I santi del giorno del 23 marzo

23 Mar

ANNUNCIATA Cocchetti
Annunciata Asteria, nata a Rovato, in provincia di Brescia, il 9 maggio 1800. Rimasta orfana a 19 anni, seguì le missioni predicate al popolo e sentendo l’urgenza di un suo impegno vocazionale, aprì la sua casa alle ragazze abbandonate mettendosi al lavoro nell’oratorio parrocchiale. Divenne poi maestra a Cemmo, in Valcamonica e nel 1842 poté finalmente entrare tra le Suore di Santa Dorotea a Brescia. Tornata a Cemmo fondò un nuovo monastero dove morì il 23 marzo 1882.

AQUILA di Palestina
santo martire nel 4° secolo a Cesarea di Palestina, assieme a Domezio, Pelagia e Teodosio.

AVITO di Clermont
nato da una famiglia nobile, figlio di un senatore gallo-romano, ricevette un’accurata educazione letteraria. Eletto vescovo di Clermont-Ferrand nel 676, successore del martire Proietto, governò la diocesi fino al 689, quando, sentendo prossima la morte, si fece sostituire nel vescovado dal fratello Bonito, che era già vescovo anche di Marsiglia.

BENEDETTO monaco eremita in Campania, nel 6° secolo.

DOMEZIO 
il suo martirio avvenne nel 362 a Cesarea di Palestina, nella persecuzione di Giuliano l’Apostata, assieme ad Aquila, Pelagia e Teodosio. Arrestato, torturato e decapitato, perché si era scagliato contro il paganesimo, durante un’assemblea pubblica.

FRUMENZIO di Cartagine
martire con Vittoriano, proconsole romano in Tunisia.

MATILDE di Canossa
nata nel 1046, figlia del marchese di Toscana, Bonifacio e di Beatrice di Lorena, cugina dell’imperatore Enrico IV. Ereditò dal padre la Toscana, Brescia, Bergamo e Mantova, mentre dalla madre ebbe alcuni possedimenti nella Lorena Superiore. Nel 1063 sposò il cugino Goffredo II, il Gobbo duca di Lorena e in seconde nozze, Guelfo V di Baviera grande nemico di Enrico IV. La sua attività e le sue risorse furono tutte al servizio della Chiesa, alleata di Gregorio VII, lo ospitò a Canossa e nel 1077 fu testimone della celebre umiliazione di Enrico IV. Nel 1084 riuscì, con l’aiuto di Roberto il Guiscardo, a liberare il papa assediato a Roma e dopo la morte di Enrico IV, contribuì alla vittoria della Chiesa su Enrico V. Per testamento, nel 1102, lasciò i suoi beni alla Chiesa e questo provocò nuove lotte con l’impero che reclamava i domini di Matilde per diritto feudale. Morta nel 1115 a Bondeno, Ferrara, nel 1635 i suoi resti sono stati traslati in Vaticano, per ordine del papa Urbano VIII.

NICONE martire.

OTTONE di Riedenburg beato di Riedenburg nel Palatinato, in Germania

PELAGIA di Cesarea
martire in Palestina con Aquila, Domezio e Teodosio, nel 362 sotto Giuliano l’Apostata.

REBECCA Al Rayes
nata il 29 giugno 1832 ad Himalaya in Libano. Rimasta orfana di madre a soli 7 anni , appena undicenne andò a servizio in una famiglia di Damasco, in Siria. Quattro anni dopo, quando tornò a casa, trovò che suo padre si era risposato e i parenti cercarono di far sposare anche lei, ma Pierina, che era il suo nome di battesimo, nel 1853 entrò nel convento di Nostra Signora della Liberazione (Figlie di Maria), a Bifkaya come postulante. Dopo il noviziato pronunciò i voti, studiò da maestra e iniziò la sua missione di catechista-insegnante nei paesi di montagna. Nel 1860 in seguito agli attacchi ai cristiani da parte dei musulmani, riuscì a stento a fuggire e poi, lasciate le Figlie di Maria, tornò novizia nel monastero di San Simeone ad Aitou dove fece la solenne professione di fede nel 1872, prendendo il nome di Rafka (Rebecca) che era il nome della madre. Da qui in avanti la sua vita fu tutta una sofferenza, come una partecipazione alla passione di Gesù. Fortissimi dolori alla testa, forse dovuti a un’operazione sbagliata, poi la cecità totale e la paralisi alle gambe. Dopo aver passato più di vent’anni ad Aitou, fu trasferita nel monastero di San Giuseppe a Grabta, sempre nel Libano, dove è morta il 23 marzo 1914. Il processo per la canonizzazione, iniziato nel 1925, si è concluso nel 2001, quando Giovanni Paolo II ha proclamato la sua santità.

TEODOSIO di Palestina
martire a Cesarea assieme ad Aquila, Domezio e Pelagia nel 4° secolo.

TURIBIO de’ Mongrovejo
Turibio Alfonso nato a Leon, in Spagna, il 16 novembre 1538, studiò diritto prima a Valladolid e poi all’Università di Salamanca. Dopo essere stato Inquisitore laico a Granada, nel 1580 ricevette in una sola volta tutti gli ordini sacri e poi Gregorio XIII lo nominò vescovo di Lima, in Perù. Partì per il Sud America ardente di zelo apostolico e vi celebrò sinodi e concili, che promossero la vita religiosa in tutta la nazione. Difese con fermezza i diritti della Chiesa e si adoperò per il gregge che gli era stato affidato, visitandolo frequentemente, usando grande sollecitudine per il bene degli indigeni. Durante il suo lungo governo, durato fino al 1606, restaurò la disciplina ecclesiastica, eresse chiese e ospedali, istituì il primo seminario nel continente americano e convertì intere tribù. Morì a Sana il 23 marzo 1606, mentre tornava da una faticosa visita pastorale, in un lontano villaggio del Nord. Canonizzato nel 1726 da Benedetto XIII, è stato proclamato patrono del Perù e dell’America Latina.

VITTORIANO di Adrumento
proconsole di Cartagine, martire nel 484, durante la violenta persecuzione di Unnerico re dei Vandali ad Adrumento, antica città a sud-est di Cartagine. Sulle rovine di questa città è stata costruita l’odierna Susa o Sousse.

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