana iniziò il 3 dicembre 1886 con 4 ragazzi di famiglie povere, dando vita all’Istituto Artigianelli per l’apprendimento professionale dei giovani, specialmente orfani e poveri. Con questo scopo fondò la Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth, oggi diffusa in Italia, Brasile, Cile e Angola. Assieme a padre Monsignori aprì una colonia agricola per i giovani contadini, a Remedello nella campagna di Brescia e poi, con Elisa Baldo, fondò anche la Congregazione delle Umili Serve del Signore, per l’assistenza agli ammalati e l’educazione della gioventù femminile. La sua forza era l’unione con il Signore, sostenuta da una preghiera intensa, fedele e prolungata dalla quale riceveva il dono di poter lavorare senza risparmio di energie in tutte le sue opere. Morto il 25 aprile 1913, è stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 12 ottobre 1997. Alcuni dei suoi “figli”, dal 1992 operano a Milano nel Centro Padre Piamarta e nella Parrocchia di San Girolamo Emiliani.

CALLISTA di Siracusa martire nel 304 in Sicilia, assieme al fratello ERMOGENE ed EVODIO.

ERMINIO di Lobbes
nativo di Laon, nella Francia Settentrionale, entrò nel monastero benedettino di Lobbes, dove divenne abate e poi vescovo itinerante. Nel 713 fu il successore del vescovo Ursmaro di Noyon, del quale era stato discepolo. Morì il 25 aprile 737.

FRANCA Visalta
nata a Piacenza nel 1173. Entrata  giovanissima in un convento benedettino, a 14 anni pronunciò i voti e fece la professione religiosa. Nel 1206 fu mediatrice tra Piacenza e papa Innocenzo III, riuscendo a riportare la pace. Modello di preghiera e di mortificazione, qualche anno più tardi si trasferì nel monastero cistercense di San Siro a Pittolo, Piacenza, del quale divenne badessa. Morì il 25 aprile 1218 e alle sue intercessioni furono attribuiti diversi miracoli .

MARCO Evangelista
notizie sicure della sua vita ci sono date dagli Atti degli Apostoli e dalle lettere di Paolo. Il vero nome era Giovanni, mentre Marco era il soprannome. Cugino di Barnaba, missionario e compagno di Paolo nel suo primo viaggio, era nato a Gerusalemme figlio di una certa Maria, in una casa dove fedeli e discepoli della Chiesa si radunavano e dove si rifugiò anche Pietro dopo la liberazione dal carcere. Forse ricevette il battesimo dallo stesso Pietro, che lo chiamava “figlio” e del quale fu discepolo e interprete, tanto che dalla loro collaborazione è nato il Vangelo che porta il suo nome, scritto tra il 54 e il 61. Interprete e portavoce del suo maestro, ci ha tramandato la catechesi del capo del collegio apostolico, usando un linguaggio scarno, semplice e immediato come quello della lingua parlata, ma presentando molti latinismi, forse è stato scritto a Roma. La sua derivazione da Pietro è rivelata anche dal silenzio che vi si osserva su tutto ciò che è in lode dell’apostolo e dall’umile esposizione della sua fragilità. Lo scopo di questo Vangelo è quello di dimostrare la divinità di Cristo con prove concrete dei più strepitosi miracoli e del dominio assoluto sulle forze demoniache e naturali, rappresentando  anche il tipo di insegnamento popolare che si dava a chi chiedeva di essere iniziato ai misteri cristiani. È una raccolta di detti e fatti per esprimere, a grandi linee la missione di Cristo Salvatore e che potrebbe servire da vademecum a un catechista anche ai giorni nostri. Sembra che dopo aver evangelizzato l’Egitto, vi abbia fondato la Chiesa di Alessandria, dove morì martire nel 68. Nell’828, secondo una tradizione, due veneziani, Bruno da Malamocco e Rustico da Torcello, si fecero consegnare le spoglie del Santo e le trasportarono a Venezia. San Marco divenne da allora il protettore della città e in suo onore,  nell’829 il Doge Giustiniano, iniziò la costruzione della celebre basilica a lui intitolata, nella quale i resti sono conservati nell’altare maggiore in marmo verde antico. I suoi attributi sono: il Libro, la penna e il Leone. La Repubblica di Venezia prese come emblema il Leone alato che, nell’Apocalisse di Giovanni, simboleggia San Marco.

