I santi del giorno del 12 marzo

12 Mar

BERNARDO di Capua
cappellano del figlio del principe di Capua, Giordano, che lo nominò poi vescovo della diocesi di Sessa Aurunca. Le notizie sulla sua vita, poche e incerte, dicono che traslò le reliquie dell’eremita Martino dal monte Marsico e che forse è morto nel 1109 a Carinola, presso Caserta, dove nella cattedrale da lui fondata, esiste il suo sepolcro marmoreo.

FINA o SERAFINA
nata a San Gimignano, nel 1238 e morta il 12 marzo 1253. Praticò la regola benedettina vivendo nella propria casa, assistita dalla nutrice Beldia. Pur essendo povera, fu molto caritatevole e sopportò con cristiana rassegnazione dolorose malattie che dall’età di 10 anni la tennero emarginata da tutti. Nella chiesa Collegiata di San Gimignano, città della quale è patrona, esiste una cappella a lei dedicata con due affreschi di Domenico Ghirlandaio, nei quali San Gregorio benedicente annunzia alla santa, distesa sulla tavola di quercia, il giorno della sua morte.

GIUSTINA Bezzoli
nata ad Arezzo nella seconda metà del 13° secolo, quando ebbe 13 anni entrò nel monastero benedettino di San Marco. Passò tutta la vita tra questo monastero, quello di Ognissanti, sempre in Arezzo e quello di Civitella in Val di Chiana. Quando perdette la vista, fu ricondotta nel monastero di Ognissanti, dove è morta il 12 marzo 1319.

GREGORIO Magno
nato a Roma nel 540, figlio di Gordiano e di Silvia, entrambi santi. Prefetto di Roma dal 573, alla morte dei genitori si fece monaco e trasformò la sua casa nel monastero benedettino di sant’Andrea al Celio, del quale divenne poi abate e fece fondare 6 nuovi monasteri nelle terre possedute dalla sua famiglia in Sicilia. Ordinato diacono nel 575 da Benedetto I, dal 579 al 585, fu nunzio apostolico a Costantinopoli e poi, tornato in Italia, consigliere del papa Pelagio II, che il 7 febbraio 590 morì di peste. Per unanime consenso del clero e del popolo romano, venne subito eletto al pontificato, anche se poté essere consacrato solo 6 mesi dopo, il 3 settembre e continuò a vivere monasticamente. Agì riaffermando il principio della supremazia romana sulla Chiesa d’Occidente e sia pure con maggior tatto, anche su quella d’Oriente. Nel 599 pose fine alle lotte con l’Esarcato di Ravenna e nello stesso periodo, iniziò la grande opera di conversione dei Longobardi e fu anche il primo papa ad assumere l’umile titolo di “servis servorum Dei”, che in seguito venne usato da tutti i successori. Uomo di instancabile attività provvide al governo della Chiesa occupandosi anche dell’evangelizzazione e nel 596 mandò Agostino, priore del monastero di sant’Andrea  con 40 monaci, in Britannia fra gli Angli e poi altri missionari tra i Franchi e nell’Europa del Nord. Ottenne la conversione dei Visigoti di Spagna, e stroncò l’eresia dei Donatisti in Africa. È stato il principale artefice della ricostruzione di Roma, devastata da invasioni, saccheggi e calamità naturali. Morto il 12 marzo 604, sepolto in San Pietro e santificato per acclamazione poco dopo la morte. Ha lasciato molti scritti, fra i quali un importante Epistolario, che raccoglie, in 14 libri, circa 800 lettere, documenti vivissimi del tempo, la Regola Pastorale, i Moralia, le Omelie sui Vangeli, Ezechiele e Cantico dei Cantici. Da non dimenticare, i “Dialoghi”, nei quali narra virtù e miracoli di santi italiani e la storia di San Benedetto e dei Longobardi. Provvide a una grande riforma liturgica, introdusse il canto gregoriano al fine di rendere più viva e sentita la partecipazione dei fedeli alla celebrazione eucaristica, represse gli abusi e infine promosse e organizzò solidamente la vita monastica. Chiamato Padre della Chiesa Occidentale, è stato definito uno dei più grandi Dottori della Chiesa.

