I santi del giorno del 18 marzo

18 Mar

ALESSANDRO
vescovo di Gerusalemme dove fondò una ricca biblioteca, discepolo e amico di Origene, morì in carcere a Cesarea nel 251.

ANGELICO di Fiesole
nato a Vicchio del Mugello dopo il 1387. Fra Giovanni da Fiesole, al secolo Guidolino di Pietro, detto popolarmente “il beato”. Nel 1407 vestì l’abito dei Domenicani nel convento dei Predicatori dell’Osservanza, a Fiesole, dove venne eletto priore nel 1449. Massimo interprete del sentimento religioso della pittura del 400, iniziò l’attività artistica come miniatore di manoscritti alla scuola di Lorenzo Monaco. Durante i lavori di ricostruzione del convento di San Marco a Firenze, collaborò con Michelozzo e poi, nel 1433, con Masolino da Panicale per la realizzazione di opere pittoriche che gli erano state commissionate dalla Compagnia dei Linaioli e tra il 1437 e il 1443, dipinse il grande ciclo di affreschi del convento. Chiamato a Roma da Eugenio IV nel 1445, dipinse molti altri affreschi, dei quali però rimangono solo quelli eseguiti per Nicolò V, con le storie dei santi Lorenzo e Stefano che ricoprono tutte le pareti della cappella Nicolina. L’anno successivo fu ad Orvieto, dove lavorò nel Duomo, poi Firenze e Roma dove, morto nel 1455, venne sepolto in Santa Maria sopra Minerva. Sono numerosissime e celebri le sue opere: l’Incoronazione della Vergine, a Boston; l’Adorazione dei Magi, a Firenze; l’Annunciazione, a Cortona; Gesù lava i piedi agli Apostoli, in Vaticano; Comunione degli Apostoli in San Marco a Firenze; Il banchetto di Erode nel Louvre, a Parigi, ecc. La sua arte caratterizzata da una estrema semplicità e calore mistico, fusi con un vivo senso del colore, forma e luce, fanno di lui un pittore delicato. I suoi quadri sono quasi stilizzati, pieni di poesia e hanno influenzato lo svolgimento della pittura toscana di tutto il secolo. La qualifica di beato, attribuitagli dalla religiosità popolare, è stata riconosciuta ufficialmente nel 1984, da Giovanni Paolo II, proclamandolo patrono degli artisti. Come GIOVANNI da Fiesole è festeggiato il 18 febbraio.

ANSELMO di Lucca
nato a Milano verso il 1036, nel 1073 divenne vescovo di Lucca designato dello zio, Anselmo da Baggio, papa con il nome di Alessandro II. Cacciato dalla sede da Enrico IV, per la sua posizione di riformatore e sostenitore del nuovo papa Gregorio VII nella lotta per le investiture, divenne consigliere e confessore della contessa Matilde di Canossa presso la quale si era rifugiato. Morì a Mantova il 18 marzo 1086 e fu canonizzato nel 1807 da Pio VII.

CIRILLO di Gerusalemme
nato a Gerusalemme nel 315 da genitori cristiani, da giovane pastore di un gregge di pecore, si appassionò poi allo studio della Sacra Scrittura e per molti anni istruì i catecumeni nella preparazione al battesimo. Nel 348 venne consacrato vescovo di Gerusalemme, successore di Massimo, ma fu mandato in esilio per tre volte, perché si opponeva ad Acacio di Cesarea e agli altri ariani intransigenti. Poté rioccupare definitivamente la sede, soltanto nel 378 partecipando così al Concilio di Costantinopoli del 381, come uno dei più importanti rappresentanti dell’ortodossia cattolica. Ci ha lasciato stupende omelie e le famose 24 Catechesi, istruzioni religiose per catecumeni e neofiti del tempo, sulla penitenza, Battesimo, Cresima Credo ed Eucaristia nella basilica del Santo Sepolcro. Morto il 18 marzo 386, è stato proclamato Dottore della Chiesa, nel 1883 da Leone XIII.

CRISTIANO vescovo martire.

EDOARDO II, re
nato nel 963, figlio primogenito del re Edgardo il Pacifico e di Etelfreda, fratellastro di santa Edith, successore del padre nel 975. Dopo soli tre anni di regno, il 18 marzo 978 venne ucciso durante una partita di caccia nei pressi di Corfe-Castle, sulla Manica, in seguito a un complotto ordito dalla matrigna Elfrida che voleva mettere sul trono il figlio Etelredo. In seguito a numerose voci che affermavano che sulla sua tomba avvenissero diversi fatti straordinari, nel 1001 venne proclamato santo da Silvestro II.

FREDIANO di Lucca
vescovo di origine irlandese morto a Lucca il 18 marzo 588. Venuto in Italia condusse vita eremitica e nel 560 fu eletto vescovo di Lucca. Molto venerato a Firenze e in tutta la Toscana, è patrono della città, che gli ha dedicato una chiesa nella quale sono stati traslati i suoi resti tra il 1024 e il 1032, al tempo del papa Giovanni XIX. Viene celebrato particolarmente il 18 novembre per ricordarne il giorno della traslazione.

NARCISO o NARCISSO vescovo martire.

SALVATORE di Horta
nato nel 1520 a Santa Coloma de Farnés, presso Gerona in Spagna. Giovane calzolaio, quando nel 1541 rimase orfano, entrò come laico professo nel convento francescano di Barcellona. Dotato di grande carisma e di poteri taumaturgici, fu molto perseguitato dai superiori e venne anche denunciato all’Inquisizione. Costretto a peregrinare da un convento all’altro  rimase più a lungo in quello di Horta, cittadina sull’isola Fayal nell’arcipelago delle Azzorre (Portogallo), dove fece il cuoco. Alla fine nel 1565 fu trasferito a Cagliari dove morì il 18 marzo 1567. Considerato santo ancora vivente, è stato canonizzato da Pio XI, nel 1938.

TROFINO martire con Eucarpio.

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