MELLA vedova martire nell’8° secolo.

I santi del giorno del 24 aprile

24 Apr

BENEDETTO Menni
Angelo Ercole Menni, 5° dei 15 figli di Luigi e Luigia Figini, nato a Milano l’11 marzo 1841, battezzato lo stesso giorno nella parrocchia di Santa Maria alla Fontana. Dopo aver frequentato il ginnasio-liceo a Porta Nuova, si impiegò in una banca milanese, ma presto si licenziò per contrasti su certe operazioni irregolari che si pretendevano da lui. Dopo la battaglia di Magenta del 1859, si offrì come barelliere volontario per il trasporto dei feriti negli ospedali e così, conoscendo l’opera dei Fatebenefratelli, abbracciò la missione ospedaliera per il sollievo del prossimo sofferente. Entrato come postulante nel convento-ospedale di Milano, con il nome di Benedetto, dopo il noviziato venne mandato nel seminario diocesano di Lodi e il 14 ottobre 1866 fu ordinato sacerdote. Il 14 gennaio dell’anno seguente, Pio IX lo inviò in Spagna con il compito di restaurare l’Ordine, che era in crisi di estinzione, in seguito a diverse leggi anticlericali. La missione ebbe grande successo, nonostante le difficoltà frappostegli dal governo spagnolo, tanto che nel 1884, l’Ordine aveva già 70 nuovi religiosi professi, 25 novizi e 5 case. Nel 1873 fu arrestato ed espulso dalla Spagna con false accuse, denunciate al Sant’Uffizio e solo dopo un lunghissimo calvario, nel 1902, il tribunale condannò i suoi calunniatori. Nel 1881 aveva fondato l’ordine delle “Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù”, che ottenne dalla Santa Sede il decreto di approvazione definitiva nel 1901. Nominato Visitatore Apostolico da Pio X, all’età di 68 anni, è stato poi chiamato dal Capitolo Generale, a capo della Congregazione, ma il 20 giugno 1912 dovette dimettersi. Morto a Dinan, presso Saint Malo, in Francia, il 24 aprile 1914, è stato proclamato beato da Giovanni Paolo II, il 23 giugno 1985.

BONA beata cartaginese, martire in Tunisia nel 2° secolo.

BOVA di Reims
figlia, forse solo adottiva, di Sigeberto, re d’Austrasia (oggi regione francese). Badessa a Reims nel 7° secolo, martire assieme a DODA.

EGBERTO di Scozia
nato in Scozia nel 632, fu monaco a Iona e forse vescovo. Introdusse nel monastero gli usi romani circa la celebrazione della Pasqua. È morto verso il 730.

ERMINIO di Perugia
martire in epoca imprecisata, è venerato particolarmente a Perugia, dove il suo “corpo santo”, proveniente dalle catacombe romane, il 23 aprile 1662, con una grande e imponente processione, fu posto, in un’urna di legno intagliato e dorato, sotto l’altare maggiore della chiesa di San Benedetto fuori le mura. Nonostante la mancanza di prove del martirio, Clemente XIII, nel 18° secolo, concesse la celebrazione della Messa votiva in suo onore e la festa fu fissata al 24 aprile.

EUFRASIA Pelletier
Maria Eufrasia, nata nel 1796. Monaca nel monastero di Nostra Signora del Rifugio di Tours, nel 1829 fondò ad Angers, un “Rifugio” del quale divenne superiora. Questa congregazione, approvata da Gregorio XVI, nel 1835, con la denominazione di Istituto delle Suore di Nostra Signora di Carità del Buon Pastore, con il compito di provvedere alla rieducazione delle ragazze “perdute”, si diffuse rapidamente in tutto il mondo, sotto il governo di Maria Eufrasia nominata superiora generale a vita. Morta nel 1868, è stata canonizzata nel 1940 da Pio XII. Ricordata anche il 4 aprile.

FEDELE da Sigmaringen
nato nel 1578 a Sigmaringen sul Danubio, in Germania, chiamato Markus. Molto dotato, conseguì il titolo di dottore in diritto e filosofia a Friburgo. Ottimo magistrato, consigliere giudiziario sempre disponibile verso i poveri come loro avvocato, deluso dal modo di amministrare la giustizia, si fece religioso cappuccino, prendendo il nome di Fedele. Ordinato sacerdote nel 1612, esercitò la sua missione pastorale in un primo tempo come padre guardiano a Feldkirch e Friburgo, poi venne inviato dalla Congregazione di Propaganda Fide, missionario nei Grigioni, in Svizzera, a predicare tra i calvinisti protestanti. Fu assalito e trucidato dai riformati il 24 aprile 1622, quando questi si ribellarono alle autorità austriache, a Seewiesen, in Austria. È stato canonizzato da Benedetto IV, nel 1746.