LUIGI Orione
nato il 23 giugno 1872 a Pontecurone, Alessandria. Dopo un breve periodo di esperienza fra i Frati Minori di Voghera, nel 1886 fu a Torino con don Bosco. Dopo la morte del santo stava per farsi salesiano, ma nel 1889 sentì un’altra vocazione ed entrò nel seminario di Tortona. Ordinato sacerdote il 13 aprile 1895, si diede in grande stile a opere di carità, fondò la Piccola Opera della Divina Provvidenza, la congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità, il Piccolo Cottolengo di Milano e fece costruire il santuario della Madonna della Guardia a Tortona. Nel 1908 fu a Messina con i soccorsi per le vittime del terremoto e papa Pio X lo nominò vicario generale di quella diocesi, dove rimase per tre anni. Nel 1914 iniziò a mandare i suoi sacerdoti in Argentina a fondare opere missionarie, scuole, colonie agricole, parrocchie e orfanotrofi  Nel febbraio del 1921 fu a Trento dove acquistò i macchinari e le edizioni di una tipografia fallita, li portò a Venezia e con l’aiuto del Patriarca, cardinale La Fontaine, diede vita a un movimento editoriale di buona stampa e lavoro ai ragazzi dei suoi due istituti Artigianelli e Manin. Morto il 12 marzo 1940 a Sanremo, il 26 ottobre 1980 è stato beatificato da Giovanni Paolo II, che poi lo ha solennemente canonizzato il 16 maggio 2004, iscrivendo il suo nome nella grande famiglia dei santi. I suoi figli della Divina Provvidenza sono attualmente circa un migliaio e operano in 29 nazioni. Recentemente sono stati aperti nuovi Piccoli Cottolenghi a Manila e Città del Messico, mentre sono quasi pronti quelli di Bucarest e Fortaleza in Brasile.

MAMILIANO di Roma
martire del quale esiste un’urna sepolcrale nella Cattedrale di Sovana, in provincia di Grosseto.

NICODEMO di Mammola
nato a Cirò presso Catanzaro, all’inizio del 10° secolo. Asceta, discepolo dell’abate Fantino, fondò una “laura” sul monte Cellerano, vicino a Locri e un monastero per monaci greci a Mammola, in provincia di Reggio Calabria, dove morì nel 990. Nel 1630 è stato proclamato protettore, patrono di Mammola.

PIETRO diacono santo morto nel 605.

SERAFINA santa vissuta in Armenia, martire verso il 426.

SIMEONE il Teologo
nato nel 949 a Galaté, in Paflagonia, fu educato a Costantinopoli. Abate del monastero di San Mama e ottimo amministratore, in seguito ad alcune questioni teologiche e contrasti con i monaci per suo zelo riformatore, fu costretto a dimettersi e andare in esilio. Quando fu richiamato, preferì continuare la sua solitudine e costruì un nuovo piccolo monastero a Santa Marina, dove si ritirò e scrisse molte opere spirituali. Morì il 12 marzo 1022.

TEOFANE di Calonima
cronista bizantino nato nel 758 in una famiglia ricca. Distribuì ai poveri i suoi averi e si fece monaco nel monastero del monte Kara-Dag, nell’odierna Turchia e poi si ritirò poi sull’isola di Calonima, fondandovi un suo monastero. Qualche tempo dopo ne fece erigere un altro a Campogrande, non lontano da quello di Kara-Dag, del quale fu superiore per 29 anni. Partecipò al 2° Concilio di Nicea contro gli iconoclasti ma, nell’815 venne esiliato a Costantinopoli dall’imperatore Leone V e nell’817 a Samotracia, in Grecia dove morì il 12 marzo. Tra l’811 e l’815 ha composto una Chronographia, continuazione della Cronaca di Giorgio Sincello, che va dal 284 all’813.

ZONO di Alessandria vescovo martire in Egitto.

 

 

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