I santi del giorno del 6 marzo

6 Mar

AGNESE di Boemia ricordata anche il 02 Marzo.

BASILIO di Bologna vescovo.

COLETTA Boylet ricordata anche il 07 Febbraio

CRODEGANGO di Metz
vescovo di Metz, nato nel 712 nel Brabante(Paesi Bassi). Parente di Pipino il Breve, divenne referendario del re Carlo Martello e così potè contribuire notevolmente alla riorganizzazione della Chiesa di Francia, dando al suo clero una regola che servì di modello ai canonici regolari. Fondò una scuola di canto liturgico e numerosi monasteri, tra i quali è da ricordare quello di Gorze, presso Magonza. Morì nel 766.

EZIO di Amorio
il 24 settembre 838 la città di Amorio, in Frigia(v), cadde per colpa di un cristiano apostata, nelle mani dei Musulmani, che, dopo aver ucciso di spada gran parte della popolazione, compresi donne e bambini, imprigioniarono una quarantina di funzionari e ufficiali, tra i quali Ezio. Dopo 7 anni di reclusione durissima, in prigioni oscure e luride, nutriti solo a pane e acqua, nel marzo 845, furono tutti decapitati sulle rive dell’Eufrate, per essersi rifiutati di abiurare la religione cristiana.

FRIDOLINO di Seckingen
monaco irlandese del 5° secolo, trasferitosi sul continente, divenne abate di Saint-Hilaire, a Poitiers(v). Viaggiò molto in Germania, Francia e Svizzera, svolgendo opera di evangelizzazione e fondando diversi monasteri.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perchè nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

MARZIANO o MARCIANO vescovo di Tortona, martire nel 120 circa.

OLLEGARIO di Tarragona arcivescovo in Spagna.

ROSA da Viterbo
nata a Viterbo nel 1233, da Giovanni e Caterina, poveri contadini. Si dice che a 8 anni abbia avuto una visione della Madonna e che, a 12, si sia messa a predicare per le strade della città. Guarita miracolosamente da una malattia, dopo i 15 anni vestì l’abito di terziaria francescana e predicò la penitenza per far tornare i concittadini alla Chiesa di Cristo. Ebbe Fu molto ostacolata, dai Catari eretici che la fecero cacciare dalla città a nome dell’imperatore Federico II e l’intera famiglia si rifugiò a Soriano nel Cimino. Quando alla fine del 1250 l’imperatore morì, la famiglia si fermò per un po’ di tempo a Vitorchiano e poi potè tornare a Viterbo. È morta di tubercolosi il 6 marzo 1251 o 53, ma viene festeggiata abitualmente il 4 settembre data della traslazione del corpo nel 1258. Canonizzata nel 1457 da Callisto III, è la celeste patrona di Viterbo e nel 1922 è stata proclamata anche patrona della gioventù femminile italiana dal papa Pio XI.

SATURNO di Nicomedia martire in Bitinia.

VITTORE I papa
forse originario d’Africa, governò la Chiesa con determinazione e saggezza dal 189 al 199, in un periodo relativamente tranquillo per i cristiani, favorito dalla tolleranza degli imperatori del tempo, Commodo e Settimio Severo. Si occupò prevalentemente di affari disciplinari, come la controversia circa la data della celebrazione della Pasqua, per la quale ribadì che si dovesse celebrare la domenica successiva al plenilunio di primavera, minacciando addirittuta la scomunica a chi non si fosse attenuto a questa direttiva. Mantenne buoni rapporti con la corte imperiale e riuscì a far liberare alcuni prigionieri condannati ai lavori forzati nelle miniere della Sardegna, tra i quali il futuro papa Callisto I. Pontefice da ricordare tra i più significativi, decisi ed energici del suo secolo, scomunicò Teodoto di Bisanzio per la sua dottrina che negava la Trinità. Secondo san Girolamo, fu autore di alcune opere in latino, ma di scarso rilievo. Nonostante il Liber Pontificalis parli di martirio, la notizia è senza fondamento storico, perchè le persecuzioni di Settimio Severo contro i cristiani iniziarono solo due anni dopo la sua morte e non esistono nemmeno prove certe che sia stato sepolto accanto alla tomba di san Pietro.

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