GABRIELLA Sagheddu
Maria Gabriella, nata il 17 marzo 1914 a Dorgali, provincia di Nuoro, in Sardegna. A 21 anni entrò nel monastero trappista (cistercensi riformati) di Grottaferrata e tutta la sua vita di preghiera è stata offerta al Signore per implorare l’unità dei cristiani. È morta il 23 aprile 1939, a Grottaferrata.

GASTONE di Arras
nato nel 450 a Perigueux, dipartimento della Dordogna, in Francia. Dopo un periodo di vita eremitica nei dintorni di Toul, vicino a Nancy fu ordinato sacerdote dal vescovo locale. Istruì nel cristianesimo il re dei Franchi Clodoveo I e nel 499 venne consacrato vescovo di Arras nell’Artois, da Remigio di Reims e nel 510, anche di Cambrai, sulla Schelda. Consacrò la sua missione all’istruzione dei fedeli e all’assistenza degli ammalati poveri. Morto il 6 febbraio del 540 ad Arras, nel Medioevo fu molto venerato e sulla sua tomba venne costruito il celebre monastero di Saint-Waast (Gastone in fiammingo), soppresso nel 1790. Ricordato anche il 6 febbraio.

LEONZIO martire con LONGINO e NEONE

MELLITO di Canterbury
abate nel monastero benedettino di Sant’Andrea in Roma, nel 601 Gregorio Magno lo inviò, con altri missionari, in Gran Bretagna, per aiutare Agostino di Canterbury nell’evangelizzazione. Nel 604 fu nominato 1° vescovo di Londra, fondò la Chiesa di San Paolo e il monastero di Westminster. Nel 616, alla morte del re Etelberto venne esiliato, ma 3 anni dopo fu richiamato dal re Eadbaldo che si era convertito e che, alla morte del vescovo Lorenzo, lo nominò 3° arcivescovo di Canterbury, dove morì nel 624.

ONORIO di Brescia vescovo di Brescia nel 6° secolo.

SABA condottiero martire sotto Aureliano tra il 270 e il 275.

STEFANIA martire.

TIBERIO di Pinerolo martire della Legione Tebea, a Pinerolo, nel 3° secolo.

VILFRIDO di York o Wilfrido, nato nel 634. Monaco anglosassone, introdusse la regola benedettina in Northumbria (antico regno della Britannia) e si adoperò per l’adozione degli usi romani che riuscì a far approvare nel sinodo tenuto a Whitby, sul Mare del Nord, nel 664. Nominato vescovo di York, dovette lottare contro molti oppositori, venendo anche cacciato dalla sua sede e imprigionato. Quando nel 700 fu riabilitato e confermato dal papa Sergio I, si dedicò all’evangelizzazione degli altri regni Britannici e morì nel 709.

I santi del giorno del 22 aprile

22 Apr

AITALA  martire in Persia con MAREA vescovo e compagni

APELLE discepolo di Gesù, martire a Smirne, con LUCIO.

BIAGIO di Verona vescovo.

CAIO papa o GAIO
originario della Dalmazia, forse parente di Diocleziano, fu eletto il 17 dicembre 283. Combattè il manicheismo ma, anche se il suo pontificato durò ben 13 anni, di lui ci sono pochissime notizie. Sembra sia morto martire il 22 aprile 296 e sia stato sepolto nelle catacombe di Callisto, sulla Via Appia Antica, come è testimoniato da un’epigrafe ritrovata recentemente

DANIELE di Lodi martire.

LIMENA di Persia
sacerdote martire assieme a LUCA, MUZIO e PARMENIO nel 3° secolo.

LEONIDA martire
padre di 7 figli, tra i quali il famoso Origene, fu decapitato sotto l’imperatore Settimio Severo, nel 202.

ONOFRIO
martire di Fabriano, ricordato in una chiesa della città marchigiana intitolata al suo nome.

