I santi del giorno del 9 marzo

9 Mar

CANDIDO di Sebaste martire in Armenia a Sebaste, assieme a CIRIONE.

CATERINA de’ Vigri
detta da Bologna, dove è nata l’8 settembre 1413. Allevata alla corte di Margherita d’Este a Ferrara, a 14 anni, quando le morì il padre e la madre passò a nuove nozze, abbandonò la corte per entrare fra le “povere donne” di santa Chiara, nel Monastero del Corpus Domini della città. Al principio fece molti lavori, fornaia, cuoca, lavandaia e ricamatrice, ma dotata di grande talento educativo, fu scelta poi come maestra delle novizie. Nel 1456 fondò a Bologna, il convento del Santo Sacramento, del quale fu badessa fino alla morte. Autrice di vari scritti mistici nei quali ha narrato le sue visioni celesti, ha scritto anche il trattato “Le 7 armi spirituali”. Si è occupata di poesia, musica e pittura, nella quale ha lasciato dei bellissimi quadri di Madonne. È morta il 9 marzo 1463 e il corpo, rimasto incorrotto, si trova nel Santuario del Corpus Domini a Ferrara. Canonizzata nel 1712 da Clemente XI.

DOMENICO Savio
il più giovane dei santi non martiri, nato il 2 aprile 1842 a Riva di Chieri in provincia di Torino, figlio di un fabbro e di una sarta. A 12 anni, terminate le scuole elementari a Mondonio, presso Asti, entrò come studente di teologia nell’Oratorio di San Francesco di Sales, a Torino, diretto da don Bosco, il quale ne ha poi scritto la Vita. Studente modello, generoso, pieno di vita che trasmetteva gioia e allegria a tutti, è vissuto in continuo esercizio di ascesi spirituale, con la Comunione quotidiana, grande devozione a Maria Immacolata e spirito di sacrificio nel servire in ogni modo i compagni. Nel febbraio del 1857, molto malato, fu rimandato a casa da don Bosco per curarsi ma, colpito da polmonite, è morto il 9 marzo 1857. Nel 1914 i suoi resti sono stati traslati nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice a Torino. È stato beatificato da Pio XII il 5 marzo 1950 e canonizzato il 12 giugno 1954, ma nella famiglia salesiana viene festeggiato anche il 6 maggio.

EZIO di Melitene
uno dei 40 martiri di Sebaste, durante la persecuzione dell’imperatore romano Licinio Valerio. Arrestati e portati a Melitene, essendosi rifiutati di rinnegare la fede cristiana, nel 320 furono esposti nudi ai rigori dell’inverno, finché morirono ad uno ad uno.

FRANCESCA Romana
Franceschella di Paolo de’ Buscis, nata a Roma nel 1384 in una famiglia nobile che le potè dare un’ottima educazione cristiana. Per volontà del padre si dovette sposare a 12 anni con Lorenzo dei Ponziani, nobile ricco, con il quale ebbe tre figli. Nel 1425, il marito divenuto invalido di guerra, le diede il permesso di fondare un ritiro di religiose libere e nel 1436, quando rimase vedova, entrò nell’Istituto che fu detto delle “Oblate o Collatine”, posto sotto la regola di San Benedetto, approvato da Eugenio IV l’anno seguente. Il suo esempio indusse molte nobildonne romane ad abbandonare “il mondo” e farsi religiose. Nel monastero, però, volle essere trattata come la più umile delle sorelle, prodigandosi particolarmente in opere di carità e nell’assistenza degli ammalati durante le epidemie di peste degli anni seguenti. Godette di doni mistici e morì nel ritiro di Monte Oliveto, in provincia di Siena, il 9 marzo 1440. È stata canonizzata da Paolo V nel 1608.

GIUSEPPE Pignatelli
Giuseppe Maria, nato nel 1737 a Saragozza. Entrò nella Compagnia di Gesù dove, nel 1753 venne ordinato sacerdote e all’inizio svolse apostolato nella sua città. Quando i Gesuiti furono cacciati dalla Spagna, venne mandato in Corsica e di qui in Italia, a Ferrara, ma dopo l’avvenuta soppressione della Compagnia, si ritirò a Bologna come prete secolare. Pur restando ancora in Italia si aggregò ai Gesuiti che sopravvivevano in Russia ed ebbe una parte di rilievo nel ristabilimento della Compagnia, lavorando per la rinascita dell’Ordine, come provinciale d’Italia, dal 1803. Sotto di lui risorsero così i collegi di Roma, Orvieto e Tivoli. Morto a Roma nel 1811, è stato beatificato da Pio XI, nel 1933 e poi canonizzato da Pio XII, nel 1934.

GREGORIO di Nissa
nato verso il 335 a Cesarea di Cappadocia, figlio di Basilio il Vecchio e di Emmelia, ebbe anche 3 fratelli santi, Basilio, Pietro di Sebaste e Macrina. La sua vita all’inizio sembra una catena di fallimenti perché, dopo aver esitato a lungo tra la vita secolare (diventò maestro di retorica e si sposò con Teosebia) e quella ecclesiastica, fu condotto alla vita ascetica da Gregorio Nazianzeno. Rimpianse la condotta giovanile ed entrò nel monastero di Annesi, fondato dal fratello minore Basilio, il quale nel 371 lo nominò vescovo di Nissa. Costretto a fuggire nel 376 per le persecuzioni degli Ariani, poté tornare in sede tre anni dopo per opera dell’imperatore Graziano. Nel 380, nominato metropolita di Sebaste, partecipò al Concilio di Antiochia, al 2° di Nicea e anche a quelli di Costantinopoli, tra il 381 e il 394, acquistando grande fama per la sua oratoria. Mantenne sempre un particolare legame spirituale con la sorella Macrina, della quale scrisse una biografia. Ricco di dottrina biblica è stato tra i massimi ispiratori delle teologia cristiano-orientale, lasciando molte opere ascetiche e apologetiche, un libro sulla verginità, commenti alle Sacre Scritture, 5 omelie sul Padre Nostro, una Vita di Mosè e trattati dogmatici. Negli scritti mistici è considerato un autentico precursore di san Giovanni della Croce. Morto a Nissa nel 395, è stato proclamato Dottore della Chiesa Greca.

PACIANO di Barcellona
nato verso il 320, è conosciuto attraverso una breve biografia scritta da Girolamo di Stridone. Vescovo di Barcellona dal 373, viene annoverato tra i migliori teologi latini del suo secolo, ma fra le sue opere ci sono giunte solo 3 lettere e un trattato sul battesimo. Morì nel 390 circa.

TAURINA di Vercelli vergine martire.

VITALE abate benedettino francese dell’11° secolo.

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