I santi del giorno del 21 febbraio

21 Feb

ELEONORA d’Inghilterra
nata nel 1222, in Francia, figlia del conte di Provenza, Raimondo Berengario IV e di Beatrice di Savoia. Nel 1236, sposò Enrico III re d’Inghilterra e come altri membri della sua famiglia, ebbe fama di autrice di poesie, ma si rese impopolare in Inghilterra, favorendo i propri connazionali, finanziando la spedizione nell’Italia Meridionale del cognato Carlo d’Angiò. Dopo la morte del marito, sul quale aveva esercitato una grande influenza, dal 1272 governò il paese per 2 anni, fino al ritorno del figlio Edoardo I dalla crociata, che poi la costrinse a ritirarsi nel monastero di Amesbury, presso Salisbury, dove morì in fama di santità, il 25 giugno 1291. Benchè non sia mai stata canonizzata e il suo culto non sia ufficiale viene tradizionalmente festeggiata il 21 febbraio.

IRENE di Roma
sorella di papa Damaso I, le scarse notizie su di lei ci vengono da una poesia dedicatale dal celebre fratello. Consacratasi a Dio ancora giovanissima, morì a soli 19 anni e fu sepolta sulla Via Ardeatina.

MASSIMIANO di Ravenna
nato a Pola nel 490 e morto a Ravenna nel 556. Fu il primo ad assumere, in Occidente, il titolo di “Archiepiscopus”, inteso come capo di un gruppo di vescovi metropoliti. Vicario del papa Vigilio e dell’imperatore Giustiniano, occupò un posto di rilievo nella vita politica e religiosa italiana del 6° secolo. Con lui la Chiesa di Ravenna rifiorì materialmente e moralmente e fu sempre lui a consacrare le basiliche di San Vitale e di Sant’Apollinare in Classe che fece adornare con i famosissimi mosaici.

NATALE Pinot
nato il 19 dicembre 1747 ad Angers. Fu ordinato sacerdote e divenne parroco, ma quando si rifiutò di giurare sulla costituzione civile della rivoluzione francese, venne destituito dall’incarico ed esiliato. Tre anni dopo quando tornò, fu arrestato mentre celebrava la santa Messa e decapitato sulla piazza di Angers il 21 febbraio 1794

PATERNO di Brescia santo di Brescia, morto nel 604.

PIER DAMIANI
nato a Ravenna nel 1007, da una famiglia poverissima. Rimasto orfano, fu sostenuto negli studi dal fratello maggiore Damiano e ancora giovanissimo, divenne insegnante di grammatica a Parma e Ravenna. Affascinato dalla contemplazione, lasciò presto l’insegnamento, nel 1035 abbracciò la regola benedettina e si ritirò nel monastero di Fonte Avellana. Per l’austerità dei costumi e la grande opera di apostolato esercitata nei vicini conventi, nel 1043 fu eletto priore e poi nell’autunno 1057 divenne stretto collaboratore di Stefano IX, dal quale suo malgrado, fu nominato vescovo-cardinale di Ostia. La sua eccezionale personalità lo portò al ruolo di consigliere di altri papi e Legato Pontificio, in numerose missioni religiose e diplomatiche. Teorico della vita monastica, nel 1059 fu a Milano per la riforma di quella Chiesa, nel 1063 a Cluny, per difendere i previlegi dell’abbazia contro il vescovo di Macon, quindi a Firenze, dove assolse il vescovo Pietro accusato di simonia. Nel 1069 fu anche a Magonza per distogliere Enrico IV dal divorzio e nel 1072 a Ravenna, per riconciliare la città con la Santa Sede. Tornando da quest’ultima missione, morì in una chiesa di Faenza il 22 febbraio 1072 e fu subito venerato come santo. La sua produzione letteraria è molto vasta e comprende 150 lettere indirizzate a eminenti personaggi del tempo, oltre a inni, poemi, biografie di santi e trattati polemici di vario genere. Nel 1828 Leone XII, lo ha proclamato Dottore della Chiesa.

PIPINO di Landen
detto anche Pipino il Vecchio, nato nel 580. Maestro di palazzo del regno di Austrasia per la dinastia merovingia, prima con il re Dagoberto I e poi con Clotario II, re e padrone di tutto il Regno Franco, Gallia e Germania. Sposato con Itta, fondatrice del monastero di Nivelles, ebbe due figlie, Gertrude e Begga. Caduto in disgrazia, dopo un periodo di esilio, dal 638 fu nuovamente maestro di palazzo del re Sigeberto II. Morì nel 640, fu sepolto nel feudo di Landen e poi le sue reliquie vennero trasportate a Nivelles dove furono portate in processione fino al 16° secolo.

ROBERTO Southwell
nato in Inghilterra nel 1561 fu costretto a studiare in Francia nei collegi di Clermont e Parigi, dove tentò di entrare nella Compagnia di Gesù, venendo respinto causa la giovane età. Andò allora in pellegrinaggio a Roma dove venne accolto nel noviziato di Sant’Andrea, che però terminò a Tournai, prima di tornare a Roma nel 1584 per ricevere l’ordinazione sacerdotale. Esercitò poi il suo apostolato in Inghilterra amministrando i sacramenti di nascosto nei dintorni della capitale e scrivendo libri sulla fede editi da una stamperia segreta locale. Nel luglio del 1592, però fu tradito da una cristiana convertita al protestantesimo e dopo varie settimane di torture per indurlo a rivelare i nomi degli altri sacerdoti cristiani, venne rinchiuso nella Torre di Londra. Il 20 febbraio 1595 fu processato per alto tradimento, condannato e impiccato il giorno seguente. È stato canonizzato da Paolo VI nel 1970.

SEVERIANO di Scitopoli vescovo martire, in Cappadocia, nel 452.

SIRICIO martire in Africa con numerosi compagni di fede.

TITO martire in Africa assieme a Siricio e Verulo.

VERULO martire in Africa assieme a Siricio, Tito e compagni.

ZACCARIA patriarca di Gerusalemme, morto nel 631.

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