RADOLFO di Vicoigne
beato, priore dei Premostratensi di Vicoigne e abate del monastero di Chateau de Mortaigne, nel dipartimento dell’Aisne, in Francia.

TEODORO il Siceota vescovo di Anastasiopolis, in Galazia, morto nel 613.

SOTERO papa
figlio di Concordio, nato a Fondi, antica città fra Lazio e Campania, oggi in provincia di Latina. Eletto nel 166, successore di Aniceto, governò la Chiesa per 9 anni ed è ricordato dalle testimonianze di Dionigi di Corinto e Ignazio d’Antiochia, citate dallo storico Eusebio di Cesarea, come un pontefice ricco di benevolenza verso il prossimo e di grande carità. Martire nel 175, durante la persecuzione di Marco Aurelio, ebbe una prima sepoltura in una tomba presso quella di San Pietro. Più tardi venne traslato nelle catacombe di Callisto, ma nel 9° secolo fu spostato varie volte e dopo altre peregrinazioni, sembra che le spoglie siano giunte perfino in Spagna. Oggi dovrebbero essere nella chiesa romana di San Sisto sulla Via Appia.

VIRGINIO di Cherasco
legionario romano martire, patrono di Cherasco, in provincia di Cuneo

 

I santi del giorno del 21 aprile

21 Apr

ANASTASIO il Sinaita
prelato bizantino della seconda metà del 7° secolo. Abate del Sinai e poi patriarca di Antiochia, combatté i monofisiti ed fu autore di notevoli opere dottrinali.

ANSELMO d’Aosta
nato nel 1033 a Gressan, Aosta, a 17 anni perse l’amata madre e allora, pur contrastato dal padre, si fece monaco benedettino.. Nel 1059 lasciò la valle d’Aosta e giunse a Le-Bec, in Normandia, dove fu eletto abate nel 1079. Nominato  arcivescovo di Canterbury e primate d’Inghilterra nel 1093, successore del suo maestro Lanfranco, s’impegnò in una difesa intransigente dei diritti della Chiesa, contro le ingerenze dei re Guglielmo il Rosso ed Enrico I, tanto da dover subire l’esilio per due volte, nel 1097 e 1103. Filosofo e teologo, è stato il più eminente pensatore del secolo, uomo di profonda fede religiosa che ebbe tuttavia piena fiducia nella ragione, con la quale pensava di poter ottenere la dimostrazione rigorosa di determinate verità, quali l’esistenza e gli attributi di Dio. Risolse, secondo il criterio agostiniano, il problema dei rapporti tra fede e sapere perchè, secondo il suo pensiero, la filosofia viene disposta alla comprensione delle verità della fede. Nel suo Proslogium, formulò la più celebre dimostrazione dell’esistenza di Dio, chiamata poi da Kant, “argomento ontologico”, sostenendo, in sintesi, che colui il quale ha nella mente l’idea di Dio, non può negarne l’esistenza, perché questa appartiene, come nota essenziale, al concetto di Essere Supremo. Morto a Canterbury il 21 aprile 1109, nel 1720, Clemente XI lo ha insignito del titolo di Dottore della Chiesa.

APOLLONIO di Roma
senatore di Roma, scienziato e filosofo, martire. Denunciato perché cristiano, quando fu chiamato a discolparsi davanti al senato, invece di difendersi, pronunciò un’apologia del cristianesimo e nel 185 venne condannato a morte sotto l’imperatore Commodo. Ricordato anche il 18 aprile.

CORRADO Birndorfer
nato il 22 dicembre 1818, a Parzham, in Germania da una famiglia numerosa. Rimasto orfano a 16 anni, dopo aver lavorato nei campi, si fece cappuccino laico e divenne portinaio del convento di Altotting, in Baviera, al confine con l’Austria e svolse quest’incarico per 43 anni con pazienza e carità inesauribili. A tutti quelli che bussavano alla porta del convento seppe dare parole buone, saggi consigli e lavorò anche a favore dell’infanzia abbandonata. È morto il 21 aprile 1894. 

SANDRA martire

SILVIO di Alessandria 
secondo il Martirologio romano, martire di Alessandria d’Egitto assieme ad altri compagni, anche se mancano precisi dati storici.

SIMONE di Seleucia 
martire fatto decapitare nel 341 circa, dal re di Persia Sapore II, il Grande.

VITALE martire in Aquitania.

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